Quindici anni dopo Mani Pulite, parlare di legalità e conflitto di interesse dentro l’assemblea legislativa è peggio che bestemmiare in chiesa. Sarà molto dura risalire la china.
Personalmente sono pienamente fiero di aver votato per l’unica vera opposizione ancora esistente nel nostro paese.
Non solo in Parlamento hanno voglia di scherzare: “ti arrestano la moglie!”. Il Corriere di questi tempi osa, quasi come la Prestigiacomo coi pantaloni in viola o quasi come la Carfagna alle pari opportunità.
Mentre Al Gore incontrava i blogger - che invece non hanno osato - andava in onda il “Berlusconi IV”, nuovo titolone coniato dai sempreverdi giornalisti italiani. Come un “Rocky V” qualunque, come un “Nightmare VI”, tutto converge tristemente in un Bossi e in un Berlusconi che giurano ancora una volta sulle macerie rimanenti di una patria gia fin troppo insultata.
Pensare a Calderoli come “Ministro della Semplificazione” o alla Brambilla come Ministro della Salute, o ancora al fatto che le donne restano meno di 1/5 dei ministri, con le loro “opportunità” tutelate da una che andava in giro mezza-biotta ma “crede nei valori della famiglia” non so, mi suscita un senso di impotenza senza precedenti.
E’ giunta l’ora, anche se il tempo è tiranno e rema contro Berulsconi. Sono infatti giorni, quasi settimane che l’opinione pubblica ci ricorda la fatica con cui il cavaliere stia tentando di comporre il suo governo. Un lavoro durissimo, che mai nessuno prima di lui era riuscito a fare. Sembrava che in campagna elettorale i nomi fossero già stati decisi, con la coalizione pronta ad agire; probabilmente “non aveva detto così”.
Vi siete chiesti i motivi per cui Berlusconi non si sia ancora deciso su tutti i nomi? In primis, il numero dei ministeri concessi, cioé 12, limite che vorrebbe oltrepassare. Sì, ma come? Semplicemente dovrebbe, al primo c.d.m., varare un decreto che superi la cosiddetta legge Bassanini e solo successivamente potrà dare le nuove poltrone ai ministri senza portafoglio, tra cui lo stesso Bossi.
Già questo fatto basterebbe per far storcere il naso a chi aveva ascoltato schiamazzi in direzione anti-casta e con l’obiettivo di ridurre il numero di parlamentari, ma si sa, An e il Mpa di Lombardo reclamano poltrone. E c’è sempre la Lega. Ma c’è un secondo enorme e fondamentale motivo per cui Berlusconi sta temporeggiando.
Insomma Silvio ha preannunciato che verranno tempi duri, con “misure impopolari” e non può assolutamente permettersi di avere il benché minimo sassolino nella scarpa che possa infastidire le sue azioni. Berlusconi dovrà infatti affrontare la questione giustizia così da liberarsi definitivamente da tutti i processi che un po’ lo preoccupano e per farlo non basterà mettere al Ministero Pera o Vito, degni successori di Mastella. Con la maggioranza di proporzioni bulgare che si ritrova, avrà anche bisogno di gente che voti senza batter ciglio tutti gli scempi che proporrà.
Le strade in Campagna Campania (…! Perdonatemi, sono stanco dopo una giornata lavorativa, è un lapsus per cui mi sono già auto-flagellato, un errore che non ho mai fatto, oddio aiutatemi, sono malato, è grave secondo voi..? Perdo colpi…) sono ancora e sempre più piene di rifiuti e tra non molto tempo, la monnezza passerà nelle mani di Silvio. Sarà ufficialmente la pattumiera di Berlusconi, quella che doveva far sparire una volta eletto. Oltre al problemino della Campania ci sarà quello di Alitalia: nessuno ancora sa bene che fine farà la povera compagnia; il responsabile prestito-ponte chiesto da Silvio a Prodi di 300 milioni di euro dimostra che nemmeno il Cav sa bene cosa diavolo fare. Intanto si va avanti a pagare qualche cosa di morto, visto che i francesi non andavano bene. Forse la piazzeremo all’ex-comunista Putin o a qualche fantomatica cordata fatta di capitalisti italiani, quelli con “le pezze al culo”: probabilmente una parte di questa cordata ora è in carcere, ma si conta di liberarla per l’occasione (Ricucci e co.?), attraverso una riabilitazione piuttosto innovativa.
Intanto sui media continua ad imperversare il gioco del toto-ministro. Mi gioco tutto e scommetto che…Berlusconi sarà di nuovo “presidente del consiglio”.
