Facci un piacere: apriti un blog

Maggio 13, 2008

Da Wikipedia scopro di avere qualcosa in comune con Facci: anche io sono nato a Monza.

Filippo Facci (Monza, 11 maggio 1967) è un giornalista italiano.
Giornalista e scrittore, ha iniziato la sua attività professionale collaborando giovanissimo a L’Unità, a La Repubblica e poi approdando a L’Avanti, quotidiano del Partito Socialista Italiano, dove da “abusivo” si occupò di seguire l’inchiesta su Tangentopoli cercando di fare da contraltare alle notizie che uscivano dalla Procura. Sulla base dei suoi articoli l’Avanti! fu soprannominato “il gazzettino degli avvocati”.
Dal 1994 ha scritto per Il Giornale, per L’Opinione, per Il Tempo sino a tornare a Il Giornale nel 1998 e curando una rubrica quotidiana sulla prima pagina (”Appunto”). Collabora anche con Il Foglio, con Il Riformista e con Grazia. Una sua rubrica su Il Domenicale, settimanale culturale di matrice cattolica edito da Marcello Dell’Utri, è stata soppressa per dissensi con la direzione. Per qualche anno, su Il Giornale e sul Foglio, ha scritto anche critiche e reportage di musica classica poi raccolti in un libro.
Ha partecipato alle trasmissioni Parlamento In, L’antipatico e dal marzo 2008 ha una breve rubrica politica nel programma Mattino Cinque condotto da Claudio Brachino e Barbara D’Urso su Canale 5. È spesso ospite di trasmissioni e talkshow di argomento politico.

Nonostante questo curriculum di tutto rispetto, è proprio Facci che ha scritto il post intitolato “Narco Travaglio” su Macchianera. In cui, in centinaia (probabilmente migliaia) di battute, non riesce minimamente a negare il fatto che Schifani abbia avuto certe frequentazioni. In compenso Leonardo dal suo blog risponde egregiamente a Facci, smentendo completamente il suo post e scomponendolo pezzo per pezzo. Vivamente consigliata la lettura.

Qualcuno dirà “vabbé, è Facci”, ma è sin troppo facile scrivere un post del genere e chiudere i commenti. Cioé già uno che giustifica certe amicizie perché di vecchia data, non può risultare molto credibile. E insomma, come ho scritto ieri, Travaglio non è la giustizia, quindi ci penserà qualcun altro a giudicare, al massimo. Ma la cosa interessante è che nemmeno Facci nega certe frequentazioni. Quindi, come la mettiamo?

La mettiamo che Facci è in contraddizione totale. Perché insultare Travaglio col fine di difendere Schifani non è un buon modo per smentirlo, anzi. Se poi vai a scrivere che Lirio Abbate dice il vero e Travaglio, che lo cita alla lettera, invece mente, il caos è servito. E scusa se qualcuno ha osato interessarsi al passato della seconda carica dello Stato, visto che fino a ieri era uno dei tanti volti. Anzi, peccato che solo un giornalista abbia osato farlo.

Quello che poi non si capisce è il perché Schifani non smentisca un bel nulla. O non aspiri ad un contraddittorio in cui possa controbattere a Travaglio, visto che è tornato prepotentemente di moda. In campagna elettorale il contraddittorio non è lecito, sia mai, mentre quando fa comodo, il cosiddetto contraddittorio all’italiana ci viene sbattuto in faccia come giustificazione suprema a tutto e tutti. Del resto lo dice pure la Finocchiaro (sto parlando di una candidata in Sicilia che prende le difese, seppur indirettamente, di un personaggio che forse ha avuto frequentazioni mafiose…capito perché si perde, poi?).

