Sinistra, game over

giugno 19, 2008

PD, porco diaz

Qualunque cosa sia, la sinistra italiana è finita.
Le prime grosse avvisaglie le abbiamo avute il 13-14 aprile, con la dura sconfitta delle sinistre più estreme; poteva essere un buon segnale per virare finalmente verso altri orizzonti di crescita progressista e democratica, ma così non è stato.

Siamo dunque arrivati ad un punto in cui le analisi da fare sono tante, forse troppe e sempre con lo stesso canonico e storico ritardo cosmico: i tempi sono cambiati, non ci sono più le nuove stagioni, e i grandi uomini di sinistra se ne stanno accorgendo soltanto ora, ma con calma. Tanto il paese è già finito nelle mani peggiori di sempre, quelle che stanno distruggendo ogni minimo brandello di Democrazia rimanente.

In tutto questo caos, dopo la sonora batosta elettorale subita ovunque, il PD avrebbe dovuto svolgere il ruolo del cane da guardia, fare davvero il Governo ombra, alzare la voce, attaccare, mettere in difficoltà, invece ci ritroviamo con il suo leader, Walter Veltroni, immerso in una crisi politica apparentemente senza uscita.

Parliamoci chiaro: se Veltroni fosse stato negli Usa, dopo la notevole serie di sconfitte subite, probabilmente si sarebbe ritirato per fare qualcosa d’altro. Prendete il nostro amicone Al Gore, per esempio. Insomma, con le dovute proporzioni tra Italia e Usa, tra PD e Democratici, forse sarebbe meglio perlomeno dire qualche cosa ogni tanto.
Mi rivolgo alle persone di sinistra che ancora hanno il coraggio di dirsi di sinistra (questa frase fa molto “sinistra”, perdonatemi); dopo una campagna totalmente sbagliata, condotta volutamente sottotono, dopo la sconfitta alle politiche, dopo aver perso Roma ed altre roccaforti italiane, cosa ancora dovranno subire, le nostre povere coronarie?

E magari ti attendi una presa di posizione decisa sull’andazzo xenofobo-fascista preso dal paese negli ultimi tempi. Invece niente. Quindi non aspettatevi nemmeno che qualcuno proferisca parola sulla sconfitta sonante subita ancora in Sicilia, dove il PD addirittura è al terzo posto, sceso al 20%. Non hanno il coraggio, fanno finta di niente. Sì, va bene, ci sarebbero altri discorsi da fare per la Sicilia. Poi però vai a leggere i nomi dei candidati e ti convinci che forse hanno già preso abbastanza voti.

La sconfitta, lo sfacelo e il disastro però dovevamo aspettarceli dopotutto. Su cosa infatti ha puntato Veltroni per porsi come valida alternativa o unico esponente in grado di fare la differenza? Sul dialogo. E qui – passatemelo – mi cadono le palle, perché sfoderare “il dialogo” con uno come Berlusconi significa due cose: o sei imbecille oppure ti vuoi suicidare con le tue stesse mani. A parte che già in passato questa strada era stata tentata, ma in Italia dialogare vuole sostanzialmente dire che ognuno si fa i fatti suoi. Così è stato e sarà, nel silenzio più totale.

Veltroni, sorpreso (!), ha solo saputo dire che la legge salva-premier non è una priorità per il paese. Troppo tardi, lo è diventata. Cioé non ha detto che è una cosa vergognosa, che sputa sulla Costituzione e che in ogni democrazia occidentale non potrebbe accadere, frasi che Berlusconi usa incredibilmente al contrario. Uno potrebbe pensare che sì, insomma, non è una priorità, ma comunque – prima o poi- andava fatta. Al diavolo le posizioni nette, noi siamo il PD, quelli del ma anche, sì e no, anzi forse. Si vedrà, qui, quo ma anche qua.

Immaginatevi la scena. Veltroni, superincazzato, si reca con passo deciso da Berlusconi, che intimorito indietreggia; giunto a pochi centimetri da lui, Veltroni prende fiato e, “dialogo!”, grida. Silenzio. Risata con spernacchiamento generale.

E in futuro che cosa accadrà? Checché ne diciate, comunistofobi a posteriori che non siete altro, non avere un briciolo di sinistra (vera) o di destra (vera) in Parlamento secondo me non è una gran conquista per un paese come l’Italia, dove se riusciamo a far finta metaforicamente che “gioca sempre la nazionale”, va tutto bene o quasi: tutti diventano amici, col dialogo. Dialogate anche voi e la vita vi sorriderà.

