De Retano

luglio 2, 2008

//www.vitadiunsysadmin.net/wp-content/uploads/2007/07/faccia_da_culo.jpg

In questi giorni leggo sui quotidiani on line notizie di ogni fonte e genere. In tv ne sento di tutti i colori. Spesso sono li che penso di scrivere un bel post, commentando un fatto piuttosto che un altro.

Poi però mi rendo conto, mentre rileggo la notizia, che c’è qualcosa che non va. Non so se quel qualcosa riguarda me, il mio modo di pensare e il mio - a volte- noioso modo di essere pessimista di fronte a molti avvenimenti.

Quindi rifletto, ci ripenso ed arrivo il più delle volte alla conclusione che sono nato in un paese di pazzi. Di pazzi o di dementi patentati. Opterei per la seconda parola, aggravata però dalla prima.

Chi me lo fa fare di scrivere migliaia di “battute” su un personaggio che ormai ne ha combinate praticamente di ogni? Alla fin fine siamo sempre qua a menarcela tra noi, che facciamo la figura dei rompiballe ad ogni costo, quelli che si preoccupano per sciocchezze di secondo piano che nulla hanno a che fare con la vita di un popolo bistrattato da sinistra a destra.

Ogni giorno c’è un decreto salva-faccia-da-culo nuovo, un’uscita creativa per spostare l’attenzione, un’impellenza televisiva per far sapere, un giudice comunista da compatire.
In sostanza la situazione è questa, che lo vogliamo o no. Berlusconi, rieletto per l’ennesima volta, come primi provvedimenti cos’ha fatto? Sì, parlo di quelli a favore degli italiani. Esattamente.

Prima si è fatto eleggere cavalcando l’onda del pregiudizio, della fobia e dell’ignoranza più becera, leggendo la favola dell’uomo nero agli italiani ogni sera al tg delle 20; successivamente, una volta eletto, ha pensato di pararsi le chiappe levando l’ICI (fa niente se poi la paghiamo con gli interessi, il “come” non interessa a nessuno), e infine ecco le manovre che devono cambiare il paese, rimetterlo in moto dopo lo sfacielo prodiano: via le intercettazioni, via i processi e immunità per le 4 cariche più alte dello Stato.

Tra tutto questo poi, quello che dovrebbe essere il leader dell’opposizione (assieme agli altri dirigenti del partito figli di decennali sconfitte, prese da tutte le parti), a capo di un partito più comico che raro, ci mette due settimane per decidere se incazzarsi o meno, guardandosi bene da nominare il nome del leader dell’opposizione.

Alla fine la conclusione è che, mah, sì, magari ci arrabbieremo in autunno, ma pacatamente, che ora fa caldo e non c’è fretta, preferiamo stare all’ombra.
Non avete ancora capito niente, cari politicanti di finta-sinistra. Il Partito Democratico che vogliamo noi elettori non è questo; se volete davvero diventare un reimpasto della nuova DC, sponsorizzato persino da Famiglia Cristiana (!), allora ditelo, così ci mettiamo l’anima in pace. Decenni di politiche toppate a sinistra hanno portato a quello che ora tutti abbiamo sotto gli occhi: un nulla cosmico in stato confusionale.


Pronto Silvio, come posso esserle utile?

giugno 26, 2008

da Blogosfere.it

«In Rai sono tutti raccomandati, a partire dal direttore generale. Ci lavora solo chi si prostituisce e chi è di sinistra»

Queste le parole pronunciate da Berlusconi il 20 dicembre 2007. Ora invece è in arrivo l’ennesima ondata di cacca (ho rispetto per la merda), con le nuove intercettazioni che riguardano il Presidente del Consiglio, le raccomandazioni Rai, la corruzione, la compravendita di Senatori, Evelina Manna, ecc…

I tg Rai e Mediaset avranno il loro bel da fare stasera nel cercare di raccontar più balle del solito. Presumibilmente l’attenzione verrà spostata sul fatto che è stato intercettato, non sul contenuto, ovviamente.

Sti giudici comunisti non hanno proprio niente da fare. Tanto queste non sono priorità per gli italiani.
Infatti, sono priorità sue.