Per di più Facci usa dei morti (Montanelli e Biagi): nemmeno loro possono smentire. Noi però possiamo dire che Montanelli lavorava con Travaglio, non con Facci. In più, sviando come fa in tutto il suo post, afferma che non è mai esistita una telefonata tra Mangano e dell’Utri. Ma mente. Esiste un’intervista rilasciata dal magistrato Paolo Borsellino il 19 Maggio 1992 ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi in cui si parla proprio di quella telefonata. Per la cronaca, l’intervista venne registrata quattro giorni prima dell’attentato di Capaci in cui fu ucciso Giovanni Falcone: qui il testo integrale e qui il video sopravvissuto alle varie censure (in Italia non è mai andata in onda se non sul satellite. In un punto di questa intervista si parla di ‘cavalli’. “Giornalista: Perché c’è nell’inchiesta della San Valentino, un’intercettazione fra lui e Marcello Dell’Utri in cui si parla di cavalli. Borsellino: Beh, nella conversazione inserita nel maxi-processo, si parla di cavalli da consegnare in albergo, quindi non credo potesse trattarsi effettivamente di cavalli, se qualcuno mi deve recapitare due cavalli, me li recapita all’ippodromo o comunque al maneggio, non certamente dentro l’albergo.”). Insomma, Facci mente anche qui.

Un altro problemuccio poi sorge quando si scopre che persino El Pais, il noto quotidiano spagnolo, scrive un articolo su Schifani, che riporta le stesse identiche cose (qui la traduzione in italiano):

Su nombre, en cambio, ha sido relacionado por la prensa italiana con la criminalidad organizada siciliana, ya que en los años ochenta fue socio de una compañía en la que también figuraban Nino Mandalà, jefe del clan mafioso de Villabate, y de Benny d’Agostino, empresario ligado al histórico dirigente de la Cosa Nostra, Michele Greco.

Abbiamo capito che la questione è nata perché certe dichiarazioni sono state lette in tv; su Internet bene o male, troviamo tutte le fonti necessarie per risalire alla verità. Verità che non è quella di Facci, che ormai eletto ad avversario per antonomasia di Travaglio, nonostante si giochi un buon repertorio di bassezze, alla fine le “prende sempre”, giornalisticamente parlando.

Insomma, nonostante io probabilmente non abbia le capacità giornalistiche e d’analisi dell’uno o dell’altro, mi sento di dare un consiglio a Facci.
Se vuoi questo benedetto contraddittorio, apriti un blog. Anzi, cambia cognome e apriti un blog. Che ormai tutte le battutine legate al tuo cognome non fanno più ridere nessuno, lo so anche io.
Che se ti apri un blog, c’è il rischio che qualcuno - tu compreso - cominci a prenderti davvero sul serio.


Perché non voterò mai questo PD

Maggio 12, 2008

Dunque, in Italia succede questo. Un presentatore fifone che si guarda sempre bene dall’uscire dalle righe o di dare fastidio sempre a qualcuno appena appena più grande di lui, invita Marco Travaglio come ospite. Scoppia il solito caos sul capro espiatorio di turno. In realtà se chiami Travaglio in trasmissione bene o male sai a che argomenti vai incontro. A meno che sei così stupido da pensare che Travaglio venga li a parlare di gossip o a limitarsi a ridere alle tue sciocche battutine che interrompono ogni ospite che intervisti.

Fabio Fazio, l’a-carismatico. Sabato sera ho guardato in diretta la trasmissione e mi ero già incazzato come una iena quando Fabio Fazio spesso interrompeva, come suo solito (secondo lo schema: domanda (spesso intelligente) > prima parte della risposta dell’ospite, che poi continua magari raccontanto un aneddoto > battuta stupida di Fazio > applausi comandati > altra domanda) e come se fosse il peggiore dei cagasotto, Travaglio che citava date, nomi e fatti, dicendogli di non parlare dei non-presenti ed ovviamente dissociandosi con frasi del tipo “io non sono d’accordo, ovviamente sai come la penso”. Ma scusate, che personaggio è uno che mette le mani avanti con ogni ospite “scomodo”? Sei una persona adulta, avrai le palle di manifestare una tua opinione?!

