Relight Mylano

dicembre 15, 2008

In tempi come questi ci sarebbe bisogno di un po’ di austerity. Del resto siamo in crisi economica, si parla di recessione e la gggente al tg – intervistata – dice che a Natale spenderà meno. E se lo dice la tv, alla fin fine uno ci può anche credere.
Va a finire che ci si aspetta qualche esempio anche dai comuni e dalle città, che mandino un segnale di responsabilità e maturità alle persone.

Questo ovviamente non è il caso del comune di Milano. Anche quest’anno la giunta di ciellina di centro-destra si è distinta per un’altra particolarità, oltre che per litigi, decisioni incomprensibili e polemiche demenziali.
Sì perché questa città è governata ormai da non so quanto da questa giunta e da non so quanto infatti, Milano è diventata solo ed esclusivamente un posto che le persone vedono come luogo triste in cui lavorare, non vivere.

Fin qui niente di nuovo, direte voi. “Se lavura, chi a Milan”. Già ma una riqualificazione dell’immagine di Milano non sarebbe poi così male (specialmente in vista del fantomatico Expò del 2015). E qui veniamo allo scempio; sì perché con la scusa del Natale, delle Feste e del consumismo fetish-farlocco, quello dei negozi iper-addobbati ma pur sempre vuoti (chiedere ad amici commessi per credere), la giunta in ottobre aveva deciso di quintuplicare i fondi per le luminarie natalizie.

Da 200 mila euro si è passati a ben 1 milione di euro. Ottocento mila euro in più rispetto all’anno scorso. Ora, non voglio fare populismo di bassa levatura, ma tenderei a far notare – ai milanesi soprattutto – che per tre settimane (un mese, se preferite), la città è diventata una taroccata totale, visto che nel giro di pochi metri e poche vie ci sono stili diversi, colori differenti; tutto un po’ a caso, un po’ qua e un po’ là.

L’importante è il messaggio cristiano, cioé quello secondo il quale la festa più importante dell’anno si avvicina, quindi siate allegri, siate buonisti che è Natale, e spendete più che potete: siamo pur sempre nell’era dell’ottimismo.

“Un pot pourri alla milanese di luci frammentate e disomogenee, senza un progetto unitario, un´idea comune”. Come se non bastasse i negozianti, in aggiunta ai soldi del Comune, nelle vie più note ed affollate spenderanno un milione e mezzo di euro per altri addobbi.
Problema estetico e di inquinamento luminoso a parte, pensandoci bene, con tutti questi soldi (bruciati per 4 sole settimane, tenetelo ben presente) si poteva per esempio:

  • comprare dei tram nuovi;
  • mettere panelli fotovoltaici sopra ad un scuola;
  • comprare macchinari per l’ospedale; aiutare economicamente molte famiglie o molti giovani milanesi;
  • costruire una pista ciclabile di 10 km;
  • restaurare palazzi;
  • sistemare un università;
  • mettere pannelli solari sopra una scuola;
  • pagare la benzina delle volanti per un anno;
  • mettere i doppi vetri negli edifici pubblici, installare lampadine a basso consumo;
  • eccetera, aggiungete voi.
  • Non ve ne frega niente dei soldi? Pensate all’ambiente almeno. Cioé io sto qui a fare la raccolta differenziata con impegno, pago profumatamente la pattumiera, la bolletta della luce e tutto il resto. Ho lampadine a basso consumo, spengo sempre le luci che non utilizzo, la tv, uso l’acqua con oculatezza. E voi invece? Brindate allo spreco. E invece di comprare qualche tram nuovo, visto che ogni volta che se ne prende uno si è stipati come le mosche su un cumulo di letame, con 800 mila euro (!), ne addobbate tre vecchi per trasformarli in fenomeni da baraccone.

    Già si vedono ovunque fili e lampadine pendere dagli alberi, con centraline abbarbicate ai tronchi, figli di un amplesso elettrico che, kitsch a parte, rende l’atmosfera natalizia davvero opprimente ed insopportabile. Col rischio che se un barbone si mette a fare la pipì su una centralina, salti in aria tutto quanto.

