God bless America

febbraio 28, 2007

Anche questi sono gli Stati Uniti. Siamo nel 2007, ricordo.

fonte: JenaRidens

Dio li benedica, sempre: è giusto che decidano per tutti, possibilmente con qualche bombettina.


Jamiroquai nel Guinness World Record

febbraio 28, 2007

Beh insomma, è il mio cantante preferito (insieme alla band, ovvio).

//www.jamiroquai.com //www.jamiroquai.com fonte: http://www.jamiroquai.com/

E visto che non trovo ancora nessun video in giro, volevo informarvi che ieri, su un aereo (boeing 757) a 35.000 piedi (o 37.000, ora non so con precisione), JK ha tenuto un concerto vero e proprio davanti a un po’ di fortunati giornalisti, alla leader dell’official fan club (mondiale) dei Jamiroquai e ad una mini-giuria testimone dell’evento che potevano seguire il concerto sui televisorini dell’aereo (non tutti avevano buona visuale, tipo quelli delle ultime file). L’aereo è stato adattato, ma neanche tanto: a parte aver levato le prime 6-7 file per posizionare la band, non si è trattato di un unplugged (come si pensava). Dai vani superiori portaoggetti infatti, una volta aperti, sono comparse casse e luci.

//www.jamiroquai.com //www.jamiroquai.com fonte: http://www.jamiroquai.com/

JK ha cantato e fatto qualche mossettina (non c’era molto spazio). Hanno suonato e cantato per 30 minuti..questa la playlist:

1. Radio – this was the first time Radio was played live!

2. Feels Just Like it Should

3. High Times

4. If I Like it I do it

5. Travelling Without Moving

6. Runaway

Chissenefrega voi direte. Ah, l’evento si chiamava “Gig in the Sky” ed è stato organizzato dalla Sony-Ericsson. L’aereo è partito da Monaco di Baviera ed è atterrato in Grecia, ad Atene (la località è rimasta segreta fino all’atterraggio). Come se non bastasse…c’è stato un bell’ “After Show Party” (un altro concertino insomma) con circa 700 fans. Sono invidioso, sì.

Chissenefrega ri-direte.


La giornata della lentezza

febbraio 27, 2007

Il 19 febbraio c’è stata la “Giornata della lentezza”. Non arrivo in ritardo, credetemi.

//www.vivereconlentezza.it

Soltanto mi chiedevo se fosse stata istituita per essere dedicata alle ADSL dei provider italiani.

DNS, virus e scuse accampate a parte, guardando le statistiche del traffico del primo centro interscambio per internet in Italia si nota come a febbraio dell’anno scorso fossimo sugli 11 GB…ora siamo a16GB e qualcosa; ad aumento del traffico e delle connessioni non corrisponde una miglioria delle strutture. Allora perché paghiamo gli abbonamenti ancora più di tutti gli altri europei?

Classico. E non chiamate il servizio clienti, è inutile: vi diranno che non ci sono disservizi, oppure non ti fanno nemmeno parlare con un operatore ma con una voce registrata. Loro risolvono con un sms, guai a fargli notare che stai andando alla velocità di un ISDN a 64…

Ogni tanto poi penso alle aziende che necessitano 24h su 24 una linea veloce per lavorare. Non saranno un tantino incazzate di continuare a spendere soldi inutilmente?


Cosa saresti disposto a fare per andare in “tv”?

febbraio 26, 2007

Ci siamo arrivati. Purtroppo o per fortuna.

Una famiglia cagliaritana in una “cucina-palcoscenico”, con tanto di partners. Valgono anche i rutti in “Kitchen Stage”.

Da kitchenstage.it

Ma non vi bastavano i reality-spazzatura in tv, teledipendenti?

E ora, che nessuno si azzardi a definire cose di questo genere reality 2.0.

A cosa servirebbe altrimenti la blogosfera?

P.S.= Ho una proposta: mettere una telecamera in un call center per fare un “servizio clienti show“, oppure una web cam sulla gobba-con-scatola-nera (per riprendere una celebre battuta) di Andreotti. Lo spettacolo si chiamerebbe “Il gobbo di Nostra-Italia”


La storia, teoricamente, siamo Noi

febbraio 22, 2007

“La migliore fotografia del Paese dei perpetui è quella di un governo che, esattamente come se 60 anni non fossero mai passati, cade per volere di Giulio Andreotti.” Ivan Scalfarotto

Il governo Prodi si e’ dimesso. Com’e’ che non ho le lacrime agli occhi? Forse perché le tengo per domani quando mi prospetteranno le possibili alternative.” Massimo Mantellini

Conversazione domestica
– Pensa se torna Berlusconi.
No. “

Luca Sofri

E io dico: pensa se invece Casini si mettesse con Mastella mentre Rutelli regge il moccolo. La DC due, ancora scudo e croce.  Per l’amor del cielo no…che governo sarebbe senza De Gregorio?