W l’autoreferenzialità dei blogger. Luttazzi ha spiegato più di una volta il genere a cui si ascrive Fazio. Vedere un presentatore tutto prostrato e inclinato sulla sua infima debolezza che legge una lettera di vergogna, di scuse (per paura di perdere il tranquillo angolino su rai 3) o come volete definirla è un segnale orribile, illiberale e diseducativo. Sii uomo per una volta, leggi quella dannata lettera e dissociati. Tira fuori le palle. Anche perché gli esponenti di pd e pdl che si sono affrettati a condannare l’episodio, l’hanno fatto non tanto perché non è vero, ma perché è stato fatto, appunto. Cioè ciò che li ha preoccupati maggiormente non è il fatto che Schifani possa avere o meno legami con la mafia (il suo curriculum non mente), ma il fatto che qualcuno abbia osato soltanto dire una cosa del genere in tv. Come spiega Mantellini, “in questo paese l’abitudine ad essere osservati e giudicati dalla stampa, così come avviene in tutti i paesi del mondo, è ai minimi storici. I giornalisti in Italia, nell’ottica strabica della politica o sono utili alla causa o non sono”. La stampa servirebbe anche e soprattutto a giudicare e a monitorare i profili dei politici, le loro azioni, ecc… Che cosa ce ne facciamo di un’accozzaglia di striscianti lombrichi?

La seconda carica dello Stato. Se ancora non avete idea di chi sia Schifani, fatevi un paio di idee. Come scrive Travaglio, “negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa”. Stupisce, a prescindere da tutto, il fatto che sia ritenuto normale in Italia beccarsi un presidente del Senato con quel curriculum. Perché probabilmente in un altro paese la candidatura di un personaggio simile non sarebbe stata minimamente presa in considerazione. Perché i media avrebbero ribaltato come un calzino il personaggio in questione; è una sorta di forma di controllo che viene attuata nell’interesse dei cittadini. Qui invece si limitano a riportare il demagogico e compatto pensiero di tutta la casta. Nessun tg ha osato trattare la biografia della seconda carica dello Stato, per la serie “se è li, per forza se lo merita”.

La delusione PD. Ma veniamo al nocciolo del post: in tutto questo che cosa combina il pd di Uolter? Come reagisce? Nel peggior modo. La disastrosa (fin qui, visto il suo risultato in Sicilia) Finocchiaro ha dichiarato infatti che trova “inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio”. Contraddittorio? Cioé? “Sei un mafioso!”, “no, non è vero!”? Bene o male sarebbe andata così. Perché allora, come ha detto Di Pietro, ogni volta che qualcuno parla o scrive di una rapina, bisognerebbe sentire la versione del rapinatore. Vedete? Ci ritengono stupidi. Evidentemente lo siamo se ci trattano così.

Il PD è stato umiliato alle elezioni, le ha straperse, e ancora mantiene una linea di “rispetto” dell’avversario. Non ne parla, non osa fare nomi, non ha palle. Un partito che si è rivelato completamente senza coraggio; era troppo facile capire di correre da soli: quello non è coraggio, è paraculaggine. Cioé Zoro potrebbe fare altri 1000 video, tornare a Matrix, andare da Vespa…ma non servirebbe a niente; la prova è che Veltroni, nonostante abbia ricevuto una critica notevole da gran parte del suo elettorato, non ha nemmeno dato una piccola risposta - anche simpatica - a Zoro. So che può essere un esempio sciocco, ma è lo stesso problema che tratta Zoro alla fine del video: la distanza tra loro e la gente. Sono più che certo che per un caso analogo Berlusconi avrebbe risposto, anche ironicamente (questa segnatevela, ho detto una cosa non negativa su Berlusconi). Il pd no, sta zitto e va avanti a fare figuracce. E dire che c’eravamo cascati in campagna elettorale…

Quelli non riescono davvero a comprendere i gusti dei propri elettori, infatti il risultato si è visto. Mai un po’ di carica, mai niente di niente. Alle elezioni infatti hanno preso niente meno che gli stessi voti di ds più margherita. Però la Binetti sì, lei va bene. E intanto ci si riempie la bocca con il governo ombra, quando in realtà un vero governo ombra, sapete cosa dovrebbe fare? “Il primo compito dell’opposizione non è quello di dire no o di avanzare controproposte. La funzione principale sarebbe quella del controllo sull’attività della maggioranza. Prima della magistratura e della stampa è la minoranza il vero cane da guardia del potere”. In Inghilterra ad esempio ci sono interrogazioni a sopresa, come a scuola, in cui il ministro ombra fa un massimo di sei domande orali al suo corrispondente della maggioranza, che è obbligato a rispondere a voce. Subito.

