L’Unica opposizione

Maggio 15, 2008

Quindici anni dopo Mani Pulite, parlare di legalità e conflitto di interesse dentro l’assemblea legislativa è peggio che bestemmiare in chiesa. Sarà molto dura risalire la china.

Personalmente sono pienamente fiero di aver votato per l’unica vera opposizione ancora esistente nel nostro paese.

(Via Piero Ricca)


Facci un piacere: apriti un blog

Maggio 13, 2008

Da Wikipedia scopro di avere qualcosa in comune con Facci: anche io sono nato a Monza.

Filippo Facci (Monza, 11 maggio 1967) è un giornalista italiano.
Giornalista e scrittore, ha iniziato la sua attività professionale collaborando giovanissimo a L’Unità, a La Repubblica e poi approdando a L’Avanti, quotidiano del Partito Socialista Italiano, dove da “abusivo” si occupò di seguire l’inchiesta su Tangentopoli cercando di fare da contraltare alle notizie che uscivano dalla Procura. Sulla base dei suoi articoli l’Avanti! fu soprannominato “il gazzettino degli avvocati”.
Dal 1994 ha scritto per Il Giornale, per L’Opinione, per Il Tempo sino a tornare a Il Giornale nel 1998 e curando una rubrica quotidiana sulla prima pagina (”Appunto”). Collabora anche con Il Foglio, con Il Riformista e con Grazia. Una sua rubrica su Il Domenicale, settimanale culturale di matrice cattolica edito da Marcello Dell’Utri, è stata soppressa per dissensi con la direzione. Per qualche anno, su Il Giornale e sul Foglio, ha scritto anche critiche e reportage di musica classica poi raccolti in un libro.
Ha partecipato alle trasmissioni Parlamento In, L’antipatico e dal marzo 2008 ha una breve rubrica politica nel programma Mattino Cinque condotto da Claudio Brachino e Barbara D’Urso su Canale 5. È spesso ospite di trasmissioni e talkshow di argomento politico.

Nonostante questo curriculum di tutto rispetto, è proprio Facci che ha scritto il post intitolato “Narco Travaglio” su Macchianera. In cui, in centinaia (probabilmente migliaia) di battute, non riesce minimamente a negare il fatto che Schifani abbia avuto certe frequentazioni. In compenso Leonardo dal suo blog risponde egregiamente a Facci, smentendo completamente il suo post e scomponendolo pezzo per pezzo. Vivamente consigliata la lettura.

Qualcuno dirà “vabbé, è Facci”, ma è sin troppo facile scrivere un post del genere e chiudere i commenti. Cioé già uno che giustifica certe amicizie perché di vecchia data, non può risultare molto credibile. E insomma, come ho scritto ieri, Travaglio non è la giustizia, quindi ci penserà qualcun altro a giudicare, al massimo. Ma la cosa interessante è che nemmeno Facci nega certe frequentazioni. Quindi, come la mettiamo?

La mettiamo che Facci è in contraddizione totale. Perché insultare Travaglio col fine di difendere Schifani non è un buon modo per smentirlo, anzi. Se poi vai a scrivere che Lirio Abbate dice il vero e Travaglio, che lo cita alla lettera, invece mente, il caos è servito. E scusa se qualcuno ha osato interessarsi al passato della seconda carica dello Stato, visto che fino a ieri era uno dei tanti volti. Anzi, peccato che solo un giornalista abbia osato farlo.

Quello che poi non si capisce è il perché Schifani non smentisca un bel nulla. O non aspiri ad un contraddittorio in cui possa controbattere a Travaglio, visto che è tornato prepotentemente di moda. In campagna elettorale il contraddittorio non è lecito, sia mai, mentre quando fa comodo, il cosiddetto contraddittorio all’italiana ci viene sbattuto in faccia come giustificazione suprema a tutto e tutti. Del resto lo dice pure la Finocchiaro (sto parlando di una candidata in Sicilia che prende le difese, seppur indirettamente, di un personaggio che forse ha avuto frequentazioni mafiose…capito perché si perde, poi?).