Il distacco non è mai stato così ampio. Percentuali e voti a parte, che pure hanno pesato, il distacco incredibile emerso tra i dirigenti e i candidati del pd e la gente, le persone e tutto il resto è a livelli d’emergenza.
Insomma, ieri si sono giocati anche Roma, complici anche il quasi 10% di elettori in meno che ha votato; e difficilmente a sinistra arriveranno a capire il motivo per cui, da un 5% in più di Rutelli, in poco più di due settimane si è passati a circa il 7% in più di Alemanno. Tradotto in numeri, vuol dire che da 83.776 voti in più di Rutelli, si è passati a circa 116.000 voti in più di Alemanno, mentre Rutelli ne ha persi quasi 85.000. Senza contare il fatto che circa 60.000 elettori hanno votato Zingaretti alla provincia ma Alemanno al comune.
Uno si chiede quindi come sia possibile che gente che due settimane prima ha votato una persona, possa cambiare idea così in fretta, ma a questo punto rifletterei anche sul senso di ricandidare uno come Rutelli, bollito, tranvato, fuori da tempo da ogni tipo di logica politica: l’idea era quella del contentino col ritorno all’incarico di un tempo, visto che ormai la strada in politica era chiusa da tempo. Che poi è lo stesso ragionamento che mi porta a definire come errori le candidature di personaggi come la Binetti (anche se il fatto che Rutelli non abbia intercettato i voti cattolici la indebolisce ulteriormente), Colaninno figlio, la Finocchiaro in Sicilia al posto della Borsellino, ecc…; una babele di errori tattici, prima che tecnici, che dimostrano in modo netto la scarsa capacità di analisi e lungimiranza di gran parte della classe dirigente del PD. Che tradotto in parole povere vuol dire: la nuova sinistra - che della sinistra storica ha ben poco - dista “una cinzia” dalla gggénnte, mentre la destra ne cavalca bellamente le paure, gli istinti, ecc… Che non vuol dire che la capisce, anzi.
Veltroni ora avrà il suo bel da fare, perché c’è da mettere in discussione tante di quelle cose nel partito da provocare un cataclisma. A mio modesto parere, molti esponenti del partito andrebbero cancellati, per non dire che in alcuni casi i vertici andrebbero azzerati. Vogliamo gente nuova? Vogliamo davvero costruire un partito moderno, laico e che dia un preciso segnale? Ecco, cominciamo a metterci le facce giuste allora, che ora ci aspetteranno 5 anni terribili.
Avrei voluto scriverlo prima in un post apposito, ma ho notato in queste settimane come i media, Mediaset in testa, abbiano dato uno spazio ampissimo ai crimini, alle violenze, ecc…commessi da persone straniere nel nostro paese. Come se di colpo, dall’oggi al domani, sia scattata una molla assassina nei non-italiani. Ho pensato quindi che volessero prepararci ai primi decreti leghisti-razzisti, ho pensato che dovevamo predisporci ad una nuova Bossi-Fini, ma poi ho capito che c’era ancora Roma in ballo; casualmente molti fatti di cronaca menzionati avvenivano proprio li e il risultato è stato questo: Alemanno vince con la croce celtica al collo.
Che se poi vai a vedere bene, purtroppo rapine, stupri e violenze varie accadono tutti i giorni e in linea coi dati degli ultimi anni. Ma la tattica si sa, funziona, eccome: se tutti ne parlano e se i media fanno passare una cosa come pura fobia, allora per forza il problema deve esistere e questi immigrati “di merda” devono tornarsene a casa a “calci in culo”. Quando avremo cacciato gli immigrati e tutti i piccoli imprenditori che vivono di nero e lavoratori stranieri sottopagati andranno in crisi perché non ci saranno più italiani disposti a fare certi lavori, con chi ce la prenderemo? I comunisti non ci sono più.
Nonostante il “protezionismo giornalistico”(o, se preferite, autarchia dei media, oggi sono in vena di inventare definizioni nuove) messo in atto già da qualche tempo, che impedisce alle tv di spiegare realmente le opinioni dei paesi esteri sul terremoto che sta scardinando l’Italia ad esempio, noi che siamo tecnologici e 2.0 ci accorgiamo di tante cose. E leggiamo il NY Times, l’Economist, guardiamo le prime pagine dei quotidiani stranieri…e cosa troviamo? Articoli che parlano di vittorie dei “neo-fascisti” per esempio (mi sto sforzando di non menzionare le valanghe di critiche che quotidianamente ci pervengono a causa di Berlusconi).
