Lo prendo, papà?

Come volevasi dimostrare, la manifestazione dell’8 luglio si è trasformata in un facile assist di strumentalizzazione da parte dei media italiani.
Gli interventi tanto bistrattati di Grillo e della Guzzanti sono i capri espiatori che i mediaservi tanto attendevano: le battute di Sabina Guzzanti su Mara Carfagna e sul papa, e le critiche di Grillo a Napolitano (anche se dormire non mi pare un insulto, e che Napolitano non sia Pertini è innegabile) sono servite per montare la polemica, spostando l’attenzione dai veri temi per cui l’adunata era stata organizzata.

Avendo già ben chiaro il giochino, i promotori della manifestazione (Di Pietro, Furio Colombo, Flores, Pardi, ecc…) avrebbero dovuto essere un po’ più lungimiranti nello stabilire il confine da non superare, che in parole povere voleva dire stare attenti a chi si invitava ad arringare la folla.

Che poi lo sdoganamento dei pompini e di altre parole sia ormai un dato di fatto, non conta: la Guzzanti ha portato gravissime ingiurie al papa e ad una Ministra che in pochissimo tempo dal nulla, attraverso quella metempsicosi dell’animo lavato via attraverso copiose gittate di liquido seminale, arriva – appunto – ad essere non una Ministra a caso, ma quella delle Pari Opportunità. Ed alle donne sembra star bene così, specialmente a quelle di destra che fanno tanto le sostenute.

Ma Signori, questa è l’Italia: se da un lato c’è la Guzzanti che non attende altro che un processo ai limiti del comico, visto che ci sarà da divertirsi parecchio con la lettura delle intercettazioni, dall’altro c’è il portavoce Bocchino del Pdl che va ad esprimere solidarietà alla Carfagna. E invece il papà Guzzanti che fa? Si incazza, giustamente.

Non puoi annunciare una querela indicando il querelato come figlio di qualcun altro (leggete i commenti a questo articolo, noterete quanta influenza ha la tv sul benpensare comune: la gente si scandalizza per la Guzzanti, quando poi si fa fare o fa i pompini al capo in ufficio o bestemmia tutto il giorno). Cioè sì, puoi, ma fai una figura barbina. Ma anche questo apparentemente stupido aspetto è sintomo del livello di pari opportunità che vige in Italia; perché qui stiamo parlando anche di voi, signorine donne, che – come al solito – quando serve, non ci siete mai.

Insomma alle gentildonne è consigliato chiedere il permesso al paparino, o al massimo ad un potente protettore (dicesi “pappone”) prima di esprimere la propria opinione in pubblico.
Questi ultimi saranno ovviamente ritenuti responsabili delle opinioni espresse dalle loro donne; non importa se queste ultime siano maggiorenni. Male che vada, se proprio proprio qualche donna volesse citare pensieri critici, triviali e un po’ volgarotti, dovrebbe rivolgersi al casting di un reality-trash della tv italiana o alla redazione di Lucignolo. Superfluo dire che le donne dovranno prima dimostrare le loro abilità, mostrando le capacità del proprio corpo prima di proferire anche solo una sillaba.

Donne! Dove siete? Dov’è la Prestigiacomo? Dov’è la Mussolini? E la casta Santanché? Vi sentite rappresentate dalla Carfagna? Poi sì, possiamo anche discutere del fatto che uno che definisce “coglioni” alcuni elettori, uno che al telefono parla di mignotte e fellatio, quando serve ci moralizzi. Cavolo, proprio dal Giappone, patria del bukkake. Sento già l’odore di una sceneggiatura da film porno.

E perché no, discutiamo anche delle lezioni etiche e di educazione che ci stanno imponendo le grandi firme del giornalismo italiano, quelle del sensazionalismo, della politica-gossip, dello scoop, dei titoloni a caratteri cubitali sull’orgia di Mosley, quelli delle foto segrete della Manadou, ecc… Come ha ben spiegato Mantellini, nessuno dei quotidiani italiani ha “titolo per indignarsi”.

