Tiriamo lo sciacquone!

 

Che bello, sempre più raramente si parla del precariato.

Oggi è il turno di Repubblica, con questo articolo. Tra l’altro, se volete c’è la possibilità di vedere l’intervista o scaricarla completamente, giusto per sentire le opinioni di “comodo” del mese.

Il punto principale, quello su cui aspettavo Epifani al varco, arriva con la domanda riguardo all’abolizione della Legge Biagi (roba dafare nel giro di una settimanain teoria, senza pensarci troppo). Questa la sua risposta: “Noi intendiamo mettere mano a tutta la legislazione del lavoro, quando abolisci hai bisogno di mettere qualcos’altro al suo posto, la legislazione non può semplicemente tornare indietro, alla situazione di cinque-sei anni fa. Ci vuole una riscrittura che risistemi tutta la materia”.

Se ascoltate quello che dice e leggete tra le righe, si intuisce benissimo che non si vuole abolire la legge Biagi e ormai non si potrà farlo perché ci sono troppe aziende a cui fa comodo. Peccato che bisognerebbe pensare anche a chi lavora dentro le aziende: i precari. L’ho detto tante volte, portando come esempio la Francia (ahimé!) col contratto di primo impiego, spazzato via con proteste, scioperi e un paio di settimane: la stessa cosa andrebbe fatta con la legge Biagi, ma Epifani ci dice che non si può abolirla, adducendo scuse che sa anche mia nonna, sviando il problema, saltando la base del precariato.

“Grazie al cavolo” che non si può tornare indietro! E addirittura “bisogna mettere qualcosa al posto di qualcos’altro abolito”; una spiegazione coi fiocchi, ma se il ragionamento è non abolire la Legge Biagi, allora non ci vorrà niente al posto di niente: tutto rimarrà come ora, uguale, in uno stato vegetativo che può solo peggiorare.

Ci vuole una riscrittura? Ma ca..spita! Berlusconi in 5 anni di governo ha fatto passare davanti al vostro naso leggi inventate, create apposta per salvarsi dal trascorrere un po’ di anni in un monolocale con le sbarre…roba da “piano di rinascita della P2” (e meno male che per poco, nonostante il gravissimo broglio che farebbe saltare in aria un paese intero, che noi effettivamente non siamo, non ci è riuscito, anche se confrontando il piano con le modifiche da lui fatte..combaciano)…e voi non avete le palle di cancellarne una e scriverne un’altra per i cittadini più deboli e difendibili?

Tiriamo lo sciacquone, spazziamo via noi queste cariatidi: l’altra sera per caso guardavo il tg5, ormai sulla scia di studio aperto, che oltre a parlare dei fiori inviati al “malato immaginario” (sono ironico) e ai nuovi film in uscita, da’ ormai le notizie in modo più che vergognoso; chi qualcosa di comunicazione ha studiato, intuisce lo schifo del livello dell’informazione italiana…ma addirittura un po’ di altre persone potrebbero essersene accorte. Quindi, schiacciamo il pulsante dell’acqua del water: abbiamo internet ed andiamo alla velocità della luce rispetto a questi babbioni che ancora non hanno capito nulla: possiamo smentirli quando vogliamo con dati, notizie, con la rete; sono arcistufo della tv “post-prima-repubblica” filtrata dall’opinione dell’editore di turno.

La soluzione siamo sempre più noi, come già vi ho detto: ma dovremo arrivare ad un punto di rottura

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2 Responses to Tiriamo lo sciacquone!

  1. Giubertinik ha detto:

    Complimenti per il tuo Blog. Ti lancio una provocazione: e se invece abolissimo i lavoratori a tempo indeterminato?

    Sono stufo di vedere intorno a me vecchietti che non lavorano.

    La nostra generazione può fare molto se crede nei progetti. I fondatori di Google hanno 34 anni e mi sembra che “qualcosina di sensato” l’abbiano fatto.

    Cari senatori del tempo indeterminato, alla luce del successo di due 34enni che hanno fondato Google, voi cosa fate per meritarvi il vostro stipendio? Fuori i progetti !

  2. sonounprecario ha detto:

    Grazie…accolgo la tua provocazione!

    Potrei anche essere d’accordo con te, perché dopotutto non per ogni lavoro il lavoro indeterminato è necessario; però servirebbero maggiori garanzie e qualche certezza in più, che questo contratto a progetto sicuramente non da.
    Esempio: un lavoratore a progetto costa pochissimo per un’azienda. Bene, allora aumentiamo lo stipendio di un lavoratore a progetto e rendiamolo a tutti gli effetti un lavoratore “in proprio”.

    Concordo con te per l’ultima osservazione.. Gli altri che progetti hanno?

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