PrecariAtesia? PrecariEverybody!

Navigando per la rete trovo il link al sito ufficiale del “Collettivo PrecariAtesia” e mi dico “ehi, ma allora c’è qualcun altro che è lievemente stufo a già da un po’ di tempo alza la voce..!”.

Usando parole dei precari esasperati dell’Atesia…vi presento qualcuno che la situazione la vive in prima persona:
“Il collettivo PrecariAtesia è una realtà, una delle tante e sempre più crescenti voci che nascono dal disagio lavorativo e di conseguenza sociale. E’ semplicemente un gruppo di lavoratori precari uguale in tutto e per tutto agli altri lavoratori precari, ma con una cosa in più: l’autocoscienza e la convinzione che dopotutto “parole, idee e lotte possano cambiare il mondo”. Dal momento in cui siamo nati ci stiamo battendo affinchè il nostro lavoro venga riconosciuto come tale, con tutti i diritti che esso implica e che finora, per un periodo di tempo non determinato ci sono e ci saranno negati. E’ passato oltre un anno dalla prima assemblea e malgrado i tentativi dell’azienda di metterci a tacere, attraverso cinque licenziamenti, siamo ancora in piedi e ancora più motivati, soprattutto perchè ci siamo scontrati in prima persona con l’inadeguatezza e la cialtronaggine dei sindacati confederali e con la non volontà politica, da parte delle istituzioni di voler cambiare lo stato delle cose. La nostra esperienza è libera, condivisa e aperta a tutti coloro che cominciano a capire che qualcosa non quadra..”

Mi stupisco poi (ammicco-amicco) che (come si permettono!) abbiano delle richieste insensate:

1) Contratti a tempo indeterminato, full o part-time per tutti i lavoratori che lo richiedano

2) Reintegro immediato dei cinque licenziati [*qui non sono abbastanza informato per chiarire]

3) Rimodulazione dei compensi che preveda buste paga non al di sotto del limite di povertà

4) Miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie dell’ambiente lavorativo ai sensi della legge 626

5) Riconoscimento della dignità del collaboratore inteso come persona e non solo come risorsa

…Cose ovvie e ormai trite e ri-trite per ogni lavoratore che si rispetti e che è abituato a fruire nel proprio ambiente di lavoro. Questo ovviamente non avviene nei call center dei precari (tutti).

Se vi interessa qui trovate il link all’ Appello per una mobilitazione nazionale degli addetti dei Call Center”.

Sarebbe bello poter leggere anche il nome di un certo call center nella lista…spero che possiate passare la voce: io ora non posso farlo visto che al lavoro non sono ancora stato richiamato; ebbene sì, lo sapete, sono flessibile e pronto in ogni momento: è così piacevole sentirsi dire di colpo “domani vieni!”…e se non potessi?

Sto a casa e lo prendo li, dove piace metterlo ai politici italiani.

P.S.= Mi fa sempre più piacere scoprire in alcuni blog un rimando al Blogaprogetto, senza che io chieda niente. Più siamo, più ci possiamo far sentire. Grazie a tutti quelli che supportano!

N.B.= Ho spedito una mail a BeppeGrillo…speriamo possa notare l’utilità di questo blog oltre al suo..

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3 Responses to PrecariAtesia? PrecariEverybody!

  1. sonounprecario ha detto:

    ..mi chiedo se in molti call center la gente si domandi o parli del problema della precarietà…perché a vedere molti che ci lavorano dentro…mi viene il latte alle ginocchia.
    Per molti di loro i problemi sono altri…dove vado stasera, ecc… Forse è anche giusto…sì, ma poi?
    Quando cominci a pensare alle cose un po’ più serie?
    Quando cominci a pensare al domani?
    E al dopo-domani?

    ..ma dopotutto qui in Italia la tv ci ricorda che va tutto bene…e se ormai è da anni che è passato il concetto che “per portare la pace io faccio la guerra” allora va tutto bene…
    Io sono tranquillo.

  2. fuori275 ha detto:

    Salve a tutti, volevamo segnalare l’ennesimo caso di violazione della tutela del lavoratore a seguito della comodità di terziarizzare in out-sourcing il lavoro in Italia.

    Infatti, presso l’Azienda Wind (ex Enel) venduta circa 1 anno fa a un industriale egiziano Naguib Sawiris, si sta procedendo a una graduale cessione di alcuni Call Center diretti dell’Area del nord Italia (Milano/Sesto San Giovanni) costituiti solo da lavoratori a tempo indeterminato con anzianità lavorativa oscillante tra i 7 e i 10 anni, molte donne, mamme quasi tutte oltre i trent’anni, ragazzi che avevano trovato il coraggio di lasciare la casa di mamma e papà per la ricerca della propria indipendenza.

    Ancora una volta la logica del profitto vince su quella della qualità della vita così con l’intento di trasferire il rischio d’impresa ad altri soggetti economici di non eguale affidabilità, si fa vacillare la certezza di un posto di lavoro, la possibilità di pagarsi un mutuo per la propria casa e la realizzabilità di una famiglia.

    Pertanto, chiediamo:
    – che venga fatta luce sull’accaduto richiamando l’attenzione mediatica e politica al fine di ottenere un tavolo di trattative in grado di tutelare il contratto a tempo indeterminato, quale prerogativa della professionalità dei lavoratori di Sesto San Giovanni;
    – di garantire i livelli occupazionali in Wind e di contrastare le ormai note cessioni di ramo di Azienda, utilizzate per celare licenziamenti di massa;
    – la possibilità di una ricollocazione dei dipendenti Wind di Sesto San Giovanni all’interno dell’azienda stessa.

    – Riferimenti:
    tel. 02-2311.2502
    FAX. 02.2311.2713

  3. sonounprecario ha detto:

    …sapevo qualcosa riguardo al call center Wind di Sesto (ho amici che ci lavorano), ma di questo no, non ne ero a conoscenza.

    Non mi resta che dargli lo spazio che merita.

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