Per di più Facci usa dei morti (Montanelli e Biagi): nemmeno loro possono smentire. Noi però possiamo dire che Montanelli lavorava con Travaglio, non con Facci. In più, sviando come fa in tutto il suo post, afferma che non è mai esistita una telefonata tra Mangano e dell’Utri. Ma mente. Esiste un’intervista rilasciata dal magistrato Paolo Borsellino il 19 Maggio 1992 ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi in cui si parla proprio di quella telefonata. Per la cronaca, l’intervista venne registrata quattro giorni prima dell’attentato di Capaci in cui fu ucciso Giovanni Falcone: qui il testo integrale e qui il video sopravvissuto alle varie censure (in Italia non è mai andata in onda se non sul satellite. In un punto di questa intervista si parla di ‘cavalli’. “Giornalista: Perché c’è nell’inchiesta della San Valentino, un’intercettazione fra lui e Marcello Dell’Utri in cui si parla di cavalli. Borsellino: Beh, nella conversazione inserita nel maxi-processo, si parla di cavalli da consegnare in albergo, quindi non credo potesse trattarsi effettivamente di cavalli, se qualcuno mi deve recapitare due cavalli, me li recapita all’ippodromo o comunque al maneggio, non certamente dentro l’albergo.”). Insomma, Facci mente anche qui.

Un altro problemuccio poi sorge quando si scopre che persino El Pais, il noto quotidiano spagnolo, scrive un articolo su Schifani, che riporta le stesse identiche cose (qui la traduzione in italiano):

Su nombre, en cambio, ha sido relacionado por la prensa italiana con la criminalidad organizada siciliana, ya que en los años ochenta fue socio de una compañía en la que también figuraban Nino Mandalà, jefe del clan mafioso de Villabate, y de Benny d’Agostino, empresario ligado al histórico dirigente de la Cosa Nostra, Michele Greco.

Abbiamo capito che la questione è nata perché certe dichiarazioni sono state lette in tv; su Internet bene o male, troviamo tutte le fonti necessarie per risalire alla verità. Verità che non è quella di Facci, che ormai eletto ad avversario per antonomasia di Travaglio, nonostante si giochi un buon repertorio di bassezze, alla fine le “prende sempre”, giornalisticamente parlando.

Insomma, nonostante io probabilmente non abbia le capacità giornalistiche e d’analisi dell’uno o dell’altro, mi sento di dare un consiglio a Facci.
Se vuoi questo benedetto contraddittorio, apriti un blog. Anzi, cambia cognome e apriti un blog. Che ormai tutte le battutine legate al tuo cognome non fanno più ridere nessuno, lo so anche io.
Che se ti apri un blog, c’è il rischio che qualcuno - tu compreso - cominci a prenderti davvero sul serio.


Perché non voterò mai questo PD

Maggio 12, 2008

Dunque, in Italia succede questo. Un presentatore fifone che si guarda sempre bene dall’uscire dalle righe o di dare fastidio sempre a qualcuno appena appena più grande di lui, invita Marco Travaglio come ospite. Scoppia il solito caos sul capro espiatorio di turno. In realtà se chiami Travaglio in trasmissione bene o male sai a che argomenti vai incontro. A meno che sei così stupido da pensare che Travaglio venga li a parlare di gossip o a limitarsi a ridere alle tue sciocche battutine che interrompono ogni ospite che intervisti.

Fabio Fazio, l’a-carismatico. Sabato sera ho guardato in diretta la trasmissione e mi ero già incazzato come una iena quando Fabio Fazio spesso interrompeva, come suo solito (secondo lo schema: domanda (spesso intelligente) > prima parte della risposta dell’ospite, che poi continua magari raccontanto un aneddoto > battuta stupida di Fazio > applausi comandati > altra domanda) e come se fosse il peggiore dei cagasotto, Travaglio che citava date, nomi e fatti, dicendogli di non parlare dei non-presenti ed ovviamente dissociandosi con frasi del tipo “io non sono d’accordo, ovviamente sai come la penso”. Ma scusate, che personaggio è uno che mette le mani avanti con ogni ospite “scomodo”? Sei una persona adulta, avrai le palle di manifestare una tua opinione?!

W l’autoreferenzialità dei blogger. Luttazzi ha spiegato più di una volta il genere a cui si ascrive Fazio. Vedere un presentatore tutto prostrato e inclinato sulla sua infima debolezza che legge una lettera di vergogna, di scuse (per paura di perdere il tranquillo angolino su rai 3) o come volete definirla è un segnale orribile, illiberale e diseducativo. Sii uomo per una volta, leggi quella dannata lettera e dissociati. Tira fuori le palle. Anche perché gli esponenti di pd e pdl che si sono affrettati a condannare l’episodio, l’hanno fatto non tanto perché non è vero, ma perché è stato fatto, appunto. Cioè ciò che li ha preoccupati maggiormente non è il fatto che Schifani possa avere o meno legami con la mafia (il suo curriculum non mente), ma il fatto che qualcuno abbia osato soltanto dire una cosa del genere in tv. Come spiega Mantellini, “in questo paese l’abitudine ad essere osservati e giudicati dalla stampa, così come avviene in tutti i paesi del mondo, è ai minimi storici. I giornalisti in Italia, nell’ottica strabica della politica o sono utili alla causa o non sono”. La stampa servirebbe anche e soprattutto a giudicare e a monitorare i profili dei politici, le loro azioni, ecc… Che cosa ce ne facciamo di un’accozzaglia di striscianti lombrichi?

