Share

Share your Xperience

Questo blog, come già detto, nasce e ha come base l’idea di “sharare”, condividere cioé le vostre esperienze, le vicende flessibili dei precari, le vostre storie assurde.

 

Ora, non voglio recitare la parte delle Iene, di striscia la notizia, ecc… Se pensate questo vi sbagliate di grosso. Voglio cercare di creare un punto di riferimento in cui confrontarsi, scambiarci esperienze e…darci delle pacche sulle spalle, tirarci su l’un l’altro, sperando che ognuno possa portare un bagaglio importante per l’altro per provare a cambiare qualcosa. Prima nel proprio piccolo universo di lavoro, poi chissà…

 

Questa pagina ha un motivo: potevo fare un altro post (l’ho fatto), in realtà serve per darvi un puntello, un riferimento appunto:

  • Yourself: la tua esperienza, il tuo punto di vista, il tuo pensiero, la tua volontà, la tua proposta, la tua denuncia, il tuo consiglio…”L’Universo di te stesso” è infinito: e anche l’Entropia che mano a mano saprai tirare fuori e che ti hanno fatto tirare fuori a suon di randellate sul testone è in costante aumento. Un’idea tira l’altra, vedrai…ti verranno in mente tante di quelle cose sharando e leggendo…(anche insulti probabilmente!). E vi dimostrerò che potremo calcolare questa entropia, cioé l’unità di misura del caos mentale, dello status dubbioso in cui versa la mente di un precario.
  • Email: volete raccontarmi qualcosa, volete condividere, sharare una vostra opinione, un argomento di discussione e vederlo pubblicato sul blog..? Inviatemi una mail, checcivuole! Ah, va bene anche se avete critiche, consigli, ecc…altrimenti ci sono anche i commenti.. Oppure usa la tua mail per sharare te stesso: fai vedere al mondo quanto sai essere flessibile!
  • Share: pensate che quest blog possa servire a qualcosa? Leggendo questi post avete pensato “Cazz..va che anche a me è successo così! Incredibile, allora non sono solo…siamo proprio in tanti a farci prendere in giro…aspetta che lo dico anche a Ermenegildo!”. Questo simpatico esempio dialogico non vuole altro che trasmettervi il concetto di CONDIVIDERE e SHARARE, parlatene agli amici, mandate via e-mail…diffondete. Non mi stancherò mai di dirlo, internet è “un’arma” di democrazia diretta (se lo vogliamo) molto importante; impariamo a sfruttarla nel migliore dei modi. Non vi sto dicendo che voglio creare la nuova loggia massonica P2 (beh, però saremmo praticamente impunibili e intoccabili.. :P) o un’elite di colti intellettuali col motto “sappiamo tutto noi, abbiamo capito tutto, aspettate un attimo che risolviamo ogni problema”. Semplicemente, avete capito, voglio che tutti i precari si ritrovino a casa e possano in qualche modo farsi sentire. E magari avere qualche risposta o qualche promessa (da marinaio ovviamente..).

..risultato?

 

Y.E.S. I Share Knowledge.

 

Questo dovete pensare e dire…almeno qui, pensiamo positivo.

14 Risposte a “Share”

  1. erica Dice:

    Ciao Alessandro,ti scrivo perche’ anch’io mi sento parte di questa vita traballante e ho sentito in prima persona che ad un certo punto l’Italia quasi mi crollava addosso, e cosa ho fatto? me la sono data a gambe…ho 27 anni e vivo da 8 fuori patria. Ho vissuto in tanti paesi europei, studiato e lavorato, e adesso lavoro a Cork, in Irlanda. Tante volte in questi anni mi ha assalito il pensiero di riprovare ad avere fiducia nella mia patria, e sono tornata due volte con l’idea di sistemarmi li. La prima volta pensando di riuscire a trovare un lavoro stagionale ed essere anche relativamente vicina alla mia famiglia che sente parecchio la mia mancanza. Ho lavorato in provincia di Ravenna come animatrice x tre mesi 10 ore al giorno. Sono caduta nelle mani di un’agenzia fantasma chiamata I.P. e non ho visto un centesimo del mio stipendio. L’agenzia, come consuetudine che si ripete ogni anno a fine settembre, dopo avere rubato a ragazzi ingenui e speranzosi come me un sacco di soldi (visto che hanno a che fare con migliaia di campeggi in Italia), hanno chiuso i battenti e aperto giusto di fronte. Dopo aver pagato anche i sindacati, abbiamo scoperto che erano stati comprati dall’egregio Sig. P.G., boss di Pontedera e titolare dell’agenzia. Non vi racconto le pressioni psicologiche che ho vissuto dentro a quel campeggio-prigione, se no finirei domani, ma piu’ che altro sono rimasta sconvolta nel constatare che anche i sindacati di Pontedera erano corrotti. P. li aveva pagati profumatamente x il loro silenzio. I sindacati di Padova ovviamente mi risposero che della faccenda doveva occuparsi l’ufficio di Pontedera, sicche’ passa la palla qua e la palla la’, mi hanno ciulato ancora soldi e in piu’ mi hanno sfruttata per tre mesi. Stavo avendo un esaurimento nervoso da stress e nervoso. Alla fine, con 1000 euro in banca, sono partita per la Spagna…
    Dopo un po’ di mesi in cui mando curriculum a destra e a manca, mi arriva una proposta di lavoro da parte della famigerata C.C.. Ho pensato che fosse troppo dura per me, e poi non mi fidavo piu’ dell’Italia, con tutte le storie che si sentono…ma mia madre mi ci ha buttata dentro, era troppo felice che mi avessero risposto e cosi, per fare contenta lei, ho accettato di tornare di nuovo in Italia e fare il colloquio a Genova per lavorare come Tour Escort, responsabile escursioni. Dire che e’ stato l’incubo piu’ inquietante della mia vita e’ ancora poco.A parte il fatto che tutte le spese per i colloqui fittizi sono state a mio carico, ho dovuto pagare da me anche il corso BST (primo soccorso) e divisa, costi che mi furono detratti dal mio primo gia’ misero stipendio. Dopo assurdi stage e colloqui basati sulla psicologia e il lavaggio del cervello a Genova, ho deciso di accettare questo misero contratto per soddisfare la mia sete d’avventura. Contratto stipulato: 11 ore al giorno, contratto di 5 mesi, 900 euro netti al mese. Mi veniva da piangere, ma ormai avevo investito talmente tanto in questa faccenda che ritirarmi sarebbe stato impossibile. Per farla breve: le ore di lavoro si aggiravano intorno alle 15-16 al giorno. Il mio capo, quella grande merda del signor S.P., ha ridotto il mio corpo e la mia testa a brandelli durante 3 mesi. Non mi lasciava neanche fare la doccia tornata dall’escursione. Durante quei 3 mesi ho vissuto tutti i peggiori soprusi che si possano subire nel peggior ambiente di lavoro. Minacce, bestemmie, pressione psicologica. Con la parte umana dell’ufficio (altre 3 persone), abbiamo denunciato la situazione. Tutti hanno fatto buon viso a cattivo gioco. I capi dei capi hanno solo suggerito la soluzione migliore per tutti: buttarci fuori. Accusati di non volere lavorare, eravamo trattati come dei lebbrosi dai nostri colleghi di ufficio. La nostra Carolina, una dei leoni dell’ufficio, ha fatto si il leone, ma a spese della sua salute. E’ diventata bulimica. Diceva che ad un certo punto quelle facce da mostri in ufficio le davano talmente la nausea che quando voleva aprire la porta dell’ufficio, le veniva da vomitare. Parla 5 lingue Carolina, la brasiliana piu’ bella e simpatica dell’universo. La mia amica Carolina, di cui sono orgogliosa, perche’ prima di ammalarsi, ha lottato fino alla fine per i nostri diritti, per la diminuzione delle ore di lavoro. Per aver fatto sentire la voce dei nostri diritti siamo stati subito classificati come lavativi e trattati come pezze da piedi. E’ stata sbarcata a Lisbona, Carolina. Buttata li senza un grazie, dopo 5 contratti e il lavoro da negra per una societa’ di merda che calpesta la tua vita, la tua dignita’, e qualsiasi altro valore umano. Abbiamo pagato cari i nostri diritti tutti e quattro. Ma non volevamo mollare, anche se eravamo sull’orlo di una crisi di nervi. Mi ricordo che un giorno ero dilaniata, dormivo da non so quante settimane max 4 ore a notte, eravamo tornati dai fiordi, eravamo in Spagna. Ero morta. Mi era venuto il ciclo e stavo per svenire in ufficio dalla fatica e dalla stanchezza. P. mi dice ‘devi andare a fare l’escursione in bicicletta, il giro di Barcellona, perche’ ci manca una guida tedesca, cosi puoi tradurre tu per tutti i gruppi, ci saranno italiani, francesi e tedeschi’. Io gli dico ‘S., per favore, risparmiami questa cosa. Il tour di Barcellona l’ho fatto l’ultima volta, oggi non ce la faccio. Sto male, ho le mie cose ed e’ troppo pesante, sto svenendo. Per piacere, dammi un’altra escursione. E’ troppo pesante tradurre in 3 lingue, oggi non ce la faccio’. Lui mi dice ‘o ci vai tu, o ci va Martina’. Premetto che martina era la mia dolcissima e adorata compagna di stanza, ed era ammalata con l’otite a letto. Gli dico ‘Lo sai che Martina e’ ammalata’. Lui ‘o tu o Martina’. Ci sono dovuta andare io. E’ solo un esempio, ma quell’uomo voleva vedermi morta. Ci sono andata con la diplomazia, poi ho fatto sciopero. Gli ho detto ‘adesso mi dai le ore off che mi spettano, visto che non ce le pagherete mai’. Lui ha fatto finta di non sentirmi e io ho fatto davvero sciopero. Stavo letteralmente morendo di sonno. Gli ho telefonato, perche’ lui e’ l’incarnazione del diavolo e non mi andava di guardare quello schifo d’uomo negli occhi, e poi con le arpie dell’ufficio, avevo paura che mi avrebbero mangiata, cosi l’ho chiamato dalla mia cabina. Gli dico ‘S., io avanzo ormai piu’ di 11 ore, sicche’ domani non lavoro’. E’ stata la cosa piu’ forte che ho fatto in vita mia. Ho affrontato l’orco. Gli ho detto che io del suo potere me ne strafregavo, ero stanca e dovevo dormire. Il giorno dopo ho preso lettino, asciugamano, e sono andata a dormire il giorno intero sotto il sole sul ponte, da sola e in mezzo all’oceano. A volte ho ancora incubi a causa di queste cose che ho vissuto li dentro, e in Italia non ci mettero’ piu’ piede, di sicuro non per lavorare. Mi dispiace per quelli che resteranno, e se fosse per me farei una vera e propria rivoluzione, ma so che la maggior parte della gente non e’ piu’ combattiva e si lascia vivere. E questo e’ il guaio piu’ grande. Vi auguro buona fortuna.