Va bene che Roma voleva provare il brivido del fascio, ma non diamo una bella immagine mostrando in tv bandiere con croci celtiche, gente che fa il saluto romano senza aver testato sulla pelle il ventennio, proprio nei giorni in cui si festeggia la liberazione per cui i nostri nonni hanno dato la vita. Ma che segnale diamo, che esempio diamo? Che paese siamo diventati? Incivili fino in fondo da qualche anno a questa parte, in qualsiasi parte d’Italia e in svariati comportamenti.
E ancora, qualcuno sa spiegarmi cosa diavolo vuol dire festeggiare in giro per strada, nelle piazze, manco avessimo rivinto i mondiali? Cioé cosa c’è da festeggiare?! Un bel niente ecco. Un altro elemento ereditato da questa popolazione diventata pubblico, nell’ennesima evoluzione: non più sudditi, ma pubblico pagante e spettatore di una realtà alterata dai media. Italiani che per una cavolo di ripresa televisiva fanno un saluto romano, che in gruppo ci si sente forti, italiani che per una foto da mettere come avatar da mostrare agli amici prendono la macchina e strombazzano il clacson con le bandiere, italiani fieri di essere italiani per non si sa quali motivi, che fino a ieri tragedia, stavano male, mentre oggi evviva, è cambiato il mondo.
Sarà che provavo fascino per personaggi come Kierkegaard(discorso sulla fede a parte), sarà che di base sono alquanto pessimista nella visione della realtà, sarà che quando ha vinto Berlusconi ha piovuto per giorni e da ieri che ha vinto Alemanno nella capitale, ha ricominciato a piovere.
l’andamento del titolo Mediaset in funzione degli exit poll, via Dario Salvelli
La situazione è tragica. E io voglio scendere, questa non è l’Italia che voglio.
Perché non c’è nulla per cui sorridere da ieri (una cosina c’è: Ferrara ha preso lo zero virgola), non sussiste nessun elemento per cui pensare di prenderla con filosofia (sono pur sempre interista alla fine, a certe cose mi ero abituato fino a qualche anno fa, poi però si è capito perché), per cercare una minima opzione che permetta di dire “l’unico piccolo vantaggio che avrò è questo”. Ennò cari padani, ennò cari romani ladroni, ennò cari terroni (a seconda di dove abitate, beccatevi un epiteto).
Dati alla mano. Quasi 6 italiani su 10 hanno votato per una destra xenofoba ed estremista, non moderata manco se mi paghi. Spaventoso il seguito della Lega qui al Nord, arrivato a livelli impensabili: è ormai evidente che anche la gente che abita al di sotto del Po preferisca chi piscia sul tricolore o al massimo chi “ci si pulisce il culo”. Non ci credevo ma sì, ora sono certo di vivere in un paese alquanto retrogrado e particolarmente incivile.
Cilicio per tutti. Veltroni è stato ampiamente sconfitto e non è stata disfatta soltanto grazie all’apporto di Tonino, che raddoppia i voti, triplicando i suoi seggi in Senato rispetto al 2006. Veltroni non ha preso altro che qualche punticino in più alla somma DS+Margherita, probabilmente rubato non al centro-centrodestra, ma alla sinistra arcobaleno, che ha ottenuto una disfatta degna di Napoletone a Uaterlu.
Certo, a me viene da dire anche “wow, ma la Binetti e tutti i teodem-bigotti centristi ci hanno aiutato taaantiiisssiimooo a togliere voti ai cattivi”. Ecco (per esempio) un motivo per fare auto-critica e tornare subito a fare un PD laico che, con Di Pietro, faccia un’opposizione con i controcazzi. Sostanzialmente ora si va decisamente per il bipolarismo, salutiamo la sinistra, la destra e tutti gli altri partitini: in parlamento staranno in 5 (pdl-lega-pd-idv-udc). A sinistra c’è stato comunque un segnale deciso di unificazione e spostamento, a destra no, la frammentarietà c’è ancora, eccome. Che lo vogliate o no, il PD oggi è la nuova “sinistra” italiana e l’unica strada percorribile.