    Anche a Milano il Natale, quando arriva arriva. Ma è in questi casi che la metafora che suggerisce la città industriale, quella che a detta di tutti è la locomotiva economica dell’Italia, fa trasparire la finzione di un sistema che avrà ancora poca vita.
    E quando ce ne accorgeremo, sarà sempre troppo tardi per spegnere una luce che sta acciecando le nostre menti e riaccenderne tante che le tengano sveglie.


    Una vita da mediani

    settembre 26, 2008

    Ieri sono stato per l’ennesima volta a Milano, in centro, a dare l’ennesimo esame della mia vita. Ho provato a uscire dal guscio in cui mi trovavo, guardando da fuori la vita di una normale quotidianità produttiva milanese.

    Non è la prima volta che lo faccio, intendiamoci: ormai vedere Milano solo per certi motivi e di corsa, mi fa venire la nausea. Ho realizzato una volta di più che la vita “normale” di milioni di persone fa schifo. Essere liberi e vivere davvero la vita per me è tutta un’altra cosa.

    Parti al mattino, presto, ti spari l’infinita coda in macchina tra clacsonate, uomini che leggono il giornale e donne che si truccano o prendi il treno di corsa, in piedi e stipato in vagoni sporchi, molto caldi (perché sui mezzi non c’è inverno o estate che tenga), puzzolenti e dove le persone sono compresse ascella contro ascella o alitata contro alitata. Poi c’è la metropolitana, con il plotone di persone che marciano dalla fermata della stazione del treno alla banchina da cui infilarsi nella metro.

    Si aprono le porte del vagone e fuoriesce la morte, impersonificata sottoforma di molecole di non-ossigeno. Posto in piedi e spazi vitali belli compressi, per carità: respirare di questi tempi è un lusso, fortuna che sono alto e un filo d’aria al di sopra di quella biosfera di odori e sapori rivoltanti che si va a creare dopo 5 secondi di vagone chiuso riesco ancora a trovarlo. Passata una mezz’ora per poche fermate – visti i tempi biblici di risalita della gente e chiusura delle porte a mo’ di ghigliottina – dove sei già stato fortunato se non hai perso l’uso dell’udito, dato il rumore del mezzo, scendi, finalmente, spintonando e chiedendo permesso a priori, mettendo in conto di schiacciare piedi, rischiare scippaggi vari o occhiatacce – per non dire insulti – da parte di donne bruttine che fingono di aver sentito la tua mano morta poggiarsi sulle loro cellulitiche chiappone, che altro non han visto se non una sedia che non le contiene.

    Se ti va bene non piove e non devi prendere altri mezzi, quindi ti aspettano una decina di minuti a piedi prima di arrivare alla meta. Dopo un’ora, un’odiosa ora e mezza per fare pochi km in linea d’aria, ci sei e sei già stressato, pezzato, stronzo e corroso da un contesto che tutto è fuorché user-friendly.

    Poi l’ufficio e i suoi problemi, l’università o quello che vi pare. Passa una giornata che non te ne accorgi, come se fossimo collocati in un continuum spazio-tempo di un’altra dimensione. Se va bene esci che sono le 18.30, se va male non vai a casa più, roba che fai prima a dormire sulla fotocopiatrice, stando attento a non farla partire.

    Successivamente ricomincia il viaggio della speranza, quello del ritorno; se capita come ieri, per fare una – e dico una, diamine – fermata, ci metti un quarto d’ora, perché il treno è strapieno e ha problemi, roba che non potresti resistere per più di un minuto senza mascherina dell’ossigeno. Ti verrebbe voglia di tirare il freno di emergenza e suicidare tutti quelli intorno a te sotto i binari, ma non lo fai…semplicemente perché non riesci a muoverti.

    Riscendi e ti fai schifo da solo: la pezzata ha contagiato maglietta/camicia, maglioncino/giacca e se ti va male che non hai levato il giubbetto sono guai. Arrivi a casa circa alle 20, ma prima vorresti passare dalla sede dei Ghostbusters per farti disinfettare con una leccata da Slimer. Ma no, non c’è tempo.

    Doccia, poi cena e sono le 21.30. Hai ancora 3 ore per vivere ma cazzo, accendi la tv e c’è Distretto di Polizia e se ti va un po’ meglio una prima serata con Carlo Conti o Pippo Baudo. Spegni la tv e vuoi uscire con gli amici, ma fai presto e occhio al portafoglio, che ormai una media costa quanto un pieno per il mio scooter di qualche anno fa.

