Solo un precario

agosto 30, 2006

Oggi per caso, controllando la casella mail del blog mi ricapita sotto mano una segnalazione di Gegio di circa un mesetto fa riguardo a un articolo sul Corriere del 7 luglio 2006 su una vicenda ormai troppo nota a tutti.

Si parla del famoso maxiprocesso sul calcio..che dopo un po’ ha nauseato anche un tifoso sfegatato come me, ma questo è un altro discorso…Ma veniamo al dunque; l’articolo comincia così:

ROMAGalliani scarica Meani e l’addetto agli arbitri della squadra rossonera e il suo legale afferma che non è corretto anzi è impensabile parlare di un sistema Milan.[...]“. E fino a qui nulla di strano (a parte il fatto che tutti sono ovviamente innocenti e non sanno mai niente ma non importa)…l’articolo procede poi con queste splendide parole. Vi invito a leggerle attentamente perché sono parole che hanno del comico:

“GALLIANI - La tesi di Marco De Luca, legale dell’ex vicepresidente del Milan, è che Meani non avesse alcun titolo per agire a nome di Galliani: «Meani è un precario e raccomanda il Milan agli assistenti? In una posizione di precariato non si sarebbe vantato con i dirigenti dicendo “guardate quanto sono stato bravo, ho raccomandato il Milan con i guardalinee spiega l’avvocato De Luca nell’accesa arringa davanti alla Caf – Stiamo discutendo di un’accusa costruita con un collage, senza senso. Perchè non c’è raccomandazione, non c’è richiesta. Dal tenore di quella telefonata non appare alcuna approvazione, nessun avallo alla condotta di Meani. Due anni di inibizione per un minuto e quarantacinque secondi di telefonata – dice il legale – ma nella telefonata non si riscontra alcuna formula di avallo della condotta di Meani».”

Eccovi un’altra prova, un altro caso – per rimanere in tema giudiziario – in cui si ammette silenziosamente, in cui passa il concetto che se sei un precario, se ti trovi in una posizione di precario…se quindi vivi in questo continuo status non conti nulla. E fin qui non scopro niente. Ma proseguiamo nel ragionamento: io sono un precario quindi non posso vantarmi coi dirigenti facendo vedere quanto sono stato bravo (Uh? Eh?!)…però a quanto sembra essendo un precario non ho titolo di agire per conto di nessuno.

Quindi fatemi capire. Quando uso il telefono nell’odiato call center per conto di chi agisco? Per conto di me stesso? Ah,ok. Quindi come sono tutelato giuridicamente? Se, come capita spesso, un cliente più che incazzato con il gestore famosissimo per cui lavoravo (non sono ancora rientrato per continuare il progetto), esige che la sua richiesta venga esaudita subito, o che il presunto torto che ha subito venga cancellato, nonostante sia spesso praticamente impossibile per un operatore qualsiasi assecondarla (o la richiesta sia assurda) e questo cliente, infuriato, chiede il nome e il numero matricola dell’operatore con cui sta parlando (che è tenuto a fornirglielo, ma non è tenuto a dare il proprio cognome) come se fosse la causa di ogni male…chi diavolo mi tutela se sono un precario e quindi non ho voce in capitolo? Chi mi difende (vi ricordo che in teoria io rispondo e chiamo per conto di qualcuno e dico quello che mi è stato insegnato rispondere al cliente, non mi invento nulla…) se dalla mia posizione di precariato chiamo per conto di me stesso?

I casi sono due nell’assurdità di cui sto parlando, nella supposizione che deriva dalla risposta di un legale ad un processo, che potrebbe creare a propria volta un precedente: chiamo per conto mio nonostante io sia assunto (ma precario) e lo faccio per sport…mi piace, quindi qualunque cosa succeda sono colpevole; oppure, chiamo per conto di chi lavoro, sono precario, gestisco ogni telefonata come mi è stato spiegato e risponde l’azienda per un disservizio da lei causato.

Come avviene, come sempre, per ogni lavoratore.

