Perché Panorama ha pubblicato intercettazioni irrilevanti su Prodi: Berlusconi e la tecnica del “serve a tutti”

agosto 30, 2008

Quello che è accaduto ieri ha del vergognoso: se il nostro fosse un paese giusto, tutti si sarebbero scandalizzati, invece così non è stato.
Panorama ha pubblicato intercettazioni dell’inchiesta su Romano Prodi all’epoca in cui era presidente del Consiglio. Si parla di una vecchia indagine sulla cessione dell’Italtel alla Siemens avviata dalla procura di Bolzano e riguardante Alessandro Ovi, braccio destro di Prodi all’Iri e poi suo consigliere a palazzo Chigi.

Premessa. Tanto per cominciare non c’è nessun indagato, né Ovi, né tantomeno Prodi. Seconda cosa, la vicenda ha del vergognoso; non tanto perché viene fatta saltare fuori soltanto ora, quanto piuttosto perché è un’azione con un fine ben preciso, studiata ad arte, di parte e clamorosamente servile, fatta da una rivista – Panorama – di famiglia, redatta dalla casa editrice che Berlusconi ha abilmente scippato (c’è una sentenza della corte di cassazione in merito ed una condanna a Previti, ma fa niente), la Mondadori.

Bravo picciotto. L’autore, Gianluigi Nuzzi, inviato speciale de “Il Giornale”, non è nuovo a queste vicende. Da una sua intervista infatti scopriamo quale sia la sua biografia:

Gianluigi Nuzzi, 37 anni, inviato speciale de Il Giornale, analista delle vicende politico-giudiziarie che dal ’92 sconvolgono il nostro Paese, ha firmato scoop come da ultimo le intercettazioni telefoniche con i dialoghi tra Piero Fassino e Giovanni Consorte sulla scalata a Bnl e l’ormai famoso “Bacio in fronte” che Gianpiero Fiorani diede al telefono all’allora governatore di Banca d’Italia Antonio Fazio e che fece partire l’estate dei furbetti del quartierino. Già collaboratore del Corriere della Sera, Gente Money, Espansione e L’Europeo ha iniziato a 14 anni a Topolino, per essere poi da garantista tra i pochi e primi ad assumere posizioni critiche nei confronti della stagione delle manette della magistratura milanese. Tra i big del giornalismo mette ai primi posti Ferruccio de Bortoli, Maurizio Belpietro ed Ettore Mo.

Insomma, Nuzzi ha passato l’ultimo periodo a cercare intercettazioni e ad esprimere pareri che potessero minare la già bassa credibilità dei politici di sinistra, spinto anche dalla sua “posizione critica nei confronti della stagione delle manette della magistratura milanese”. Un altro di quelli che pensano che Tangentopoli sia stata frutto della fantasia di qualche giudice manettaro che ha crudelmente ingabbiato dei poveri esponenti politici, da Chiesa in poi. No-comment sui nomi dei giornalisti che mette ai primi posti.

Vendere fuffa. La cosa interessante di questo servizio è che nessuno parla esplicitamente di niente, Prodi su tutti, che compare esclusivamente in una breve conversazione. In parole povere, le intercettazioni non ci dicono un bel niente, mentre secondo Panorama, o meglio, secondo Nuzzi, emergerebbe l’interessamento di Prodi e di parte del suo staff ad un episodio relativo ad una richiesta di finanziamenti per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna che stava a cuore al consuocero dell’ex premier.

Le apparenze ingannano. Se infatti provate a leggere le intercettazioni senza il racconto romanzato del giornalista, vi renderete facilmente conto che quello che ci stanno proponendo è aria fritta: Prodi, oltre che a non essere un santo – credetemi – è un economista, e che un collaboratore di famiglia chieda consigli su un affare, per me è cosa normalissima. Per dire, volete dirmi che se Bill Gates fosse vostro zio, voi non gli chiedereste un consiglio informatico?

Hot line. Il precedente era un esempio sciocco, basilare direi, ma che ben rende il concetto. Nelle decine (quasi centinaia) di intercettazioni in cui il protagonista era Berlusconi, di cui addirittura abbiamo l’audio (giusto per verificare che le parole scritte riportate erano vere), i reati commessi sono ben più gravi. Innanzitutto perché sì, sono reati (corruzione, compravendita di senatori, mafia, sesso in cambio di, ecc…), successivamente perché non esistono giri di parole. E qui arriviamo al motivo della pubblicazione di queste intercettazioni.