Il pd come ha risposto quindi all’alzata di toni col fine di insabbiare poi il tutto? Con un niente, appunto. Anzi, con un po’ di vergogna della Finocchiaro, che forse voleva vendicarsi di quello che scrive su di lei Travaglio. Complimenti, voi sì che rappresentate e capite i vostri elettori. Sono proprio contento di non aver votato questo pd. Davvero. Perché continua imperterrito a sbagliare e ad andare dalla parte sbagliata (basta vedere chi hanno candidato e chi sono i ministri ombra), sperando di raccattare tra 5 anni i delusi del pdl. Che in realtà è fatto dal cosiddetto “zoccolo duro”.

Il Travaglio della verità. Il concetto che sta passando in tv è che Travaglio sia stato mandato da comunisti russi con la barba lunga per infamare i grandi eroi del parlamento. I tg lo dipingono come un bugiardo e un infame, mostrando solo le opinioni del politico o le confessioni del Fazio di turno. In realtà ha semplicemente citato un libro per il quale nessuno è stato querelato. Mi verrebbe quindi da dire che certe cose in tv non si vuole proprio dirle. Insomma Travaglio non può mandare in galera nessuno con i suoi libri, saranno i giudici eventualmente a fare il loro dovere.
Per questo Travaglio, che non è così stupido da riportare certe falsità visto le persone con cui ha a che fare, ha sempre detto delle enormi verità, poi ognuno ne può trarre le proprie considerazioni. Certo, in un paese in cui si dice che Mangano è un eroe e non succede niente, le persone non si chiederanno chi sia veramente Schifani, ma piuttosto perché Travaglio si è permesso di dire certe cose.

Comincio seriamente a pensare che le ironiche tirate finali della Littizzetto (non confondetele con la satira, quelle fanno ridere perché lei sfotte i personaggi a cui si rivolge, sulla linea di striscia, iene e co.) siano il simbolo dell’unico paese che è privo di un tg o programma satirico coi controcazzi, nazione dove la superficialità regna sovrana: prive di contenuti ma cariche di parolacce. Che alla fin fine, a noi fanno tanto ridere.


Sgarbi quotidiani

Maggio 5, 2008

Giovedì scorso purtroppo mi sono perso la puntata di Anno Zero in diretta. Saprete tutti bene o male cos’è accaduto. L’invitato Sgarbi ha dato l’ennesima prova della sua proverbiale intelligenza, educazione, pacatezza.

L’Italia è l’unico paese dove un “critico d’arte” può permettersi di parlare di politica usando certi toni, raccontando balle colossali, insultando in prima serata e sbraitando in faccia a chiunque osi esporre un fatto o un pensiero diverso dal suo.

Ma chi è davvero Vittorio Sgarbi? Sgarbi, prendendo spunto dalla sua pagina su Wikipedia, da giovane ha partecipato alle contestazioni sessantottine tra le fila degli anarchici; nell’89 venne incriminato per “interessi privati in atti d’ufficio”; nel ‘90 si candidò per il Partito Comunista Italiano, poi coi socialisti; nel ‘92 invece diventò sindaco di San Severino Marche sostenuto dalla DC e dall’MSI. E così via, passando per i liberali, i radicali, un’accusa decisamente assurda a Caselli (che gli costò una condanna per diffamazione poi prescritta), sino all’arrivo in famiglia, a Forza Italia, nel 1999. Infine nel 2005 abbandona la cdl per tuffarsi nell’Unione ma nel 2006 si candiderà per la lista dei consumatori, senza successo.

Ora è assessore alla cultura di Milano, ma diciamo che lo conosciamo per essere stato protagonista di alcuni tra i più roboanti litigi televisivi italiani. Insomma, Sgarbi è ancora uno che fa fare ascolti. Ma l’altra sera signori abbiamo avuto prova del concetto di libertà e democrazia che hanno queste persone.

Cioé, lui può gridare e sbraitare in faccia a chi vuole e se solo osi ricordargli che la realtà dei fatti non è quella, lui inizia a ripeterti all’infinito che non è vero, o al massimo di insulta, dicendoti che sei un “pezzo di merda”. Ma l’offeso è lui a quanto pare; dice che Travaglio ha fatto gravi affermazioni e che forse lo querelerà per queste frasi degne di un “regime stalinista”. E io sorrido contento.

