Siamo tutti Ma.tt

Maggio 9, 2008

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E’ giunta l’ora anche dell’iWordCamp, finalmente. Domani infatti a Milano tornerà un Barcamp con una guest star d’eccezione: Matt Mullenweg (nella foto in alto), nuovo fidanzato di Marilù (ma lui ancora non lo sa) e godfather supremo di WordPress.

Finalmente giocherò “in casa” in occasione del mio secondo Barcamp, ed oltre a rivedere con immenso piacere brutti ceffi quali Daniele Salamina, Marco Zamperini, Napolux, Giovanni, Luca, ecc…, conoscerò tantissimi blogger che magari leggo o con cui mi rapporto everyday su twitter ma che non ho mai visto in faccia. E ci farò la foto assieme, entusiasta come una fan qualsiasi di Nino D’Angelo.

Ok, finiti i convenevoli e i “pucci-pucci”, passerò ad elencare la lista dei presenti di domani che mi stanno sulle p…vi confesserò una cosa interessantissima: sarò li al Barcamp, in quell’Old Fashion che un tempo mi vedeva protagonista di seratone trasgressive, hot e glam tipo quelle dello storico giovedì sera, dalle 11.00 a circa le 15.00 (informazione che do per le solite schiere di fan che attenderanno il mio arrivo, mi riferisco per esempio ad anonimoitaliano e a lei), che questo weekend sono impegnatissimo. Sticazzi, direbbe Stefigno, con cui domani farò due una cifra di chiacchiere.

Sì, avete intuito che in questo post mi piace parlare gggiòvane, ma dopotutto saremo all’Old Fashion e non escludo che la cosa si trasformi in una seratona disco, roba da vedere blogger tipo xlthlx e Fedmor sui cubi a ballare con gli strobo che ci fanno sbarluccicare gli occhietti.

Quindi vedete di venire già lavati e mangiati, non facciamo brutta figura con chi ha permesso che io scrivessi post come questi in modo pressoché elementare. E non dimenticatevi macchine fotografiche e portatili, giusto per intrattenere un po’ quegli ’sfigatoni’ di twitter.
Che a farvi entrare in lista (dovete essere linkati dal p.r. per entrare, sciocchini!) e nel privé con boccia di Cristal annessa, ci penso io.


Aggressivamente multimediali

Aprile 27, 2008

«”In un mondo aggressivamente multimediale bisogna resistere per garantire la libertà e dignità della stampa” dice Napolitano. “Siete una grande realtà. Una stampa libera capace di investire nel rapporto con i lettori e capace di esprimere libertà e indipendenza” - dice alla delegazione Fnsi in occasione del centenario - “è un elemento di democrazia”»

Avevo provato ad avvisarvi: ora avete scoperto in che mani siamo.

Se anche un anziano presidente della Repubblica sente di avere voce in capitolo in qualcosa di cui probabilmente non capisce nulla, rassegnamoci: la strada che ci conduce ad un giornalismo più equo, intelligente e moderno è ancora troppo lunga e ricca di ostacoli.
Praticamente è un po’ la Salerno-Reggio Calabria dell’informazione italiana.

Ci vedono come dei sovversivi multimediali: arrivano persino ad inventare definizioni stupide come queste pur di far passare il concetto che Internet sia un posto bruttissimo fatto di persone represse, psicopatiche e con manie di onnipotenza.
Per loro la vera minaccia siamo Noi. Perché sono loro che per primi vogliono lo scontro, la contrapposizione ad ogni costo, la netta demarcazione delle differenze. Secondo la loro visione illuminata, le persone che tramite la Rete diffondono contenuti, fonti e discussioni vogliono portargli via il lavoro e quei pochi e sporchi privilegi traducibili in marchette e buffet.

Cose per cui si litiga anche qui, stupidamente. Non so se sia opportuno cominciare ad ignorare la classe giornalistica italiana, facendoci un bell’esame di coscienza, tutti quanti. Dobbiamo smetterla di trasferire il modo di pensare vecchio e tutti gli errori che ci stiamo ancora trascinando dietro anche nel web.

Che lo vogliate o no insomma, Internet ha cambiato tanti aspetti in moltissime professioni. E ha aperto tante altre strade. Se la reazione di chi l’informazione (non) la fa - e per inciso anche male - è questa, che si arrangi: probabilmente finirà per auto-estinguersi in un mare di lacrime di coccodrillo. Il vento che arriva dall’altra parte dell’Oceano è infatti cambiato da molto tempo. L’apertura mentale alle modifiche che il progresso degli strumenti dell’informazione e che la comunicazione odierna impone non si misura più soltanto in share e numero di lettori.