I veri motivi per cui Berlusconi vuole impedire le intercettazioni

giugno 13, 2008


(al minuto 5.47 di questo video c’è un messaggio in codice per Anonimo-Italiano)

Cominciamo dalla conclusione: io non ho nessun problema a farmi intercettare. Anzi, intercettatemi; male che vada mi sentirete fare un po’ di pucci-pucci con la mia fidanzata, mi ascolterete insultare amichevolmente qualche amico, oppure il massimo del trash raggiunto potrebbe essere un rutto ben assestato.

Abbiamo già assistito a diverse intercettazioni che nel corso della triste storia italiana hanno coinvolto Berlusconi: dalle bombe “simpatiche” ai cavalli in albergo, fino ad arrivare alle recenti chiacchierate con Saccà. Ed è proprio di questo che vorrei parlarvi, perché qui sta la chiave della fretta che Berlusconi sta mettendo ai suoi servi nel portare in parlamento il ddl.

Mercoledì sera ho sguinzagliato due amici a Milano, dove Travaglio presentava il suo nuovo libro in locale stracolmo di gente. Purtroppo non ho potuto assistere anche io, in quanto ero impegnato, ma tant’è. Diciamo che Travaglio ha fornito le vere motivazioni, oltre quelle che tutti conoscoo, per cui Berlusconi vuole assolutamente far passare questa nuova legge il prima possibile. State bene attenti, che sono informazioni confidenziali, eh.

Marco Travaglio ha infatti spiegato che le indagini dell’inchiesta riguardante la corruzione stanno andando avanti e sono stati consegnati agli avvocati di Berlusconi i verbali di altre intercettazioni, molto più gravi e compromettenti di quelle che già abbiamo ascoltato. Lo spazzino paladino salvatore della monnezza non vuole assolutamente che queste vengano pubblicate, anche se credo che tanto…non succederebbe lo stesso un bel niente. Ci penserebbe l’opinione pubblica a insabbiare, magari con un bell’attacco ai comunisti o una frase infelice di qualche leghista, giusto per sviare l’attenzione.

Stando a quanto dichiarato pubblicamente dal premier si potranno eseguire intercettazioni solo per perseguire la mafia e il terrorismo. Indiscrezioni parlano poi della possibilità di effettuare ascolti anche per altri reati puniti con più di 10 anni di reclusione. Senza intercettazioni togliamo alla giustizia un fondamentale strumento di indagine e di controllo. Ad esempio non avremmo saputo dello scandalo di questi giorni alla clinica Santa Rita e i macellai avrebbero continuato a incidere, tagliare ed asportare senza troppi problemi.

In sostanza, come spiega Anonimo Italiano, verrebbero esclusi reati gravissimi o pene al di sotto dei 10 anni quali: soppressione, falsificazione o sottrazione di atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato, utilizzazione dei segreti di Stato, infedeltà in affari di Stato, associazione sovversiva, attentato contro i diritti politici del cittadino, cospirazione politica mediante associazione, banda armata, peculato, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, millantato credito, illecita concorrenza con minaccia o violenza, sequestro di persona, violenza privata, furto, rapina, estorsione, truffa, usura, associazione a delinquere…

La Lega, che inizialmente sembrava voler porre qualche freno a questo scempio, ha poi abbassato il crapone davanti al capo, sottoscrivendo l’accordo, come spiega Ghedini, l’avvocato di Berlusconi deputato del pdl che sta lavorando proprio su questo decreto. Per la serie, “il conflitto di interessi non sappiamo che cosa sia”.

La cosa più grave però è questa: il presidente del Consiglio ha infatti annunciato anche la volontà di punire con 3 o 5 anni di carcere i giornalisti che pubblicheranno il contenuto di intercettazioni telefoniche, mentre per ridurre a più miti consigli gli editori vorrebbe introdurre multe milionarie. Sarebbe il colpo finale ai pochi brandelli di informazione corretta rimasti in questo misero paese, dove tutto è possibile: una dittatura non troppo blanda insomma.