    Sei stanco, stanchissimo, e anche i tuoi amici lo sono, quindi alla fine non esci, perché sei già col pigiama dai pantaloni a forma di Aladdin e le ciabatte a testa di animale, che se ti suda il piede li dentro, Dio solo sa cosa succede quando le sfili.

    Che fai, a questo punto? Se sei single, dopo aver scanalato su canale 5 e aver visto le veline di striscia, passi al pc, seguendo una parabola simile a questa: Repubblica, Gazzetta dello Sport, blog di Suzukimaruti, blog di Pietro Izzo, metti-il-blog-di-un-nome-che-vuoi e…Pornotube (o Red Tube, ecc…). Pacchetto di fazzoletti alla mano, strizzi il collo al serpente, che da troppo tempo non vede una tana in cui rifugiarsi.

    Se invece hai una fidanzata o peggio, una moglie, le lanci uno sguardo tipo Hannibal the Cannibal e la spingi, letteralmente, con spallate e colpi da auto-scontro, verso il letto, sperando che abbia voglia di fare l’Amore; peccato che appena la sdrai sul letto, nel tempo che ci impieghi a cambiare lato e sederti, lei già russa emettendo diversi cambi di tonalità. Sconsolato, ripensi ai tempi in cui ogni sera potevi permetterti il lusso di fare sesso con una ragazza diversa dall’altra; poi però ti svegli e ti accorgi che era un sogno nel sogno.

    Assonnato, ti giri dall’altra parte e guardi le ore: sono le 6.50, 10 fottutissimi e fastidiosissimi minuti prima che suoni la sveglia.
    Ed è già un altro giorno. Un altro giorno da non vivere.


    Girls Get Drunk: mescolate tante geek con altrettanto alcol e servitele con un contorno di glamour

    giugno 23, 2008

    Funkyprofessor e Suzukimaruti
    1) I primi sintomi…

    Dunque più o meno le cose stanno così: quando vieni invitato ad una girl geek dinner, non sai mai cosa aspettarti. O meglio, ti preoccupi più che altro di vestirti bene, elegante per l’occasione, di comportarti come si deve e fare quello educato in vena di convenevoli con tutti.
    Sbagliato. Per essere precisi, questa regola vale per la prima mezz’ora, lasso temporale in cui la maggioranza delle donzelle presenti ed i loro accompagnatori, ancora sobri, riescono a costruire discorsi di senso compiuto, senza sbiascicare 15 parole su 10.

    Un po’ di serietà. Mezz’ora, tre quarti d’ora, non di più; il tempo di assistere alla chiacchierata del team 500 e di mangiare più in fretta possibile tutti gli stuzzichini prima che il sottoscritto arrivi sul posto, sia mai che riesca a berci sopra con qualche cosa nello stomaco: non ci sarebbe gusto e la sbronza sarebbe troppo lieve e passeggera. Insomma, non so bene cos’abbiano detto quelli della Fiat, che la stanza era piena, in compenso so più o meno cos’hanno bevuto tutti i presenti. Già, perché ho assaggiato tutti i cocktails.

    Comportarsi secondo etichetta. Ad un certo punto siamo saliti tutti al primo piano, e lì siamo rimasti per ore. Subito scopro che la tua etichetta adesiva sarà croce o delizia della tua personalissima serata; il mio nome infatti era taggato con un conturbante “demo con limitazioni”, grazie ad una bast… simpaticissima ragazzotta…e infatti tutti coloro che ancora non mi conoscono e leggono il cartellino, subito mi guardano con faccia alquanto perplessa. Quindi perché rovinare le loro attese?

    Sticazzi, veniamo al sodo precà. Ok, lo ammetto. Avere l’onore di essere invitati ad un evento in cui si è circondati da decine di donne “messe giù da corsa” e i maschietti si contano sulle dita di una mano è semplicemente fantastico. Cioé personalmente in mezzo alle donne sto benissimo, specialmente quando ci bevono sopra… Escono delle perle che voi nemmeno vi immaginate, altro che “in vino veritas”.