Miseria, morte e terore incombono. Non oso immaginare a che livelli potrebbe giungere l’indottrinamento democristiano moderno sulla tv di stato, coadiuvato da qualche bel presidente RAI DC.


Edizione straordinaria

febbraio 21, 2007

Il governo è stato battuto sulla politica estera per due voti (quelli dei senatori a vita astenuti). E anche per la solita dimostrazioni di idiozia da parte dell’UDC di Mastella e co. Che si fottano il papa a 90° invece di giocare di qua e di la.

Il polo chiede le dimissioni, subito. Immediatamente, rai uno, rai due e studio aperto hanno sparato un’edizione straordinaria per avvisare i teledipendenti che Silvio vuole tornare a salvarci. Non vedevano l’ora, saranno sicuramente premiati.

Non ricordo però edizioni straordinarie quando passarono alcune leggi in stile P2 nei 5 anni scorsi. Non ricordo edizioni straordinarie quando la cdl perse praticamente TUTTE le regioni.

Se per assurdo cadesse il governo, di certo io non rivoterò; e spero, nel caso, che anche altri 30-40 milioni di italiani non facciano la stronzata di votare questi pagliacci.

Che tornino a lavorare e a prendere soldi, ma non da noi. Basta farsi prendere in giro cazzo.


…Base Usa? Allarghiamo Vicenza!

febbraio 19, 2007

Ora, non so quanti vicentini abbiano manifestato; so solo che erano in tanti, senza un colore politico ma con la sola voglia di farsi sentire. Forse volevano allargare Vicenza stessa, ridurre la proprietà statunitense in Italia (ah, dove sono i vecchi e coerenti fascisti, quando servono…?), restringendo il territorio della base stessa e aumentando il verde, magari facendo un parco per bambini. Oppure lasciando così com’era che tanto per quello che serve…

Foto tratta da http://www.altravicenza.it/

 Che cavolo vogliono gli americani? Non hanno già abbastanza basi qui da noi per spassarsela? Se vogliono, al massimo possono venirci in vacanza in Italia, pagando, senza fare disastri. Sono già venute giu funivie, sono caduti aerei…ma tutto è rimasto impunito; un funzionario di Stato è stato crivellato di colpi misteriosamente. Errore. Abbiamo bombe NUCLEARI ad Aviano, a Ghedi Torre; testate che magari verranno fatte esplodere in Iraq; 30.000 americani tra basi e tutto il resto qui in Italia. Il pericolo comunista non c’è più da tempo, la portaerei Italia deve chiudere. Gli italiani sono d’accordo con tutto questo? A me non l’han chiesto.

Ed ai vicentini? Li hanno interpellati? Sono stati eletti anche per questo i vari funzionari?

So che la tv ha tentato di spiegare che tutti quelli in manifestazione dovevano per forza essere comunisti; so che molti solo perché credono di essere di destra (quella televisiva) pensano che ogni cosa agli Stati Uniti debba essere dovuta. Bene, dategli anche il c**o allora! Ma uno alla volta, non tutti quelli che non c’entrano.

Tralasciando gli aspetti politici e tutto il resto ripeto un dato di fatto che è scappato, forse. Ma non era meglio chiedere ai vicentini cosa ne pensavano in riguardo, PRIMA di dire sì a priori agli USA?

Emilio Franzina, che le palle le ha, ha fatto sapere (vedi video) che solo i politici e il sindaco vogliono questa base.

USABOMBER GO HOME!

P.S. = http://www.altravicenza.it/ 


“Pubblicità progresso” by Al Qaeda

febbraio 18, 2007

Se non sapete che dvd o videocassetta (per i nostalgici) noleggiare o comprarvi per il film della sera, date un’occhiata su IntelCenter: ordinate una bel documentario o un bel filmato in cui si vede la vita di un ragazzo prima del momento in cui si farà saltare in aria contro un convoglio USA, mentre prepara un po’ di sane bombe.