E in tutto questo, lo scomparso leader dell’opposizione cosa fa? Niente, sta li in silenzio a guardare. Il PD, in una completa fase post-disastro, si è trasformata in un’incredibile delusione per tutti quanti. Persino l’Economist ha criticato Veltroni, colpevole di essersi lasciato sfuggire una lunga serie di occasioni per mettere in seria difficoltà l’attuale governo. Sembra che faccia apposta, che abbia paura a dire certe cose. «Veltroni ha un’idea dell’opposizione che non appare assolutamente britannica», sottolinea la rivista; e Berlusconi non può che guadagnarci con la storia del “dialogo” ad ogni costo. Voglio semplicemente dire che tutte le scelte e le strade intraprese dal PD stanno portando a conseguenze disastrose: dagli accordi con Berlusconi per fare le riforme che non hanno funzionato in passato alla candidatura di Rutelli a Roma; dal “ma anche” a tutto il resto. L’unica risposta blanda data da Veltroni in merito a questa vicenda è che “non è una priorità per l’Italia”: grazie per avercelo detto, Walter.

Concludendo, non sono disposto a farmi prendere in giro come un pirla qualsiasi. Cioé non venirmi a dire che c’è in pericolo la mia privacy e quindi, levando le intercettazioni mi stai tutelando dai mostri cattivi. Questo è un provvedimento in favore dell’oligarchia del crimine. Punto e basta.

Ridatemi Mastella, vi prego.


La madre dei decretini è sempre incinta

giugno 6, 2008

//realityshow.blogosfere.it/

Povera Italia, che vergogna. Nelle scorse settimane se ne sono sentite un po’ di tutti i colori sul tentativo di salvare Rete 4 con un decreto ai limiti del ridicolo.

Incredibilmente però il decreto è stato bocciato, ma la maggioranza ha subito raccontato che il decreto verrà riformulato, giusto per farlo passare in qualche modo: rete 4 è una di quelle cose che “si devono fare per forza”. Ma a molti è probabilmente sfuggita una cosa incredibile, cioé il motivo per cui il decreto non è passato. In aula fra i banchi della maggioranza mancavano in cento. Cento. Ok, non mi scandalizzo anche se li paghiamo lo stesso. Un’ecatombe.

Alcuni presenti, lì proprio in missione per Silvio si sono arrabbiati. Le scuse accampate vanno dal “un attimo in bagno”, al “ero a casa col mal di pancia” o ancora “non mi funzionava il pulsante”. Certo, stavi premendo quello dell’autodistruzione, o al massimo quello dello sciacquone. Persino Silvio si è arrabbiato molto, ripercorrendo le gesta di questa figuraccia alla prima votazione che contava (per lui); ma non preoccupatevi, ha già pensato a riformare la Rai con una soluzione “innovativa”. Cosa c’entri in questo caso la Rai con Rete 4 non si capisce, ma tant’è.

Emilio Fede in merito ha affermato: “che il centrosinistra voglia favorire Europa 7 a scapito di Rete 4 non ci sono dubbi. E anzi ci sono motivi che non dico ma tutti sanno”. Cioé? Spiega come mai ti avevano cacciato dalla Rai ad esempio. Ma la sua ramanzina, dall’alto del suo servilismo, non si ferma qua: “il mio invito al Parlamento è un altro: piantatela, perché la gente non capisce e si aspetta dal Parlamento ben altre discussioni. Il Paese ha problemi davvero grandi e che, subito dopo l’insediamento, il governo debba subire l’assalto dei cani pastore abbruzzesi dà il voltastomaco”. A parte che “abbruzzesi” si scrive con una “b” e che Di pietro è molisano, ma la minaccia di Fede proprio ci mancava; sì perché se siamo al punto in cui Emilio Fede impone lezioni di stile e politica, la situazione è più che tragica.

Emilio tende poi il braccio sinistro: “questa faccenda è ridicola perché il digitale terrestre è per sua natura aperto a tutti. C’è spazio per tutti. E sono fiducioso che la cosa si risolverà perché per fortuna nel centrosinistra ci sono anche persone serie come Veltroni, che credo apprezzi la cultura del fare e del dialogo di questo governo, o D’Alema, che ha sempre riconosciuto che Mediaset è un bene inalienabile del Paese”. “Al massimo bisognerà che qualcuno regali una tv a Di Pietro. Sennò il pastore abbruzzese continuerà a volerci azzannare i polpacci tutti i giorni”. Sì ma spieghiamolo agli italiani, il problema non è Di Pietro o la sinistra, la questione è che la Corte Europea (ma non solo) ha condannato l’Italia a risolvere la questione, altrimenti pagherà, cioé pagheremo noi.