In questo caso, Meani e il Milan sarebbero colpevoli. Ma questa…è sempre un’altra storia

P.S.= Volevo ringraziare Danix perché domani citerà questo blog, visto che domani è il “Blog Day”..ah, stasera ho anche sguinzagliato lavoratoreflessibile…domani ci racconterà una storia succulenta..!


Il Precedente Pericoloso

agosto 29, 2006

Bellissimo sketch disegnato dalla mia ragazza. Se lo volete chiedetemelo, perché il COPYRIGHT E'RISERVATO!
[Bellissimo sketch disegnato dalla mia ragazza: se vi piace chiedetemelo, non salvatelo perché il copyright è riservato. Avvisati..]


Leggendo gli articoli sulle più importanti testate on line, raccogliendo opinioni in giro per la rete, sono giunto ad una sorta di conclusione che già all’inizio si intravedeva: in troppi parlano di “creare un precedente”.

Alcuni già hanno avvisato, cercando di far capire che per precedente si intende una scusa con cui le aziende e i call center (in questo caso) si arrogheranno il diritto di fare quello che vogliono. Come sempre insomma, “supportate” da una non-tutela dei più deboli e cioé i lavoratori precari, che in molti casi non hanno nulla da perdere. O forse tutto, ma guarda a caso si parla di tutte queste cose senza mai aver interpellato un lavoratore a progetto; senza che i media abbiano intervistato un precario; senza che nessuno citi, anche solo di striscio, le richieste che i precari si sognano e che tutti i lavoratori danno per scontate.

Ne segue sconcerto, ma poi mi ricordo di vivere ancora in Italia purtroppo…

Su Indymedia.org trovo fonti interessanti, quindi vi riporterò qualche stralcio, qualche spunto di pensiero sensato:

“Due comunicati del Collettivo PrecariAtesia sulle ispezioni dell’Ispettorato del Lavoro, che facciamo circolare, perché avrete certo notato che negli articoli di questi giorni di loro non si parla mai (e questo rimanda alla questione della democrazia nei posti di lavoro) e perché il governo si appresta a far applicare la circolare del 14 giugno del ministro Damiano sui call centers, che definisce come lavoratori subordinati quelli che ricevono le telefonate e come lavoratori in proprio quelli che le fanno.”

Ehi ragazzi! Cavolo!!! Io sono un imprenditore, lo capite? Sono un lavoratore in proprio..quasi mi sento come tutti quei panettieri, macellai, ecc…che, sentendosi imprenditori, abbagliati dalla scatola luminosa che in Italia insegna e educa su come vivere, hanno votato il piduista. Sono un lavoratore in proprio, quindi che problemi ho? Sarò ben lieto di:

  • avere la possibilità di evadere le tasse (i dipendenti ricevono la paghetta già asciugata dalle tasse)
  • dichiarare quello che voglio al fisco sperando che non mi becchino (diretta conseguenza del primo vantaggio)
  • scaricare iva, e tante altre belle cose carine, come non so..assumere altra gente che telefoni per me per esempio ed essere libero di pagarla e sottopagarla quando mi pare…e tante altre belle cose. Se sono in proprio posso assumere chi mi pare o no?!

Ma poi mi ricordo che non sono un politico o uno con “le mani in pasta”, io non sono nessuno…quindi niente, non capisco più niente. Preseguo con gli stralci presi da Indymedia:

“Intanto non solo la direzione di Atesia è inferocita col risultato dell’ispezione, ma anche il radicale Capezzone (della maggioranza) ha preannunciato un’interrogazione contro l’ispezione ad Atesia (da lui definita “ideologica ed estremista”) e la Uilcom attacca gli ispettori e chiede che il ministro Damiano faccia applicare la circolare sui call centers. La Cisl invece, per bocca del segretario Bonanno, chiede assicurazioni perché la legge 30 non sia modificata. Infine la Cgil (il Nidil) valuta positivamente l’ispezione e chiede una trattativa di settore. (Ma perchè non l’hanno chiesta loro l’ispezione all’Ispettorato del Lavoro e, anzi, hanno firmato l’accordo che licenziava ad Atesia?) Tutte queste dichiarazioni sono tratte da Il Manifesto del 24/8/2006 che dedica quasi l’intera pagina 10 alla vicenda. In nessun articolo è mai citato il Collettivo Precari Atesia. Nè lo ha fatto nell’articolo apparso il 23/8.”