  2. sonounprecario Dice:

    Ciao Erica,

    ho letto tutta d’un fiato la tua storia… Sono senza parole, quello che hai subito dev’essere stato terribile, posso solo immaginare lontanamente il peso di quegli sfruttatori addosso.

    Ti prometto che darò il più risalto possibile a questa storia, anche perché hai fatto nomi e cognomi ed è giusto che altre persone sappiano cosa possa aspetterle andando a fare certi lavori in certe compagnie. Non so quanto possa valere la diffusione di questa tua storia ma prendilo come un piccolo aiuto…credo che le parole di conforto non ti servano ora come ora, specialmente da uno sconosciuto come me…tu cerchi solo un po’ di giustizia umana o meglio, correttezza.

    Leggendo il tuo resoconto siamo al limite dello sfruttamento delle persone, dello schiavismo, del signoraggio e secondo me l’argomento diritti umani non è poi così lontano da essere trattato.

    In bocca al lupo per tutto, Erica…un abbraccio :)

  3. La storia di Erica « Blog a Progetto Dice:

    [...] storia di Erica Non servono commenti ulteriori alla storia di Erica. Narra di una favola vissuta nell’Italia moderna, una favola ai limiti dello schiavismo e del [...]

  4. Sir Drake Dice:

    E’ una storia allucinante ma, purtroppo, comune a molti giovani disoccupati costretti a piegarsi a ricatti infami.
    Se il fatto si fosse verificato in Basilicata, me ne sarei occupato personalmente, ma girerò la storia a qualche collega della sede Toscana.
    Se Erica è disponibile, si può fare una denuncia al tg regionale.