    La festa della donna. Per rendere l’idea, durante la serata ho anche vissuto un’esperienza incredibile: sono stato in ascensore con altre 5-6 donne (non faccio i nomi che saranno fidanzate, sposate, ninfomani, ecc…), ed eravamo molto stretti, tipo che non potevo muovermi. E’ triste ma devo ammetterlo, anche se fatico a trovare le parole…insomma, ecco…mi hanno toccato un po’ ovunque e io mi sentivo lì, solo, indifeso: mi è piaciuto un sacco. Poi, vi sembrerà strano, ma quando le geeks sono uscite dall’ascensore hanno chiesto tutte una sigaretta… (ok, insultatemi pure per questo paragrafetto).

    Blogosfera 3000 Express, gratta qui e scopri cosa c’è sotto. Se hai avuto la pazienza di leggere sin qui, tranquillizzati, hai fatto bene. Come già sai (se hai letto altri miei imbarazzanti resoconti), devo farti annusare un po’ tutta la serata con contesto annesso, altrimenti non c’è gusto. Quindi sì, ora ripagherò la tua attesa regalandoti pilloloni di gossip catalogato per donna, con voto annesso. Roba che se per sbaglio scelgo la parola sbagliata, mi ritrovo la macchina rigata, incisa col link della geek di turno offesa.

    Funkyprofessor e Suzukimaruti
    2) …gli effetti collaterali…

    Marilù, voto 8. Sin dall’inizio della serata non si scompone più di tanto, ma il voto sarebbe stato più alto se non mi avesse “taggato” malignamente… Beve e conversa un po’ con tutti e da ubriaca, in inglese con Amanda Lorenzani. Spesso riprende, richiamando all’ordine, me o altri malcapitati (notare la faccia di LK), che le danno retta, giusto perché è sbronza. Un’altra pecca: è stata l’unica che non ha tentato (o osato) l’approccio con il barista, come spiegherò più avanti, dimostrandosi imperturbabile. GRANITICA.

    Aurora, voto 9. L’unica che supporta il mio taglio di capelli (seee!!!) e già per questo si merita il votone. Spesso la trovo li a parlare con chiunque, con sguardo un po’ perso, ma il bicchiere sempre ben saldo in mano; le uniche interruzioni sono le mie, quando arrivo armato di cannuccia per aspirarle più cocktails possibili. Al massimo le chiedo il suo livello di sbronza da 1 a 10 e mi risponde con un timido “sei”: la definitiva prova che era davvero ubriaca. Ma chi vuoi prendere in giro, Auro? SCALPITANTE.

    PippaWilson, voto 8,5. Non ci siamo conosciuti fino a metà serata (dopo che abbiamo scoperto le nostre identità), ma da quel momento sono faville: ci abbracciamo e ce la beviamo su come se fossimo amici di vecchia data (dopotutto chi, se non una che si chiama “PippaWilson“, poteva andare perfettamente d’accordo con me?). Ci scambiamo vari dati personali, probabilmente anche i numeri di codice fiscale dei cugini di secondo grado. Potrebbero sempre servire e quando sei sbronza va bene tutto, specialmente la “carne giovane”. BUONGUSTAIA.

    Domitilla Ferrari, voto 9,5. Simpaticissima, mi si presenta ad un certo punto ed io, famoso per non ricordarmi manco un nome, subito faccio una figuraccia colossale credendo di avere ben in mente il suo twitter. Possiede anche lei la capacità di regalare espressioni mirabolanti, tanto che nelle foto con me recita delle pose da dio. Sfotte abilmente sia Suzukimaruti che il sottoscritto e caparbiamente incassiamo felici. SCATENATA.

    Elena (di Sketchin), voto 9. L’ho intravista un po’ per tutta la serata, ma purtroppo ho potuto conoscerla solo nel momento in cui stava fuggendo via: mi avrebbe fatto piacere scambiare qualcosa in più che 2 parole con lei, sarà per la prossima volta. E’ la fedele compare di Lyonora, una delle famose “Sketchin’Angels”. Un tempo faceva l’attrice, poi però ha preferito darsi al web 2.0…con ottimi risultati. HOUDINI.

    Mariela De Marchi, voto 10. La fotografa ufficiale della serata, della serie “prima di vedere la mia faccia dovrai passare attraverso il mio obbiettivo”. Anche lei riesce con facilità disarmante a catturare svariate pose compromettenti e, caritatevole, accetta di non pubblicare certi soggetti difficili da immortalare. ISPIRATA.