Ci avete capito qualcosa? Tante chiacchiere, come sempre, ma poi…nei call center ci stiamo noi.

Ma andiamo avanti con la barzelletta, perché questa fa ancora più ridere per non rabbrividire… Leggo, sempre grazie a Indymedia, che “[...] la relazione degli ispettori del lavoro di Roma che ha imposto di assumere con contratto a tempo indeterminato 3200 lavoratori attualmente “a progetto” sta creando tensione tra il governo e la Confindustria. Tutti hanno paura che si crei un precedente “pericoloso” che possa allargarsi in altri settori (metalmeccanici, edilizia, servizi). Gli ispettori ministeriali hanno agito in modo incomprensibile non tenendo conto delle nuove direttive del ministro e degli accordi gia’ presi tra impresa e sindacati. Forse qualcuno vuole farsi pubblicità oppure dobbiamo prendere atto che c’e’ chi si comporta in modo poco sensato”. Lo dice il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei in un’intervista a il ‘Quotidiano Nazionale’ riguardo alla vicenda del call center Atesia. ”E’ una situazione -spiega- che da tempo viene gestita con attenzione e responsabilità dall’impresa e dai sindacati che hanno gia’ concordato l’assunzione di 3 mila lavoratori entro la fine dell’anno. Tutto il settore -aggiunge- e’ impegnato nella regolarizzazione delle posizioni dubbie ma con la gradualita’ prevista dalle stesse direttive ministeriali. Non dimentichiamo poi che se c’e’ un lavoro trasferibile in altri paesi e’ proprio quello dei call center. E con troppa rigidità il rischio è quello di perdere posti di lavoro”.

Cos’è, una minaccia? Ne abbiamo già parlato, mi fa sorridere: dove vanno, in Romania? In Cina? E fanno fare assistenza dei principali operatori mobili a chi non parla italiano? Già è faticoso capire la lingua del cliente che non sa spiegarsi e tradurre dagli insulti che gratuitamente (o per qualche centesimo di incentivo) ci prendiamo senza motivo…voglio proprio vedere dove trovano altri schiavetti sottopagati. Quindi questa è una dichiarazione inconscia del fatto che loro per i call center cercano posti o persone da sfruttare, spremere al massimo, pagandoli il minimo possibile. Che si sapesse era ovvio, ma dirlo…!!!

Quindi fate attenzione quando leggete qualcosa…le chiavi di comprensione sono molteplici, così come gli spunti.

Insomma, sono pronto al nuovo fuoco di paglia…secondo me cambierà molto poco, e ancora una volta faremo una bella figuraccia di fronte al mondo…un esempio? I francesi hanno lievemente protestatoe il loro contratto era migliore!!!

P.S.= Se volete laurearvi non fatelo a Yale…guardate chi ci è stato


Servizio clienti [3]

agosto 29, 2006

Contesto: Suona il telefono flessibile e l’operatore risponde con la sua cuffiaconmicrofono a progetto…

Operatore: “Buonasera sono XXX, come posso esserle utile..?”

Domanda del cliente: “Buonasera, volevo sapere…quanto sono sotto costo…?”

…beh, piacerebbe saperlo anche a me.. :D


PrecariAtesia? PrecariEverybody!

agosto 28, 2006

Navigando per la rete trovo il link al sito ufficiale del “Collettivo PrecariAtesia” e mi dico “ehi, ma allora c’è qualcun altro che è lievemente stufo a già da un po’ di tempo alza la voce..!”.