No, we can’t. Partirò dalla campagna elettorale: Berlusconi ha attaccato i comunisti, Veltroni no, l’ha fatto diventare Innominato (forse una volta l’ha nominato, poi però ha chiesto scusa..). Ma diavolo, in tutto il mondo le campagne elettorali si fanno ance e soprattutto all’attacco, specialmente nella tanto celebrata America; insomma, speravo che nella seconda parte della campagna Walter facesse la voce grossa attaccando, tirando fuori gli innumerevoli scheletri nell’armadio, parlando di giustizia, televisioni, conflitto di interessi… Invece no. Si è limitato passivamente a subire la demonizzazione del PD da parte del diavolaccio di Arcore, zittendo Di Pietro quando tentava di prendere posizioni nette e fondamentali per molti elettori. Infatti alla fine la vera vittoria l’hanno avuta Lega e Idv, partiti che comunque sia vanno giù pesante: guarda a caso sono state praticamente le uniche 2 forze politiche a votare contro l’indulto.
E ancora, potrei parlare dell’errore di candidare la Finocchiaro al posto di Rita Borsellino, il simbolo dell’anti-mafia, testimoniato dall’ennesimo disastro in Sicilia, dovuto sì a tanti altri fattori storici, però…cavolo: Cuffaro è stato rieletto al Senato e il partito più clientelare e sporco, l’Udc, rimane forte in Sicilia.
La gente vuole il gol. Ok, come dice Enrico nel suo splendido post, basta commiserarli, basta dire che “non ci hanno capito” (gli italiani). Infatti, bisognerebbe dire che non hanno proprio capito un cazzo di niente. E provano una volta di più quanto siano contenti di tifare per i cattivi, per i chierici retrogradi, salvo poi lamentarsi se le cose vanno male, anzi malissimo. Nel senso che io non sono affatto sicuro che gli italiani sappiano e abbiano capito che persona è Berlusconi, da chi sia circondato, ecc… Altrimenti “non lo voterebbero”, mi verrebbe da dire. Io sono disperato ma non voterei mai per uno come lui, per decine di motivi. Non mi dilungo che li sapete. Per me in questo paese non basta mai ricordare certe cose sino alla nausea, al vomito e alla diarrea. Perché cavolo, se come Suzukimaruti dice, gli italiani avessero ben chiaro che Berlusconi si fa i fatti suoi e probabilmente se li farà ancora, finendo il lavoro cominciato tra il 2001 e il 2006, allora sarebbero sì stupidi, disonesti e parassiti. Perché tiferebbero per il più forte, contro la giustizia (altro controsenso per chi è di destra), dimostrando di essere felici di fare i servi e ricavarci comunque qualcosa. A meno che Suz era ironico e ci ha fregato.
Grillini ortodossi. Per inciso devo aprire una breve parentesi. I Grillo boys, scontenti, hanno arricchito di un altro 3% l’esercito astensionista: e bravi stupidi. Sì perché mi viene da ridere pensare al comico genovese che, equiparando Berlusconi e Veltroni per mesi, ha contribuito decisamente al trionfo indiscusso del pdl. Chissà se ci ha pensato ieri sera. Complimenti, imbecilli. Bravi, non votate, questi sono i risultati.
Domani è un altro giorno, purtroppo. Come ho accennato prima, il futuro non ha niente di simpatico con questo stato delle cose. A parte i canonici scoramenti, su twitter ho registrato tantissimi pareri e desideri di scappare via da un paese che vuole continuare a rimanere in coma irreversebile. All’italiano non toccargli le ridicole certezze che ha, che poi mi va in crisi mistica.
Ci aspetta un periodo fatto di tante ripicche, di rivincite da vigliacchi e speriamo che Berlusconi non abbia vinto per i premi promessi, tipo l’Ici e il bollo (che non cambieranno la vita di nessuno) che, vedrete, pagheremo eccome (e con gli interessi) da altre parti. Però lui l’avrà fatto.
Se oggi la sfiducia endemica nella società italiana è a livelli altissimi, il risultato elettorale ne è lo specchio. Il ragionamento sostanzialmente sarebbe “non ho più speranze, figurati se la giustizia esiste; tanto vale votare Berlusconi”. Ebbene questo è un ragionamento tipicamente italiano: invece di lottare e credere nel cambiamento, è più facile adattarsi e allearsi al potente, anche se fa schifo ed è molto antipatico. Quindi via, stringiamo ancora di più la cinghia e prepariamoci al terremoto.
