Gli italiani non sanno…

..“Gli italiani, gli italiani”…quante volte sentiamo pronunciare queste due paroline?

E voi mi direte…”beh, che c’entra con questo blog?” E io vi rimando all’articolo. E mi ripeterete che non c’è nessun nesso di causa con questo blog. E invece vi sbagliate.

Io leggo cose come queste:

  • “Il 59% non sa usare il pc. La media europea è invece del 39%”
  • “[…] in Europa, secondo una recente graduatoria, solamente la Grecia avrebbe un tasso di analfabetismo informatico superiore.”
  • “[…] solamente il 41% dei cittadini italiani sappia usare il computer. I 59 cittadini su cento che non sanno proprio come comportarsi di fronte ad uno schermo e una tastiera sono quasi il doppio dei 37 su cento della media europea”
  • “«ANALFABETI» ANCHE I GIOVANI – […] il 28% tra i 16 e i 24 anni non ha le basi per l’uso del pc. Ancora secondo la ricerca, sono le donne meno informatizzate degli uomini”
  • “Il ricorso alla rete è maggioritario tra i giovani tra i 16 e i 24 anni.”
  • “l’Italia è il Paese in cui internet è usato meno e anche lo stato membro in cui è più forte il divario tra giovani e anziani nell’impiego della rete.”

Credo ci sia da stare molto poco tranquilli. Provate, se volete, se ne avrete voglia, a seguire il mio ragionamento, l’analisi che vi fornirò di questi dati.
Sappiamo bene chi siamo, Noi italiani. Conosciamo benissimo i nostri difetti e poco ci piace che qualcuno (soprattutto se straniero) ce li faccia notare; non conosciamo il pc? Bene, non mi interesso, gli sto il più lontano possibile, così da evitare il problema. Meglio non affrontarlo, ci penserà qualcun altro al posto mio…peccato che mai farà il mio interesse…e così con tante altre cose: è una tradizione made in Italy insomma. A parte il fatto che non sapere oggi cosa farsene di un pc mi sembra alquanto assurdo, mi fa pensare ad altre cose: quante persone ci saranno che compreranno il pc e useranno l’1% delle sue potenzialità? E quanti soldi butteranno inutilmente non intendendosene, nell’acquisto del primo pc? Ok, mettiamoci il fatto che lo Stato non aiuta nel modo dovuto, che le tariffe italiane per internet sono le più alte d’Europa (vedi Francia) e nessuno fa niente o alza la voce, consideriamo tutte le variabili. Ma spiegatemi perché nelle classifiche europee siamo sempre fra gli ultimi, mentre quando siamo primi…la classifica è in “negativo”!

Stessa cosa col cellulare oserei dire: quante volte mi capita di scorgere, nei centri commerciali, persone entusiaste che fiere esclamano al commesso di turno “Mi serve un cellulare che mi faccia chiamare, mandare messaggi..”. E secondo voi, che cellulare ha in mano? Un terminale da 500 euro! Di cui non saprà mai sfruttare le potenzialità; di cui non sa a cosa veramente può servirgli e quante cose può fare…ma non importa, è colorato, fa un bel suono e se lo compro sono fico. Faccio la rata e sto bene, al massimo mangerò un po’ di meno. Perché? Il cellulare sì, l’home theatre sì, il computer con internet, strumento di democrazia diretta, sempre se lo vogliamo, mezzo con cui farsi sentire, imparare, conoscere, viaggiare, incontrare…no, è roba per gerky…secchioni insomma.

Arriviamo infine al dunque: secondo voi, che voglia potranno avere tutti i giovani (tra cui io per esempio) di imparare, di sbattersi a capire perché sono pagati in un certo modo, perché non possono essere assunti…? Che voglia avranno di affrontare un problemino come quello della precarietà e quello di far valere i propri diritti (se almeno si sono resi conto di qualcosa, di quello che gli succede intorno)? O meglio: secondo voi, l’80% dei giovani, ha le capacità intellettive per capire il dramma che ha colpito la nostra generazione (la precarietà)? Lotte negli anni ’70, scioperi…sono bastati poco più di 20 anni per mandare tutto in fumo. Ma non sento preoccupazione, non vedo atti del tipo “per una volta guardo avanti e penso anche a chi verrà dopo di me” (tipo i miei figli).

“Loro” ci vogliono così, come ci considerano nelle pubblicità e come ci insegnano con l’opinione pubblica e i sondaggi. E a quasi tutti va bene, salvo poi lamentarsi (come evidentemente sto facendo io – che però un’idea almeno l’ho avuta…giusta o sbagliata che sia) con lo “sfigato” di turno.

Continuiamo a pensare a noi stessi che andremo avanti. Tanto c’è sempre qualcun altro che ci penserà…vero?

P.S.= oggi mi hanno richiamato al lavoro, ricomincerò lunedì. Si torna a vendere riviste, come un tempo… Se avete bisogno di insultare qualcuno per telefono, fatemi un fischio: vi chiamo e vi dico “Ehi, sono quello del blog” e poi giu scarica di insulti…potrebbe rilassarvi! Dopotutto, siamo pagati “profumatamente” per questo…! ;D

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