Tecniche ad personam. Come vi avevo spiegato tempo fa, Berlusconi non voleva che uscissero certe conversazioni riguardanti lui stesso. Il tentativo di far passare la legge che impedisse la pubblicazione di qualsiasi tipo di intercettazione, fatto in fretta e furia, non aveva comunque impedito che l’Espresso lo sputtanasse facilmente. Già, ma ora chissà, magari ne arriveranno altre che lo riguardano. E il concetto che deve passare è che tutti parlano al telefono, tutti sono come Berlusconi e violano la legge fregandosene dei cittadini, quindi quale miglior tattica se non quella di farle pubblicare (di chi è la Mondadori? Ci reputano davvero tutti così stupidi?) e – pressoché immediatamente – esprimere la solidarietà al nemico-amico?

Intercettateci tutti. Ovviamente si passa per i canonici cavalli di battaglia: dall’«ennesima ripetizione di un copione già visto» alla richiesta di intervento del Parlamento per «evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali». Italiani, tranquillizzatevi. A noi non ci intercetta nessuno: se non avete niente da nascondere o di cui preoccuparvi, le più o meno costose attrezzature utilizzate per fare indagini e intercettare, non le sprecano per ascoltarvi mentre parlate dell’ultima partita di campionato o di come siete bravi a fare sesso. La nostra libertà non è limitata per questi motivi. Usiamo la testa.
Guarda a caso, lo stesso Panorama nel 2007 aveva attivato una campagna di stampa anti-intercettazione, comunicando agli italiani che intercettare ha dei costi altissimi e non ne vale la pena.

Owned. Questa volta però, incredibilmente, Prodi è stato bravissimo. Ha ownato Berlusconi, direbbe un geek. Non se l’aspettavano, ma Prodi – che stupido come vi dicevano tg4 e tg5 non è – ha risposto con un “no, grazie”, ben sapendo il perché dello strano slancio amichevole del rivale. “Pubblicatele pure”, ha poi aggiunto, facendo intendere che Berlusconi aspira ad una legge liberticida, che aumenti le sue di libertà, non le nostre. Aprite gli occhi.

Sono Prodi, non sono un Santo. Intendiamoci, Prodi, il Pd e co. non hanno la coscienza pulita, anzi: in proposito basta chiedere a Fassino, D’Alema e Consorte, per esempio. Comunque sia, nel caso, saranno giudici e pm a decidere.
Intanto però noi rimaniamo sempre con l’occhio vigile, perchè la situazione non è assolutamente buona.
Perché la mia libertà viene limitata se chi governa si pone al di sopra delle regole togliendo uno strumento utile a chi vigila sulle istituzioni e per altri crimini.

Se qualcuno pubblica una conversazione tra un magnaccio e il suo servo o tra un corruttore ed un esecutore, la mia libertà non viene compromessa, anzi: mi sentirò ancora più libero e più in dovere di ritenermi moralmente superiore a prescindere.


The “brutta figura”

febbraio 4, 2008

//media.ft.com/

L’infelice titolo è ripreso sia dall’Herald Tribune che dal New York Times e si riferisce al probabile e triste ritorno di Berlusconi. Ebbene sì, da un articolo del Corriere decido di risalire a tutte le fonti citate nel pezzo per capire cosa effettivamente stiano scrivendo i maggiori quotidiani stranieri sulla vicenda Italia.

Vi do una rinfrescata se negli ultimi tempi siete stati in Tibet: la situazione generale italiana è davvero grave in questo momento; per esempio Fini, che a fine anno aveva rotto l’alleanza con Berlusconi presentandola come “un caso chiuso”, ora si è reinnamorato di Silvio, che aveva definito gli alleati degli “ectoplasmi” (forse ecto-plasmon è meglio); Casini uguale, tanto in Italia sono tutti stupidi e nessuno si ricorda cosa è accaduto il giorno prima; eccetera eccetera. Ecco quindi i consigli che ci danno e cosa ci prospettano gli amiconi al di fuori dei nostri confini sulle prossime elezioni politiche.