È stupido infatti parlare di dialogo, quando dovrebbe trattarsi di un concetto sottointeso. Così come è sciocca la visione della cosa pubblica (cittadini+politica+media) di questo PD; finirà che Di Pietro porterà via tanti altri voti al PD e vi dirò, la cosa non mi dispiace affatto, perché (sarò monotono) è l’unico che sta facendo opposizione.

La prova di questo PD del “nulla che avanza”, come spiega Fede Mello, è che sabato ci sarà l’assemblea costituente del PD e sul sito non c’è uno straccio di proposta, nemmeno uno stupido promemoria politico. “Tutto quello che c’è è questo. Un nulla che ora come ora bene riassume la proposta politica del Partito Democratico“.

Perché dai, è bello fare un po’ i fighi in Rete sull’onda dell’entusiasmo iniziale e creare o iscriversi a circoli on line del PD, ma poi a fatti come stiamo? Malissimo. E c’è qualcuno del PD, qualche iscritto che si è degnato o si sta degnando di fare auto-critica, di farsi un bell’esame di coscienza e ripartire da zero, che forse si è sbagliato tutto, ma proprio tutto?

Con il termine sinistra, utilizzato nel campo della politica, si indica la componente del Parlamento che si siede alla sinistra del Presidente dell’assemblea e, in generale, l’insieme delle posizioni politiche qualificate come progressiste.

Veltroni, ci dica lei dove diavolo vuole sedersi, ma ce lo dica adesso. Oppure, lasci davvero il posto a qualche faccia nuova, motivata, e cominci ad accettare che in questo momento…no, proprio “we can’t”.


Il paese dello squadrismo e del manganello

maggio 25, 2008

Non so cosa stia accadendo in Italia da quando si è insediato il nuovo governo, ma la situazione è alquanto allarmante. Rimango infatti allibito dagli ultimi innumerevoli fatti di cronaca che non scompongono più di tanto né l’opinione pubblica né i vari giornalisti o cosiddetti opinion leader italioti, che raccontano questi episodi come se facessero parte di una normalità già di per sé alterata.

Nell’ordine: un immigrato è morto nel nuovo cpt di Torino, perché malato non ha ricevuto nessun tipo di cura, se non una superficiale visita; i compagni di cella si lamentano ora delle condizioni disumane di questi centri; i napoletani che hanno protestato sono stati semplicemente manganellati, così si risolvono i problemi, in stile G8 Genova (donne e anziani menati gratuitamente); nel quartiere di Pigneto a Roma un extracomunitario del Bangladesh invece, gestore di un bar, è stato pestato con delle assi di legno da gente a volto coperto, dopo che queste simpatiche persone hanno devastato altri 3 negozi; al giovane conduttore del portale DeeGay.it infine hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo di non occuparsi più di diritti per gli omosessuali.

Senza dimenticare il disumano episodio di Verona in cui è morto un giovane: per il presidente della Camera, improvvisamente diventato ebreo, è più grave bruciare una bandiera infatti.
E’ triste constatare che certi personaggi o certi usi che speravo fossero spariti col Ventennio, siano invece ancora in voga e non suscitino nanche un minimo sdegno da parte dell’opinione pubblica.

Così parlava Indro Montanelli:

«Sì, gli italiani non sanno andare a destra senza manganello. Non amano la destra seria e non l’hanno mai amata, prima e dopo il fascismo. Pensa alla grande destra risorgimentale, ai Sella, agli Spaventa… E pensa alla parabola di De Gasperi. No, la destra liberale in Italia è stata sempre impopolare, una minoranza odiata e derisa. Gli andava bene Mussolini e gli va bene Berlusconi. Che cos’hanno Berlusconi e i suoi alleati in comune con la destra liberale, legalitaria? Nulla… La destra è incompatibile con il «parabolismo», la ciarlataneria e Berlusconi è un parabolano, un grande ciarlatano… La capacità di menzogna di Berlusconi è quasi commovente. Perché il primo a credere alle sue menzogne è lui…».