L’esponenziale crescita di importanza della partecipazione, la biunivocità nella creazione dei contenuti, i fruitori che diventano anche opinon leader, e così via. Queste sono le caratteristiche e le tendenze che dovrebbero interessare i giornalisti.
Cari i miei blogger, basta bersi i sondaggi propinati dai quotidiani sul fatto che la tv in Italia sia stata superata da Internet, basta illudersi che i professionisti dell’informazione si mettano per un istante in discussione. Perché non è così, purtroppo.

Preoccupiamoci di tenere la bussola nella direzione giusta, di coinvolgere le persone nel processo di aggregazione orizzontale e di produrre cose interessanti.
Poi il resto verrà da sé.


Giornalismi all’italiana

Aprile 21, 2008

Il sindacato dei giornalisti, la Fnsi, compie 100 anni e per questa occasione il 23 aprile inizieranno le celebrazioni al Quirinale col capo dello Stato.

Sfileranno anche molti esponenti politici, anche se non si sa bene cosa debba festeggiare il sindacato di uno degli ordini più clienterali, più parassiti e più servi che esistano: probabilmente ne è complice. Un sindacato dell’unico ordine dei giornalisti esistente nei paesi occidentali non si è mai infatti sognato di parlare di conflitto di interessi, di percezione della realtà alterata nell’unico paese in cui un losco figuro detiene televisioni, giornali ed opinione pubblica.

In compenso si parlerà di Birmania, Tibet e Cina, dicono. Anche se quasi nessun giornalista di quelli che contano ha osato alzare un dito contro le Olimpiadi o ha pensato, non dico di boicottarle, ma almeno di trattarle in altri modi. O di rifiutarsi di commentarle. In Italia quindi è come se l’informazione non avesse problemi, come se fosse libera e come se i giornalisti avessero accettato, dopo qualche anno, che i tempi sono cambiati, che esistono i blog, che esiste la Rete, che è nato il citizen journalism, che i contenuti ormai sono fatti anche dalle persone che vivono dentro i fatti. Ma non è così. Diamogli tempo, dategli tempo (ma quanto ancora?): nel frattempo il NY è già free da mesi.

Però dai, il Corriere ha aperto i commenti (…!) e Repubblica ha una rubrichina in cui ogni tanto dà il contentino e linka a caso un po’ di blogger. Eccoci qua quindi, i giornalisti hanno compreso le nuove dinamiche e si sono aperti ai cambiamenti.

Tra gli invitati al party ci sarà anche il Ministro del Lavoro Damiano che probabilmente ricorderà ancora una volta come la Legge 30 sia stata applicata in modo sbagliato, ma che non vada abolita; per questo, Natale, il presidente della Fnsi, spiega che si sono immaginati come loro interlocutore un precario: “bisogna coniugare l’importanza della memoria con la capacità di rispondere a chi oggi chiede al sindacato lavoro e tutela dei diritti”, dice. Già: i giornalisti dell’Ordine infatti fanno davvero centinaia di inchieste sui giovani, sui precari, sul loro stipendio e sulle loro aspettative per il futuro.

Forse è per questo che gli editori non spingono mai per parlare di certe cose o trattare alcuni argomenti. Perché ci sono già tantissimi giornalisti pronti a soddisfare le esigenze dei lettori italiani (parlando di soubrette e starlette varie magari) e tanti altri sempre fieri di tenere alta la bandiera dell’etica nell’informazione (i vari Vespa, Mentana, Farina, Fede, ecc…).

Ma il 25 aprile ci sarà anche il secondo V-Day. Da mesi infatti Grillo sta spammando l’evento con post, comunicati e video sul suo blog, nonostante dopo le elezioni abbia scritto qualche post alquanto strano; forse il ritorno del cosiddetto “testa d’asfalto” lo ha fatto sentire un po’ in colpa: in questo post ad esempio si legge “Voi siete Beppe Grillo. Ragionate con la vostra testa.”

