La Tv che diventa Tw

Dal Sole 24 Ore

Dopo il lancio di Democratica Tv da parte di Veltroni e del PD, arriva una triste notizia dall’ex direttore Medail: la tv della libertà chiude. Pochi ascolti giornalieri (6-7000 persone) e costi alti per uno struttura di ben 20 (!) persone. Che tradotto in parole povere, vuol dire che non se la filava nessuno.

Ma concentriamoci per un istante su questo apparente slancio web 2.0 di Veltroni: prima fa una dichiarazione in difesa della Rete, dicendo la sua sulla causa tra Mediaset, Google e Youtube, poi l’inaugurazione di una web-tv. Che abbia visto la Luce? No di certo.

Già Napolux ha ben delineato lo schema dei motivi di questo rinnovato interesse veltroniano verso Internet web: basta verificare gli account di twitter del PD e di Veltroni per intuire che vengono utilizzati solamente durante campagne elettorali o particolari avvenimenti legati al partito. Insomma, ancora non vengono comprese le vere potenzialità del mezzo, soprattutto nel lungo periodo: ehi consulenti politici, se vi dico relazioni pubbliche vi viene in mente qualcosa?

Vatti a fidare di un giovane laureato smanettone del web: no, meglio affidarsi alle cariatidi della televisione piuttosto che scommettere su un rapporto più diretto, orizzontale e democratico legato ad Internet ed ai nuovi media. Sia mai che ai cittadini venga voglia di partecipare attivamente.

Sì perché è sintomatico che quando un’organizzazione politica annuncia un nuovo esperimento legato al web, manco fosse una scoperta rivoluzionaria, abbia e voglia ancora avere a che fare con la tv. E i giornalisti riprendono la notizia come se ci trovassimo davanti ad un evento incredibile. Verrebbe da chiedersi: ma siamo noi i diversi che vivono in un’altra dimensione, o sono loro che…vivono in un passato che si sforzano di mantenere in vita?

Conosciamo già la risposta purtroppo. Ma il dettaglio più evidente, e se volete più grave dal nostro punto di vista, è il riscontrare il fatto che i politici non sono più capaci da molto tempo di parlare alle persone, in qualunque modo. Malati di berlusconite acuta, esistono solo in tv, dietro una maledetta scatola, ereitando tutti i comportamenti propri di altri generi televisivi: e la politica viene dimenticata. Esiste il cosiddetto effetto setaccio per esempio, per cui i media danno più visibilità ai candidati più telegenici e più graditi dal pubblico. Mentre siamo qui a dibattere e discutere, a scrivere migliaia di post più o meno interessanti, si scopre così che i contenuti non interessano più – ai molti.

Certo, mi piacerebbe anche conoscere il parere di altri blogger in merito, ma la mia paura è quella che i politici stiano trasformando la “tv” in “tw”, o t-web, come preferite. Ma ciò non è possibile, in quanto non è pensabile comportarsi in un medium diverso utilizzando le stesse dinamiche della tv tradizionale, specialmente perché qui è casa di tutti e noi tutti vogliamo partecipare, fruire e contribuire.

Ecco perché ritengo che la non ancora nata tv democratica potrebbe finire per risultare l’ennesimo flop firmato PD: basti pensare anche solo al PD, quello vero, che per sicurezza non si sbilancia mai. Il mio timore è quello che diventi esclusivamente una vetrina in cui pubblicizzare il personaggio di turno: ennò, non funziona così.

Loro – giusto per distinguerci – non lo sanno, ma noi siamo ‘leggermente’ diversi dal pubblico televisivo.
Perché noi siamo davvero democratici.

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4 risposte a La Tv che diventa Tw

  1. Federica87 scrive:

    Il discorso è complicato, anche perchè la tv è dei politici, i telegiornali dicono tutto quello che vogliono loro. Su internet dovrebbero per forza dire la verità perchè non ci sono filtri.
    Questa generazione di politici secondo me non oserà entrare in un posto tanto democratico. Ovvio che poi se uno non ha niente da nascondere, ben venga.