Usando parole dei precari esasperati dell’Atesia…vi presento qualcuno che la situazione la vive in prima persona:
“Il collettivo PrecariAtesia è una realtà, una delle tante e sempre più crescenti voci che nascono dal disagio lavorativo e di conseguenza sociale. E’ semplicemente un gruppo di lavoratori precari uguale in tutto e per tutto agli altri lavoratori precari, ma con una cosa in più: l’autocoscienza e la convinzione che dopotutto “parole, idee e lotte possano cambiare il mondo”. Dal momento in cui siamo nati ci stiamo battendo affinchè il nostro lavoro venga riconosciuto come tale, con tutti i diritti che esso implica e che finora, per un periodo di tempo non determinato ci sono e ci saranno negati. E’ passato oltre un anno dalla prima assemblea e malgrado i tentativi dell’azienda di metterci a tacere, attraverso cinque licenziamenti, siamo ancora in piedi e ancora più motivati, soprattutto perchè ci siamo scontrati in prima persona con l’inadeguatezza e la cialtronaggine dei sindacati confederali e con la non volontà politica, da parte delle istituzioni di voler cambiare lo stato delle cose. La nostra esperienza è libera, condivisa e aperta a tutti coloro che cominciano a capire che qualcosa non quadra..”

Mi stupisco poi (ammicco-amicco) che (come si permettono!) abbiano delle richieste insensate:

1) Contratti a tempo indeterminato, full o part-time per tutti i lavoratori che lo richiedano

2) Reintegro immediato dei cinque licenziati [*qui non sono abbastanza informato per chiarire]

3) Rimodulazione dei compensi che preveda buste paga non al di sotto del limite di povertà

4) Miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie dell’ambiente lavorativo ai sensi della legge 626

5) Riconoscimento della dignità del collaboratore inteso come persona e non solo come risorsa

…Cose ovvie e ormai trite e ri-trite per ogni lavoratore che si rispetti e che è abituato a fruire nel proprio ambiente di lavoro. Questo ovviamente non avviene nei call center dei precari (tutti).

Se vi interessa qui trovate il link all’ Appello per una mobilitazione nazionale degli addetti dei Call Center”.

Sarebbe bello poter leggere anche il nome di un certo call center nella lista…spero che possiate passare la voce: io ora non posso farlo visto che al lavoro non sono ancora stato richiamato; ebbene sì, lo sapete, sono flessibile e pronto in ogni momento: è così piacevole sentirsi dire di colpo “domani vieni!”…e se non potessi?

Sto a casa e lo prendo li, dove piace metterlo ai politici italiani.

P.S.= Mi fa sempre più piacere scoprire in alcuni blog un rimando al Blogaprogetto, senza che io chieda niente. Più siamo, più ci possiamo far sentire. Grazie a tutti quelli che supportano!

N.B.= Ho spedito una mail a BeppeGrillo…speriamo possa notare l’utilità di questo blog oltre al suo..


Lettere, Documenti e…promesse sulla vicenda Atesia

agosto 24, 2006

In questo post ho deciso di raccogliere materiale riguardo alla vicenda Atesia, per farvi capire quando sono state prese certe decisioni e di come reagiranno i protagonisti della vicenda.

..fatevi un’idea, io qualche conclusione (forse affrettata) l’ho già tratta: a parte avere la scusa per un po’ di licenziamenti mascherati “lasciando a casa persone”, credo che la vicenda terminerà con qualche assunzione in stile “contentino” per i lavoratori inbound…per gli outbound cambierà ben poco, se non niente.

Pronto ad essere smentito…coi vostri commenti.


Eppur si muove…

agosto 24, 2006

Premessa: chiedo scusa per la settimana e mezzo di buco ma (ebbene sì) anche io sono riuscito a fare una vacanza flessibile, moderna. Detto questo, sono prontissimo e carichissimo (..una roba guarda..!) a ricominciare, a portare avanti definitivamente questo progetto.

Ieri casualmente all’ora di cena guardo il tg5 (è dura vedere i tg italiani, anche se non c’è più al governo il piduista..) e incredibile, sento le parole “precario”, “call center”, “atesia”…non vi sebra qualcosa di clamoroso?!