La seconda carica dello Stato. Se ancora non avete idea di chi sia Schifani, fatevi un paio di idee. Come scrive Travaglio, “negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa”. Stupisce, a prescindere da tutto, il fatto che sia ritenuto normale in Italia beccarsi un presidente del Senato con quel curriculum. Perché probabilmente in un altro paese la candidatura di un personaggio simile non sarebbe stata minimamente presa in considerazione. Perché i media avrebbero ribaltato come un calzino il personaggio in questione; è una sorta di forma di controllo che viene attuata nell’interesse dei cittadini. Qui invece si limitano a riportare il demagogico e compatto pensiero di tutta la casta. Nessun tg ha osato trattare la biografia della seconda carica dello Stato, per la serie “se è li, per forza se lo merita”.

La delusione PD. Ma veniamo al nocciolo del post: in tutto questo che cosa combina il pd di Uolter? Come reagisce? Nel peggior modo. La disastrosa (fin qui, visto il suo risultato in Sicilia) Finocchiaro ha dichiarato infatti che trova “inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio”. Contraddittorio? Cioé? “Sei un mafioso!”, “no, non è vero!”? Bene o male sarebbe andata così. Perché allora, come ha detto Di Pietro, ogni volta che qualcuno parla o scrive di una rapina, bisognerebbe sentire la versione del rapinatore. Vedete? Ci ritengono stupidi. Evidentemente lo siamo se ci trattano così.

Il PD è stato umiliato alle elezioni, le ha straperse, e ancora mantiene una linea di “rispetto” dell’avversario. Non ne parla, non osa fare nomi, non ha palle. Un partito che si è rivelato completamente senza coraggio; era troppo facile capire di correre da soli: quello non è coraggio, è paraculaggine. Cioé Zoro potrebbe fare altri 1000 video, tornare a Matrix, andare da Vespa…ma non servirebbe a niente; la prova è che Veltroni, nonostante abbia ricevuto una critica notevole da gran parte del suo elettorato, non ha nemmeno dato una piccola risposta - anche simpatica - a Zoro. So che può essere un esempio sciocco, ma è lo stesso problema che tratta Zoro alla fine del video: la distanza tra loro e la gente. Sono più che certo che per un caso analogo Berlusconi avrebbe risposto, anche ironicamente (questa segnatevela, ho detto una cosa non negativa su Berlusconi). Il pd no, sta zitto e va avanti a fare figuracce. E dire che c’eravamo cascati in campagna elettorale…

Quelli non riescono davvero a comprendere i gusti dei propri elettori, infatti il risultato si è visto. Mai un po’ di carica, mai niente di niente. Alle elezioni infatti hanno preso niente meno che gli stessi voti di ds più margherita. Però la Binetti sì, lei va bene. E intanto ci si riempie la bocca con il governo ombra, quando in realtà un vero governo ombra, sapete cosa dovrebbe fare? “Il primo compito dell’opposizione non è quello di dire no o di avanzare controproposte. La funzione principale sarebbe quella del controllo sull’attività della maggioranza. Prima della magistratura e della stampa è la minoranza il vero cane da guardia del potere”. In Inghilterra ad esempio ci sono interrogazioni a sopresa, come a scuola, in cui il ministro ombra fa un massimo di sei domande orali al suo corrispondente della maggioranza, che è obbligato a rispondere a voce. Subito.

Il pd come ha risposto quindi all’alzata di toni col fine di insabbiare poi il tutto? Con un niente, appunto. Anzi, con un po’ di vergogna della Finocchiaro, che forse voleva vendicarsi di quello che scrive su di lei Travaglio. Complimenti, voi sì che rappresentate e capite i vostri elettori. Sono proprio contento di non aver votato questo pd. Davvero. Perché continua imperterrito a sbagliare e ad andare dalla parte sbagliata (basta vedere chi hanno candidato e chi sono i ministri ombra), sperando di raccattare tra 5 anni i delusi del pdl. Che in realtà è fatto dal cosiddetto “zoccolo duro”.