    Lyonora, voto 9. Con pazienza mi sopporta mentre intrattengo con lei, palesemente alticcio, un discorso serio sulle nostre esperienze universitarie. Ora, non so bene cosa ti abbia detto Lyonora, ma le tue foto mi piacciono davvero, credimi. Detto questo, purtroppo anche con lei ho parlato poco, sarà una caratteristica delle Sketchin’ Angels… Hanno la capacità di apparire e scomparire a piacimento, è una facoltà che si impara solo in Svizzera… LUCCICANTE.

    Daniela, voto 8. La mia blogger-clone versione donna giunge in quel di Milano in treno, bullandosi di non essere più tanto precaria…ed io la punisco fregandole un po’ di cocktail con la solita mossa della cannuccia. Cerca di eludere l’obbiettivo, ma va a finire che qualcuno la frega prima che lei se ne accorga. ACROBATA.

    RedPill, voto 8,5. Non me ne voglia Kurai, ma ogni volta che vedo RedPill sorridere mi si apre il cuore: RedPill riesce a trasmettere felicità solo guardandola. Giuro. Con Kurai, come avevo già spiegato, formano la coppia più bella del web 2.0; io ancora però, la famosa pillola rossa che dovrebbe trasformare chi la inghiotte in un manga non l’ho ancora vista. PREZIOSA.

    Sednonsatiata e Fraaaa, voto 7,5. Si fa trovare all’entrata per sparare foto - insieme alla Fraaa, compare da cui non si separerà - agli inermi invitati, ma si stancherà presto; preferisce, giustamente, sfottere LastKnight per le particolarissime foto che riesce a scattare. Per sicurezza, la Fraaaa spettegola un po’ con lei sugli invitati e secondo me un po’ fanno bene. IMPLACABILI.

    Barista, voto 4. Mettiamola così: c’era un barista vestito un po’ meglio rispetto agli altri con la divisa ufficiale e un buon numero di donne tra le più scostumate (Marilù, Aurora, PippaWilson, ecc…), subito l’hanno preso d’assalto come obiettivo principale, anche se secondo me, c’era decisamente di meglio. Sarà il fascino della non-divisa, vai a capirle te ste donne. Sta di fatto che questo non se le è cagate manco di striscio. Comincio a pensare che il motivo per cui mi abbia accompagnato in bagno sia collegato con questo suo rifiuto. ORIGINALE.

    Marco Zamperini, voto 9,5. Grazie al prestigio di cui dispone può auto-invitarsi e presentarsi la sera stessa dell’evento e misteriosamente, ebbene sì, dispone anche del cartellino con il suo nome. Dopo i classici convenevoli, comincia a carburare, lanciandosi in prestigiose danze alla moda. Se per caso passi vicino a lui, ti acchiappa e ti presenta un po’ a tutti e il suo potere ti influenza così tanto che la pelle cambia misteriosamente colore (?). Lo ha promesso, quando si ritirerà, un giorno, erediterò tutto il prestigio di cui dispone. CAPITAN VENTOSA.

    Suzukimaruti, voto 9,5. Meno male che c’era Enrico, stanco e sfiancato dopo una settimana di lavoro. Quale miglior vitamina per ricaricarsi, che un po’ di alcol misto a donne con una spruzzatina di sonounprecario a piccole dosi? So già cosa mi risponderesti a questa domanda, caro Enrico. Ma sono educato e non lo scrivo ad alta voce. Che di consigli me ne hai già dati abbastanza… PROVVIDENZA.

    Kurai, voto 9. E’ sempre piacevolissimo incontrare Federico e scambiare 4 chiacchiere con lui. Diciamo che probabilmente era l’unico blogger di un certo livello che ha mantenuto un certo decoro. Non so se ha fatto il bravo proprio perché c’era anche RedPill, ma sta di fatto che una fotografia lo tradisce: stava proprio controllando che intorno a RedPill fosse tutto a posto. TRATTENUTO.

    GGD Team, voto 10 e lode. Era la mia prima GGD ed è riuscito tutto splendidamente bene, dalla location alla piacevole atmosfera che si bev… respirava. Parlando con Sara e Lalui, anche loro si sono dispiaciute per non aver potuto praticamente assaggiare nulla, ma tranquille ragazze, non era colpa vostra: dovete sapere che chi arriva prima si spazzola tutto alla facciazza degli sciagurati che si fanno sempre attendere. Quindi GRAZIE della bella serata a tutto il team. COLOSSI.