Riapre “l’Osteria Italia”

gennaio 25, 2008

È finita, lo dico a tutti. Siamo tornati di nuovo in mano a coloro che non faranno sapere niente di quello che accadrà; siamo tornati in mano alla parte di italiani che pensano che votando dei pagliacci che sono stati in carica 5 anni con una maggioranza bulgara cambierà tutto, quando sono loro che ci hanno portato all’inizio della fine. Da ieri leggo su twitter e un po’ ovunque pareri e frasi incredibili dette dagli amici: hanno tutti perso le speranze, sono stufi e non ce la fanno più. La gente è sull’orlo di una crisi di nervi ed io sogno che il momento delle azioni forti sia arrivato. È davvero triste leggere negli occhi dei miei coetanei così tanta rassegnazione e voglia di scrollarsi di dosso questo paese. Credetemi, in questo momento, in cui potevano cominciare ad essere ridistribuiti i soldi delle tasse che ci hanno costretto ulteriormente a stringere la cinghia e in cui la gente è socialmente messa peggio, un governo di destra è la sfortuna più grande che potesse capitarci.

A destra festeggiano perché torneranno a magnare sulle nostre teste; nessuno sa cosa ci sia da festeggiare ora nel nostro paese, è incredibile il distacco tra noi e loro a cui siamo arrivati. E non mi stancherò mai di dirlo, non stiamo facendo niente. Alle prossime politiche cosa farò? Metterò una fetta di salame nella scheda e ci scriverò sopra “tié, magnateve anche questa”.

Con la frase di richiamo all’ordine di ieri di Marini (“Non stiamo mica all’osteria!”) si chiude un’epoca ma si da il via alla riapertura di una mostra che chissà quando e se chiuderà. In accordo con Sgarbi (ok, non è vero niente di quello che sto dicendo, lo specifico ora che tornerà Berlusconi…altrimenti rischio l’arresto), posso mostrarvi qualche foto in anteprima (le fonti sono riportate nel link al file stesso).

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A volte ritornano

novembre 18, 2007

http://www.cmostia.org/

Parlo dei neuroni di Gianfranco Fini che, ormai una volta al quinquennio, si ricorda cosa e come dovrebbe essere una vera destra (che di destra ha poco o niente) che di lavoro fa l’opposizione. E poi parliamoci chiaro, fa anche più bella figura con queste uscite.
Credo che un po’ tutti se ne siano accorti: il signore che ogni 10 minuti ripete che bisogna andare a votare è un po’ scoppiato; sarà l’età e il rincoglionimento, sarà che non sa fare politica da sempre ma vende voti e sogni italiani che tutti hanno da quando sono bambini; sarà che la tv e la pubblicità di sé stesso sui media tradizionali non funziona più bene come prima. O forse sarà che un po’ tutti quanti si sono immensamente rotti le palle delle stronzate sui milioni di persone, delle stesse frasi ripetute da 10 anni fino all’inverosimile e dei parassiti che lo circondano da sempre, facendo “sì” col testone, personaggi ancora più pericolosi dello stesso pentapartito (chiamato ora cdl) più disonesto, corrotto, autoritario ed ignorante di sempre.

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Smorzare i toni dell’antipolitica

settembre 17, 2007

//italymedia.it

I nostri figli – ha ricordato – nasceranno nella Padania libera. Preparatevi che sta arrivando il momento: il giorno in cui dovremo combattere per la nostra libertà sta arrivando. Vedremo se sarà facile per Prodi e i suoi fermare dieci milioni di lombardi”

 

Dopo aver impugnato i fucili, dopo anni di frasi che ogni tanto bisognerebbe ricordargli, dopo il tormentone di “Roma ladrona” che continua all’infinito, dopo il Bossi di poco più di una settimana fa che smorza i toni di Grillo e parla di antipolitica, ecco invece quello vero che sa fare politica dal basso usando parole posate e perfette per ogni occasione. Va bene l’entusiasmo della “festa dei popoli padani”, va bene anche che la gente che vota lega e che presenzia ai comizi di questi qua ha forse la quinta elementare ed è talmente ignorante da pensare che ogni male dell’Italia sia dovuto agli immigrati, ai musulmani, ai “terroni” e che invece al Nord andrebbe tutto benissimo se chiudessimo le frontiere e pagassimo i dazi…però questa gente qui è stata 5 anni al Governo e rischia di tornarci insieme “ad una destra” che dal 1994 più o meno metà di voi insiste a votare; per di più con questa destra si vota “per un mafioso, per i cascami del pentapartito più disonesto e per i loro alleati che fino al 1993 erano due partiti estremisti tenuti giustamente ai margini della vita democratica. Se non ci fosse Berlusconi, se non fosse questa destra schifosa fatta da gente orribile, la politica italiana – e soprattutto la sinistra – sarebbe sicuramente migliore e non avremmo estremisti in parlamento. E forse avremmo una destra civile, come nel resto d’Europa”.
Certo, non credo che questa sinistra forse potrebbe diventare migliore. Ma sicuramente sparirebbe questa destra che specula sulle emozioni, sui drammi del momento e sì, fa del populismo più basso la sua forza. Ma ha capito che così deve fare con gli italiani, con questa Italia. Probabilmente l’errore è ancora della sinsitra che non ha compreso questo aspetto e come da tradizione si attesta su livelli di politica non congrui alla popolazione; certo, non dovrebbe essere un fattore negativo, ma gli italiani non hanno né la preparazione né la cultura adatta a capire un certo tipo di politica.
E gli unici che vanno a votare sempre, come ho già detto molte volte in altri post, sono proprio quelli che hanno interessi diretti, quegli amici, quei parenti che con “pastette, clientele, cuggggini, lobby, ecc…” si fanno strada giu in città e alla domenica nella parrocchia vicino a casa.