Il Travaglio della verità. Il concetto che sta passando in tv è che Travaglio sia stato mandato da comunisti russi con la barba lunga per infamare i grandi eroi del parlamento. I tg lo dipingono come un bugiardo e un infame, mostrando solo le opinioni del politico o le confessioni del Fazio di turno. In realtà ha semplicemente citato un libro per il quale nessuno è stato querelato. Mi verrebbe quindi da dire che certe cose in tv non si vuole proprio dirle. Insomma Travaglio non può mandare in galera nessuno con i suoi libri, saranno i giudici eventualmente a fare il loro dovere.
Per questo Travaglio, che non è così stupido da riportare certe falsità visto le persone con cui ha a che fare, ha sempre detto delle enormi verità, poi ognuno ne può trarre le proprie considerazioni. Certo, in un paese in cui si dice che Mangano è un eroe e non succede niente, le persone non si chiederanno chi sia veramente Schifani, ma piuttosto perché Travaglio si è permesso di dire certe cose.

Comincio seriamente a pensare che le ironiche tirate finali della Littizzetto (non confondetele con la satira, quelle fanno ridere perché lei sfotte i personaggi a cui si rivolge, sulla linea di striscia, iene e co.) siano il simbolo dell’unico paese che è privo di un tg o programma satirico coi controcazzi, nazione dove la superficialità regna sovrana: prive di contenuti ma cariche di parolacce. Che alla fin fine, a noi fanno tanto ridere.


Point of view

Maggio 10, 2008

Travaglio mi fa “impazzire”. Come fa a riportare e a raccontare i fatti in modo così geniale e ironico mantenendo quella faccina li, che a chi si riferisce fa più male della giustizia?
Dai, non puoi rimanere serio mentre dici “scoreggia fritta”. A meno che sei Sgarbi.


L’ora delle decisioni irrevocabili

Maggio 7, 2008

E’ giunta l’ora, anche se il tempo è tiranno e rema contro Berulsconi. Sono infatti giorni, quasi settimane che l’opinione pubblica ci ricorda la fatica con cui il cavaliere stia tentando di comporre il suo governo. Un lavoro durissimo, che mai nessuno prima di lui era riuscito a fare. Sembrava che in campagna elettorale i nomi fossero già stati decisi, con la coalizione pronta ad agire; probabilmente “non aveva detto così”.

Vi siete chiesti i motivi per cui Berlusconi non si sia ancora deciso su tutti i nomi? In primis, il numero dei ministeri concessi, cioé 12, limite che vorrebbe oltrepassare. Sì, ma come? Semplicemente dovrebbe, al primo c.d.m., varare un decreto che superi la cosiddetta legge Bassanini e solo successivamente potrà dare le nuove poltrone ai ministri senza portafoglio, tra cui lo stesso Bossi.

Già questo fatto basterebbe per far storcere il naso a chi aveva ascoltato schiamazzi in direzione anti-casta e con l’obiettivo di ridurre il numero di parlamentari, ma si sa, An e il Mpa di Lombardo reclamano poltrone. E c’è sempre la Lega. Ma c’è un secondo enorme e fondamentale motivo per cui Berlusconi sta temporeggiando.

Insomma Silvio ha preannunciato che verranno tempi duri, con “misure impopolari” e non può assolutamente permettersi di avere il benché minimo sassolino nella scarpa che possa infastidire le sue azioni. Berlusconi dovrà infatti affrontare la questione giustizia così da liberarsi definitivamente da tutti i processi che un po’ lo preoccupano e per farlo non basterà mettere al Ministero Pera o Vito, degni successori di Mastella. Con la maggioranza di proporzioni bulgare che si ritrova, avrà anche bisogno di gente che voti senza batter ciglio tutti gli scempi che proporrà.

Le strade in Campagna Campania (…! Perdonatemi, sono stanco dopo una giornata lavorativa, è un lapsus per cui mi sono già auto-flagellato, un errore che non ho mai fatto, oddio aiutatemi, sono malato, è grave secondo voi..? Perdo colpi…) sono ancora e sempre più piene di rifiuti e tra non molto tempo, la monnezza passerà nelle mani di Silvio. Sarà ufficialmente la pattumiera di Berlusconi, quella che doveva far sparire una volta eletto. Oltre al problemino della Campania ci sarà quello di Alitalia: nessuno ancora sa bene che fine farà la povera compagnia; il responsabile prestito-ponte chiesto da Silvio a Prodi di 300 milioni di euro dimostra che nemmeno il Cav sa bene cosa diavolo fare. Intanto si va avanti a pagare qualche cosa di morto, visto che i francesi non andavano bene. Forse la piazzeremo all’ex-comunista Putin o a qualche fantomatica cordata fatta di capitalisti italiani, quelli con “le pezze al culo”: probabilmente una parte di questa cordata ora è in carcere, ma si conta di liberarla per l’occasione (Ricucci e co.?), attraverso una riabilitazione piuttosto innovativa.

Intanto sui media continua ad imperversare il gioco del toto-ministro. Mi gioco tutto e scommetto che…Berlusconi sarà di nuovo “presidente del consiglio”.