Già…dopo essermi ripreso dall’emozione e dal fatto che la parola “precario” vada sempre in coppia con “call center” (e non è bello se ci pensate…), parte un servizio. “Ehi, incredibile, qualcuno ha parlato di noi! Una volta ogni 2 anni almeno qualcuno si ricorda di noi, dei “lavoratori flessibili” che, come pensa la gente, dovrebbero essere felici sentendo come li chiamano…!”

Sta di fatto che il breve servizio (ok, mi accontento, è già qualcosa..) narrava di:

  • un blitz dell’ispettorato del lavoro ad Atesia (maggior società che gestisce call center in Italia)
  • la suddetta società viene invitata ad assumere 3200 lavoratori a tempo indeterminato
  • si parla poi di che tipo di lavoratori siamo (perché nessuno ha ben presente cosa voglia dire contratto a progetto); vengono sparate delle cifre tipo “..guadagnano da 700 a 1200 euro al mese per turni di 6 ore al giorno…”. Certo, nei sogni! Ovviamente, “ferie, maternità e malattia non sono retribuite”
  • si passa all’era della flessibilità e crisi del lavoro (uguale “metto le mani avanti”) spiegando che “è meglio che niente..”
  • Bla bla bla dei sindacati…

Questo il link al video (click!)

La mia paura è questa: se Atesia sarà costretta ad assumere tutti quei lavoratori di colpo, creando un cosiddetto “precedente” potrà mettere le mani avanti (come probabilmente ha già fatto) dicendo che probabilmente ci saranno licenziamenti perché i lavoratori da assumere sono troppi..” per esempio, e altre simpatiche manovrine ai più sconosciute.

Il bello è che l’accordo riguardo a 1800 nuove assunzioni risale all’11 aprileQui c’è un comunicato stampa che parla giusto giusto di questo fatto.
La cosa un po’ patetica a mio modo di vedere è che, appunto, nessuno parla mai di noi, dei precari, ecc… Quando per una volta se ne parla, spesso vengono prese decisioni sbagliate o l’opinione pubblica filtrata dai media tende a far passare concetti sbagliati, visioni d’insieme distorte. Non discuto le assunzioni, per carità, ma alle conseguenze si pensa? Cosa si rischia? Peché per una volta non ci siede a quattr’occhi e se ne parla come si fa nei veri paesi civilizzati in cui le democrazie sono un po’ più dirette?

A voi la risposta…


Citazioni o…epitaffi a progetto?

agosto 8, 2006


Rieccomi…rieccoci, dopo una settimana di minivacanzariposo, dopo una settimana di assenza a progetto e quindi non pagata (sono flessibilissimo io!) torno con un po’ di fresche novità, grazie specialmente al grande aiuto et supporto che mi sta dando Gegio. Tra l’altro non ci crederete, ma non ci siamo ancora visti personalmente.

Poffarbacco, allora non siamo così flessibili come pensavo. Forse siamo solo troppo impegnati coi nostri progetti.
Vorrei esordire con un po’ di frasi cariche di spunti di riflessione, citazioni dai racconti intorno al fuoco di Gegio…a me personalmente fanno venire i brividi. E penso che anche agli altri lavoratori a progetto balzino all’occhio alcuni piccolissimi aspetti, altre sfaccettature del nostro status, della condizione della nostra elite di sfortunati.

E vi spiego anche perché potrebbero diventare epitaffi…: “con il termine epitaffio [...] si intende un’iscrizione funebre, il cui scopo è onorare e ricordare il defunto. Generalmente, pur non sempre, si tratta di uno o più versi di una poesia: molti poeti hanno infatti composto il proprio epitaffio.” [...] – definizione tratta da wikipedia.org.

Io ho già in mente cosa potremo farci scrivere sulla nostra bella tomba, giusto per rimanere allegri. Vi fornirò qualche esempio che personalmente, come già accennato, mi fa perdere la mia classica “flessibilità fisica”.