Pdl ricco, il Vaticano ci si ficca. Non vi siete dimenticati del Vaticano, vero? Avete notato che non si è fatto sentire in queste ultime settimane? La chiesa caldeggiava l’inciucio concordato tra pd e pdl, ma in questo modo avrà vita molto più facile: potrà infilarsi capillarmente nelle decisioni che ci instraderanno ancora una volta nel passato. C’è però da dire che gli italiani sono dei paraculi, nel senso che si riempiono la bocca con i fantomatici valori cristiani, ma poi scopano prima del matrimonio, tradiscono le mogli con le ragazzine, scambiano i mariti con amanti di colore che vogliono sbatter fuori dall’Italia, ecc… Perché è così. Reputando quindi come persone stranissime i gay che votano pdl, ritengo che qui ci saranno alcuni scontri: molti italiani non tollerano molto che qualcuno che non gioca al gioco, possa dettare regole precise su matrimonio, figli, ecc…
Una cosa mi spaventa più di altre: il fatto che in questo modo l’equazione più ricco sono, più diritti ho, diventi legge. Cercate di diventare più ricchi, e in fretta, che il denaro in Italia pagherà la libertà…di essere liberi (tipo andare all’estero per abortire, avere figli, pagare per farsi curare, ecc…). Insomma, ci trasformeremo in una società molto più cinica, individualista e cattiva.
Ora sono cazzi nostri/vostri. Sicuramente la vita diventerà ancora più dura per noi giovani, ma sarò sempre pronto a rimboccarmi le maniche - parlo per me stesso (detto fra noi a bassavoce, non sanno che se noi di sinistra decidiamo di fare sul serio, sono cazzi per loro). Santificheranno i mafiosi, terranno buoni gli italiani attraverso i media, diffondendo l’opinione pubblica concordata, riscriveranno i libri di storia. Ma il loro revisionismo non cambierà affatto la storia, che è una sola. Non potranno mai dire che i deportati Ebrei erano in villeggiatura ad Auschwitz per esempio. Ma è anche in questi casi, nelle situazioni disperate che noi sappiamo tirare fuori il meglio da noi stessi; fa niente se il merito se lo prenderà qualcun altro. Perché i buoni siamo noi, ricordatevelo.
Quindi sì, ci toccherà diventare più cattivi e stronzi, dovremo pensare soltanto a noi stessi, ragionamento allucinante e contrario alle società moderne che si evolvono, ma a noi si sa, piace distinguerci. Mi verrebbe da dire “arrangiatevi” ai romani ladroni, “ve la siete cercata”, terroni che non siete altro. Ma non lo farò. Perché comunque vada anche io abito nel Nord produttivo, in quella vergognosa Lombardia in cui la Lega stravince. Mi vogliono cinico? Va bene. Anche se questa sconfitta mi sta aiutando a crescere e a meditare ulteriormente. I cazzi quindi, grattateveli voi.
Dopo un giorno per sbollire la rabbia, il nervoso e la sensazione di impotenza provata guardando e commentando live l’infinità di stronzate dette da Berlusconi a Matrix ho deciso di scrivere anche io qualcosa: sia mai che qualche indeciso si convinca a non votare per un personaggio come lui. Quindi prendetevi 10 minuti di pausa se per caso siete giunti sin qui, che in questo post ci ho messo anche un po’ di cuore.
Cominciamo con Veltroni. Visibilmente stanco, spremuto dal tour elettorale e dall’ottimo discorsone finale a Roma, Piazza del Popolo, che ho apprezzato non solo nei toni, ma anche nei contenuti: il solo sapere che per lui certi fenomeni tutti italiani esistono, un po’ mi da fiducia. E mi da un grande piacere notare l’abissale differenza dei suoi discorsi da quelli dell’avversario principale: mentre di la ci si limita a parlare sempre dell’avversario, di cui si ha costantemente bisogno, insultando, parlando di comunisti (nel 2008, ancora!), tralasciando poi tutto ciò che di politico possa esistere (agli elettori del pdl non interessa cosa farà il loro candidato, a loro interessa ridere, battere le mani e gridare, tanto poi ci penserà lui a far fruttare i loro interessi…), di qua si è deciso di non fischiare, di lasciare perdere, di non rispondere, così che di la impazziscono al pensiero di non avere più come prima un mortadellone da affettare.
È stato il primo a doversi presentare purtroppo e questo è già uno svantaggio. Da subito abbiamo intuito come sarebbe andata la serata, una trappola colossale; probabilmente presentarsi su mediaset l’ultimo giorno di campagna elettorale è stato l’unico errore strategico; Mentana infatti si è immedesimato benissimo nella parte del servo-dipendente-scendiletto, mostrando tutta la sua viscidezza, prostrata sotto forma di incapacità di risultare per lo meno, per un solo secondo, imparziale. Ma al capitolo “Mentana”, povero, arriverò dopo.