È questo di cui parlo, è questo il delegare. È proprio perché ragiono con la mia testa che io sono io e non Beppe Grillo. E questo evidentemente al comico non è ancora chiaro o meglio, fa comodo; è lo stesso motivo per cui abbiamo permesso a certe persone di governarci. C’è uno simpatico che grida più forte e dice cose più o meno ovvie e di conseguenza ci sono tanti altri che annuiscono col testone, belando. E perdono la concezione del tempo e dello spazio, perché non siamo capaci di andarci piano, di avere pazienza e ragionarci su. O bianco o nero, il grigio non viene concepito. Giù il piedone sull’accelleratore, se i politici fanno tutti schifo e uno mi dice quello che voglio sentirmi dire, io lo seguo e non voglio sentire ragioni.

Insomma non si discute la lodevole iniziativa, mi fa un immenso piacere leggere Grillo quando tira fuori certi argomenti ambientali, politici, economici, ecc…, però il resto poi starebbe a Noi. Lo ripeto perché non si sa mai. E vi dico, ci ho messo un bel po’ anche io a capire che forse forse esageravo ed era meglio farsele da soli le idee, ringraziando chi ti forniva l’input.

Probabilmente un giro in piazza me lo farò, leggendo le varie proposte di iniziativa popolare, perché sono d’accordissimo ad abolire l’Ordine dei giornalisti, ma eviterei facili soluzioni quando si parla di finanziamenti ai giornali. Perché eliminando a priori ogni tipo di finanziamento ai giornali, pensateci bene, accadrebbe che sopravviverebbero soltanto i grandi giornali, quelli della confindustria, quelli dell’editore più potente, quelli che vivono di grande pubblicità (quelli della famiglia Mediaset ad esempio). Lo aveva già spiegato efficacemente Piero Ricca in un suo post.

I mali del giornalismo italiano infatti sono altri: non serve a niente azzerare partiti, giornali e giornalisti, «in nome della “democrazia diretta” e dell’informazione autoprodotta in Rete.» Non si può, servono delle mediazioni. Per esempio, dovremmo parlare della concentrazione del potere mediatico (in particolare televisivo - i giornali sono letti da poche persone) in poche mani, lo strapotere della pubblicità sui contenuti, la lottizzazione della Rai, l’assenza di un’ovvia incompatibilità fra cariche pubbliche e proprietà di media vari.

Perché senza incentivi distruggeremmo ogni tipo di realtà parallela che voglia risultare alternativa a quella esistente; spesso gli incentivi aiutano a spezzare certi monopoli. Ragionate con la vostra testa.

E poi, bisognerebbe anche parlare di questa benedetta “perdita dell’aura” da parte dei giornalisti in generale (concetto che ho tentato di spiegare nella mia tesi di laurea che forse un giorno pubblicherò per farmi irridere da tutti voi chiaramente), del fatto che i nostri invece non abbano poi molta voglia di leggere e tenersi aggiornati, non sappiano o non vogliano interpretare. E ancora, copiano e incollano alla bellemeglio e in molti casi invece si adattano ai gusti dati dal progressivo azzeramento mentale di milioni di cittadini italiani, trasformati in «sudditi non pensanti».

Quindi stiamo attenti quando ci travestiamo da folla.
Che poi possiamo davvero diventare pericolosi…


Famolo strano

Aprile 11, 2008

Questa sera, in occasione della puntatona di Matrix delle ore 21 in cui gli ospiti saranno Berlusconi e Veltroni, insieme ad altri blogger commenterò il dibattito in tempo reale, con un esorbitante live blogging unificato.

La piattaforma che ci ospiterà sarà coveritlive e se vorrete seguirci, rispondere ai nostri in-teres-san-tis-simi sondaggi in diretta e commentare le nostre mirabolanti uscite, vi basterà farlo su Coveritlive cercando l’evento “Berlusconi e Veltroni a Matrix per le politiche 2008″ oppure andare direttamente su uno dei blog coinvolti. Purtroppo wordpress non permette l’integrazione degli iframe, quindi non ho potuto inserire anche io la piattaforma incriminata.

Comunque sia, i blogger coinvolti saranno: Anonimo Italiano, Antonio Vergara, Biagio Raucci, La Privata Repubblica, Liberamente, Kagliostro e Terzo Occhio.
È gradito un dress-code adeguato, quindi mettetevi la cravattina della domenica; se poi avete i pop corn e la birra meglio ancora, ma il mio consiglio è quello di tenere al vostro fianco un pacchetto di fazzoletti…


Beppe Grillo si BlogBabelizza

Aprile 10, 2008

Secondo voi perché Beppe Grillo, per la prima volta, veste i panni del “blogger comune” e chiede ai lettori di essere votato nella classifica del Time?