Forse Fede e i giornalisti più in generale dovrebbero spiegare perchè i cittadini di Napoli devono dire sì alle leggi senza proferire una parola, perchè gli statali devono essere trattati soltanto come parassiti, perchè tutti gli extracomunitari vengono equiparati a criminali pericolosi, mentre le aziende del leader del PDL, cioé il Presidente del consiglio di amministrazione della società Italia, devono invece essere salvate dallo Stato. In più lo Stato dovrebbe ignorare totalmente le sentenze giudiziarie e di conseguenza pagare con soldi pubblici un privilegio utile ad un solo uomo.

Paradossalmente dobbiamo pagare tutti a causa di una situazione di illegalità motivata dagli interessi privati di Berlusconi, che in teoria toglie l’ICI (non a tutti tra le altre cose), però ci appiopperà un’altra personalissima tassa. Purtroppo poi, l‘opinione pubblica non ci aiuta: l’unico messaggio che viene trasmesso è che torna prepotente l’antiberlusconismo, capeggiato dal cattivo giudice di Mani Pulite, e che ci sono problemi più urgenti da affrontare. E’ così che Fede diventa vittima.

Ci rimane però un grande alleato: il Tempo. Il pubblico televisivo negli ultimi 10-12 anni infatti è calato, e non troppo poco; la tv da troppo non ha più alcuna funzione culturale. A chi ci governa non importa se io è da anni che non vedo un tg per intero, che non ho mai guardato Vespa o Mentana e spendo pochissimo col cellulare, perché gran parte della popolazione, quella che poi decide le sorti del voto nel momento che conta…ce l’hanno sotto controllo. Gli imbastiti dalla tv.

Insomma in questo caso sono un pelino più fiducioso, perché probabilmente ci penserà il Tempo a spedire Rete 4 al cimitero. Obiettivamente…che cavolo c’è da vedere su Rete 4 (Chuck Norris a parte, lui tutto può!)? I nostri alleati si chiamano Internet e Convergenza.
Una grande fetta di pubblico, quello che interessa maggiormente alla pubblicità, la televisione non la guarda più da un bel po’. O comunque la guarda molto poco. Da quanto tempo infatti non si sente parlare di ascoltoni?

Perché fino ad ora, gli operatori pubblicitari fanno un po’ finta di niente. Ma i clienti, soprattutto quelli in difficoltà, cominciano a stufarsi. A quel punto forse, Rete4 ma anche Canale 5 e Italia Uno, un pochino se la faranno sotto. Volete una prova? Date una sbirciatina all’andamento delle azioni Mediaset negli ultimi tempi e vi renderete conto che qualcosa sta cambiando, Berlusconi a parte.

Questa sarà la vera rivoluzione, assieme a quella culturale e digitale. Lo spero tanto.
Perché un popolo ignorante si governa meglio, mooolto meglio.


L’Unica opposizione

maggio 15, 2008

Quindici anni dopo Mani Pulite, parlare di legalità e conflitto di interesse dentro l’assemblea legislativa è peggio che bestemmiare in chiesa. Sarà molto dura risalire la china.

Personalmente sono pienamente fiero di aver votato per l’unica vera opposizione ancora esistente nel nostro paese.

(Via Piero Ricca)


Piduisti senza limiti, mafiosi senza vergogna: la P2 bis ri-scende in campo

aprile 8, 2008

Se leggete il famoso “Piano di Rinascita democratica” della Loggia Massonica P2 (click qui o qui per una lista degli iscritti, tra cui voisapetechi), potrete incredibilmente notare moltissime similitudini con le azioni di governo e le dichiarazioni di certi personaggi:

Il cosiddetto piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione.
I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali onde
« …rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori »
. In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore scuola di
« …chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro…»

Prendiamo le dichiarazioni di oggi di due noti personaggi, di cui uno condannato a 9 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa (Dell’Utri) e l’altro…vabbé, mi sono anche un po’ stancato di ricordare quanto sia pericoloso.