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Io c’ero e ci sarò

settembre 10, 2007

Io sabato c’ero a Milano, in Piazza Cairoli. E con me amici e tante altre persone in coda. Certo, quando hanno visto dal mio documento d’identità che ero di Arcore hanno pensato che io fossi una spia, non potevano crederci.

In tv non si è visto praticamente niente, come volevasi dimostrare. Sono riusciti ad ignorare tutto anche questa volta, ma non importa; nessun tg ne ha parlato e come spiega Stefano Quintarelli: “Mi ha dato l’impressione del “non possiamo non parlarne, allora minimizziamo” [...]. Non una parola sui contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare. Temo che sara’ improbabile che venga calendarizzata. Non immagino come si possa superare a breve questo distacco tra la societa’ e una sfera politica che mi pare piu’ votata alla autoconservazione ed al confronto al suo interno che al sostegno dello sviluppo e, in particolare, dell’innovazione”. Quando ne hanno parlato infatti hanno cercato di minimizzare, che è la cosa peggiore: l’ignorante popolo ancora schiavo della televisione è quindi tranquillo.
Tra le altre cose, nessun politico ha voluto o ha un Q.I. tale da poter rispondere ai temi lanciati come sassi. Meglio criticare o fare come quel b…di Casini che dal nulla si inventa una polemica per evitare di sentirsi dire in faccia come stanno realmente le cose per una volta. E tutto per un video che purtroppo dipinge la realtà, perché il signor Casini non ha mai provato ad essere assunto a 4 euro lordi l’ora e a venire licenziato dopo qualche settimana. E sono stufo di sentire dei deficenti che siccome non vogliono rispondere, ci moralizzano sull’insulto a Marco Biagi. Che ce lo venga a dire in faccia, a tutti noi assunti a progetto. Ecco i paraculo veri, quelli che difendono i valori italiani.

Qualunquismo? Io voglio una politica nuova e diversa. Se qualunquismo vuol dire partecipare e fare una coda di più di un’ora per una firma allora sì, sono qualunquista. Forse alcuni non vedendo bandiere di un certo colore o bandiere più in generale (non c’erano colori, ma solo voglia di esserci e partecipare) sono rimasti un po’ spiazzati.

Insomma, sempre meglio che stare a casa a rosicare, criticando come da tradizione della sinistra più antiquata che ci sia, senza poi porre un rimedio concreto a quello che si dice (magari in ritardo). Perché chi ragiona così è semplicemente come loro, le cariatidi che ci prendono per il culo ogni santo giorno in parlamento. E come loro vuole che niente cambi, credendo ancora che, votando 4 stronzi a cui dell’Italia e degli italiani non importa niente, possa davvero mutare qualcosa. Qual è la vostra soluzione? Andare a votare Veltroni e gli stessi di 20 anni fa e di oggi versando un laico euro? Ma per piacere. E poi vi lamentate che un comico faccia pagare ai propri spettacoli, suvvia. Persino Rosy Bindi si è accorta che il malcontento è bello forte e sentito in vari strati sociali. E gli altri dove diavolo sono? Io non voglio assistere all’incoronazione di Michela Brambilla come prossimo ministro supremo dell’industria del prossimo regime berlusconiano; davvero, non resisterei. Preferisco nutrire qualche speranza in “derive populiste e qualunquiste”.