    Diletta (l’intervistatrice), voto quanto ti pare. Non l’ho conosciuta, che io non sono famoso e mica vengono a intervistarmi. Però, semplicemente…intervistami tutto. BRILLANTE.

    Amanda Lorenzani, voto N.C. L’ho conosciuta insieme a Marilu, ma viene difficile parlarle senza distrarsi… E’ “troppo” anche per i primi 3 della classifica di BlogBabel, Beppe Grillo compreso: lei è proprio di un altro pianeta. Esiste una remota possibilità che lei possa invitare un normale blogger ad una GGD? Ebbene no. E poi è sposatissima, quindi non fate pensieri strani. EXTRATERRESTRE.

    Funkyprofessor e Suzukimaruti
    3) …non c’è più niente da fare…

    Come noterete, il mio auto-voto non è presente, al massimo me lo darete voi, impietose come siete. Comunque sia, la serata per me è stata produttiva, ho scoperto come davvero si fanno i bambini per esempio.
    Alla prossima GGD abbiate pietà di me e reinvitatemi: prometto che farò il bravo e vi farò fare bella figura.
    O al massimo sarò il vostro compagno di sbronza preferito.


    Siamo tutti Ma.tt

    maggio 9, 2008

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    E’ giunta l’ora anche dell’iWordCamp, finalmente. Domani infatti a Milano tornerà un Barcamp con una guest star d’eccezione: Matt Mullenweg (nella foto in alto), nuovo fidanzato di Marilù (ma lui ancora non lo sa) e godfather supremo di WordPress.

    Finalmente giocherò “in casa” in occasione del mio secondo Barcamp, ed oltre a rivedere con immenso piacere brutti ceffi quali Daniele Salamina, Marco Zamperini, Napolux, Giovanni, Luca, ecc…, conoscerò tantissimi blogger che magari leggo o con cui mi rapporto everyday su twitter ma che non ho mai visto in faccia. E ci farò la foto assieme, entusiasta come una fan qualsiasi di Nino D’Angelo.

    Ok, finiti i convenevoli e i “pucci-pucci”, passerò ad elencare la lista dei presenti di domani che mi stanno sulle p…vi confesserò una cosa interessantissima: sarò li al Barcamp, in quell’Old Fashion che un tempo mi vedeva protagonista di seratone trasgressive, hot e glam tipo quelle dello storico giovedì sera, dalle 11.00 a circa le 15.00 (informazione che do per le solite schiere di fan che attenderanno il mio arrivo, mi riferisco per esempio ad anonimoitaliano e a lei), che questo weekend sono impegnatissimo. Sticazzi, direbbe Stefigno, con cui domani farò due una cifra di chiacchiere.

    Sì, avete intuito che in questo post mi piace parlare gggiòvane, ma dopotutto saremo all’Old Fashion e non escludo che la cosa si trasformi in una seratona disco, roba da vedere blogger tipo xlthlx e Fedmor sui cubi a ballare con gli strobo che ci fanno sbarluccicare gli occhietti.

    Quindi vedete di venire già lavati e mangiati, non facciamo brutta figura con chi ha permesso che io scrivessi post come questi in modo pressoché elementare. E non dimenticatevi macchine fotografiche e portatili, giusto per intrattenere un po’ quegli ‘sfigatoni’ di twitter.
    Che a farvi entrare in lista (dovete essere linkati dal p.r. per entrare, sciocchini!) e nel privé con boccia di Cristal annessa, ci penso io.


    Wi-Fi con l’ajunta

    ottobre 24, 2007

    Da notebook.cz

    Entro il 2015 tutta la città di Milano dovrebbe essere covered da una connessione Wi-Fi, non si sa bene come e perché. Sta di fatto che “Milano Wireless” partirà con la copertura del Parco Sempione; da li sarà infatti possibile collegarsi gratuitamente.

    I primi luoghi milanesi a vedere la realizzazione di una connessione wi-fi dovrebbero essere quindi i parchi cittadini, ma vi do un consiglio: la sera state a casa se dovete usare Internet, altrimenti rischierete di trovarvi costretti, tra uno stupro e l’altro, a twitterare in diretta eventi criminali.

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