Vendo il mio corpo per un posto di lavoro

Avrete dato un’occhiata a questo blog e vi sarete fatti qualche domanda credo. Riassumendo: “Mi chiamo Sara, sono di Roma ed ho compiuto trenta anni il novembre scorso. [...] Migliaia di ragazzi italiani sono nella mia stessa situazione e non c’è nessuno, nè governo nè sindacati, nè destra nè sinistra, che stia muovendo un dito per rimediare a questo scandalo. L’unica soluzione che riesco a trovare è vendere me stessa. Esatto, alla persona che mi offrirà un contratto reale, a tempo indeterminato con uno stipendio minimo di milleduecento euro, concederò una e soltanto una notte di sesso.”

Bene, a parte (come tutti i moralizzatori saranno pronti a spiegarci e ad insegnarci nonché spiegarci come sdegnarcene) l’aspetto del “vendersi” per milleduecento euro (che non è roba da poco, qualcuno, poco garbato e con poca intelligenza potrebbe farle notare che sui viali paga meno, soprattutto se ha una divisa) che è un altro discorso, sono le paole di disperazione ed i motivi che hanno spinto questa ragazza ad arrivare a questo punto. Vendersi per un po’ di soldi per poter vivere e mangiare.

Esempio di signoraggio passivo? Proposta di auto-schiavitù?

No, denuncia sociale. A cui nessuno ovviamente saprà rispondere, se non in stile “studio aperto”, che oltre ad insegnarci come vestirci (è un telegiornale) e a spiegarci cosa fanno 7-8 troiette sotto le scrivanie (è un telegiornale) potrebbe farci un bel servizio. Immagino già come. Voce triste, un po’ malinconica e racconto della storia di una ragazza disperata portata a prostituire il suo corpo e poi…ecco l’intervista ad un bravo imprenditore pronto a darle un bel lavoro (magari in cambio di qualche bottarella anche se non si dice); e poi la giornalista felice che subito ci racconta come stia diventando una moda darla via per trovare lavoro, che tutte ormai lo fanno (con la hit del momento di sottofondo). Quindi è giusto farlo, tutte lo fanno, ecco risolto il problema. E subito dopo un ANSA che ci spiega la nuova proposta di qualche ministro “illuminato”: “Proposta di legge: alle donne non servirà diploma o laurea. Gli basterà darla via per lavorare!”; e se una è brutta fatti suoi, vada all’estero. In Italia si sta bene e sono tutti belli e bravi, quindi non c’è posto per loro. Problema risolto, per il telespettatore non esiste una questione lavoro, ma esisteranno “troiette pronte a tutto per lavorare” seguita da un’esclamazione tipo “ma che vada a lavorare in miniera quella li che cerca solo i soldi!”. Eh certo! Ecco come ribaltare qualcosa di serio. Questo era un esempio spiccio, e spero l’abbiate intuito, utile a capire come ne parlino i media se ne parlano per sbaglio. Il problema non esiste è solo nella mente della poveretta di turno.

“Ho provato una grande rabbia per questa situazione di cui al governo sembra non fregare niente, ma comunque sentivo il bisogno di fare qualcosa per scuotere l’indifferenza generale, un gesto estremo che potesse servire a puntare i riflettori sui problemi di noi giovani precari senza un futuro.

La rabbia da sola infatti è fine a se stessa, senza azioni è sterile e non porta a niente.

Molti quotidiani hanno parlato della nostra situazione: alcuni realmente interessati al reale problema sollevato, altri con l’unica squallida preoccupazione di scrivere un pezzo morboso in cui poter inserire in un punto a caso dell’articolo il nome della Gregoraci.

Un importante telegiornale era interessato a parlare della storia con me, purtroppo poco dopo si è tirato indietro perché il direttore, di un preciso schieramento politico, aveva paura di ripercussioni negative.[...]

se in Italia per trovare lavoro,  c’è bisogno di aprire un blog ed offrire sesso in cambio di un contratto con delle garanzie, c’è qualcosa che non va, vuol dire che il sistema è malato.”

