Le scritte “in piccolo” e i giovani di 35 anni

E’ tempo di imparare ad interpretare e a leggere tra le righe tutte le cazzate che ci sputano addosso (almeno ci provo, non ho e non voglio avere la presunzione di insegnare niente a nessuno).
Tempo fa ho sentito dire dal ministro (dello sport?!) Melandri: “Giovani, casa più facile e sgravi fiscali”. Le promesse, da non confondere con certezze, si susseguono in un crescendo da sballo. Tra gli altri obiettivi abbiamo: alleggerire i costi per l’alloggio per gli universitari fuori sede, favorire l’imprenditoria creativa (dopo la finanza…!!!) e stabilizzare il lavoro precario (spero non voglia dire “trasformare in certezza per il futuro anche il lavoro precario”…); detrazione delle spese per l’affitto di casa degli studenti universitari fuori sede.

Leggendo tra le righe: è’ il comma 20 dell’articolo 20 a prevedere la detrazione del 19 per cento – per un importo non superiore a 2.633 euro delle spese per l’affitto di casa pagato dagli studenti universitari fuori sede.”
Giro quindi la domanda ad uno studente fuori sede: quanto spendete annualmente di affitto? Senza contare che “per accedere a tale detrazione gli studenti devono essere iscritti a un corso di laurea di una università con sede in una provincia diversa da quella di residenza.”

Per di più, “la nuova finanziara prevede anche (art. 20, comma 19) che la riduzione a titolo di deduzione forfettaria passi dal 25% al 40% per quelle spese relative a redditi derivanti dalla utilizzazione economica di opere dell’ingegno, di brevetti industriali così come di software. La disposizione prevede il benficio esclusivamente per i giovani con un’età inferiore a 35 anni”. Ora, vorrei anche far notare un’altra cosa; qui si parla di giovani con un’età inferiore a 35 anni. Ma cosa si intende per giovani? Fino a che età si è considerati dei baldi giovinotti sotto la tutela di mammà e papà?

Prendiamo gli altri paesi europei: ci surclassano. A parte il fatto che l’Università in media dura 4 anni e hai finito, invece qui col 3+2 devi laurearti due volte – possibilmente in ritardo – ..a che età si ha la possibilità di andarsene finalmente da casa, avere un lavoro stabile e potersi permettere una casa? Sempre tardi, troppo tardi. Sono aumentati gli iscritti all’università con il “3+2” (tra poco diventerà 3×2..!), si alza quindi l’età in cui si finiscono gli studi, si rimanda tutto..e i giovani arrivano fino a 35 anni..!!!

Non sto dicendo che uno a 35 anni è vecchio fisicamente, sto parlando (e lo sapete bene), del fatto che a 35 anni dal mio punto di vista, la maggior parte delle persone dovrebbe essere sistemata e magari avere un figlio… Ma dopotutto è un cane che si morde la coda: siamo un paese vecchissimo, tra qualche anno i vecchi supereranno i giovani; lo Stato non ha soldi, tantomeno per le pensioni…ditemi come si farà? Non si fanno i figli, la crescita rasenta lo ZERO, si sollevata di qualche punticino per merito degli IMMIGRATI!

La “razza italiana” che si bullava delle potenze plutocratiche è in declino: persino la Chiesa, in qualche caso, lancia moniti per farci tromb**e di più e fare figli! Altrimenti chi andrà più in chiesa con tutti i consensi che perdono anno dopo anno? Chi indottrineranno? Come faranno a sopravvivere senza le offertine dei fedeli?

Quindi, la colpa è sicuramente delle donne: fanno troppo le preziose, non ci sono più le donne disponibili di una volta… Qualcuno bisogna pur incolpare!

Ah, per tornare a noi giovani: mi piacerebbe conoscere il parere di chi legge questo blog sulle questioni che pongo. Ma non rispondete a me, rispondete direttamente al On. Giovanna Melandri (Ministero per le Politiche giovanili e le attività sportive
Largo Chigi 19 – 00187 Roma – Tel. +39.0667791 Fax +39.0667795977 –g.melandri@governo.it ).

Una bella e veloce email: ditegli quanto vi pagano al call center e quanto spendete d’affitto, senza dimenticare di specificare…quanti anni avete.

Qui qualcosa, quadra sempre meno.

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3 Responses to Le scritte “in piccolo” e i giovani di 35 anni

  1. sonounprecario ha detto:

    …quanti di voi da grandi vorrebbero fare l’imprenditore creativo?
    …Anche se siete panettieri o idraulici intendo. Perché qui tutti si sentono imprenditori… -_-

  2. Michy ha detto:

    Chi cerca di fare impresa e rischia i suoi capitali oltre il suo lavoro, per quanto micro, umile e modesto è un imprenditore. Ben vengano quindi panettieri, idraulici, calzolai e soprattutto persone che hanno la dignità di non piangersi addosso…e voglia di fare

    Saluti

  3. sonounprecario ha detto:

    Non volevo offendere panettieri, idraulici, ecc… Però non bisogna confondere le cose… lo sai anche tu =)

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