Il silenzio

..tra uno sciopero dei poveri giornalisti e l’altro (sono un po’ troppo egoisti a parlare solo di loro – anzi, a non parlarne facendo silenzio, per poi tornare a testa bassa a gridare per il potente o l’editore di turno), citando Beppe Grillo che li definisce ed inquadra la loro situazione nel modo giusto dicendo che “I giornalisti non sono liberi, loro lo sanno, noi anche. Lo stipendio lo prendono dall’editore. E l’editore ubbidisce agli azionisti e agli inserzionisti. Queste due figure possono anche coincidere. I giornalisti tengono famiglia, editore e azionisti. Vanno perciò interpretati.” mi stavo domandando quale sarebbe la pensione di un lavoratore precario a progetto dopo una vita passata a lavorare in modo flessibile.

Leggo quindi che Sarà una pensione davvero esigua quella che aspetta tutti coloro che non hanno un contratto da dipendente. Spesso al di sotto dell’assegno sociale. E’ quanto emerge dall’indagine “Welfare e flessibilità. La dimensione incerta del lavoro atipico” realizzata dall’Associazione Nuovo Welfare per conto di Nidil e Spi Cgil.

Ma non sento odore di preoccupazione, di sgomento e di voglia di farsi sentire: tutti sembrano tranquilli. Ora, è certo che non tutti lavoreranno a vita in modo precario (lo spero), anche se andando avanti, le cose qui in Italia non miglioreranno di certo: andiamo sempre nella direzione opposta, non si prova mai a cambiare.

Ma è quasi sicuro che noi non avremo più una pensione, dovremo farcela da soli o chissà che salti mortali bisognerà imparare a fare. Quindi prima di scappare all’estero sarebbe meglio informarsi ogni tanto.

Certo, sappiamo che i giornalisti vanno interpretati…ma interpretare il silenzio…!!!

P.S.= …sono stato semi-abbandonato da lavoratoreflessibile e Gegio in questo periodo…non ho più notizie di loro. Probabilmente sono impegnati col lavoro, ecc…anche se un mezzo segnale potevano lanciarmelo… Io comunque non mollo.

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4 Responses to Il silenzio

  1. Artemide ha detto:

    Bravo Sonounprecario! non mollare, mai! Perchè chi la dura la vince! Bisogna crederci…

  2. nidil ha detto:

    Carissime/i ….

    vi invito all’iniziativa pubblica organizzata da FILCAMS CGIL e NIdiL CGIL della Brianza per riflettere su ciò che accade nei Call Center. La precarietà del lavoro, e la condizione di vita che ne consegue, affonda la dignità e nega il diritto al LAVORO. La precarietà è ormai una vera e propria “questione sociale” il cui affronto non può essere più rinviato anche confrontandoci con chi ne trae profitto scaricando i rischi sulle spalle dei lavoratori.

    Purtroppo, a causa della pesantezza del file, non vi riesco ad inviare il volantino che distribuiremo nei callcenter brianzoli (televoice, mediacall, ecc) ma chiedo a tutti voi di contribuire alla diffusione dell’iniziativa pubblica auspicandone una NECESSARIA buona partecipazione!

    FUORI DALLA PRECARIETA’: i Call Center sono metafora o fabbriche di precari?

    Insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori interverranno:

    Matteo Casiraghi Responsabile NIdiL CGIL Brianza
    Dottor. Umberto Costamagna Presidente ASSOCONTACT (Ass.Call Center)
    Roberto Contardi Segr. CGIL Brianza
    Marinella Meschieri Segr. Nazionale FILCAMS CGIL
    Domenico Guerriero Segr. FILCAMS CGIL Brianza

    VENERDI’ 27 OTTOBRE 2006 alle ore 20.00
    Monza Via D’Annunzio, 35 c/o Sala Circoscrizione 3

    Basta Precarietà!

  3. sonounprecario ha detto:

    Eheh, io non mollo….interessante questo incontro, l’ho messo nella pagina “news a progetto” di modo che possa essere messo in rilievo…

    Nidil, spargi la voce ai tuoi amici, abbiamo uno strumento per discutere facilmente e farci sentire…perché non usarlo?

    =D

  4. Gegio ha detto:

    Sei sempre nei miei pensieri…sì purtroppo ho duri impegni di lavoro. Mi sto mettendo un po’ in gioco. Comunque non ti preoccupare…tornerò, prima o poi tornerò, devo solo gestirmi un po’ meglio.

    Gegio

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