  • …credo che ci sia ben poco da fare sindacalmente parlando. Questo non perchè non sei tutelato/a ma perchè purtroppo, oggettivamente parlando, XXXXX ha la libertà di scegliere o non scegliere chi deve rimanere e chi no.
  • …perdere tre o forse più persone che sono lì - in un call center, ndr - da un po’ di tempo e che sono preparati dovrebbe essere peggio di avere anche 50 novellini.
  • (corollario) TEOREMA DELLA FLESSIBILITA’: per ogni assunto a progetto è previsto un incentivo per l’azienda; come diretta conseguenza, è evidente che il rapporto penale X carsaqualità / incentivo X nuoveassunzioni dev’essere sicuramente a vantaggio dell’azienda (in genere call center), altrimenti è impensabile un comportamento così.
  • XXXXX ha la possibilità di adottare questo comportamento quindi è liberissimo di dirti: “da settembre - o un mese che vi pare - non venire più!”, non contravvenendo a nessuna legge sindacale - perché non parlano di noi né ci proteggono in modo giusto? - o senza violare il contratto. Certo, è un comportamento penoso, vile e lievemente fascistoide…
  • …Questo perchè si parte dal principio che tu stai collaborando e dai la tua disponibilità. Quindi se tu dici: “io sono disponibile da tale ora a tale ora” non devi chiedere nessun permesso. Se io dico che non ci sono perchè ho gli affari miei e perchè da persona corretta avverto l’azienda che mancherà una persona, loro si devono preoccupare solamente di rimpiazzarmi in quel periodo e non di farmi fuori, perchè io da contratto potrei anche tornare un giorno si e un giorno no e lavorare 4 ore perchè io, come scritto dal contratto nazionale e non sul contratto che ci hanno fatto loro che conta come il 2 di picche a briscola – ricordatevelo ! – posso farlo e ad essere sincero mi piacerebbe farlo perchè personalmente ho sempre pagato la fiscalità delle aziende ma loro non hanno mai pagato la mia, e quella di milioni di lavoratori come noi.
  • …l’azienda va avanti per la propria strada (cioè fare soldi con poche spese) e i lavoratori ne pagano sempre le conseguenze ed il brutto è che ci si sta abituando a dire che è una cosa normale: è normale che quando i lavoratori a progetto sono malati, oltre a non essere pagati, non verrà rinnovato il contratto perchè poco affidabili; è normale che quando c’è bisogno del quarto d’ora per prendere il treno si minacci il mancato rinnovo del contratto – giusto, dopotutto siamo pagati tantissimo !!! - etc…etc…di casi ce ne sono a milioni.
  • non possono non permetterti di uscire un quarto d’ora prima perchè altrimenti perdi il treno (per assurdo ti possono dire che non ti rinnoveranno il contratto per questo motivo ma non possono permetterti di non farlo); non possono non permettermi di prendermi le ferie quando voglio (che poi chiamarle ferie è un eufemismo perchè non me le pagano); non possono non permettere ad una nostra collega di stare male e stare a casa in malattia, promettendo vendetta non rinnovando il contratto…
  • …sono state fatte richieste per periodi di ferie e di come invece non sono state accettate, senza aver tenuto conto che noi per le nostre ferie non dovremmo fare nemmeno richiesta ma avvertire solamente e dare disponibilità, oppure bisognerebbe dimostrare di come chiedono (obbligano) di fare almeno 2 week end al mese o di come ci impongano di fare le pause quando vogliono loro - da come recita la legge 626 ogni due ore bisognerebbe tirar via gli occhi dal video ma sappiamo che non avviene mai anzi a volte si attende 2 ore e mezza o anche 3 ore..

..beh insomma non c’è male come antipasto, non credete? Io dico che già questi assaggi dovrebbero far riflettere non solo noi, poveri ed impotenti lavoratori a progetto, ma anche chi una mano potrebbe veramente darcela.

Però pensavo…come vi suona questo: “Ei fu flessibile e finché non compì il suo progetto il rigor mortis non sopraggiunse. Hodie mihi, cras tibi. (oggi a me, domani a te)”. Un epitaffio perfetto per noi lavoratori a progetto…!


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