Il NY Times sembra prendere slancio nella sua analisi attingendo alle risposte di una fantomatica proprietaria di una boutique nell’antico centro di Roma, Silvia Tomassini, che definisce Berlusconi “arrogante” e troppo vecchio ma lei lo voterà perché “he cares for working people. Besides, she hates the other side.” E anche se “He’s not a person of class or culture, he’s better than the center-left”. Insomma, un’opinione come la sua ha molto senso (sono ironico) in Italia, ma non all’estero; risposte con controsensi del genere fanno soltanto sorridere i giornalisti.
Dopo la vittoria del 2001 “he promised something new: as an outsider and entrepreneur, he would bring action and hope to do-nothing politics” e dopo aver ricordato come al governo badi solo a risolvere le proprie questioni, come quella recente del falso in bilancio, si passa al probabile confronto con Veltroni alle prossime politiche.

Il Financial Times invece, dopo aver spiegato come “investire in Italia sia come guidare con il pedale del freno premuto”, non concepisce come a 71 anni, pur sembrando più giovane, uno degli uomini più ricchi del mondo, detentore dei maggiori media italiani, possa ancora ricevere così tanti consensi dopo 2 tentativi fallimentari e soprattutto dopo che «Much of parliament’s time was spent getting Mr Berlusconi and his cronies out of legal trouble. Only this week, a Milan court cleared him on charges related to the sale of a food conglomerate in the 1980s. The court said allegations of false accounting were no longer valid because a law passed by his government in 2002 redefined the offence. “If Berlusconi wins these elections, falsifying balance sheets will become a national sport”». Gli altri se lo chiedono, ce lo chiedono, noi invece ci passiamo sopra e amici come prima, non è successo niente. Ovviamente anche la sinistra ha le sue enormi colpe: un senior-official dell’ex-governo Prodi, «reflecting the anger of many on the left, he asked how it was possible that in the years when Mr Berlusconi was out of power, successive centre-left governments failed to defang him by passing laws to address conflicts of interest between holding public office and owning the media. “Berlusconi is a threat to democracy,” he fumed.» Insomma, dopo 2 anni la gente si è già dimenticata dei 5 passati e pensa che rivotandolo tutto si sistemi. Siamo un popolo patetico ed ignorante e non passa un giorno che ogni quotidiano straniero ce lo faccia presente.

Il noto Economist invece si chiede se l’Italia abbia ancora bisogno di Berlusconi, dopo aver avuto 16 primi ministri tra il 1981 ed il 2007, e ci ricorda come il nostro paese necessiti disperatamente “both stable government and painful economic reform. The question is how to get these things. In 2001 voters overwhelmingly backed Mr Berlusconi (rejecting this paper’s view that his chequered business history made him unfit to lead Italy). But he squandered his opportunity, using up political capital to protect his media interests and fend off judicial cases against him, and dithering over economic reform. After a disastrous term, he left behind his own “poison pill”: a law to change Italy’s electoral system back to one based largely on proportional representation”. Concludendo con un “POOR ITALY” (!!!) l’articolo dell’Economist spiega anche che “Mr Berlusconi has made clear that his first priority would again be to protect his own interests, by making it harder to use evidence from wiretapping in court cases. However successful he has been in business, he remains unfit for the job he covets. Poor Italy”. La barzelletta va avanti, qui non si bada né alla corruzione, né al pericolo che derivi da un personaggio simile al potere; basta vederlo sorridere, guardare su canale5 le soubrette con le tette fuori e sentirsi dire tutto il contrario di quello che si fa: l’italiano in questo modo è contento, felice di venire preso in giro alla luce del sole.