Perché puoi anche non condividere tutto quello che ha detto la Guzzanti. Puoi non aspettarti certe uscite infelici, ma devi pensarci prima.
Doversi dissociare da una manifestazione che si è convocata con tanta enfasi è una figura da incapaci. Se si considerano inopportune alcune uscite, non si può pensare di pretendere che un Grillo o una Guzzanti si autocensurino o si trattengano: loro quell’occasione hanno, e siccome sono incazzati dicono quello che vogliono. Queste sono leggerezze pesantissime che il regime mediatico italiano non perdona.

Questa continua voglia di auto-distruzione insita a sinistra deve finire. Perché le cose o le fai bene o non le fai. Se invece le fai un autunno, quando la Giustizia è già stata sfasciata e il Lodo Alfano è già passato, e preferisci Casini a Di Pietro, proprio non vincerai mai.

12 risposte a Lo prendo, papà?

  1. g10r3 scrive:

    Complimenti, ancora una volta, per l’ottimo post.

  2. ugasoft scrive:

    ottimo post.

    …se preferisci Cuffaro a Di Pietro, proprio non vincerai mai!

  3. ma chi ti ha detto che alle donne la carfagna sta bene? Io ho migliaia di visite al giorno per i post sulla Carfagna e chi commenta non è che sia proprio entusiata…

  4. sonounprecario scrive:

    @g10r3 e Ugasoft
    Grazie, è vero: mi rifaccio a quello che dice Travaglio. “Casini è la faccia bella di Cuffaro”…

    @NewMediologo
    Eheh, in effetti è incredibile che Guzzanti, forzaitaliota convinto, abbia due figli che stanno completamente all’opposto…eppure…!

    @Boh
    Lo so che tu ne parli spessissimo nei post, ma quante donne nella blogosfera sentono questo come un problema? Quante donne itaiane conoscono davvero i particolari di questo scandalo, perché tale è?
    Altre volte ho parlato del fatto che il peso e la presenza femminile dovrebbero farsi sentire decisamente di più, soprattutto in questi casi.
    Devi riconoscere che in Italia se la situazione legata alle pari opportunità è questa, un po’ di responsabilità è di tutte, non solo delle vostre – in teoria – rappresentanti in parlamento, visto che sicuramente la stragrande maggioranza di voi non ci si riconoscerà…

  5. sonounprecario scrive:

    Ma infatti non ho mai capito che cavolo è successo…cioé se ci pensi è incredibile che un uomo così piegato verso Berlusconi, abbia due figli che stanno all’opposto e sono due dei più acerrimi autori satirici italiani.
    .
    Chissà quale sia stata la promessa per far cambiare così radicalmente direzione a Guzzanti padre…

  6. Nessuno a difeso “la cunnilingus”

  7. Rosa scrive:

    IO da donnina della blogosfera posso dirti che sono talmente schifata dall’onda di paternalismo/maschilismo etc. che si respira in questi tempi di pompini, intercettazioni, appelli a Guzzanti perchè richiami all’ordine la sua bambina etc. da nn riuscire neanche a scriverci su…
    Penso che proromperei solamente in una sequela di parolacce.. Mi sa che non è molto costruttivo, no?!
    Ma grazie per lo sprone, mi è servito, ora mi metterò d’impegnoa produrre qualcosa di più degno :)

    E complimenti per questo post e per il blog in generale :)
    Hai una nuova Fan!

  8. sonounprecario scrive:

    Grazie Rosa, mi fa molto piacere ;)
    So che siete in tante, tantissime schifate e giustamente incazzate…però fanno sembrare che non esistete, che siete riconducibili solo a certi modelli, a quei vergognosi modelli televisivi che ora stanno anche in politica.

    L’esempio è questo: se una donna si incazza e prova a parlare “da uomo duro” fa la fine della Guzzanti, trattata come una deficiente.
    Incredibile.

  9. [...] ben più gravi. Innanzitutto perché sì, sono reati (corruzione, compravendita di senatori, mafia, sesso in cambio di, ecc…), successivamente perché non esistono giri di parole. E qui arriviamo al motivo della [...]

  10. [...] parlando di un ministro delle pari opportunità donna, che ha identificato la Guzzanti come “figlia di qualcuno” per querelarla, come se una donna di 45 anni non potesse rispondere delle proprie azioni se non ricondotte sotto [...]

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