Pericolo rosso

Maggio 6, 2008

Altro che comunisti, falce e martello. Qui stiamo un attimino esagerando. Siamo passati dalle solite frasi ridicole sui comunisti, dai luoghi comuni sui partigiani per poi finire ai saluti romani a Roma per Alemanno, alla futura caccia al capro extra-espiatorio, al barbaro omicidio di Verona sino a questo osceno video.

Poi ri-discutiamo anche della superiorità morale, etica, culturale e politica della sinistra. Perché sarà pure un concetto snob, antico, superato, che non ti fa raccattare voti.

Ma, detto fra noi a bassa voce, non mi sembra poi una gran cazzata. Che io certe cose ai bambini non lo ho mai viste far fare dai genitori.
E una suoneria di un candidato sul cellulare io non l’ho mai avuta. Quindi sì, sarò un fottuto arrogante intellettualoide radical-chic del cazzo, ma certi abomini a braccio teso, certe parole come “spranghe, manganelli, morte, ammazzare, bastardo” (fatte dire ad un bambino poi), stanno solo da una parte e ci fanno retrocedere di un milione di posizioni. Perché, che lo vogliate o no, l’Italia è ancora questa.

Nel nostro sciocco paese non solo la storia non ha mai insegnato, ma moltissime persone si gasano guardando il duce e nelle loro menti vive ancora questo mito a metà tra eroe dannunziano-estetico-maledetto e fantascienza. Robe da neuro.

Perché la democrazia piace a tutti.
Ma fare i pagliacci in tanti nasconendosi poi dietro al più forte e al più potente come le pecore, piace solo ad alcuni italiani.
Il problema però sono delle bandiere bruciate. Eccola qua la lezione.


Sgarbi quotidiani

Maggio 5, 2008

Giovedì scorso purtroppo mi sono perso la puntata di Anno Zero in diretta. Saprete tutti bene o male cos’è accaduto. L’invitato Sgarbi ha dato l’ennesima prova della sua proverbiale intelligenza, educazione, pacatezza.

L’Italia è l’unico paese dove un “critico d’arte” può permettersi di parlare di politica usando certi toni, raccontando balle colossali, insultando in prima serata e sbraitando in faccia a chiunque osi esporre un fatto o un pensiero diverso dal suo.

Ma chi è davvero Vittorio Sgarbi? Sgarbi, prendendo spunto dalla sua pagina su Wikipedia, da giovane ha partecipato alle contestazioni sessantottine tra le fila degli anarchici; nell’89 venne incriminato per “interessi privati in atti d’ufficio”; nel ‘90 si candidò per il Partito Comunista Italiano, poi coi socialisti; nel ‘92 invece diventò sindaco di San Severino Marche sostenuto dalla DC e dall’MSI. E così via, passando per i liberali, i radicali, un’accusa decisamente assurda a Caselli (che gli costò una condanna per diffamazione poi prescritta), sino all’arrivo in famiglia, a Forza Italia, nel 1999. Infine nel 2005 abbandona la cdl per tuffarsi nell’Unione ma nel 2006 si candiderà per la lista dei consumatori, senza successo.

Ora è assessore alla cultura di Milano, ma diciamo che lo conosciamo per essere stato protagonista di alcuni tra i più roboanti litigi televisivi italiani. Insomma, Sgarbi è ancora uno che fa fare ascolti. Ma l’altra sera signori abbiamo avuto prova del concetto di libertà e democrazia che hanno queste persone.

Cioé, lui può gridare e sbraitare in faccia a chi vuole e se solo osi ricordargli che la realtà dei fatti non è quella, lui inizia a ripeterti all’infinito che non è vero, o al massimo di insulta, dicendoti che sei un “pezzo di merda”. Ma l’offeso è lui a quanto pare; dice che Travaglio ha fatto gravi affermazioni e che forse lo querelerà per queste frasi degne di un “regime stalinista”. E io sorrido contento.

Mi sembrava di assistere ad uno spettacolo alquanto grottesco, non pensavo fosse vero. Travaglio è un “pezzo di merda” perché non dice “frasi ma stronzate”, la trasmissione è una cazzata (ma allora perché ci va?), sono tutti idioti insomma. E certo, solo lui dice la verità, no? Come non credere ad uno così affidabile? Sinceramente non so come Travaglio abbia fatto a rimanere praticamente impassibile, come un signore; al massimo ha risposto con delle battute satiriche.

