Egoismo Generazionale

novembre 5, 2007

La mia è una generazione caratterizzata dal “poco” e dal “troppo”: poche speranze troppo grandi, poco futuro troppo distante, pochi soldi… Una generazione strana, cresciuta con certi modelli, con certi valori, in entrambe i casi pochi e negativi.
I precari italiani stimati, senza contare chi lavora in nero o chi lo è perché ha la possibilità di lavorare soltanto saltuariamente sono almeno 2 milioni, un numero simile a quello degli altri paesi europei. Ma c’è un enorme problema di fondo: in Italia non esistono i cosiddetti ammortizzatori sociali e tra una disoccupazione e l’altra, il precario medio non vede un euro e non ha nessun tipo di vantaggio sociale, nonostante quando lavora è costretto a guadagnare pochissimo, grazie alla legge Maroni (o legge 30, chiamiamola col nome vero). Che sì, poteva aiutare molti giovani ad entrare nel mondo del lavoro, facendo esperienza ma accanto a questa legge forse andavano pensati questi simpatici ammortizzatori sociali. Parlando di welfare infatti siamo rimasti molto indietro se solo guardiamo agli altri paesi europei; basti pensare a paesi come Francia o Spagna in cui esistono ad esempio “fondi comuni”, piccole garanzie e tanti altri tipi di vie per aiutare i più deboli ma non per forza più stupidi.
L’attuale e circense governo di democristiano centro-sinistra aveva stilato un programma e in questo fantomatico programma aveva promesso “il superamento della legge 30″, speranza vanificata dopo la sottoscrizione del famigerato protocollo sul welfare, che ancora una volta di più ha rettificato la legge Maroni e ci ha reso una generazione tradita. Ma da chi? Certo, dai politici vecchi, che pensano a soluzioni temporanee per la loro esclusiva vecchiaia e che quindi non sono in grado di pensare al futuro di un paese vecchio con dei cambiamenti utili ai giovani e quindi alla nazione stessa, ma anche da persone a noi molto vicine. Zombie? Alieni? Niente di tutto questo.
Parlo dei nostri genitori, dei nostri nonni o di chi è andato in pensione da poco. Sì perché con lo scalone ora in pensione moltissimi andranno a 58 anni e non più a 60, una mossa geniale considerato le disastrose casse del fisco che si perpetuano dagli allegri governi craxiani e democristiani in poi, in un gioco di scaricabarili senza fine. Quanto costa questo cambiamento? 7,4 miliardi di euro. Ma da chi saranno pagati questi bei soldoni? Semplice, dai precari moderni, dai lavoratori che sono felici di essere apostrofati come flessibili. La dimostrazione sta nel testo del protocollo: i soldi saranno presi “dagli enti previdenziali”, “dall’aumento di aliquote contributive per gestione separata parasubordinati” e “parasubordinati non esclusivi”; tradotto in volgare significa che i precari pagheranno le pensioni baby dei parassiti che andranno in pensione a 58 anni.

Se non avete voglia di leggere i miei ragionamenti è spiegato tutto qui, nel video-servizio realizzato dall’ottimo Sortino per le Iene (consiglio vivamente la visione). Dispiace che cose di questo genere vengano trattate da programmi di intrattenimento (in seconda serata) come questo e non dalle patetiche e non-serie trasmissioni di approfondimento, ma cosi è se vi pare. “Ma cavolo sonounprecario, chi ci difende a noi precari?” La risposta è “non lo so, però secondo me superman e batman esistono, quindi confido nei supereroi”. Nel senso che sarà un caso, ma i sindacati difendono chi rappresentano, cioé i vecchi: più della metà degli odierni iscritti ai sindacati infatti è già in pensione. Una volta di più vi dico che siamo un paese vecchio, governato da vecchi che prendono decisione per i vecchi, perché rappresentano i vecchi.
Quindi la colpa è anche un po’ nostra che ci disinteressiamo di tante cose, pensando che siano ancora troppo lontane da noi per considerarle. Abbiamo il terzo peggior debito pubblico, non ci sono più soldi per le nuove generazioni, la “bella vita” l’hanno fatta le generazioni precedenti, che ce l’hanno fatta crescendo “a debito”.

Stasera quindi tutti a casa a incazzarci coi nostri genitori, la ramanzina gliela farete voi: spiegategli che cos’è l’egoismo generazionale.

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