Non so se avete avuto la pazienza di leggervi l’articolo del Corriere e di confrontarlo con gli altri postati in inglese dei maggiori quotidiani mondiali; chiedetevi quindi se il titolo del corriere sia giusto ed azzeccato rispetto a cosa avete letto. Io credo di no, come al solito i giornalisti hanno tradotto secondo comodo.
L’economia va male, malissimo e c’è crisi. Da 50 anni sentiamo parlare ogni Governo che ci spiega come ci siano “riforme da fare”; regolarmente non vengono fatte. L’ennesimo ritorno di Berlusconi a cosa servirà? A distruggerci definitivamente: non solo la lotta all’evasione che ha portato nelle casse del fisco molti soldi verrà cancellata, restituendo ai lavoratori autonomi armi più affilate per evadere il fisco e pagare meno tasse possibili, per poter così dare colpa al governo precedente del fatto che i servizi pubblici, prosciugati di risorse, non funzionano. Ma non cambierà nulla, perché con questa legge elettorale i cittadini delegano il voto ai partiti, che scelgono per noi il candidato ideale. Non è democratico, non siamo democratici.

Tutto il resto, sono chiacchiere da Bar Italia o, se preferite, da Osteria Italia.


Riapre “l’Osteria Italia”

gennaio 25, 2008

È finita, lo dico a tutti. Siamo tornati di nuovo in mano a coloro che non faranno sapere niente di quello che accadrà; siamo tornati in mano alla parte di italiani che pensano che votando dei pagliacci che sono stati in carica 5 anni con una maggioranza bulgara cambierà tutto, quando sono loro che ci hanno portato all’inizio della fine. Da ieri leggo su twitter e un po’ ovunque pareri e frasi incredibili dette dagli amici: hanno tutti perso le speranze, sono stufi e non ce la fanno più. La gente è sull’orlo di una crisi di nervi ed io sogno che il momento delle azioni forti sia arrivato. È davvero triste leggere negli occhi dei miei coetanei così tanta rassegnazione e voglia di scrollarsi di dosso questo paese. Credetemi, in questo momento, in cui potevano cominciare ad essere ridistribuiti i soldi delle tasse che ci hanno costretto ulteriormente a stringere la cinghia e in cui la gente è socialmente messa peggio, un governo di destra è la sfortuna più grande che potesse capitarci.

A destra festeggiano perché torneranno a magnare sulle nostre teste; nessuno sa cosa ci sia da festeggiare ora nel nostro paese, è incredibile il distacco tra noi e loro a cui siamo arrivati. E non mi stancherò mai di dirlo, non stiamo facendo niente. Alle prossime politiche cosa farò? Metterò una fetta di salame nella scheda e ci scriverò sopra “tié, magnateve anche questa”.

Con la frase di richiamo all’ordine di ieri di Marini (“Non stiamo mica all’osteria!”) si chiude un’epoca ma si da il via alla riapertura di una mostra che chissà quando e se chiuderà. In accordo con Sgarbi (ok, non è vero niente di quello che sto dicendo, lo specifico ora che tornerà Berlusconi…altrimenti rischio l’arresto), posso mostrarvi qualche foto in anteprima (le fonti sono riportate nel link al file stesso).

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Fino all’ultimo sangue

gennaio 24, 2008

//www.ansa.it/

Mentre noi siamo qui dietro gli schermi, via streaming, in Parlamento sta succedendo di tutto. Cusumano, senatore dell’Udeur voterà per il governo Prodi; ieri infatti il Ministero dell’Agricoltura ha assunto Filippo Ballanca un suo strettissimo collaboratore. Cusumano ha però pagato questa decisione (usando la MastelCard?): al grido di «pezzo di merda, pagliaccio, venduto» il capogruppo Tommaso Barbato è corso in aula mentre dal video stava ascoltando la dichiarazione di voto del collega di partito e con le mani ha mimato una pistola, aggredendolo (e ora nega tutto; certo, quello che abbiamo visto era un montaggio in diretta…). Dai banchi dell’opposizione volavano altri insulti come “checca squallida” (Nino Strano di AN) ed altri che non sto li a riportare.

Da ansa.it

Solo i mafiosi fanno il gesto della pistola, gente così non deve sedersi in parlamento. Un Senatore non è obbligato a votare chi gli suggerisce il partito. “Mastella e Barbato, per carità: salvate il soldato Ryan, e cioè il povero Cusumano, che rischia di morire nella trincea, avendo equivocato gli ordini del capo”. Così Francesco Cossiga commenta la rissa tra i senatori dell’Udeur Barbato e Cusumano. “Magari – aggiunge l’ex capo dello Stato rivolto a Clemente Mastella – fatevi dare cinque Asl in più in Campania…”

Intanto in Parlamento si è introdotto un intruso, lo riconoscete? Incredibile, sembra proprio lui: Germano Mosconi cammuffato da senatore, mancava solo che si alzasse bestemmiando e avremmo raggiunto l’apice del divertimento.
Abbiamo toccato tutti i fondi possibili. Italiani ora toccherebbe a noi fare il vero casino.