A questo punto non ho idea nemmeno sul perché Sgarbi possa essere definito un grande critico d’arte visto che non so se effettivamente abbia pubblicazioni in lingua inglese sulle riviste internazinali di settore, volumi editi in più lingue, se tenga conferenze a Cambridge/UCLA/Harvard… In realtà Sgarbi è semplicemente diventato famoso tramite il Maurizio Costanzo Show. E in Italia basta e avanza per fare politica. Male che vada vai a fare “l’opinionista” (cioé il moralizzatore) nelle trasmissioni trash pomeridiane.

« [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Stronzi. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (…) Voglio fare un’Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di cazzo»

Questo era Sgarbi nel 96, dopo aver perso le elezioni nella circoscrizione del Veneto. Questo è Sgarbi oggi. The show must go on.


in questo video vengono spiegate le bugie dette da Sgarbi


Un post serissimo

Maggio 4, 2008

Primi effetti della cura Berlusconi-Bossi: eccoli qua.


Dove sono finite le schede bianche e quelle nulle?

Aprile 17, 2008

Non so se ve ne siete accorti, ma trovare i dati riguardanti le schede nulle o bianche (che sono sempre stati diffusi da tutti i quotidiani) su Internet risulta quasi impossibile (anche xlthlx me l’ha fatto notare più di una volta su twitter). Provateci.

Insomma, vengono omessi dei dati alquanto importanti e sul sito del Viminale non c’è ne traccia. La cosa risulta molto strana.

Nel 2006 le schede bianche erano misteriosamente scomparse e il famoso documentario “Uccidete la Democrazia” di Deaglio aveva fatto una precisa ricostruzione della sparizione, impersonificando l’omonima scheda col nome di Bianca. Sarebbe interessante scoprire se queste schede siano tornate o meno.

Su Internet quasi nessuno ne ha parlato: solo Piero Ricca, che stimo moltissimo, e quelli di “Articolo 21″ hanno trattato l’argomento.

Diciamo che è più facile trovare i dati dei singoli comuni che quelli generali. Poi, per prenderla con ironia, fa pensare il fatto che Berlusconi non voglia ricontare le schede e che, come il Ministro Amato aveva affermato, i dati sulle schede bianche o nulle sarebbero dovuti arrivare subito, visto che dovevano essere contrassegnate immediatamente.

In attesa che Giulia Bongiorno diventi il nuovo ministro della Giustizia (quasi quasi era meglio Mastella…), ho spulciato un po’ di commenti in giro per la Rete e tra quelli al post di Piero Ricca ho trovato dei dati interessanti: esistono per esempio moltissimi seggi di comuni in cui nel 2006 non c’era stata nemmeno una scheda bianca (nel 2006 a S. Nicandro Garganico, provincia di Foggia, a fronte di quasi 10.000 votanti non c’era stata nessuna scheda bianca; da qui partiva il romanzo “Il Broglio” come spiegano su Articolo 21), che ora invece tornano a sfornare schede bianche e in alcuni casi arrivano quasi a raddoppiare il numero delle schede nulle. Quello del 2006 probabilmente rimarrà uno dei misteri tutti italiani, non si saprà mai cosa accadde al Ministero degli Interni.

Miracolosamente poi, arrivo ad un trafiletto sul sito dell’Ansa in cui vengono dati velocemente e sommariamente i dati sulle schede in questione, che non sembrano però corrispondere in pieno ai dati sull’affluenza e sugli aventi diritto. Mi da molto da pensare il fatto che al Senato su 43.133.946 di aventi diritto, 10.362.719 persone non si sono espresse (più del 20% degli aventi diritto quindi), mentre alla Camera su 47.126.326 di aventi diritto, 10.674.021 persone non hanno dato preferenza (sempre più del 20%).

Dato per scontato che magicamente, dopo il 2006, le schede bianche sono tornate a salire e la loro percentuale si attesta circa al 4%, vorrei sapere perché il Viminale e tutti i media non menzionano queste statistiche.

Da qui a parlare di brogli ce ne passa, anzi, non discuto la netta vittoria del pdl. Anche perché, per la prima volta in Italia abbiamo avuto la possibilità di seguire sul pc di casa lo scrutinio comune per comune, senza aspettare la notte come accadde nel 2006: bravo ad Amato quindi.

Però…nessuno vuole più fare chiarezza su queste benedette schede. Perché?


Prepariamoci al peggio

Aprile 15, 2008

Via Dario Salvelli
l’andamento del titolo Mediaset in funzione degli exit poll, via Dario Salvelli

La situazione è tragica. E io voglio scendere, questa non è l’Italia che voglio.
Perché non c’è nulla per cui sorridere da ieri (una cosina c’è: Ferrara ha preso lo zero virgola), non sussiste nessun elemento per cui pensare di prenderla con filosofia (sono pur sempre interista alla fine, a certe cose mi ero abituato fino a qualche anno fa, poi però si è capito perché), per cercare una minima opzione che permetta di dire “l’unico piccolo vantaggio che avrò è questo”. Ennò cari padani, ennò cari romani ladroni, ennò cari terroni (a seconda di dove abitate, beccatevi un epiteto).