15:56 Berlusconi: “Esami di sanità mentale per i pubblici ministeri”.
“Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale”. Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso di un comizio a Savona.

16:13 Dell’Utri: “Il mafioso Mangano? Un eroe”
“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, è morto per causa mia”, ha dichiarato il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in onda su YouTube. Dell’Utri ha rivelato: “Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E’ un eroe, a modo suo”.

16:16 Dell’Utri: “Se vinciamo, via dai libri di storia retorica Resistenza”
“I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione”. Lo ha detto il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in rete.

Ok, eviterò di commentare le affermazioni di oggi, ci sarebbero pagine da scrivere solo sulle stronzate dette. L’esame mentale lo farei so io a chi; poi perché non estenderlo ai politici, ai giornalisti, ecc…?
Comunque sia, colleghiamo le frasi alle decine di dichiarazioni in questi anni sulla separazione delle carriere dei magistrati, “al riordino dello stato in senso istituzionalistico, il ripristino di un’impostazione selettiva (forse classista) dei percorsi sociali, insomma – secondo molti – una svolta autoritaria”.

Come se non bastasse, il piano puntava all’abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una riforma della scuola – la Moratti?!?!?!), allo spostamento del Consiglio Superiore della Magistratura sotto il controllo dell’esecutivo (quindi i politici avrebbero in questo modo potere di controllo sui giudici, tirate una riga…!), a rompere l’unità sindacale, ad abolire il monopolio della Rai (troppo facile con 3 tv e 40 giornali e periodici), a mettere le mani sul controllo dei mass media (e quindi dell’opinione pubblica, della società e di conseguenza dei cittadini) acquisendo tv, quotidiani, gruppi editoriali, ecc…

Prendiamo anche la dichiarazione di oggi di Berlusconi sull’esame di sanità mentale dei pubblici ministeri e confrontiamolo con questo punto del piano di rinascita democratica. Incredibile vero? Per i piduisti quindi “la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati” e “la normativa per l’accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari)” sono due punti fondamentali ed urgenti, insieme al silenzio-consenso.

Caro lettore, perdonami se ti ho annoiato a sufficienza e se non sono stato troppo sintetico, ma potrei andare avanti con molte altre agghiaccianti somiglianze. Quotando il virgolettato sull’ipotetico ruolo da affidare alla stampa ad esempio, si scopre che «va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Il Giorno, Il Giornale, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Messaggero, Il Tempo, Roma, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: L’Europeo, L’Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV non va dimenticata.»

Insomma se avete voglia di andare avanti a farvi rodere il fegato e vi appassionate in un viaggio tra storia e politica, condito da un po’ di sane teorie di cospirazione, allore benvenuti, potete continuare a fare il gioco del “trova le differenze”.

Ecco perché io non voterò mai per dei mafiosi, per dei cospiratori, per dei piduisti, per dei corrotti, per dei bugiardi, per dei truffatori, per i cattivi
Forse è insito nella natura dell’italiano provare ammirazione per i banditi, per chi sta al di sopra della legge. Perché per ri-votare per la terza volta certa gente (per di più condannata!), i casi sono due: o si è ingenui (e di conseguenza stupidi, oserei dire, a questo punto) o si è disonesti. E io per natura non sono affatto disonesto. Sono solo un italiano…


The “brutta figura”

febbraio 4, 2008

//media.ft.com/

L’infelice titolo è ripreso sia dall’Herald Tribune che dal New York Times e si riferisce al probabile e triste ritorno di Berlusconi. Ebbene sì, da un articolo del Corriere decido di risalire a tutte le fonti citate nel pezzo per capire cosa effettivamente stiano scrivendo i maggiori quotidiani stranieri sulla vicenda Italia.

Vi do una rinfrescata se negli ultimi tempi siete stati in Tibet: la situazione generale italiana è davvero grave in questo momento; per esempio Fini, che a fine anno aveva rotto l’alleanza con Berlusconi presentandola come “un caso chiuso”, ora si è reinnamorato di Silvio, che aveva definito gli alleati degli “ectoplasmi” (forse ecto-plasmon è meglio); Casini uguale, tanto in Italia sono tutti stupidi e nessuno si ricorda cosa è accaduto il giorno prima; eccetera eccetera. Ecco quindi i consigli che ci danno e cosa ci prospettano gli amiconi al di fuori dei nostri confini sulle prossime elezioni politiche.

