New York Times 2.0

settembre 18, 2007

Il New York Times cambia. Dalla mezzanotte di martedì, tutte le parti del famoso quotidiano americano (compresi editoriali, commenti e archivio) saranno completamente free, accessibili da tutti senza dover pagare l’abbonamento mensile di 7,95 $.

La motivazione ufficiale di questa scelta epocale è data dall’aumento esponenziale degli introiti pubblicitari, secondo l’equazione “più utenti che leggono = più pubblicità”; “più visitatori = più spazi pubblicitari da vendere”. Sinceramente non comprendo ancora se sia la cosa più giusta da fare. Certo, i contenuti prodotti dagli utenti continueranno ad aumentare e a circolare con più facilità, ma non si corre il rischio di vedersi saturati di pubblicità? Il mio dubbio è dato specialmente dal timore di vedere un rapido peggioramento della qualità delle informazioni veicolate.

Avete presente i primi anni ’80 quando c’era qualcuno che grazie ad una concessionaria antagonista della SIPRA vendeva senza limiti spazi pubblicitari agli inserzionisti trasmettendo i primi telefilm americani? Da quel momento in poi è cambiato tutto. Non sto qui a dilungarmi sulla storia radio-televisiva di quegli anni, ma è proprio da li che si è cominciato a guardare in un altro modo i dati Auditel e da li la pubblicità è stata considerata parte attiva nella creazione di un palinsesto.

Lancio quindi la domanda ai più esperti: se anche nei quotidiani – come se ciò già non accadesse abbastanza sia nella versione cartacea che in quella on line – la linea o la curva dell’attenzione si spostasse troppo verso i gusti dei fruitori delle notizie – cioé noi, gli utenti destinatari – a discapito della qualità delle informazioni, non rischiamo semplicemente di trasferire un media tradizionale in un canale nuovo, senza avere in realtà apparenti vantaggi?

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Dialoghi “medi” sotto l’ombrellone

agosto 26, 2007

Modalità autobiografica. Sono tornato dalle (seppur brevi) vacanze da un paio di giorni per la verità, ma riprendere il ritmo dei post e riallinearsi con i “traffici” social-web 2.0 non è facile per nessuno, nemmeno dopo soli 12 giorni. Scriverò quindi un post ancora vacanziero, così, di chiusura estate (mi viene da piangere, ma è già praticamente finita), prendendo spunto dal giorno di ferragosto delle mie vacanze.

Sotto l’ombrellone un’allegra famigliola di fianco a me discorre del più e del meno. Ad un certo punto la madre, con in mano una rivista tipo “Oggi”, “Gente”, “Novella 2 o 3000″ (non me ne intendo) esordisce:

Mamma: “…Ma va questa (riferito a una delle tante soubrettes) che pancia! Altro che! Sembra incinta, ha la panzetta e la cellulite, e guarda pure questa (girando pagina).”
Mamma: “No, però questa ha un gran fisico, guarda che addominali e che glutei (e la squadra invidiosamente)
Figlia: “Ma vah mamma! Non lo sai?! (prende in mano la rivista) Le foto sono tutte ritoccatissime, guarda qui, qui e qui (ma lo dice rosicando un po’)…poi le vedi appena svegliate e ti rendi conto. Troppo facile anche vederle in tv messe da corsa.”
Ragazzo della figlia: (ruba la rivista alla fidanzata e inizia nervosamente a sfogliarla e leggerla) “Ma io davvero vorrei sapere per chi cavolo fanno ste riviste…davvero, chi diavolo può leggerle o comprarle?! Senti qui come scrivono male e che cagate pubblicano (leggendo il pezzo in questione). Solo i celebrolesi possono comprare ogni settimana queste riviste (e intanto la sfoglia, la tiene in mano e guarda per bene le foto).”
Ragazzo della figlia: “Ecco poi questo qui…guarda D’Alema che barca. E guarda quest’altro di sinistra; fanno tanto i comunisti poi va che barconi. No, guarda pure Gasparri e quest’altro (riferito a uno di destra, sinceramente non ricordo se il riferimento fosse a Gasparri) che bei motoscafi. Però questi fanno bene, sono di destra e sono coerenti, quindi possono avere lo yacht.
Padre: “Hai ragione ca…volo, mi fanno imbestialire anche a me queste cose. Non è possibile…!!!”
Mamma: “Dai, adesso non ti scaldare che non ne vale la pena. Calmatevi.”

A questo punto il padre e il ragazzo della figlia tornano a sfogliare la rivista di macchine su cui erano concentrati, discorrendo di BMW e Mercedes.

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Stanco? Fatti un elettroshock!

luglio 28, 2007

Click per ingrandire

Per caso ieri mi sono imbattuto in questa pagina nella sezione “salute” del Corriere. Subito i titoli mi hanno fatto ridere, visto che ancora i giornalisti marciano con gusto e vogliosità sulla fama di creduloni-paranoici/ipocondriaci di cui godono gli italiani; ma bando alle ciance, analizzerò subito in ogni sua parte la salute di Corriere.it.

Dimmi chi frequenti e ti dirò quanto pesi. Qualcuno allora mi spiega chi frequenta Giuliano Ferrara? Seguendo il ragionamento logico, se frequentassi Dario Salvelli rischierei di diventare un noto attore degli anni ’80 (via dario’s twitter).
Datti una scossa per non sentire più la fatica. Ma certo! Siete stanchi o spossati dopo ore di duro lavoro? Un bell’elettroshock e via, problemi risolti. Già dopo una settimana di sedute a 2000 volt potrete correre la maratona di New York mantendo il sorriso stampato sul volto. Altro che tesmed sui lobi delle orecchie.
Combattere l’Aids sfruttando il virus dell’Aids. E combattere la cirrosi epatica bevendoci sopra? Parliamone.
Infezioni sessuali: il preservativo basta sempre?. Se lo indossi sulla testa no; nemmeno se ne usi uno per dito. Ah, non serve neppure per fare i gavettoni o giocare a pallavoro gonfiandoli a fiato.
Grande caldo: appello per fare bere gli anziani. Non è importante cosa, fateli bere. Vin brulé, liquori, alcol puro, va bene tutto. Fateli bere, “ragazzi”, come suggerirebbe Lucignolo.

Non sto li a citarvi o riportarvi i molti altri casi in cui sondaggi, ricerche e/o altre baggianate simil-scientifiche hanno fatto parlare per un po’ ed hanno alimentato alcune strane credenze. Il consiglio di un profano come me è quindi quello di prendere sempre un po’ con le pinze quello che si legge.
Soprattutto d’estate quando magari le notizie sono poche e qualcosa bisogna pur inventare.

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