Ammirate i video promozionali, le pubblicità progresso di Al Qaeda in cui poter osservare “indomiti guerrieri” (quelli che però stanno nascosti, non affrontano a viso aperto) che ammazzano a sangue freddo soldati Usa, fanno saltare in aria convogli miltari, abbattono elicotteri. Esecuzioni comprese. Vi avviso, non è un video per chi è debole di stomaco.

Non so se agli americani piace morire così, senza un preciso motivo; non so quante migliaia di morti americane ci siano già state; non so contro chi combattono, forse contro i mulini a vento. Fatti loro, noto che solo ogni tanto ci ricordiamo di una guerra perché crepa qualche italiano…così con qualche giorno di pomposo servizio al tg, seguito da funerali di stato, il problema è risolto. “Sono morti da eroi”: certo, ma per me morire guidando un camion e saltando in aria senza accorgersene, o standosene fermi e di colpo crollare a terra con la testa scoppiata mi sembra proprio una morte del cazzo.

Inutile che ci raccontano favole. Travestite Bush da soldatino e mandatelo giu; ma non in visita, giacca e cravatta con pranzo servito, a dire due stronzate a chi poi morirà. Spedite Prodi, Berlusconi e co. in battaglia mentre magari ci convincono che è una guerra giusta.

Fate morire i veri eroi televisivi, per una volta.

EDIT: Ho inserito il video del tg2


Vita in Atesia (o in un call center italiano qualsiasi)

febbraio 15, 2007

Ricevo e pubblico il vero racconto di un protagonista, che vive in prima persona la vicenda Atesia. Leggendo la sua denuncia, ho riconosciuto in più punti la situazione mia, dei mie colleghi del call center in cui lavoro, minacciati per un’assenza, trattati come bestie da 5 euro e qualcosa lordi l’ora senza diritti e senzala tutela di qualcuno, qualcosa.

Spero abbiate la pazienza di leggerla tutta perché la descrizione non fa una grinza: fa venire i brividi perché è completamente vera. Ci sarà mai un giorno in cui tutti gli operatori di call center italiani avranno il coraggio di scioperare? Tanto che cosa perdereste? Un lavoro di merda come questo si troverà sempre; ma se per 1-2-3-4 giorni le grandi aziende non garantissero il servizio clienti…? Dite che potrebbe cambiare la situazione?

“In Atesia il collaboratore ha un orario da rispettare. Un turno all’interno del quale può scegliere liberamente se lavorare o meno. Se volesse lavorare in altri orari dovrebbe richiedere l’autorizzazione dagli assistenti di sala (ats). Generalmente si lavora 6 giorni su 7. Non esistono festività che chiudono l’azienda. Atesia, ovvero gli operatori di call-center, è attiva 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno.
Non è riconosciuto alcun pagamento per ferie o malattia. L’unico elemento di retribuzione è il contatto utile. Con questo si intende ogni attività (generalmente una telefonata ricevuta od effettuata) chiusa positivamente. La definizione dell’utilità del contatto è quella decisa dall’azienda sulla base della durata della chiamata o delle risposte ricevute dal cliente. In sostanza è un lavoro a cottimo. Il cottimo però è condizionato perché non è il lavoratore che decide quante chiamate effettuare o ricevere ma è l’azienda che decide i volumi di lavoro. In teoria un lavoratore potrebbe prestare il suo tempo (elemento vincolante della quantificazione della retribuzione secondo la Costituzione) e non ricevere nulla in cambio. La realtà non si discosta molto da questa ipotesi. Spesso, per logiche aziendali oscure, i volumi di lavoro sono bassi e si guadagnano anche meno di 10 euro lordi al giorno.
Quello che succede di frequente è che a prescindere dal volume generale di lavoro, la distribuzione di esso non è equamente distribuita tra i lavoratori. Quello che avviene concretamente è che l’azienda ha la possibilità di dirottare un numero maggiore o minore di chiamate su un lavoratore anziché su un altro. Inoltre all’interno di un stessa commessa l’azienda può assegnare a suo piacimento una campagna migliore a chi preferisce. Ad esempio nelle outbound una telefonata per promuovere un servizio può essere pagata meno di quella per promuoverne un altro. Quindi due lavoratori che lavorano la stessa quantità di chiamate avranno guadagni differenti. E’ chiaro quindi il potere, che si spinge fino al ricatto, che l’azienda ha sui lavoratori per imporre determinati comportamenti.