Insomma Walter ha perso un po’ di brillantezza e, complici le ridicole domande del nostro Henry, non ha avuto la facoltà di risultare accattivante. Mentana infatti continuava ad interromperlo con domande insulse e ridicole, come commentato dagli altri partecipanti al Live Blogging; per di più ci sono stati ben due stacchi pubblicitari ad interrompere Veltroni, e il cronometro di Mediaset che scandiva i fatidici 45 minuti è stato inflessibile: il recupero abbondante e il pre-partita che c’è stato con Berlusconi, non s’aveva da fare.
Eccoci a Berlusconi, il datore di lavoro che fa il padrone di casa. E venne così il turno del capo supremo di Mediaset, un po’ più vecchio e stanco dopo 14 anni, pronto per la quinta volta a ripetere le frasi di default che tanto hanno presa sul pubblico televisivo italiano. Subito prende la parola senza che il vile conduttore pronunci un minimo “alt” e, premettendo che quello che stava per dire era fuori dal conteggio dei 45 minuti, parte con l’attacco all’avversario che l’ha preceduto, regalandoci una serie di bugie da guinness dei primati: incredibilmente dichiara che non è vero che Mangano, guardandosi bene da spiegare come mai nel 1974 andò a pescare - guarda a caso - proprio uno stalliere-boss della mafia, dicendo che no, non è mai stato condannato (come no!!! Tre ergastoli mi sembravano sufficienti!); successivamente delinea l’assurdità della legge della par-condicio, unico puntello presente in Italia per far sì che la dittatura mediatica non si trasformi in quella del manganello. Sostiene che è colpa della legge se non ci sono confronti, dimenticandosi ad esempio che con Prodi il confronto l’aveva fatto. Ma in Italia si sa, i giornalisti veri non esistono e di conseguenza sognatevi di assistere ad una sorta di contraddittorio. Sì perché se esistesse, Berlusconi si estinguerebbe in meno di 5 minuti e con lui i druidi celtico-leghisti, con armature e fioretti annessi.
Si passa poi al consueto teatrino politico in cui, badate bene, Berlusconi non indica soluzioni ai problemi, non spiega il come, ma si limita a promettere e a citare il pubblicitario contratto con gli italiani. Ecco la novità. Stranamente qui, Mentana non ha più facoltà di porre domande: Berlusconi prende la parola a piacimento, sposta gli argomenti dove gli pare e Mentana non osa mai fare una diavolo di obiezione: e bravo zerbino, tranquillo che il capo non ti licenzierà.
Tralascio, per rispetto all’intelligenza di chi mi legge, altre sparate ed arrivo al capitolo finale della nostra saga: la sorpresa, preparata (dopo una settimana di duri calcoli con Tremonti, wow…siamo a posto!) solo per Noi. Ragazzi, tenetevi forte, le vostre vite cambieranno, basta precarietà, basta stipendi da fame, basta criminalità, basta essere tristi, sorridete: dopo l’Ici Silvio ci toglierà anche il bollo di auto, moto, ecc…
…
Cazzo, il bollo.
Felicità nelle sedi ACI, ed elettori faciloni e creduloni ancora in estasi a bocca aperta pronti a ringraziarlo: cavolo, ci toglie il bollo, diventeremo ricchissimi. Ennò, fermi tutti, azioniamo per un attimo il cervello. Cioé Berlusconi dice che “se c’è il tesoretto” lo userà per tirarci via il bollo?! Ma come??? I soldi delle tasse degli italiani, quelli ricavati dalla lotta all’evasione, invece che servire per un condono vengono buttati per una promessa elettorale dell’ultimo minuto? Ma questa gente si rende conto della voragine nel bilancio che tornerà a ricreare dopo il quinquennio 2001-2006? No. Perché solo una certa parte di italiani può essere felice di sentirsi dire in faccia, dopo tanti sforzi, che i propri soldi non verranno reinvestiti per il bene del paese, ma verranno bruciati in un nanosecondo.
Sappiamo bene a cosa servirà questa mossa: a far riempire il garage di auto e moto da follia ai suoi amici, senza dover dare un centesimo di euro all’erario; pensate solo a chi ha 2-3 macchinoni, a chi ha barche, ecc… Già, un disastro. Ma il problema non è solo questo.