Mi sembrava di assistere ad uno spettacolo alquanto grottesco, non pensavo fosse vero. Travaglio è un “pezzo di merda” perché non dice “frasi ma stronzate”, la trasmissione è una cazzata (ma allora perché ci va?), sono tutti idioti insomma. E certo, solo lui dice la verità, no? Come non credere ad uno così affidabile? Sinceramente non so come Travaglio abbia fatto a rimanere praticamente impassibile, come un signore; al massimo ha risposto con delle battute satiriche.

A questo punto non ho idea nemmeno sul perché Sgarbi possa essere definito un grande critico d’arte visto che non so se effettivamente abbia pubblicazioni in lingua inglese sulle riviste internazinali di settore, volumi editi in più lingue, se tenga conferenze a Cambridge/UCLA/Harvard… In realtà Sgarbi è semplicemente diventato famoso tramite il Maurizio Costanzo Show. E in Italia basta e avanza per fare politica. Male che vada vai a fare “l’opinionista” (cioé il moralizzatore) nelle trasmissioni trash pomeridiane.

« [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Stronzi. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (…) Voglio fare un’Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di cazzo»

Questo era Sgarbi nel 96, dopo aver perso le elezioni nella circoscrizione del Veneto. Questo è Sgarbi oggi. The show must go on.


in questo video vengono spiegate le bugie dette da Sgarbi


Lutto nazionale

Dicembre 8, 2007

Luttazzi è stato licenziato da La7 per aver ripetuto una battuta già fatta in passato su Ferrara. Ok, riformulo la frase: Ferrara (il servo del potere, l’ex comunista, il venduto, ecc…) ha licenziato Luttazzi e La7 ha preferito rinunciare a 2 milioni e 700 mila spettatori il sabato sera a mezzanotte. Insomma, dopo la puntata di settimana scorsa e la replica di giovedì qualcuno si è accorto della battuta su Ferrara ma non si capisce perché nessuno si indigni dei temi trattati e delle verità sputate fuori da Luttazzi durante la trasmissione. Stava andando tutto bene con la “tattica dell’ignorare” ma poi arriva Ferrara che si offende ma non si interroga sulle migliaia di morti in Iraq a cui fa riferimento la battuta (“Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti”). Quella guerra che lui ha ampiamente difeso scrivendo un mare di stronzate sul Foglio, il suo giornale. Tra l’altro non so a voi, ma a me era anche passata di mente.
A giudicare dai commenti del pubblico, degli iscritti e dei commentatori del sito de La7 la cosa non è stata presa affatto bene; tante persone ora smetteranno di guardare La7 (io compreso) che, fino a Decameron, non avevo mai praticamente guardato.
La7 ora parla di indipendenza e scelta non vincolata da servilismo, ma nessuno ci crede; questi qua (che si definirebbero il terzo polo televisivo) pensano di avere a che fare con dei pirla evidentemente. Infatti non solo hanno censurato e rimosso i commenti, che ora hanno ripristinato visto quanti sono, ma hanno anche cancellato tutti i video degli spezzoni del programma di Luttazzi.

Vergogna.

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I monaci tornano a sfilare

Ottobre 31, 2007

A volte anche alcuni quotidiani on line si ricordano che in Birmania un problemino continua ad esistere: un centinaio di monaci infatti è sceso in strada per protestare, ancora, senza paura.
Ai più distratti infatti ricordo che la situazione in Birmania non è paragonabile ad una simpatica manifestazione-sfilata di Forza Italia fatta il sabato; qui la questione è un attimino più grave e non è durata solo un paiodi giorni, tempo utilizzato dai telegiornali e dai quotidiani vari per parlare della Birmania. Perché? Ovvio, perché della Birmania nessuno ha interesse. Se per esempio ci fosse stato del petrolio, Bush avrebbe già invaso la nazione, ma così non è stato.

The saints are not coming.

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Il Virus della Censura su Youtube

Ottobre 28, 2007

Sono stati rimossi da Youtube i 5 video sul Virus della Fede, prima che arrivassero all’attenzione dei media o divenissero argomento di dimensione sociale.