Altro che collaborazione! Il ricatto e l’intimidazione ha negli assistenti di sala (ats) i suoi principali esecutori. Nel posto di lavoro l’attività viene coordinata dagli ats, in realtà spesso a loro volta precari (un po’ la logica del kapò). In teoria, secondo il contratto, dovrebbero fungere da riferimento per il collaboratore per le problematiche inerenti allo svolgimento del lavoro. In pratica quello che avviene è che la loro principale attività è quella di controllo. In modi a volte anche autoritari impongono l’attività e le sue modalità di svolgimento.

Tornando alla retribuzione essa viene cambiata dall’azienda in modo unilaterale, anche retroattivamente. Vi sono situazioni limite che sembra paradossale non possano essere sanzionate nonostante siano state oggetto di interrogazioni parlamentari. Ad esempio nella commessa Tim per un certo periodo, al lavoratore la telefonata di oltre 3 minuti viene pagata meno di quella che dura da 2 minuti e 40 fino a 3 minuti (ndr: aggiungo io, si parla di servizio inbound, cioé cliente chiama il 119, ha bisogno…ma l’operatore è costretto a fare in fretta per direttive allucinanti, ve lo assicuro). Oltre all’evidente danno per l’utente, dato che necessariamente su indicazione aziendale si tenderà a “tagliare” i tempi della chiamata, risulta palese l’incostituzionalità di un pagamento che avviene in aperto contrasto con la norma di proporzionalità tra tempo e retribuzione.
Nelle campagne inbound la chiamata fino a 20 secondi non è pagata. Stessa cosa se si superano 2.40 minuti, l’utile è sempre lo stesso, per cui succede spesso che vista anche la lantezza dei sistemi (ndr: aggiungo io, il sistema che si usa in Tim spesso non funziona, funziona male, funziona in parte o è talmente lento da dover interrompere l’attività, ecc…) la telefonata sia ben puù lunga (anche 10 e 20 minuti nei casi estremi). L’assurdità della situazione è che invece il committente comunque paga Atesia. Si lavora G R A T I S.
Oltre a tutto ciò la Legge 626 sulla sicurezza sul lavoro non viene asolutamente rispettata. Come operatori lavoriamo costantemente di fronte a monitor che non sono a norma di legge. L’igiene del posto di lavoro è spesso scadente. L’impianto di condizionamento non è sufficiente, d’inverno fa freddo e d’estate fa caldo. La struttura stessa è fatiscente e presenta spesso pavimenti dissestati e controsoffitti cadenti. In concomitanza con la brutta stagione piove all’interno della struttura compromettendo la praticabilità di alcune postazioni. L’inquinamento acustico dovuto alla mancanza di insonorizzazione non permette di svolgere le normali mansioni di lavoro, compromettendo la salute stessa di noi operatori; a qualcuno sarà capitato di chiamare il 119 e di averne prova, spesso infatti gli utenti che ci chiamano si lamentano perchè fanno fatica a sentirci. Gli strumenti tecnici forniti, necessari allo svolgimento corretto del lavoro (cuffietta di spugna e sopratutto beccuccio, un “prolungamento” del microfono che servirebbe ad amplificare la voce dell’operatore e isolare le centinaia di voci presenti in sala), sono inadeguati e difficilmente reperibili.
Per quanto riguarda la rappresentanza sindacale in Atesia, per i collaboratori, è costituita da Rsa. Quindi i sindacati nominano ed impongono le rappresentanze senza che i lavoratori possano votare i propri rappresentanti. La situazione è costante: lavoratori a cui sono negati continuamente diritti, anche quelli sindacali.
Atesia in questi anni è cresciuta esponenzialmente ma ha prodotto migliaia di lavoratori con guadagni infimi, nessuna garanzia, nessuna possibilità di assicurare a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
Atesia scarica i costi del rischio d’impresa sui lavoratori, non assumendoli (c’è gente che lavora da 13 anni, prima con partita iva, poi cococo e ora cocoprò), e non stiamo parlando di una piccola impresa, ma del più grande call center d’Europa, tra i primi 10 al mondo, che fa parte di un gruppo il cui fatturato è di 750 milioni di euro nel 2006 e che grazie all’accordo tra amici (governo prodi, sindacati, azienda) vedrà condonarsi oltre 300 milioni di euro di contributi/ferie/malattie non versati in questi anni, riconoscendo ai lavoratori che accetteranno il contratto (4 ore a 550 euro lordi – e ti va già di lusso – su turni di 24h, cosa che rende impossibile cercare un altro lavoro, vista la turnazione, quindi l’inquadramento più basso, il minimo) gli ultimi 5 anni di contributi (non ferie malattie,maternità e tredicesime ovviamente), di cui la metà pagati dallo stato (denaro pubblico!!) e l’altra dall’azienda in 36 comode rate mensili.
Va aggiunto che se l’accordo verrà applicato (a tutte le aziende del gruppo così come previsto) i costi di gestione lieviteranno di 30 milioni di euro l’anno (dati forniti dll’azienda), quando sappiamo che gestiscono un giro annuo di 750 milioni e che il condono ne farà loro risparmiare 310.
Ovviamante questa verrà palesata come una grande vittoria sulla precarietà, quando invece altro non è che un condono tombale appunto…