Il NY Times sembra prendere slancio nella sua analisi attingendo alle risposte di una fantomatica proprietaria di una boutique nell’antico centro di Roma, Silvia Tomassini, che definisce Berlusconi “arrogante” e troppo vecchio ma lei lo voterà perché “he cares for working people. Besides, she hates the other side.” E anche se “He’s not a person of class or culture, he’s better than the center-left”. Insomma, un’opinione come la sua ha molto senso (sono ironico) in Italia, ma non all’estero; risposte con controsensi del genere fanno soltanto sorridere i giornalisti.
Dopo la vittoria del 2001 “he promised something new: as an outsider and entrepreneur, he would bring action and hope to do-nothing politics” e dopo aver ricordato come al governo badi solo a risolvere le proprie questioni, come quella recente del falso in bilancio, si passa al probabile confronto con Veltroni alle prossime politiche.

Il Financial Times invece, dopo aver spiegato come “investire in Italia sia come guidare con il pedale del freno premuto”, non concepisce come a 71 anni, pur sembrando più giovane, uno degli uomini più ricchi del mondo, detentore dei maggiori media italiani, possa ancora ricevere così tanti consensi dopo 2 tentativi fallimentari e soprattutto dopo che «Much of parliament’s time was spent getting Mr Berlusconi and his cronies out of legal trouble. Only this week, a Milan court cleared him on charges related to the sale of a food conglomerate in the 1980s. The court said allegations of false accounting were no longer valid because a law passed by his government in 2002 redefined the offence. “If Berlusconi wins these elections, falsifying balance sheets will become a national sport”». Gli altri se lo chiedono, ce lo chiedono, noi invece ci passiamo sopra e amici come prima, non è successo niente. Ovviamente anche la sinistra ha le sue enormi colpe: un senior-official dell’ex-governo Prodi, «reflecting the anger of many on the left, he asked how it was possible that in the years when Mr Berlusconi was out of power, successive centre-left governments failed to defang him by passing laws to address conflicts of interest between holding public office and owning the media. “Berlusconi is a threat to democracy,” he fumed.» Insomma, dopo 2 anni la gente si è già dimenticata dei 5 passati e pensa che rivotandolo tutto si sistemi. Siamo un popolo patetico ed ignorante e non passa un giorno che ogni quotidiano straniero ce lo faccia presente.

Il noto Economist invece si chiede se l’Italia abbia ancora bisogno di Berlusconi, dopo aver avuto 16 primi ministri tra il 1981 ed il 2007, e ci ricorda come il nostro paese necessiti disperatamente “both stable government and painful economic reform. The question is how to get these things. In 2001 voters overwhelmingly backed Mr Berlusconi (rejecting this paper’s view that his chequered business history made him unfit to lead Italy). But he squandered his opportunity, using up political capital to protect his media interests and fend off judicial cases against him, and dithering over economic reform. After a disastrous term, he left behind his own “poison pill”: a law to change Italy’s electoral system back to one based largely on proportional representation”. Concludendo con un “POOR ITALY” (!!!) l’articolo dell’Economist spiega anche che “Mr Berlusconi has made clear that his first priority would again be to protect his own interests, by making it harder to use evidence from wiretapping in court cases. However successful he has been in business, he remains unfit for the job he covets. Poor Italy”. La barzelletta va avanti, qui non si bada né alla corruzione, né al pericolo che derivi da un personaggio simile al potere; basta vederlo sorridere, guardare su canale5 le soubrette con le tette fuori e sentirsi dire tutto il contrario di quello che si fa: l’italiano in questo modo è contento, felice di venire preso in giro alla luce del sole.