Se infatti cliccate sui link diretti, il messaggio che troverete sarà semplicemente “Questo video è stato rimosso a causa della violazione dei termini e condizioni d’uso.”
Fortunatamente la Rete ha meccanismi più complessi ed evoluti, quindi risulta ancora abbastanza facile risalire ad altre fonti in cui visionare il documentario, trovando anche le altre parti mancanti.

Non guarite mai, fate sì che il Virus della Fede non smetta di circolare.

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Duri come una ROC

Ottobre 23, 2007

Allarme rientrato? Forse, in attesa di strani casi con strane interpretazioni di strani testi di legge scritti stranamente male.
Sono stati i blogger a portare direttamente all’attenzione di alcuni politici la questione? Non so stabilirlo, perché l’unica volta che in tantissimi blogger si sono fatti valere, scrivendo riguardo la questione ROC, c’è stato un caos degno del Processo di Biscardi.

Su Macchianera.net si legge anche un pensiero controcorrente rispetto al marasma di cui parlavo ieri e sì, rispetto anche a quello che ho detto io, forse sbagliando, qualche giorno fa. Gabriella Bianchi non dice cose sbagliate, ci mancherebbe, ma secondo me è l’oggetto di cui parla che non è corretto.
Mi spiego: lei spiega come registrarsi al ROC, come se il vero problema fosse solo riconducibile ad un eventuale sbattimento burocratico; in realtà non è così, la questione non è un modello compilato: io piuttosto mi interrogherei a monte sul perché di una proposta simile ma soprattutto mi chiedo ogni giorno a cosa diavolo serva l’articolo 21 presente nella nostra Costituzione se non quando fa comodo essere citato dai soliti noti, che in Internet probabilmente non ci hanno mai messo piede. Che sono poi quelli che contribuiscono ogni giorno a spingerci sul fondo di ogni classifica di alfabetizzazione digitale e di penetrazione di Internet e delle tecnologie nella popolazione italiana.

Direi quindi che è perfettamente lecito dubitare e discutere un po’ quando certe decisioni sono in mano a certa gente.


Di cosa si parla?

Ottobre 20, 2007

In entrambe i casi, sempre e comunque di mestruazioni. Nel primo caso si tratta di mestruazioni artistiche, un po’ comuniste; nel secondo caso si parla di mestruazioni filo-governative.

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La Cina è più vicina

Ottobre 19, 2007

Lo dicevo io che era meglio tenerli lontano dalla Rete, che se proprio si doveva fare un po’ di caos andava fatto con cognizione di causa da parte di tutti. Questi qua, i vecchiacci che ci governano e che pensano a come garantirsi al meglio i 10-20 anni di vita che gli rimangono (alla faccia nostra), di Internet non hanno mai capito niente. Ed ora rischiano di distruggere un mezzo straordinario per tutti quanti, uno strumento che permetterebbe a tanta gente di accedere a fonti fino a poco tempo fa impensabili.

Capito? Invece di potenziare Internet e le sue funzionalità, utilissime anche a far risparmiare soldi pubblici, tempi burocratici, ecc…favorire la diffusione della banda larga e garantire libero accesso al Wi-Max cosa fanno? Abbozzano una legge liberticida che viene fatta passare come tutela dell’articolo 21 e che invece mira esattamente al contrario, come spiega anche Kurai.

Ricordate l’analfabetismo digitale di cui parlavo qualche tempo fa? Tale è lo stato dell’Italia e tale, chi pensa di governarci, vuole che rimanga; non basta vederci in fondo in ogni classifica di diffusione ed uso di Internet. Ora infatti vogliamo prendere esempio dalla Cina, dove sì, i diritti sono più che calpestati.

Obbligare chiunque abbia qualcosa da dire all’iscrizione al ROC e al pagamento di bolli, tasse, ecc…equivale ad una censura silenziosa senza precedenti: silenziosa perché senza che nessun organismo governativo muova un dito, la stragrande maggioranza degli utenti di Internet si limiterebbe a non aprire più un blog, a non scrivere più cose fastidiose per i politici, a non informare più, a non postare più foto o video di particolari avvenimenti prima dei media, ecc…soltanto per la paura di incorrere in qualche grave sanzione. Non bastava il decreto Urbani e il cavernicolo decreto antiterrorismo che, tra le altre cose, impedisce la diffusione del Wi-Max, per fare un esempio. Per di più, appunto, sarà una censura senza precedenti, perché riguarderebbe milioni e milioni di utenti di Internet, e figuriamoci se i media tradizionali parlerebbero in determinati termini di un problema così grave.