La soluzione (ma quante volte l’ho detto?) siamo Noi, e dall’altro ieri un comico (ebbene sì, è questo che da tanto fastidio), a tanti italiani, ha riacceso una piccola speranza: per un giorno ci ha fatto credere di essere cittadini e io comunque sia lo ringrazio. Ringrazio anche le tv che non ne hanno parlato, prova del nove di tutto un sistema marcio da decenni.

Circa 300.000 persone hanno fatto code di ore, in piedi, per una ca…cchio di firma, per non avere in parlamento dei condannati, per ora. Dopo chissà, intanto qualcosa si è mosso. 300.000 persone unite dalla Rete. Senza televisione, non è poco per l’Italia. Ed è stato bello vedere vigili e forze dell’ordine più in generale firmare insieme a me.
“Vaffanculo” quindi a chi, pur partecipando ogni giorno alla continua crescita della Rete sociale, tramite Internet ed un blog per esempio, si è limitato a tacciare di qualunquismo tutto questo. Sapete dire soltanto “qualunquismo”? E sentiamo le vostre idee per cambiare l’Italia! Al diavolo, è la prima volta che migliaia di persone si riuniscono soltanto tramite Internet. Mi sembra che vi state dimenticando tutto questo. E come ho già spiegato, anche Dario Bonacina afferma che questo è un “evento di rilevanza politica, ma anche sociale. La mia impressione è che il V-day abbia raccolto molte adesioni proprio perché – senza l’appoggio dei media tradizionali – si è diffuso tramite Internet in modo trasversale, e questo è sicuramente l’inizio di un modo nuovo di raccogliere il consenso della popolazione su temi di interesse comune (dovrebbe essere il compito di chi ci rappresenta in Parlamento, no?), la partecipazione ha coinvolto persone di tutti i colori politici, che si sono mosse contro un certo tipo di politica.”

Sono loro i qualunquisti veri, che pensano di rivoluzionare il mondo con le stesse persone che non comprendono (o fingono di non comprendere) che esiste, ed è diffuso, un malessere comune provocato proprio dalla politica condotta dalla classe dirigente di oggi.

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Vaffanculo Italia

agosto 31, 2007

Una squadra “vasta e assortita”, è la denuncia del settimanale, ha potuto comprare appartamenti a Roma a costi di molto inferiori a quelli di mercato. Una squadra bipartisan che va dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, agli ex presidenti di Camera e Senato Luciano Violante e Nicola Mancino. Dalla famiglia del leader Udc Pier Ferdinando Casini a quelle del ministro della Giustizia Clemente Mastella e del primo cittadino di Roma Walter Veltroni. Coinvolti nell’inchiesta anche altri potenti, come il presidente della Consob Lamberto Cardia e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni.

Non è giusto. Presi in giro, calpestati, insultati senza vergogna: parlo di noi italiani. I furbetti che insieme costituiscono un bel quartierino, il parlamento italiano, godono di svariati vantaggi. Tra gli altri anche quello di potersi scegliere a prezzi stracciati una casa, spesso immensa. Io certe cose non le vengo a sapere.
Perché io, laureato, devo metterci mesi o anni per trovare uno straccio di assunzione a progetto in cui se va bene mi pagano 500 euro senza ferie o malattia, lavorando 8-10 ore al giorno?
Perché devo andare avanti a stage in cui mi sfruttano dal mattino alla sera, quando magari ho persino più preparazione di chi mi comanda? Perché devo vivere quotidianamente con il peso di una vita futura che non ha una minima certezza?
Perché per potermi permettere una casa, forse tra 10 anni, dovrò indebitarmi 30 anni? Credete sia facile andare avanti pensando a quello che aspetta alla mia generazione? Non oso immaginare a quelli venuti dopo di me.

Pensate sia giusto che chicchessia possa farvi lavorare sottopagati senza che voi abbiate una minima garanzia? E che debba sentirmi dire in faccia che con un contratto a progetto costo il doppio all’azienda quando invece è una puttanata (se va bene su 800 euro di stipendio a progetto un’azienda paga non più di 50-60 euro)? Come posso sopravvivere con il peso di una non-speranza da qui al mese dopo? Ma che cazzo di paese siamo diventati? E la colpa è nostra, soltanto nostra, che abbiamo permesso che gli stronzi che credono di governarci facessero il bello ed il cattivo tempo, mentre gli italiani erano impegnati a pensare al televisore al plasma a rate, al telefonino, ai jeans da 200 euro e a buona domenica. Col supporto di Lucignolo, lo specchio del livello intellettuale degli interessi delle future generazioni del nostro paese.

Ma che vita è?!?!?!