 

Già, parole sante, dure e crude verità. Ma sui giornali cosa leggete? E sui tg? Pensate serva a qualcosa?

Negli altri paesi servono diplomi, lauree…qui invece se la dai via e se “lavori sotto le scrivanie” lavori, vai avanti.

Che ci sia qualcosa di strano?

Evidentemente no, visto che la tv ci dice sempre che “tutto va bene”…pensate se andasse male!

 

 

 

P.S.= quasi quasi mi vendo anche io (anche se sono maschietto)…ma non so se la mia ragazza sarebbe d’accordo. Forse dipende da che stipendio ci guadagnerei! :P

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9 risposte a Vendo il mio corpo per un posto di lavoro

  1. santorosario scrive:

    E’ proprio vero , io sono della Sicilia precisamente di CAtania, ho una laurea in Ingegneria elettronica ma è come se non ce l’ho, lavoro non ce ne non so piu che fare, ….. Quasi Quasi vendo anche io il mio corpo..

  2. sonounprecario scrive:

    ..io non te lo consiglio.. Piuttosto prova “altre mete” come l’estero…!

    Molto probabilmente li ci sono più prospettive lavorative e a parità di impiego…sei molto più valorizzato.

    Insomma, credo ci sia meno “paraculismo”..e più “opportunità”.

  3. killer scrive:

    alla ragazza di sopra se e interesata chiami su questo numero 3280008058.

  4. killer scrive:

    alla ragazza di sopra se e interesata chiami su questo numero

  5. sonounprecario scrive:

    …qualche maggiore indicazione sul numero?
    A meno che sia per un appuntamento privato.. :P

  6. friend scrive:

    Esprimo il mio dissaccordo con il pensiero di Sara.Partendo dal presupposto che la stessa sia una persona libera e non versi nello stato di molte immigrate soggette invece a mafia o ricatti(trattenuta passaparto,documenti ecc) nel momento nel quale ci si ‘vende’ per 1200 euro a tempo indet. non si giudichi poi le altre ‘vallette’ o ragazze in ‘carriera’.Se la sua offerta è ‘andare a letto per una! sola notte’ a chi offre un contratto a tempo indet a 1200 euro mi spiego come questa ragazza abbia una concezione del mercato tale che non trovi altri lavori.La sua ‘offerta’ infatti(paradosso) è fuori mercato,nessuno assumerebbe una ragazza per una notte a tempo indeter(che equivale a sposarsela),sarebbe allora meglio sposarsi per l’impreditore e col rischio del divorzio magari dare la stessa cifra alla moglie.Ho evitato il luogo comune che per strada costa meno.Affermare che si scende a compromessi per una sola! notte poi non vuol dire nulla,a quel punto non fa differenza,o una notte o 5 notti sei ormai etichettabile come quelle che tu hai giudicato.Fino a prova contraria una donna (o uomo) ‘è poco seria’ nel modo di ragionare e non nel numero di rapporti.Se proprio vuoi fare ‘la furba’ e sei capace di concepire queste idee e metterle in atto come scrivi allora pensa a metterti in proprio,se ti dice bene e sei una bella ragazza fra 5-8 anni smetterai addirittura di aver bisogno di soldi e ti compri pure 2 appartamenti a roma.Molto meglio di 1200 euro al mese e 8 ore di lavoro sotto padrone per 35 anni circa di contributi,non trovi!?(mera provocazione).
    Ciao.

  7. sonounprecario scrive:

    Sì beh, quello che dici è ovvio…però, come concludi, credo che lei l’abbia fatto semplicemente per provocare. Ricordo anche la reazione dei quotidiani on line, ma non tanto per parlare del problema “precari”, ma perché questo fatto aveva a che fare col SESSO.

    Incredibile, no?

  8. sergio scrive:

    sara hai pienamente ragione!!! Peccato che io sia uomo altrimenti per un offerta di lavoro del genere la darei anche io! La proposta potrebbe essere rivolta agli imprenditori un poi gay ma pensandoci bene preferirei morire di fame!

  9. Betty scrive:

    Sergio se tu t vendi ti rompo il sedere

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