Dati alla mano. Quasi 6 italiani su 10 hanno votato per una destra xenofoba ed estremista, non moderata manco se mi paghi. Spaventoso il seguito della Lega qui al Nord, arrivato a livelli impensabili: è ormai evidente che anche la gente che abita al di sotto del Po preferisca chi piscia sul tricolore o al massimo chi “ci si pulisce il culo”. Non ci credevo ma sì, ora sono certo di vivere in un paese alquanto retrogrado e particolarmente incivile.

Cilicio per tutti. Veltroni è stato ampiamente sconfitto e non è stata disfatta soltanto grazie all’apporto di Tonino, che raddoppia i voti, triplicando i suoi seggi in Senato rispetto al 2006. Veltroni non ha preso altro che qualche punticino in più alla somma DS+Margherita, probabilmente rubato non al centro-centrodestra, ma alla sinistra arcobaleno, che ha ottenuto una disfatta degna di Napoletone a Uaterlu.
Certo, a me viene da dire anche “wow, ma la Binetti e tutti i teodem-bigotti centristi ci hanno aiutato taaantiiisssiimooo a togliere voti ai cattivi”. Ecco (per esempio) un motivo per fare auto-critica e tornare subito a fare un PD laico che, con Di Pietro, faccia un’opposizione con i controcazzi. Sostanzialmente ora si va decisamente per il bipolarismo, salutiamo la sinistra, la destra e tutti gli altri partitini: in parlamento staranno in 5 (pdl-lega-pd-idv-udc). A sinistra c’è stato comunque un segnale deciso di unificazione e spostamento, a destra no, la frammentarietà c’è ancora, eccome. Che lo vogliate o no, il PD oggi è la nuova “sinistra” italiana e l’unica strada percorribile.

No, we can’t. Partirò dalla campagna elettorale: Berlusconi ha attaccato i comunisti, Veltroni no, l’ha fatto diventare Innominato (forse una volta l’ha nominato, poi però ha chiesto scusa..). Ma diavolo, in tutto il mondo le campagne elettorali si fanno ance e soprattutto all’attacco, specialmente nella tanto celebrata America; insomma, speravo che nella seconda parte della campagna Walter facesse la voce grossa attaccando, tirando fuori gli innumerevoli scheletri nell’armadio, parlando di giustizia, televisioni, conflitto di interessi… Invece no. Si è limitato passivamente a subire la demonizzazione del PD da parte del diavolaccio di Arcore, zittendo Di Pietro quando tentava di prendere posizioni nette e fondamentali per molti elettori. Infatti alla fine la vera vittoria l’hanno avuta Lega e Idv, partiti che comunque sia vanno giù pesante: guarda a caso sono state praticamente le uniche 2 forze politiche a votare contro l’indulto.
E ancora, potrei parlare dell’errore di candidare la Finocchiaro al posto di Rita Borsellino, il simbolo dell’anti-mafia, testimoniato dall’ennesimo disastro in Sicilia, dovuto sì a tanti altri fattori storici, però…cavolo: Cuffaro è stato rieletto al Senato e il partito più clientelare e sporco, l’Udc, rimane forte in Sicilia.

La gente vuole il gol. Ok, come dice Enrico nel suo splendido post, basta commiserarli, basta dire che “non ci hanno capito” (gli italiani). Infatti, bisognerebbe dire che non hanno proprio capito un cazzo di niente. E provano una volta di più quanto siano contenti di tifare per i cattivi, per i chierici retrogradi, salvo poi lamentarsi se le cose vanno male, anzi malissimo. Nel senso che io non sono affatto sicuro che gli italiani sappiano e abbiano capito che persona è Berlusconi, da chi sia circondato, ecc… Altrimenti “non lo voterebbero”, mi verrebbe da dire. Io sono disperato ma non voterei mai per uno come lui, per decine di motivi. Non mi dilungo che li sapete. Per me in questo paese non basta mai ricordare certe cose sino alla nausea, al vomito e alla diarrea. Perché cavolo, se come Suzukimaruti dice, gli italiani avessero ben chiaro che Berlusconi si fa i fatti suoi e probabilmente se li farà ancora, finendo il lavoro cominciato tra il 2001 e il 2006, allora sarebbero sì stupidi, disonesti e parassiti. Perché tiferebbero per il più forte, contro la giustizia (altro controsenso per chi è di destra), dimostrando di essere felici di fare i servi e ricavarci comunque qualcosa. A meno che Suz era ironico e ci ha fregato.