Il risultato è che nella classifica dei top 5, il blog di Beppe Grillo è già straprimo con 108 e passa mila voti.

Ma con quale pro, con quale fine? Forse alcune parti della risposta possiamo ritrovarle qui e qui.

Stiamo sempre attenti a farci svuotare del nostro “Io” delegando a destra e a manca. Abbiamo bisogno di risvegliare il nostro pensiero individuale e la coscienza sociale comune, non di appiattire definitivamente le nostre idee sottoforma di commento ad un blog.


Praticamente siamo tutti li

Marzo 31, 2008

In ritardo parlerò anche io del test sull’orientamento elettorale creato da OpenPolis, che è sì un buon test per aiutarvi a tradurre maggiormente il vostro pensiero, ma sicuramente non sarà infallibile. Più guardavo i risultati degli altri blogger, più mi rendevo conto di una cosa; la maggior parte di quelli che conosco infatti si è ritrovata più vicino ad un partito politico in particolare: l’Italia dei Valori (ovviamente non ho considerato molto le varie minoranze). Subito dopo vengono i socialisti di Boselli (!!!).
La cosa mi ha incuriosito ancora di più quando ho visto il risultato di una persona come Lastknight, che si è da sempre definita di destra. Per farvi un breve resoconto:

1. Axell
Axell è qui

2. Pietro Izzo
Pietro è qui

3. LastKnight
Lastknight è qui

4. Mantellini
Mante è qui

5. Occhi da Orientale
Occhi da Orientale è qui

6. Anonimo Italiano
Anonimo Italiano è qui

7. Fedmor
Fedmor è qui

8. E-Democracy
Daniela è qui

9. Sirdrake
Sirdrake è qui

10. Gigicogo
Gigicogo è qui

11. Baibe
Baibe è qui

Lo notate anche voi? Possibile che bene o male siam tutti li? Tutti i personaggi di sinistra che si credavano vicinissimi se non sopra il pallino del PD, si rivedono di colpo vicino all’Italia dei Valori, ma non solo loro. Questo cosa vuol dire? Ok, che ci sta sulle palle Berlusconi e che sognamo di vederlo prima o poi dentro un monolocale con le sbarre, ma quando vedo gente come Fedmor (che si professa tendenzialmente di estrema destra) vicino all’Italia dei Valori, penso che qualcosa di strano ci sia, o in noi o nel sondaggio.
Nel primo caso vorrebbe dire che ci affezioniamo tanto alle facce, ai personaggi, alle stronz cose che ci propinano, ecc…ma bene o male abbiamo tutti un forte concetto di democrazia, di libertà e di giustizia. In realtà non è soltanto così, perché alla fine non vi riconoscete nel risultato, giusto? Forse l’unico simpaticone è Frenz, che si piazza in cima alla piramide del potere: è lui che dominerà il mondo.

Insomma, tornando a noi, la domanda ve la fa uno che ama tanto le teorie sui complotti e sui vari ordini mondiali, anche se qui non c’entrano molto: vi siete chiesti se test simili a questo siano o meno fatti da persone di parte? Secondo voi sono neutrali? Non è che servono ad uniformare l’opinione pubblica comune come i cosiddetti sondaggi d’opinione? Quando cominceremo a parlare seriamente di etica nella comunicazione? Eccetera, eccetera.

Leggendo sul sito ufficiale, la descrizione appare alquanto generalizzata sul concetto di open-source, rete e trasparenza; ci sono anche i profili di chi lavora al progetto che fa a capo a “Democrazia Elettronica a partecipazione pubblica”, società senza fini di lucro. Quindi non metto in dubbio la correttezza di chi lavora dietro al progetto, anzi, è molto interessante e valido.

Googolando ho poi scoperto che prima delle elezioni del 2006, molti utenti si erano lamentati di questo test nell’apposito Wiki, poiché li aveva collocati in posizioni addirittura opposte ai loro pensieri. E già molti blogger avevano parlato di OpenPolis allora, forse dimenticandosene. Certo, probabilmente alcuni si credevano in una parte più per pecoronaggine che per idee personali e forse il test si è perfezionato col passare del tempo ma…io i dubbi sull’effettiva correttezza dei risultati me li faccio venire lo stesso anche se nessuno ne ha parlato (dovremmo star qui a parlare delle singole domande, delle risposte generali e dei possibili errori che ne derivano).