Non so se avete avuto la pazienza di leggervi l’articolo del Corriere e di confrontarlo con gli altri postati in inglese dei maggiori quotidiani mondiali; chiedetevi quindi se il titolo del corriere sia giusto ed azzeccato rispetto a cosa avete letto. Io credo di no, come al solito i giornalisti hanno tradotto secondo comodo.
L’economia va male, malissimo e c’è crisi. Da 50 anni sentiamo parlare ogni Governo che ci spiega come ci siano “riforme da fare”; regolarmente non vengono fatte. L’ennesimo ritorno di Berlusconi a cosa servirà? A distruggerci definitivamente: non solo la lotta all’evasione che ha portato nelle casse del fisco molti soldi verrà cancellata, restituendo ai lavoratori autonomi armi più affilate per evadere il fisco e pagare meno tasse possibili, per poter così dare colpa al governo precedente del fatto che i servizi pubblici, prosciugati di risorse, non funzionano. Ma non cambierà nulla, perché con questa legge elettorale i cittadini delegano il voto ai partiti, che scelgono per noi il candidato ideale. Non è democratico, non siamo democratici.

Tutto il resto, sono chiacchiere da Bar Italia o, se preferite, da Osteria Italia.


Depenalizzare il penalizzare

gennaio 30, 2008

Finalmente, dopo qualche anno, i conti tornano. In 5 minuti i giudici (che questa volta non saranno comunisti, prevenuti, ecc…) hanno assolto Silvio Berlusconi, annunciando tristemente che in Italia “il falso in bilancio non è più reato”. Festa a casa Dini.

Nel gennaio 2002 infatti, a tempo di record, l’allora ministro della giustizia Roberto Castelli ha varato un provvedimento secondo il quale il falso in bilancio farebbe parte di quella finanza creativa di cui parlava Tremonti. Tradotto in parole povere, se già pochi imprenditori o industriali pagano le tasse in modo corretto, ora potranno anche falsificare i bilanci a piacimento, tanto l’Italia è il paese dei furbi.

Non c’è da stare allegri insomma: nei processi in cui Berlusconi è stato riconosciuto colpevole e condannato con sentenza definitiva, si è salvato grazie ad amnistie, prescrizioni varie o, appunto, nuove leggi ad personam approvate dai suoi governi nel più assoluto silenzio. Tra i 22 procedimenti giudiziari a suo carico, in corso rimangono le indagini sui diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita; rinvio a giudizio per tangenti a David Mills, corruzione giudiziaria; rinvio a giudizio per corruzione (quando ha raccomandato attrici in RAI e ha “tentato” di comprare senatori). Ma state tranquilli, tra indulto e stato delle cose non credo che Berlusconi verrà mai incriminato per qualcosa.

È come se un assassino non venisse condannato perché l’omicidio non è più reato, per usare una metafora. Tutto questo accade realmente in Italia, il paese dei balocchi, del fregare il prossimo oggi ed essere fregati domani, dei Mastella, della tv, di Berlusconi, della pizza, della mafia e del vaffanculo a prescindere.

L’incolmabile distanza tra la politica e i cittadini

gennaio 24, 2008

Il caso Mastella ha condotto a molte, moltissime riflessioni. Non solo sul piano politico e giudiziario, ma anche sul piano umano.
Si stava discutendo sull’aumento del contratto dei metalmeccanici che forse avrebbero ottenuto qualcosa ed era giunto il tempo in cui i precari forse cominciavano ad intravedere che qualcosa potevano riscuotere, politicamente e legislativamente parlando. Ora toccava a noi, era arrivato il momento in cui i cambiamenti in tema lavoro dovevano venire affrontati. L’ultima spiaggia insomma.

Mastella, non sapendo niente di niente di tutto questo, se non a parole come tutti i politici, se ne è beatamente sbattuto le palle: l’altro ieri garantiva la fiducia al governo, ieri garantiva la fiducia esterna, il giorno dopo va da Vespa travestito da martire col suo 0,7% ad aprire la crisi di Governo e domani si alleerà con Berlusconi, che senza ritegno raccatta su il raccatabile, promettendogli magari immunità contro le toghe rosse.
Una cosa vorrei sottolineare al di là di tutto e del Prodi di questi giorni: il fatto che il Governo, pur dimostrando una certa solidarietà istituzionale a Mastella (che comunque alla fine si è fatto i cazzacci suoi alla faccia della crisi economica e sociale italiana), ha dimostrato e garantito la totale indipendenza della magistratura. Non si sono permessi di fare come qualcuno di nostra conoscenza: la separazione dei poteri è imprescindibile, altrimenti ci troveremmo in un regime piduista-berlusconiano.