Grillini ortodossi. Per inciso devo aprire una breve parentesi. I Grillo boys, scontenti, hanno arricchito di un altro 3% l’esercito astensionista: e bravi stupidi. Sì perché mi viene da ridere pensare al comico genovese che, equiparando Berlusconi e Veltroni per mesi, ha contribuito decisamente al trionfo indiscusso del pdl. Chissà se ci ha pensato ieri sera. Complimenti, imbecilli. Bravi, non votate, questi sono i risultati.

Domani è un altro giorno, purtroppo. Come ho accennato prima, il futuro non ha niente di simpatico con questo stato delle cose. A parte i canonici scoramenti, su twitter ho registrato tantissimi pareri e desideri di scappare via da un paese che vuole continuare a rimanere in coma irreversebile. All’italiano non toccargli le ridicole certezze che ha, che poi mi va in crisi mistica.
Ci aspetta un periodo fatto di tante ripicche, di rivincite da vigliacchi e speriamo che Berlusconi non abbia vinto per i premi promessi, tipo l’Ici e il bollo (che non cambieranno la vita di nessuno) che, vedrete, pagheremo eccome (e con gli interessi) da altre parti. Però lui l’avrà fatto.
Se oggi la sfiducia endemica nella società italiana è a livelli altissimi, il risultato elettorale ne è lo specchio. Il ragionamento sostanzialmente sarebbe “non ho più speranze, figurati se la giustizia esiste; tanto vale votare Berlusconi”. Ebbene questo è un ragionamento tipicamente italiano: invece di lottare e credere nel cambiamento, è più facile adattarsi e allearsi al potente, anche se fa schifo ed è molto antipatico. Quindi via, stringiamo ancora di più la cinghia e prepariamoci al terremoto.

Pdl ricco, il Vaticano ci si ficca. Non vi siete dimenticati del Vaticano, vero? Avete notato che non si è fatto sentire in queste ultime settimane? La chiesa caldeggiava l’inciucio concordato tra pd e pdl, ma in questo modo avrà vita molto più facile: potrà infilarsi capillarmente nelle decisioni che ci instraderanno ancora una volta nel passato. C’è però da dire che gli italiani sono dei paraculi, nel senso che si riempiono la bocca con i fantomatici valori cristiani, ma poi scopano prima del matrimonio, tradiscono le mogli con le ragazzine, scambiano i mariti con amanti di colore che vogliono sbatter fuori dall’Italia, ecc… Perché è così. Reputando quindi come persone stranissime i gay che votano pdl, ritengo che qui ci saranno alcuni scontri: molti italiani non tollerano molto che qualcuno che non gioca al gioco, possa dettare regole precise su matrimonio, figli, ecc…
Una cosa mi spaventa più di altre: il fatto che in questo modo l’equazione più ricco sono, più diritti ho, diventi legge. Cercate di diventare più ricchi, e in fretta, che il denaro in Italia pagherà la libertà…di essere liberi (tipo andare all’estero per abortire, avere figli, pagare per farsi curare, ecc…). Insomma, ci trasformeremo in una società molto più cinica, individualista e cattiva.

Ora sono cazzi nostri/vostri. Sicuramente la vita diventerà ancora più dura per noi giovani, ma sarò sempre pronto a rimboccarmi le maniche - parlo per me stesso (detto fra noi a bassavoce, non sanno che se noi di sinistra decidiamo di fare sul serio, sono cazzi per loro). Santificheranno i mafiosi, terranno buoni gli italiani attraverso i media, diffondendo l’opinione pubblica concordata, riscriveranno i libri di storia. Ma il loro revisionismo non cambierà affatto la storia, che è una sola. Non potranno mai dire che i deportati Ebrei erano in villeggiatura ad Auschwitz per esempio. Ma è anche in questi casi, nelle situazioni disperate che noi sappiamo tirare fuori il meglio da noi stessi; fa niente se il merito se lo prenderà qualcun altro. Perché i buoni siamo noi, ricordatevelo.
Quindi sì, ci toccherà diventare più cattivi e stronzi, dovremo pensare soltanto a noi stessi, ragionamento allucinante e contrario alle società moderne che si evolvono, ma a noi si sa, piace distinguerci. Mi verrebbe da dire “arrangiatevi” ai romani ladroni, “ve la siete cercata”, terroni che non siete altro. Ma non lo farò. Perché comunque vada anche io abito nel Nord produttivo, in quella vergognosa Lombardia in cui la Lega stravince. Mi vogliono cinico? Va bene. Anche se questa sconfitta mi sta aiutando a crescere e a meditare ulteriormente.
I cazzi quindi, grattateveli voi.