Vedendo la cosa in negativo, un questionario come questo può dimostrare tre concetti: primo, ci ha fregato perché in fondo in fondo giocare coi test ci piace tanto e ci facciamo facilmente suggestionare; secondo, i candidati puntano a raccattare voti dappertutto grazie alla politica del “ma anche”; terzo, se così tanti si credevano da una parte e finiscono da un’altra, allora vuol dire che siamo ancora troppo immaturi politicamente.
Se la terza delle ipotesi vi sembra più verosimile, che cavolo andiamo a votare se manco sappiamo capire i nostri pensieri politici?

Ah, volete sapere dove sono io? Ma è ovvio, io sono qui:
Fedmor è qui


Abitudini

Marzo 26, 2008

Ci sono tante cose a cui mi sono abituato in questi anni.

Per esempio mi sono abituato alla guerra in Iraq, perché il telegiornale non ne parla più e nessun blogger scrive più del fatto che siamo dentro una guerra illegale.
Mi sono abituato a Fede, al Tg4, a Vespa, allo scarso, anti-etico e patetico livello dell’informazione italiana.
Mi sono abituato a Mastella e a Dini (ma non alla Binetti).
Mi sono abituato anche alle discussioni su BlogBabel.
Mi sono abituato a Bush, a Casini, al papa, a Volonté, a Pannella…
Insomma, ci siamo abituati un po’ a tutto e ci passiamo sopra ogni giorno con un carroarmato, ignorando a destra e a manca.

Ma a Berlusconi ed alle sue stronzate no, non mi abituerò mai.


Ho portato l’ombrello

Marzo 16, 2008

In teoria io starei tornando da Finale Ligure, che mi sono fatto un weekend a casa di un’amica con la mia fidanzata (non me ne abbiano le infinite schiere di mie fans donne che saranno gelosissime). Spero quindi che i poteri occulti di WordPress abbiano funzionato a dovere, facendo apparire misteriosamente un paio di post programmati.

Che poi questo lo stia scrivendo pochi minuti prima della partenza poco importa. Mi preme dirvi però che sono uno sfigato, nel senso che per l’unico weekend in cui decido di muovermi e godermela un po’ è prevista pioggia tipo “si salvi chi può”.
Nel frattempo fate i bravi e se succede qualche cataclisma o qualche colpo di stato mentre io non ci sono…niente panico: alzate il telefono rosso con linea diretta con sonounprecario, in stile commissario Gordon. A quel punto, il confine di Stato non sarebbe poi così lontano e potrei addirittura scappare a nuoto. Tanto il Macbook me lo porto dietro, speriamo che l’abbiano fatto impermeabile…


PRestigR

Marzo 7, 2008

Tra i tantissimi social media che spuntano come funghi ne è nato uno rivoluzionario, senza precedenti. Sicuramente susciterà scalpore, perché cambierà radicalmente la vostra concezione di 2.0: il suo nome è PRestigR, è in fase Beta ed è stato concepito per una ristretta elite di blogger.

PRestigR by Sonounprecario

Come in una Loggia Massonica, PRestigR si diffonde tra i suoi confratelli blogger tramite scelte ben oculate e segretissime, roba da gente incappucciata. E’ personalizzabile a livelli inverosimili, tanto che permette di organizzare Barcamp soltanto cliccando negli appositi menù, aggiungere widgets innovativi, essere aggiornati sui nuovi film in uscita e tanto altro. Addio sbattimenti, per i pochi fortunati la Vita vera comincia adesso. Misura anche tu il tuo prestigio, dai prestigio, impara a vivere una vita prestigiosa e rinasci prestigioso con PRestigR.

E ricorda: non sei tu che trovi PRestigR, è PRestigR che trova te.


Il Festivalbar della fisica

Marzo 4, 2008

Tra le attricette, le pornostar e le soubrette arriva anche l’onorevolissima Gabriella Carlucci a fare una figuraccia colossale, tanto che è la principale indiziata per il famoso premio Nobel “Figur de Merda”.

Che partito fantastico Forza Italia. Che elettori fantastici che ha. Sembra infatti che gli iscritti al PDL non vedano l’ora che cominci la seconda stagione della loro soap preferita, diretta dal regista S.Berlusconi: “CentoVeline”.
Perché l’Italia e gli italiani hanno molto più bisogno di onorevoli soubrette che di scienziati capaci.