Sedici anni fa morivano il Giudice Falcone e gli uomini della sua scorta. Era il 23 maggio del 1992, avevo 9 anni e quello che vedevo ed ascoltavo dalla tv mi suonava strano ed inquietante.
Sentivo parole come la “strage di Capaci”, sentivo che la “mafia aveva vinto” (con l’aiuto della politica probabilmente), ascoltavo le voci della gente sconfitta, delusa ed abbandonata dallo Stato.
E oggi, sedici anni dopo, non è ancora cambiato niente: la mafia continua a vincere, lo Stato è ancora morto.





...un bel lavoro!
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...libertà!
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Maggio 23, 2008 alle 1:19 pm |
OT: ti stanno votando le donne!
Maggio 23, 2008 alle 2:07 pm |
come te lo ricordo
lo scorso anno sono passata per quella strada, davanti al monumento dedicato
e la domenda che mi è venuta è “ma morire così per cosa?”
si deve morire per lo stato?
poche sono le cose belle che vincono!
Maggio 23, 2008 alle 3:55 pm |
“Si muore generalmente perchè si è soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perchè non si dispone delle necessarie alleanze, perchè si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato, che lo Stato non è riuscito a proteggere”
Queste parole di Giovanni Falcone sono riportate nel libro-intervista “Cose di cosa Nostra”, uscito un anno prima della sua morte. Amara profezia.
Maggio 23, 2008 alle 4:03 pm |
Oggi c’è più chiarezza.. Non c’è bispgno di fare ipotesi su chi sia il terzo livello perchè avviene tutto alla luce del sole.. I picciotti diventano eroi ed i condannati per mafia vanno in parlamento.. Che cosa c’è più da preoccuparsi..?
Maggio 24, 2008 alle 6:44 am |
Purtroppo credo che sia proprio finito tutto lì
Maggio 25, 2008 alle 1:54 pm |
@Irish
Si spera che prima o poi si capisca che ne sia valsa davvero la pena…
@Francesco
Insieme a Borsellino diceva spesso di essere un cadavere che cammina…
@Newmediologo
Eh in teoria ci sarebbe tantissimo =)
@Lealidellafarfalla
Già