Si andrà al voto, sì, ma con questa legge elettorale schifosa fatta da chi era interessato solamente a farsi rieleggere ad ogni costo, la situazione di instabilità sarà più o meno la stessa (al Senato); il problema è che tornerà Berlusconi dopo i 5 anni più bui della storia italiana recente e in un periodo come questo, in cui il ceto medio ha sempre meno soldi da spendere, la destra al governo è la cosa più sbagliata che ci sia. Sarei felicissimo se nessuno andasse a votare, ma in realtà assisteremo al canonico teatrino pre-elezioni insieme a tutto il resto, dati e statistiche inventate comprese.


Tutti gli uomini del Presente

gennaio 19, 2008

//www.bloo.it//gallery.panorama.it///sthfree.files.wordpress.com/

Il periodo quotato qui sotto, detto in un altro paese, basterebbe per allontanare da tutto ciò che è cosa pubblica la persona che lo ha pronunciato. In Italia invece, se è un piduista a dirlo, viene riportato dai media mainstream.

Ieri Mastella, oggi Cuffaro”, ha commentato Silvio Berlusconi, ribadendo che serve “un risanamento di tutto l’ambito giudiziario”. “Credo che gli italiani esprimano già con i numeri dei sondaggi – ha aggiunto – che siamo nella piena patologia e che c’è da fare un risanamento di tutto l’ambito giudiziario molto in profondità.

Collusi, ma non mafiosi. Mafiosi, ma non collusi. I loro metodi e le loro parole sono ciò che più anti-democratico ci sia, però non si capisce.
Non si capisce perché indagati, processati e non, condannati…in carcere non ci finiscano. E ci si chiede come possano arrivare i quotidiani a scrivere giochi di parole che suonano di presa per il culo come “il presidente della Sicilia riconosciuto colpevole di favoreggiamento ma non di aver avvantaggiato Cosa Nostra”. Sì, Cosa Nostra con le lettere maiuscole, come se fosse una s.p.a., un’istituzione, un made in Italy di cui fregiarsi. Probabilmente è proprio perché è “made in Italy” che è “cosa nostra”.

Sono tutti uguali, sono nati, cresciuti e caduti dalla stessa pianta. Da Cuffaro che afferma, autoconvincendosi soltanto dopo una sentenza dei giudici che fino al giorno prima insultava, “sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro”. Lui rimane li, votato da tantissimi siciliani mentalmente collusi come lui; se lo voti sei complice. Il partito dei difensori della famiglia – l’UDC – è orgoglioso, per questo si limita a non dire niente.

Poi c’è Mastella, per cui le “raccomandazioni” sono più che lecite (basta ascoltare le interviste sdoganate in questi giorni ai compaesani dell’ex-ministro per rendersi conto di cosa parlo): se eri cugino della nuora della figlia della bisnonna di quarto grado, sicuramente eri un dirigente Udeur insomma. Ma a lui tutto è permesso, perché “sceglie la famiglia” e perché “è un uomo di fede”. E poi trovare le copie de “Il Foglio” dopo questi duri attacchi laicisti è sempre dura.

Infine viene Berlusconi, l’eroe di mille battaglie, che alla notizia di essere stato rinviato a giudizio ha risposto con un sondaggio, ricordando per la 1.389a volta che questo governo (prima o poi..) cadrà e che si andrà a votare presto. Quindi non ha risposto, se non per spiegarci come il piano di rinascita piduista dovrebbe venire attuato sulla magistratura e non solo.

A quanto sembra, la nostra depressione (ci arrabbiamo e ci incazziamo, ma alla fine non facciamo un bel cazzo per non fargli fare queste cose) potrebbe “essere risollevata solo da una vittoria agli Europei di calcio”. O, aggiungo io, dall vittoria della Coppa Campioni da parte dell’Inter (sono interista, capitemi).
Siamo senza speranze. A meno che avete voglia di abbandonare la nave quando è da anni che sta affondando negli infiniti abissi della disumanità.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.