Il nostro furbo imbonitore, collegando questa promessa al tesoretto, ha già messo le mani avanti, anzi avantissimo: sì perché una volta salito al potere potrà dire, dando la colpa al governo Prodi, che il tesoretto in realtà non esiste e che quindi non potrà onorare il suo impegno con gli italiani. Se lo ricorderà ancora, certo. Per il resto, il nostro Robin Hood moderno, in collaborazione con il creativo Tremonti, ci prospetta un domani da incubo: tra autarchia e la canonica e smentita dai fatti strategia del trickle-down effect, secondo cui i ricchi una volta sazi, sarebbero portati automaticamente a distribuire ai poveri ciò che loro avanza e, sulla base di questo postulato, prima o poi la crescita della ricchezza finirebbe per ricadere anche sui poveri. Meglio di Robin Hood.
Enrico, il giornalista amico. Veniamo infine all’esempio dell’obiettivo giornalismo italiano, al paragrafetto dedicato a Mentana. Se con Veltroni si è preoccupato di interrompere frequentemente le sue risposte ponendogli altre domande di livello infimo, con il datore di lavoro l’atteggiamento cambia radicalmente: niente più domande, solo spazio e tempo dilatati, libertà assoluta di parola e…tanti saluti alla par-condicio. Poco importa se calcisticamente, al tempo previsto di 45 minuti, vengono aggiunti altri minuti di recupero abbondante, se con lui la pubblicità c’è stata solo per 45 secondi scarsi e una volta, verso la fine, se addirittura il piazzista di Arcore rientra in studio fuori dall’inquadratura, spiegando come mettere la croce. Un po’ di decenza, almeno li è stato sfumato.
Questa non è l’Italia che voglio: una persona che controlla media, opinione pubblica e detiene gran parte delle ricchezze di un paese, con il passato misterioso, con 21 procedimenti giudiziari a suo carico, iscritto alla P2, bugiardo e con legami con la mafia, non deve avere potere. Perché se non vogliamo indagati, corrotti, mafiosi, ecc…basterebbe non votarli più e i vari Berlusconi, Bossi, Dell’Utri e co. non ci sarebbero più. Chiediamoci perché, diamine, perché cavolo in Italia questa gente non scompare mai.
Quindi se sei indeciso, vai a votare lo stesso. Che c’è gente che è morta per darci il diritto di scelta, il diritto di voto; e un’alternativa mi spaventa particolarmente, l’antipasto c’è già stato dal 2001 al 2006.
Perché ora ne sono sicuro al 1000%: i buoni siamo Noi, quindi we…are the good guys.
Questa sera, in occasione della puntatona di Matrix delle ore 21 in cui gli ospiti saranno Berlusconi e Veltroni, insieme ad altri blogger commenterò il dibattito in tempo reale, con un esorbitante live blogging unificato.
La piattaforma che ci ospiterà sarà coveritlive e se vorrete seguirci, rispondere ai nostri in-teres-san-tis-simi sondaggi in diretta e commentare le nostre mirabolanti uscite, vi basterà farlo su Coveritlive cercando l’evento “Berlusconi e Veltroni a Matrix per le politiche 2008″ oppure andare direttamente su uno dei blog coinvolti. Purtroppo wordpress non permette l’integrazione degli iframe, quindi non ho potuto inserire anche io la piattaforma incriminata.
Se leggete il famoso “Piano di Rinascita democratica” della Loggia Massonica P2 (click qui o qui per una lista degli iscritti, tra cui voisapetechi), potrete incredibilmente notare moltissime similitudini con le azioni di governo e le dichiarazioni di certi personaggi:
Il cosiddetto piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione.
I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali onde « …rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori »
. In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore scuola di « …chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro…»
Prendiamo le dichiarazioni di oggi di due noti personaggi, di cui uno condannato a 9 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa(Dell’Utri) e l’altro…vabbé, mi sono anche un po’ stancato di ricordare quanto sia pericoloso.
15:56 Berlusconi: “Esami di sanità mentale per i pubblici ministeri”.
“Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale”. Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso di un comizio a Savona.
16:13 Dell’Utri: “Il mafioso Mangano? Un eroe”
“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, è morto per causa mia”, ha dichiarato il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in onda su YouTube. Dell’Utri ha rivelato: “Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E’ un eroe, a modo suo”.
16:16 Dell’Utri: “Se vinciamo, via dai libri di storia retorica Resistenza”
“I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione”. Lo ha detto il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in rete.
Ok, eviterò di commentare le affermazioni di oggi, ci sarebbero pagine da scrivere solo sulle stronzate dette. L’esame mentale lo farei so io a chi; poi perché non estenderlo ai politici, ai giornalisti, ecc…?