E perchè diavolo nessuno straccio di persona che si definisce “politico” ha il coraggio di parlare di giovani, precariato e futuro se non in periodo elettorale? Bastardi, non lavorate in un’azienda privata in cui l’unico obiettivo e far carriera per arrivare a prendere 20 mila euro al mese. Ministro Mastella, parlo con lei che ha aperto un blog ed ha annunciato una querela; vi sbagliate, tutti. Non dovete difendervi da chi ancora le inchieste ha il coraggio di farle, dai giudici, da chi insomma cerca minimamente di far rispettare quel poco di decente che è rimasto della nostra Costituzione, che probabilmente in pochi conoscete, e della nostra dignità di italiani-cittadini. Che esempio date? E poi, davvero potete smentire che tutto il cadaverico sistema-Italia emerso in questi mesi sia solo frutto dell’immaginazione di qualche toga rossa? Ma con chi pensate di avere a che fare? Non siamo tutti dei soldatini teledipendenti e forse, se qualche neurone sopravviverà allo sterminio televisivo, arriveremo ad un punto di rottura, che volendo non è poi così lontano.

Siamo in milioni, giovani o adulti, incazzati, frustrati, con le tasche piene, esasperati. State attenti, politici, gli anni di piombo li abbiamo già vissuti e potreste venire travolti questa volta, perché siete vecchi, superati e nemmeno in ritardo capite i subbugli della rete sociale. Ma siccome siamo moderni e pacifici state tranquilli, sarete al sicuro nel vostro attico. Le rivoluzioni non sono di questo secolo: preferiamo chiamarlo progresso, cambiamento, svecchiamento, flessibilità o riforma. Se vi trovaste in qualsiasi altra nazione sareste spazzati via in un batter d’occhio. Vi va proprio bene che siamo nel paese del bengodi.

“nel ’77, divampò la generalizzazione quotidiana di un conflitto politico e culturale che si ramificò in tutti i luoghi del sociale, esemplificando lo scontro che percorse tutti gli anni Settanta, uno scontro duro, forse il più duro, tra le classi e dentro la classe, che si sia mai verificato dall’unità d’Italia. Quarantamila denunciati, quindicimila arrestati, quattromila condannati a migliaia di anni di galera, e poi morti e feriti, a centinaia, da entrambe le parti”.

Povate a sostituire 1977 con 2007…la sentite così lontano una possibilità simile?

Ministro Mastella, mi rivolgo a lei che ha aperto un blog da poco, cosa ha da dire a noi giovani? Ci prendete per il culo chiamandoci giovani fino a 35 anni e poi vi lamentate che non facciamo figli e non ce ne andiamo di casa. Sa Ministro, a 500 euro al mese non è proprio possibile. E questa cosa ci distrugge ma nonostante siamo coglioni siamo anche molto forti, stringiamo i denti, siamo italiani, sappiamo soffrire e andiamo avanti, lavoriamo di più credendo di guadagnare anche di più. E sbagliamo.

Forse lei è troppo occupato ad accogliere un massone come Silvio Berlusconi alla festa dell’Udeur o a fraternizzare con Casini, imparentato con Caltagirone. O a polemizzare con qualcuno più a sinistra o ancora a benedire tutto ciò che viene detto dal vaticano. Ma i tempi sono un po’ cambiati, non abbiamo più bisogno di democristiani, ex-democristiani o finti socialisti. Che figura pensa di fare signor Ministro davanti agli italiani stando un po’ di qua, un po’ di la e dicendo un giorno una cosa e un altro giorno un’altra? Parlo con lei che forse non leggerà mai questo post – non me ne voglia per questoma potrei chiamare in causa qualsiasi politico italiano di oggi.
E se non votassimo più? Cosa potrebbe accadere? Stia tranquillo, metà italiani voterebbero casa delle libertà, l’altra metà, quella con la coscienza politica e culturale che non vive di pubblicità e supereroi non voterebbe, regalando un paese ad un personaggio per cui molta gente emigrata all’estero ancora si chiede: perché 5 anni di questo tizio? Vede? Siete fortunati, non possiamo nemmeno permetterci di non votare.

Perché tutti noi, cittadini ormai sudditi da tempo, abbiamo il terrore di cambiare le cose e ci facciamo travolgere da tutto questo immobilismo conservatore? Perdonatemi l’esasperazione mascherata da sfogo. E la cosa che più mi fa incazzare in tutto questo è che amo il mio paese immensamente.

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