Infine pensavo anche ad un’altra cosa, forse un po’ esagerata: chiedo ai più esperti, se non sia possibile una sorta di pressione da parte delle più grosse aziende italiane presenti sul web per tornare ad una specie di web 1.0; sappiamo bene, come ho già accennato più in alto, che qui, invece di pensare a come far fronte ai mutamenti tecnologici e progredire come quasi sempre avviene all’estero, si preferisce tagliare le gambe, via. Dopotutto, i social media e il famigerato ed aleatorio web 2.0 hanno introdotto varie dinamiche che hanno cambiato le carte in tavola: i colossi (rispetto ad un singolo utente) italiani presenti in rete avranno sicuramente subìto un calo negli introiti. E qual è secondo voi la soluzione più semplice per far fronte al problema, se non quella di schiacciare tanti piccoli nodini che uniti danno vita ad un fantastico meccanismo chiamato “Rete”?

E credetemi, ora come scusa di tutto questo parleranno del blog di Beppe Grillo; se di colpo i dinosauri si sono accorti di Internet, del potenziale e della rapidità nella circolazione delle informazioni è anche “colpa” sua. Non pensavo di dover emigrare fisicamente, ora dovrò farlo anche virtualmente. Siamo un paese incredibile, allo sbando.

 

«Mi preoccupo continuamente della mia bambina e di Internet, anche se lei è ancora troppo piccola per potersi collegare. Ecco cosa mi preoccupa. Mi preoccupa il fatto che fra 10 o 15 anni, lei verrà da me e mi dirà: “Papà, dov’eri quando hanno tolto la libertà di parola in Internet?”» Mike Godwin (Electronic Frontier Foundation)

Già, dove siamo tutti quanti? Cosa possiamo fare? La vera partita inizia ora.

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Che mondo sarebbe senza Mastella?

Ottobre 5, 2007

Dopo l’ennesima censura ad opera della polizia postale di un blog satirico su Mastella nel web impazza la “Blog-Mastella mania”. Che il ministro non conoscesse la costituzione, tanto da ignorare l’articolo 21 (magari dategli una rilettura alla prima parte, che non fa mai male) non mi stupisce affatto. Mi sorprende più che altro l’arroganza che rigurgitano via etere certi personaggi, senza ritegno, dopo tutto quello che hanno combinato, combinano e combineranno.

Sono quindi nati nel web un sacco di blog-mirror anti-Mastella; ma quando dico un sacco voglio dire che sono proprio tanti. Pensate ad una rima con Mastella e aggiungeteci .blogspot.com e avrete il risultato. Bisogna infatti ammettere che il ministro ha un cognome troppo facile da neocon-iare. Segue una lista di esempi (sempre via Fofo’s Blog):

http://chiudiquestomastella.blogspot.com/
http://mastellativogliobene.blogspot.com/
http://mastellamozzarelladop.blogspot.com/
http://iononodiomastellamamifalostessocagare.blogspot.com/
http://lapiselladimastella.blogspot.com/
http://iosonomastella.blogspot.com/
http://mastellinopanevino.blogspot.com/
http://sciocchinodiunmastella.blogspot.com/
http://nontiodiomastellamafaicmqcagar.blogspot.com/
http://MApooveraSTELLA.blogspot.com
http://chemondosarebbesenzamastella.blogspot.com/
http://mastellanellospazio.blogspot.com
http://mastellatiscarico.blogspot.com/
http://mastellasentinella.blogspot.com/
http://mastellaneando.blogspot.com/
http://megliomastellonichemastella.blogspot.com/
http://mastellastellinalanottesiavvicina.blogspot.com/
http://chisarebbequestomastella.blogspot.com/
http://mastellalaputtanella.blogspot.com/
http://ilcementosimpastanellamastella.blogspot.com
http://cazzuolaemastellaculoecamicia.blogspot.com/

Personalmente, come originalità e nomi, nella mia top 5 ci metto questo, questo, questo, questo e questo. E sono qua ancora che rido come uno scemo nel rileggere i blog che si sono inventati.

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