  5. sonounprecario Dice:

    Non sarebbe male, se hai bisogno wordpress memorizza anche la sua mail, quindi non penso ci siano problemi a girartela. Intanto grazie =)

  6. Sir Drake Dice:

    Ho riletto bene la storia e mi sembra di capire che sarebbe più competente la sede di Genova.
    In ogni caso, cerco di trovare qualcuno disposto a lavorarci.
    Nel frattempo, se Erica ci legge, può farci sapere - tramite questo spazio - se è disponibile per raccontare la sua storia (anche mantenendo l’anonimato) a un giornalista.
    In caso di consenso, mi puoi mandare il suo indirizzo mail. (tutti i modi per farlo li trovi sul mio blog).
    Alfredo

  7. Sir Drake Dice:

    Mi sono permesso di dedicare un post a questa storia.

  8. sonounprecario Dice:

    Ok, ora provo a contattarla via mail e ti do anche la sua mail..non penso si offenda se provi a scrivergli una mail :)

  9. Sascia Dice:

    Io non sono un precario.

    Sono qui perchè penso di avere una coscienza e di potermi ritrovare un giorno nella situazione di molta gente. Ho 29 anni, sono un ingegnere navale e nel nostro campo siamo, in genere, ben messi. O perlomeno questa è la mia esperienza. Ma sento di persone in altri rami che sono con una mano davanti ed una dietro. E’ svilente quanto poco si viene apprezzati. Sono svilenti i contratti di lavoro. E’ svilente lo stipendio. E’ svilente il confronto con l’estero.

    Personalmente, il problema più grosso è quello della casa: i prezzi sono pazzeschi. Un bel mutuo da 40 anni al 100% non me lo toglie nessuno. Comunque con il mio stipendio non metto via nulla o quasi. Non so come farò quando saremo in tre (mi auguro succeda prima di entrare negli “anta”…). L’unica cosa che mi consola è che se proprio va tutto a rotoli non dovrei avere problemi a trovare uno straccio di lavoro all’estero.

    Vi sono vicino perchè ne va del futuro di tutti e grazie a sonounprecario per questa finestra…

  10. Roberto Dice:

    Ho letto per caso il post di erica mentre cercavo altro on line… e leggendo ho rivissutto questa esperienza quasi con le lacrime agli occhi… anche io sono stato un tour escort per Costa Crociere ho lavorato nel Nord Europa e tutto quello quello che dice Erica è vero al 100% posso testimoniarlo io tanto che dopo 4 mesi non ho resistito più e sono scappato. Adesso sono un assistente di volo per una bella compagnia charter italiana, non mancano i sopprusi anche quì ma è diverso, non sei in una città galleggiante da cui non puoi scappare e poi lo stipendio è quasi il doppio per la metà delle ore lavorate. Lo dico a malincuore ma scappare non è una soluzione si possono fare delle esperienze fuori e testimoniarle quì per far capire che si può lavorare e vivere sereni. Io giro il mondo anche per lunghi periodi con mia moglie a casa, vi assicuro che non è bello. Ma qualche sacrificio , mi sono convinto, bisogna farlo per forza.
    In bocca al lupo a tutti voi che leggete…
    ps Erica ha dimenticato di dire che a chi non porta a termine il contratto viene addossato il biglietto aereo del ritorno a casa anche se ti trovi dall’altra parte del mondo.
    ciao, Roby

  11. virginia Dice:

    noooo! non ci credo! Sapete che ho fatto oggi proprio il colloquio per il master di tour escort della Costa Crociere…ma è proprio vero che è così massacrante?! Ero piena di speranze fino a cinque minuti fa ma dopo aver letto il racconto di erica mi sono sentita sprofondare! Che sfruttatori..!!comunque a questo master ne prenderanno 20 su 60quindi non si sa se mi scelgono….ma proprio nessuno può parlare in modo positivo di questa esperienza???

  12. http500 Dice:

    Terribile la storia di Erica, non si sa più nulla?

  13. RIccardo Dice:

    ANNA DA SONDRIO

  14. Luigi Dice:

    Ciao ragazzi, proprio in questa settimana sto facendo le prove di selezione come Tour Escort in Costa Crociere…sto cercando di raccogliere ulteriori testimonianze in merito ad ore lavorative, stipendio..etc…mi dispiace per Erica e stento ankora a crederci ma è davvero questa la realtà della vita a bordo????

Lascia una Risposta