E’ nato il Blog a Progetto

Basta, sono stufo.

Per l’ennesima volta dopo un’ora di lavoro scarsa mi sento dire “quelli dell’outbound a casa”: sono finiti i contatti da chiamare, non c’è lavoro.

Quindi stop, a casa.

Grazie alla cosiddetta “Legge Biagi”, quella dei contratti a progetto, quando gli servi vai bene. Sei economico e all’ora costi pochissimo, per non parlare dei ridicoli incentivi di pochi centesimi…
Quando invece per una sera c’è qualche problema, oppure non ci sono numeri da chiamare sono affari tuoi. Inconsciamente loro si appellano alla legge Biagi e ti mandano via, così non ti pagano: quella sera non guadagni un bel niente, ma da bravi italiani sempre a testa bassa, a casa senza porsi domande.

“Scrivete un’ora e mezza sulla time-card e consegnatela”.

E’ così che mi è venuta in mente questa idea, dopo l’ennesima e frustrante mazzata in stile “signoraggio”. Perché non scrivere di noi, di questo popolo per la gran parte molto giovane, con ZERO certezze nel futuro (preferivo le zero certezze di 10-15 anni fa..)? Perché non dare voce a noi studenti universitari che dopo aver seguito i corsi lavorano nei call-center per evitare di chiedere “la mancia” a mammina e a paparino? Perché non avere uno spazio in cui qualsiasi lavoratore a progetto possa confrontarsi con tutti gli altri?

Visto che la tv generalista-spazzatura italiana non parla dei problemi veri ma si occupa solo del calcio o pensa più che altro a dirci che tutto va bene (quella italiana è speciale nel farlo); o ancora visto che i media preferiscono dare adito a quello che il politico di turno voglia dire quel giorno e visto che i giornali di questo “piccolo” problema ne parlino veramente poco…ho deciso che questo spazio me lo prendo Io, ce lo prendiamo Noi, riferendomi al “popolo” dei traballanti precari.

Voglio sharare, fare sharing con voi, popolo di internet.
Voglio sfruttare questa rete orizzontale, dove in teoria non ci sono “più potenti”, ma dove tutti siamo dei nodi importanti per comunicare.

Qui si condivideranno esperienze, qui si condivideranno altre categorie di assurdità in questa nuova italietta tornata indietro di 100 anni.

Lavoratori a progetto, vi ho chiamato: ora non state seduti. Prendete esempio dai francesi e facciamogli vedere che anche noi siamo capaci, possiamo protestare ancora, civilmente, discutendone. Battiamoli un’altra volta.

Ma questa volta vinciamo veramente per Noi stessi.

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6 risposte a E’ nato il Blog a Progetto

  1. lavoratoreflessibile scrive:

    Ho lavorato per pagarmi studi che non servono ad un cazzo.
    28 anni e una mano si coglioni quando vado ai colloqui.
    Eccomi, sono flessibile.

  2. crista scrive:

    ti capisco…io mi sto pagando l’università (e l’affitto) così…e non faccio che sentirmi demoralizzata perchè so che il pezzo di carta non mi servirà a nulla….se ti raccontassi la mia settimana tipo scoppieresti a ridere…16 ore in un ufficio-8 in un supermercato-7 in una biblioteca-8 in un’altra biblioteca…e poi penso ai miei ex compagni di scuola, voglia di studiare non ne avevano e quindi sono andati a lavorare…e ora si ritrovano tutti con contratti a tempo indeterminato

  3. sonounprecario scrive:

    ..giah, tornando indietro forse…farei altre scelte anche io..ma ormai la frittata è fatta, mi sa che ci tocca finire e poi..chi lo so. Sarà servito a qualcosa? Mboh..forse solo a sviluppare ulteriormente le proprie capacità intellettive, in modo tale da potersi ammazzare di “seghe mentali e paranoie” sul futuro, ecc…

    o forse no?!

  4. AnferTuto scrive:

    Hola faretaste
    mekodinosad

  5. uglypostcards scrive:

    più o meno la mia storia: a 19 anni mi trasferisco per l’università e mi mantengo con il lavoro in un call center. dal ’99 al 2007 sono passato attraverso un’infinita di contratti, prima a collaborazione occasionale, poi coordinata e continuativa, infine a progetto (nello stesso posto, ovvio)… un annetto fa mi sono laureato (dams.. puoi capire il riscontro post laurea che ho avuto…), ma la fregatura è che in questi anni sono stato ingabbiato in una sootospecie di carriera proprio in quel call center… e grazie alla finanziaria di prodi dell’anno scorso, da dicembre ho un contratto a tempo indeterminato… CHE NON VOGLIO!!! VOGLIO USCIRE DAI CALL CENTER!!!!

  6. Paolo scrive:

    io ho avuto la fortuna di trovare un contratto da apprendista per fare ciò che mi piace ma ora voglio tentare l’avventura in proprio. Spero di riuscire e, nel mio piccolo, di contribuire ad un futuro migliore per chi potrà essere un giorno mio dipendente…

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