Sì perchè chi accetterà il contratto dovrà prima firmare una liberatoria sul pregresso, e poi potrà essere assunto alle condizioni di cui prima.

Ovviamente i sindacati ci rassicurano che una volta assunti ci penseranno loro ad aprire una nuova contrattazione, cosa che non stanno facendo per quelli già assunti, i veri dipendenti insomma, cui l’azienda cambia le matrici arbitrariamente e illegalmente, licenziandoli poi o costringedoli alle dimissioni.
Oltre a questo va detto che E’ I L L E G A L E assumere tutti dipendenti part-time.
Non a caso l’ispettorato del lavoro nel verbale da ragione a noi lavoratori, e sconfessa quanti sostengono ancora che l’operatore di call center non sia subordinato a tutti gli effetti (anche di più perchè è più ricattabile, perchéin posizione di debolezza).”


Caro “quotidiario”…

febbraio 13, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Oggi Beppe Grillo ha comprato una pagina su Repubblica per mandare a casa il tronchetto.

Ora, sappiamo bene che non basterebbe una pagina per dare tutte le motivazioni e le spiegazioni del caso, ma volevo far notare una cosa: se nemmeno Repubblica.it segnala questo fatto, apre un dibattito su un problemino simile, butta giu due righe per parlare di questa cosa…secondo voi è normale?

In compenso, sulla destra della home page trovano spazio tante cazzate. Personalmente questa moda di spiegare una notizia (il più delle volte insulsa) con delle immagini che con la notizia non c’entrano un bel niente (nella maggior parte dei casi si tratta di strafiche che combinano qualcosa e subito vengono mostrate le loro foto su calendari, ecc…), allegate ad una breve descrizione del fattaccio mi pare alquanto ridicola.

Se proprio c’era il bisogno di tappare buchi con notizie e cazzate dal mondo…perché ci si mettono anche i quotidiani on line? Non erano mica solo i blogger a scrivere stonzate sui loro “diari personali adolescenziali”? Come mai ci si mettono i giornalisti? Quelli seri che hanno una deontologia, che sono iscritti all’Ordine col tesserino, che fanno “smack” sul sederino dell’editore insomma. Che forse siano i primi da sempre a scrivere di minchiate e a credere a idiozie, per esempio che “c’è gente in giro che fa crescere i gatti in bottiglia e gli scoccia che qualcuno gli faccia notare che si tratta di una balla (e loro, poveri che ci hanno creduto)”?

Perché non parlare di fatti minori come precari, gente che non arriva alla fine del mese, tv italiana rispetto ai modelli esteri, parlamentari che in realtà non sanno cosa sia la politica, ecc…?

I giornalisti italiani sono “tutti froci cul culo degli altri”. Ma no dai, d’altra parte quando i giornalisti parlano di blog tirano fuori il loro meglio, si sa, è ovvio: quando infatti leggiamo i loro fantastici pezzi su blog, blogosfera, ecc…ci ricordano ancora una volta (con le loro grandi parole posate e le loro ironiche e sarcastiche riflessioni sputate in tono superiore, alla “turani” per dirlo meglio) quanto siano stupidamente, vecchiamente, semplicemente giornalisti italiani. Diamogliene adito, poveretti, non facciamogliene una colpa. Non toglietegli il sogno dell’Ordine.

They have a dream.

P.S.= per chi mi legge e ha voglia…mandatemi via mail esperienze di lavoro in cui vi minacciano di perdere il posto se fate un’assenza, ecc… Cris l’ha fatto e presto affronterò questo problema. Per lo meno, parliamone!


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