L’incolmabile distanza tra la politica e i cittadini

gennaio 24, 2008

Il caso Mastella ha condotto a molte, moltissime riflessioni. Non solo sul piano politico e giudiziario, ma anche sul piano umano.
Si stava discutendo sull’aumento del contratto dei metalmeccanici che forse avrebbero ottenuto qualcosa ed era giunto il tempo in cui i precari forse cominciavano ad intravedere che qualcosa potevano riscuotere, politicamente e legislativamente parlando. Ora toccava a noi, era arrivato il momento in cui i cambiamenti in tema lavoro dovevano venire affrontati. L’ultima spiaggia insomma.

Mastella, non sapendo niente di niente di tutto questo, se non a parole come tutti i politici, se ne è beatamente sbattuto le palle: l’altro ieri garantiva la fiducia al governo, ieri garantiva la fiducia esterna, il giorno dopo va da Vespa travestito da martire col suo 0,7% ad aprire la crisi di Governo e domani si alleerà con Berlusconi, che senza ritegno raccatta su il raccatabile, promettendogli magari immunità contro le toghe rosse.
Una cosa vorrei sottolineare al di là di tutto e del Prodi di questi giorni: il fatto che il Governo, pur dimostrando una certa solidarietà istituzionale a Mastella (che comunque alla fine si è fatto i cazzacci suoi alla faccia della crisi economica e sociale italiana), ha dimostrato e garantito la totale indipendenza della magistratura. Non si sono permessi di fare come qualcuno di nostra conoscenza: la separazione dei poteri è imprescindibile, altrimenti ci troveremmo in un regime piduista-berlusconiano.

Si andrà al voto, sì, ma con questa legge elettorale schifosa fatta da chi era interessato solamente a farsi rieleggere ad ogni costo, la situazione di instabilità sarà più o meno la stessa (al Senato); il problema è che tornerà Berlusconi dopo i 5 anni più bui della storia italiana recente e in un periodo come questo, in cui il ceto medio ha sempre meno soldi da spendere, la destra al governo è la cosa più sbagliata che ci sia. Sarei felicissimo se nessuno andasse a votare, ma in realtà assisteremo al canonico teatrino pre-elezioni insieme a tutto il resto, dati e statistiche inventate comprese.


Mercoledì cadrà Prodi

gennaio 22, 2008

Un po’ lo dico per scaramanzia (il paese è allo sbando e sull’orlo di un qualcosa di grosso, non so cosa ma me lo sento), ma fonti sicure che non posso riportarvi (ho amici persino in parlamento…!) me lo assicurano: dopo che Mastella ha lasciato la maggioranza con i 3 senatori Udeur (ciao ciao che ci torneranno sti poveretti), molto probabilmente Prodi cadrà e vi spiego come e perché. A meno che cada già oggi, ovviamente.

Domani ci sarà il voto per la fiducia a Pecoraro Scanio. A meno che tutti i senatori a vita votino a favore, non ci siano defezioni e giochetti fatti apposta, la Maggioranza se ne andrà a remengo considerando anche i numeri al Senato. Sì, perché i diniani voteranno contro (la compravendita di senatori ha funzionato nonostante le intercettazioni) e a meno di un miracolo Prodi non si salverà. Ecco a cosa è servita la tattica veltroniana di piacere e andare bene a tutti: a un bel cazzo di niente. Siamo alla frutta, allo sbando totale. Quindi se ci sarà un miracolo (o un incubo, rappresentato ipoteticamente dall’UDC che confluisce nella maggioranza accentrando tutto quanto e sfanculando definitivamente tutto quel poco di laico che era rimasto), Prodi dovrà comunque licenziare e riassumere nuovi dipendenti. È evidente che in questo modo non sia possibile fare nessuna riforma.

