Citazioni o…epitaffi a progetto?


Rieccomi…rieccoci, dopo una settimana di minivacanzariposo, dopo una settimana di assenza a progetto e quindi non pagata (sono flessibilissimo io!) torno con un po’ di fresche novità, grazie specialmente al grande aiuto et supporto che mi sta dando Gegio. Tra l’altro non ci crederete, ma non ci siamo ancora visti personalmente.

Poffarbacco, allora non siamo così flessibili come pensavo. Forse siamo solo troppo impegnati coi nostri progetti.
Vorrei esordire con un po’ di frasi cariche di spunti di riflessione, citazioni dai racconti intorno al fuoco di Gegio…a me personalmente fanno venire i brividi. E penso che anche agli altri lavoratori a progetto balzino all’occhio alcuni piccolissimi aspetti, altre sfaccettature del nostro status, della condizione della nostra elite di sfortunati.

E vi spiego anche perché potrebbero diventare epitaffi…: “con il termine epitaffio […] si intende un’iscrizione funebre, il cui scopo è onorare e ricordare il defunto. Generalmente, pur non sempre, si tratta di uno o più versi di una poesia: molti poeti hanno infatti composto il proprio epitaffio.” […] – definizione tratta da wikipedia.org.

Io ho già in mente cosa potremo farci scrivere sulla nostra bella tomba, giusto per rimanere allegri. Vi fornirò qualche esempio che personalmente, come già accennato, mi fa perdere la mia classica “flessibilità fisica”.

  • …credo che ci sia ben poco da fare sindacalmente parlando. Questo non perchè non sei tutelato/a ma perchè purtroppo, oggettivamente parlando, XXXXX ha la libertà di scegliere o non scegliere chi deve rimanere e chi no.
  • …perdere tre o forse più persone che sono lì – in un call center, ndr – da un po’ di tempo e che sono preparati dovrebbe essere peggio di avere anche 50 novellini.
  • (corollario) TEOREMA DELLA FLESSIBILITA’: per ogni assunto a progetto è previsto un incentivo per l’azienda; come diretta conseguenza, è evidente che il rapporto penale X carsaqualità / incentivo X nuoveassunzioni dev’essere sicuramente a vantaggio dell’azienda (in genere call center), altrimenti è impensabile un comportamento così.
  • XXXXX ha la possibilità di adottare questo comportamento quindi è liberissimo di dirti: “da settembre – o un mese che vi pare – non venire più!”, non contravvenendo a nessuna legge sindacale – perché non parlano di noi né ci proteggono in modo giusto? – o senza violare il contratto. Certo, è un comportamento penoso, vile e lievemente fascistoide…
  • …Questo perchè si parte dal principio che tu stai collaborando e dai la tua disponibilità. Quindi se tu dici: “io sono disponibile da tale ora a tale ora” non devi chiedere nessun permesso. Se io dico che non ci sono perchè ho gli affari miei e perchè da persona corretta avverto l’azienda che mancherà una persona, loro si devono preoccupare solamente di rimpiazzarmi in quel periodo e non di farmi fuori, perchè io da contratto potrei anche tornare un giorno si e un giorno no e lavorare 4 ore perchè io, come scritto dal contratto nazionale e non sul contratto che ci hanno fatto loro che conta come il 2 di picche a briscola – ricordatevelo ! – posso farlo e ad essere sincero mi piacerebbe farlo perchè personalmente ho sempre pagato la fiscalità delle aziende ma loro non hanno mai pagato la mia, e quella di milioni di lavoratori come noi.
  • …l’azienda va avanti per la propria strada (cioè fare soldi con poche spese) e i lavoratori ne pagano sempre le conseguenze ed il brutto è che ci si sta abituando a dire che è una cosa normale: è normale che quando i lavoratori a progetto sono malati, oltre a non essere pagati, non verrà rinnovato il contratto perchè poco affidabili; è normale che quando c’è bisogno del quarto d’ora per prendere il treno si minacci il mancato rinnovo del contratto – giusto, dopotutto siamo pagati tantissimo !!! – etc…etc…di casi ce ne sono a milioni.
  • non possono non permetterti di uscire un quarto d’ora prima perchè altrimenti perdi il treno (per assurdo ti possono dire che non ti rinnoveranno il contratto per questo motivo ma non possono permetterti di non farlo); non possono non permettermi di prendermi le ferie quando voglio (che poi chiamarle ferie è un eufemismo perchè non me le pagano); non possono non permettere ad una nostra collega di stare male e stare a casa in malattia, promettendo vendetta non rinnovando il contratto…
  • …sono state fatte richieste per periodi di ferie e di come invece non sono state accettate, senza aver tenuto conto che noi per le nostre ferie non dovremmo fare nemmeno richiesta ma avvertire solamente e dare disponibilità, oppure bisognerebbe dimostrare di come chiedono (obbligano) di fare almeno 2 week end al mese o di come ci impongano di fare le pause quando vogliono loro – da come recita la legge 626 ogni due ore bisognerebbe tirar via gli occhi dal video ma sappiamo che non avviene mai anzi a volte si attende 2 ore e mezza o anche 3 ore..

..beh insomma non c’è male come antipasto, non credete? Io dico che già questi assaggi dovrebbero far riflettere non solo noi, poveri ed impotenti lavoratori a progetto, ma anche chi una mano potrebbe veramente darcela.

Però pensavo…come vi suona questo: “Ei fu flessibile e finché non compì il suo progetto il rigor mortis non sopraggiunse. Hodie mihi, cras tibi. (oggi a me, domani a te)”. Un epitaffio perfetto per noi lavoratori a progetto…!

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2 Responses to Citazioni o…epitaffi a progetto?

  1. sonounprecario ha detto:

    …ogni volta che rileggo il TEOREMA DELLA FLESSIBILITA’ non faccio altro che pensare: “Cavolo, quanto è vero..!!!”
    La matematica non è un’opinione?

  2. […] …XXXXX ha la possibilità di adottare questo comportamento quindi è liberissimo di dirti: “da settembre – o un mese che vi pare – non venire più!”, non contravvenendo a nessuna legge sindacale – perché non parlano di noi né ci proteggono in modo giusto? – o senza violare il contratto. Certo, è un comportamento penoso, vile e lievemente fascistoide… …[continua….] […]

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