Riflessioni

Riporto alcune riflessioni di Gegio… Meditate gente…e commentate!

“[…]Il gruppo in cui faccio volontariato è composto in maniera eterogenea e in 10 giorni è stato difficile non imbattersi nelle diverse idee delle diverse genarazioni presenti. La prova di come il nostro status sociale sia poco conosciuto e poco compreso l’ho avuta al momento del pagamento della “vacanza”. Nel nostro gruppo si fa una distinzione tra “volontari studenti/disoccupati” e “volontari lavoratori”. Una distinzione concettualmente corretta se non fosse che l’Italia è socialmente cambiata negli ultimi 20 anni; la figura dello studente era una figura sociale ben definita e il lavoratore idem; ora invece ci sono differenti studenti e differenti lavoratori. Abbiamo gli studenti che hanno quasi 30 anni che lavorano e che guadagnano più di un lavoratore a progetto, ci sono gli imprenditori, ci sono i classici dipendenti, ci sono i giovani lavoratori di 22/23 anni che hanno appena iniziato il lavoro e che quindi hanno poche ferie, ma ci sono anche i neolaureati e neolavoratori di 28 anni ai quali piacerebbe sposarsi entro una certa età e che quindi pensano già a mettersi da parte il gruzzolo, ma ce ne sono altre tipologie e ne siete a conoscenza.

A parte il fatto che chiedere ad un disoccupato di pagare una vacanza di volontariato stona in maniera pazzesca (secondo il mio orecchio mentale) poiché in questo modo non si considerano le varie tipologie di lavoratori; essendo io un lavoratore precario cronico (non per scelta) e avendo un contratto a progetto che non prevede il pagamento delle ferie, mi chiedo e chiedo in giro: “è giusto che debba pagare cifra piena?”. La maggior parte delle persone presenti con me alla vacanza e che sono all’oscuro di come gira il nostro ‘mondo da precari’ rispondono: “si, perchè lavori!”; quindi segue spiegazione: ho spiegato di come non ci pagano il meritato riposo estivo, di come scegliere di riposarsi sia rischioso per il futuro rinnovo del contratto ma anche banalmente di quanto poco guadagna un precario lavoratore a progetto di un call center. La cosa allarmante è che lo stato reale delle cose, il nostro stato cari miei precari, è così ASSURDO che non viene nemmeno concepito dalle personi ‘normali’.

E’ da questa percezione che comprendo di come sia possibile, ahimè, poter fare una distinzione semplice di due classi sociali (studenti e lavoratori) perchè, sempre ahimè, non si può trovare soluzione per un problema impensato…in quanto impensabile. Detto in soldoni e buttandola sul ridere cònio il paragone: noi precari siamo gli asini che volano!!!

Questa è la mia esperienza che fortunatamente trova comprensione e disponibilità nel presidente dell’associazione GRUPPO INTERVENTO ONLUS che comunque dà la possibilità di compiere queste nobili azioni (il volontariato) senza sottomettersi all’infamia del ‘dio denaro’; per questo sono contento e non mollo nella lotta per dimostrare che le cose così non funziano; non mollo con voi (sul blog) e non mollo con il mondo.

Ho riussunto in queste poche parole di come la nostra realtà è vista da chi non la vive, dimostrando che il mondo non è ignorante…è solamente all’oscuro di tutto!”

P.S.= fatevi un giretto su http://www.gruppointervento.org/

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