Cossiga ha dichiarato stranamente (e capirete perché dico stranamente): L’uscita dalla maggioranza dell’Udeur è da un punto di vista costituzionale irrilevante ai fini della sopravvivenza del governo. Secondo la Costituzione, il governo può essere rovesciato solo da un’apposita mozione di sfiducia, collettiva e non individuale. D’altronde l’uscita dalla maggioranza non comporta neanche il rimpasto di governo, perché l’Udeur al governo non ha più nessuno. D’altronde, per presentare una mozione di sfiducia al Senato occorrerebbe un numero di firme che i senatori dell’Udeur, essendo tre, non hanno, e certamente non saranno né Forza Italia, né l’Udc, che ormai è a un passo dall’entrare nella maggioranza, né An a firmare detta mozione. Il consiglio che posso dare al presidente del Consiglio Romano Prodi è ‘resistere, resistere, resistere’, e a tal fine nominare come ministro della Giustizia colui che ha inventato questo slogan, l’ex procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli”. Cossiga sa bene che tutto questo non potrà mai accadere, perché i centristi, i ciellini e gli ex-dc non si faranno scappare questa occasione, fantastica per i pecoroni italiani; tutti insieme appassionatamente (Mastella, Casini, ecc…), al centro, per poi magari riallearsi con Berlusconi. Figuriamoci poi cosa potrebbe accadere se Borrelli diventasse Ministro della Giustizia, l’ex capo di Di Pietro.

Mastella non ha più niente da perdere, perché probabilmente finirà sotto processo. Ci saranno compromessi, reimpasti, tutti li in mezzo a formare un partito unico, una bella DC, una presa per il culo che con noi funziona sempre. Il tanto sognato laicismo moderno e più europeo è morto definitivamente per la seconda volta, senza mai essere veramente nato. Mastella l’ha pensata bene questa mossa: domenica scorsa era a San Pietro e ieri Bagnasco è uscito con altre vergognose dichiarazioni in concomitanza delle sue dimissioni. Chiudete il cerchio: Mastella alle prossime elezioni sarà con Berlusconi e probabilmente prenderà ancora meno voti, dato che molti famigliari saranno agli arresti e quindi impossibilitati a votare…
Fossi un elettore del centro-destra (per fortuna non lo sono) mi vergognerei se il mio partito si alleasse con uno come Mastella ma si sa, di la tutto fa brodo. Mastella, il martire, ha fatto male a questo paese, molto male. Con la sua percentuale irrisoria in Parlamento ha fatto passare l’indulto insieme ad altre nefandezze ed ora se ne va sputando nel piatto dove ha mangiato; in un certo senso sta bene a Prodi e co., così imparano ad allearsi con persone di questa specie e a non sconfessarli mai.

Solo una cosa mi fa imbestialire più di tutte. In questi giorni parlando con amici che studiano all’estero (e non sono iscritti al KGB come pensate voi) ho sentito delle brutte cose: mi dicono che stiamo offrendo uno spettacolo scandaloso e vergognoso, che parlano di noi come non vi dico cosa e che ovviamente non sentiamo niente e non diciamo niente. Stiamo qui a guardare. In qualunque altro Paese dell’Europa moderna una maggioranza cade in Parlamento, di solito per una rottura politica che gli elettori capiscono e di cui comprendono le ragioni. Solo in Italia invece il leader di un piccolo, piccolissimo e infido partito, può annunciare la fine di una maggioranza politica in una conferenza stampa e successivamente nel solito salotto “confezionato su misura” di porta a porta. Senza prima spiegare alle Camere le sue motivazioni, senza rendere conto all’opinione pubblica delle sue decisioni e senza avere le palle di guardare in faccia gli italiani quando si sta per riconsegnare un paese in frantumi e mai scollato come ora a quel Berlusconi che, in 5 anni, non ha saputo far altro che condurci in questo oblio e distruggere tutto ciò che di democratico e di minimamente politico esistesse.


Mastellagate

gennaio 16, 2008

//www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/moglie-mastella/moglie-mastella/

In questo momento mi viene fin troppo facile sparare sulla croce rossa: è scoppiato il Mastellagate.