Comunque sia, colleghiamo le frasi alle decine di dichiarazioni in questi anni sulla separazione delle carriere dei magistrati, “al riordino dello stato in senso istituzionalistico, il ripristino di un’impostazione selettiva (forse classista) dei percorsi sociali, insomma - secondo molti - una svolta autoritaria”.
Come se non bastasse, il piano puntava all’abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una riforma della scuola - la Moratti?!?!?!), allo spostamento del Consiglio Superiore della Magistratura sotto il controllo dell’esecutivo (quindi i politici avrebbero in questo modo potere di controllo sui giudici, tirate una riga…!), a rompere l’unità sindacale, ad abolire il monopolio della Rai (troppo facile con 3 tv e 40 giornali e periodici), a mettere le mani sul controllo dei mass media(e quindi dell’opinione pubblica, della società e di conseguenza dei cittadini) acquisendo tv, quotidiani, gruppi editoriali, ecc…
Prendiamo anche la dichiarazione di oggi di Berlusconi sull’esame di sanità mentale dei pubblici ministeri e confrontiamolo con questo punto del piano di rinascita democratica. Incredibile vero? Per i piduisti quindi “la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati” e “la normativa per l’accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari)” sono due punti fondamentali ed urgenti, insieme al silenzio-consenso.
Caro lettore, perdonami se ti ho annoiato a sufficienza e se non sono stato troppo sintetico, ma potrei andare avanti con molte altre agghiaccianti somiglianze. Quotando il virgolettato sull’ipotetico ruolo da affidare alla stampa ad esempio, si scopre che «va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Il Giorno, Il Giornale, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Messaggero, Il Tempo, Roma, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: L’Europeo, L’Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV non va dimenticata.»
Insomma se avete voglia di andare avanti a farvi rodere il fegato e vi appassionate in un viaggio tra storia e politica, condito da un po’ di sane teorie di cospirazione, allore benvenuti, potete continuare a fare il gioco del “trova le differenze”.
Ecco perché io non voterò mai per dei mafiosi, per dei cospiratori, per dei piduisti, per dei corrotti, per dei bugiardi, per dei truffatori, per i cattivi…
Forse è insito nella natura dell’italiano provare ammirazione per i banditi, per chi sta al di sopra della legge. Perché per ri-votare per la terza volta certa gente (per di più condannata!), i casi sono due: o si è ingenui (e di conseguenza stupidi, oserei dire, a questo punto) o si è disonesti. E io per natura non sono affatto disonesto. Sono solo un italiano…
Gli italiani stanno per rispedire al governo per altri 5 anni questi qua, quindi in teoria dovremo abituarci a convivere con certi personaggi. In pratica ci è impossibile, a meno di trasformarsi in trogloditi e tornare a vivere nel Medioevo. Lo dico anche a chi risiede sotto la linea del Po’ e vota PDL: amico romano-ladrone o terrone, guarda che stai votando anche la Lega.
La differenza di stile tra i due principali candidati è abissale, questo si sa da tempo; mentre uno è impegnato a insultare e a parlare per luoghi comuni vecchi come lui, l’altro parla di politica. Che è quello che bisognerebbe fare, promesse a parte.
E anche se oggi tra il pdl regna il caos sovrano più del solito (Berlusconi rinnega Bossi tirando in ballo la sua instabilità fisica, da un po’ di colpe a Casini e Calderoli, dopo averla definita porcata, difende la sua fantstica legge elettorale), farei presente una cosa: le schede sono praticamente identiche a quelle del 2006. Se Berlusconi è così sciocco da considerare chi vota talmente stupido da non saper fare una croce, che lo spieghi ai suoi elettori.
Perché questa polemica è stata creata ad arte per avere un alibi comunque vadano le cose, per creare un clima incivile e seminare altra sporcizia ed altre incertezze su un paese assetato di una decente stabilità.
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Alessandro, 24 anni, laureato in scienze della comunicazione alla Statale di Milano e iscritto al primo anno della laurea magistrale con indirizzo in marketing e comunicazione di impresa. Ah, oltre che lo studente faccio anche l'account, proprio qui. Cosa voglio fare da grande? Per es.aiutare le aziende a comunicare meglio, magari via web, oppure produrre contenuti per delle campagne di content, rivedere la corporate image, il brand...fare il copywriter? Massì, perché no. C'è tanto che potrei e vorrei fare e spero che qualcuno prima o poi me lo faccia fare.
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