  2. Axell scrive:

    non esagerare con i link, che poi quelli di BB ti fanno fuori…
    Il mio parere sul topic? Non ho pareri… Non son sicuro che gli Italiani come popolo mi piacciano… :)

  3. Sir Drake scrive:

    Caro Alessandro, non chiedi il mio parere, ma te lo do lo stesso perchè l’argomento mi interessa.
    Non credo che il problema sia di contrapposizione tra politica e società civile, tra democratici e antidemocratici, tra chi è libero di parlare e chi non lo è.
    Il punto è che nessuno in Italia ha ancora capito in che modo si può fare informazione con il web, senza ricalcare i modelli dei media tradizionali.
    Qualche mese fa ha aperto Current Tv, presentata come il nuovo modo di fare informazione, con i contenuti prodotti dagli utenti. Bene, hai provato a vedere quali sono questi contenuti? Hai visto qualche inchiesta sconvolgente? Hai fiutato qualche novità, che potesse far pensare alla nascita di un modo veramente nuovo di fare informazione?
    Condivido tutte le perplessità che hai nei confronti dello YouTube di Veltroni o della Tv di D’Alema, ma non perchè il Pd non si sbilancia su nulla (quello purtroppo sarà il motivo del tracollo del nostro Paese, non della Tv), ma perchè la politica italiana non è in grado di progettare un nuovo modo di comunicare e – se mi permetti – neanche chi usa questo mezzo ogni giorno (giornalista o blogger che sia) è in grado di proporre idee così innovative.
    Scusa per la lunghezza, ma non ho il tempo per scrivere di meno. :-)

  4. sonounprecario scrive:

    @Federica
    Quello che dici è vero, ma dà l’idea dell’anormalità del nostro sistema. In un paese civile, in una democrazia, nessun politico dovrebbe avere problemi a dire la verità, a parlare direttamente ai propri cittadini utilizzando uno strumento dalle straordinarie potenzialità, mezzo che fornisce la possibilità di avvicinarsi ulteriormente a tutti, senza troppi sforzi. Qui invece, appunto, è visto come un qualcosa di scomodo, come se fare il politico fosse tutt’altra cosa…

    @Axell
    Ma chissene dei link e del resto! Se voglio discutere e creare una discussione lo faccio, scusa :P
    È difficile farsi piacere gli italiani, ma in questo caso si tratterebbe davvero di dimostrare di essere democratici. E infatti…

    @Sir Drake
    Perdonami, ma mi sei sfuggito…! Fortuna che hai dato il tuo parere, quale migliore, visto che tu lavori proprio nel “settore”. Quindi grazie, premetto.
    Tu dici che nessuno in Italia ha compreso in che modo si possa fare informazione col web; secondo me sarebbe più corretto dire che politici, giornalisti o chi per loro, lo usano come contentino, tanto per fare qualcosa (l’esempio del blog olimpionico della Rai è calzante…). L’ho detto anche altre volte: trasportare modelli tradizionali su media differenti non ha senso. Quindi perché non affidarsi a gente capace, farla sperimentare, innovare, ecc…? Col risultato, magari, di essere i primi in assoluto, cosa non da poco in questo campo.
    La politica quindi non è in grado di progettare nuovi modi di comunicare, in primis perché non vuole, non ci crede, non ne capisce, quindi lo rifiuta a priori: qui regna sovrana la tv, mettere un video sul sito del pd in cui ci si pubblicizza come in tv, non vuol dire usare il web e le sue potenzialità. Il problema, come spieghi, è connesso a tanti altri del nostro paese. Ci si riempie la bocca con termini che durano un giorno o un servizio al tg di turno (perché è sempre li, in tv – nota bene – che vengono proposte le cose…), ma non si sa come sfruttare, non si coinvolgono professionisti, ecc…
    Salvo poi dire magari che tutti i laureati in scienze della comunicazione o affini non servono a niente, per dire. Quando invece persino io mi accorgo di certe idiozie galattiche, certi errori cosmici di comunicazione politica fatti dal PD o chi per loro.
    Già, vallo a dire a Berlusconi… Perché ne sono praticamente sicuro, sarà ancora lui a monopolizzare politicamente il web italiano…
    D’altronde, con questa dirigenza, la sinistra farà soltanto figuracce.

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