Noto con piacere come la fiducia nella magistratura sia misteriosamente scomparsa; ora al suo posto viene utilizzata la “caccia all’uomo”, variante della tattica “toghe rosse” istituita dal gran maestro Silvio. Nel frattempo, l’Udeur cade in pezzi con altri 23 arresti e insieme a lui altri cocci di questo paese che da anni sta offrendo al mondo uno spettacolo indecente, non più degno nemmeno di noi italiani.

Continuiamo ad incazzarci tra noi, ma alla fine rimaniamo dietro uno schermo, sia esso del pc, di un televisore o di una telecamera. Perché la casta si mostra forte in questi momenti, autoproteggendosi, uscendosene con “il coro unanime (per usare una frase che pronunceranno centinaia di volte in questi giorni i nostri giornalisti) della solidarietà a Mastella ma non con il supporto alla magistratura. Vergognose qui le frasi sputate dai vari esponenti; vedremo anche Veltroni quanti “ma anche” saprà offrirci (dall’alto dello schifo politico in cui si è trasformato). E poi ancora, Berlusconi, Cicchitto, Casini, tutti li a dare addosso a chi osa intromettersi nei loro loschi affari; per loro nessuno ha il diritto di sapere quello di cui realmente si occupano. Come nessuno spiegherà perché la moglie di Mastella ed altri sono stati arrestati, ma tutti grideranno allo scandalo, alla minaccia per la “democrazia”.

Quand’è che ci sveglieremo uniti, italiani? Abbiamo per forza bisogno di uno in piedi su un balcone? Comunque non preoccupiamoci più di tanto, ci penserà la fuffesca notizia del papa in visita alla Sapienza a farci superare anche questa, evento che (lo ricordo) non è stato ripreso da alcun quotidiano straniero per esempio.
Così è se vi pare, ma anche se non vi pare.


PerdindirinDini

dicembre 26, 2007

//www.lastampa.it/

Che Dini stia scassando le palle da un po’ di tempo lo sappiamo, anche se forse farebbe bene a preoccuparsi degli affari della moglie (condannata per bancarotta fraudolenta). Che un ministro della maggioranza faccia un’uscita del genere casualmente dopo (finalmente!) che Prodi ha detto verità che chiunque dovrebbe capire su Berlusconi fa pensare. Ad esempio mi fa pensare che Dini e i suoi 4 amici sfigati da cui costantemente il Governo viene minacciato, abbiano rotto le scatole un po’ a tutti. Comunque sia ha ragione, non è possibile andare avanti con ricatti orchestrati da chi ha l’1% o in alcuni casi meno; che se ne vada dal padrone corruttore, una telefonata in più poteva farla.

Ecco, una cosa che invidio all’opposizione è questa: dichiarazioni simili – fatte da uno qualunque in un periodo in cui tutto sommato il Governo stava lentamente riacquistando qualche punto – non sarebbero mai uscite pubblicamente e non sono altro che un suicidio per innescare altre polemiche interne, seminare zizzania e “dare spallate” per conto terzi. Perché di là sulla poltrona sono tutti d’accordo e la pericolosità e gli interessi di una persona con la voce grossa censurano tutto il resto. Bisognerebbe quindi valutare anche e soprattutto le conseguenze di certe affermazioni, non solo a livello politico ma anche a livello socio-economico, pensando al paese una volta tanto.

A sinistra infatti il pluralismo delle opinioni fa sì che chiunque possa destabilizzare da un giorno all’altro la maggioranza. Che in democrazia è giusto, ma a tutto c’è un limite logico.


Un paese allo sbando

ottobre 25, 2007

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W-Day

ottobre 15, 2007

Dal FlickR di Estragon

La foto del giorno: Walter Veltroni stravince le primarie, come volevasi dimostrare. Dall’altro lato un silenzioso 0,1% che ancora mi fa tanto ridere.
Non mi aspetto niente, non faccio proclami, non ho molte speranze. Le aspettative erano ben altre e voglio vedere quale sarà la prima mossa di Veltroni dopo questo mini-periodo elettorale in cui faceva il Berlusconi di turno, quello che stava in mezzo a un gran casino.

Ora che succederà? Davvero credete che questo sistema italiano possa venire cambiato radicalmente?

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