Happy new Year!

dicembre 29, 2006

Questo sarà il post di fine anno visto che per qualche giorno non ci sarò.

Oltre a rinnovarvi gli auguri di buon anno, magari non da precario ma a tempo indeterminato, vi lascio con l’ennesima inchiesta di Guariniello. Tecnostress in call center? Inchiesta?

E io che speravo che quella volta che un procuratore aggiunto avesse varcato la porta di un call center avrebbe aperto un’inchiesta anche e soprattutto su altre cosucce.

Si parla di call center ma si devia il tiro, si sfiorano volutamente i problemi: Guariniello sarà falice di aprire qualcos’altro oltre ai doni di Natale. Poteva tagliare corto. Chiamando infatti il call center per le emergenze sanitarie del ministero della salute avrebbe risolto ogni cosa.

Quello che mi chiedo è chi salverà i lavoratori del call center per le emergenze sanitarie dal tecnostress causato dal tecnostress di altri operatori esauriti.

E io stupido che lo chiamavo solo rompimento di c******i!

Buon Anno a tutti e Tanti Auguri.

P.S.= vi lascio con una piccola curiosità. Eccovi le parole chiave con cui questo blog è stato visitato oggi e ieri:

Oggi

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ferie e lavoro progetto 3
stipendio giorni 2
argentina bolg lavoro 2
sesso notte lavoro contratto indetermina 1
nunzia napolitano 1

Ieri

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LEGGE 626 3
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atesia napoli 2
ragazze che si masturbano a vicenda 2
stipendio base contratto a progetto call 2

Forse c’è qualcosina che non va!


Lo Spirito del Natale

dicembre 24, 2006

Tnx to gettyimages.com

..niente post “cattivi” e troppo impegnati oggi. Niente temi su cui dibattere e infervorarsi.

Stasera, poche ore prima della notte di Natale – quella che dovrebbe essere “magica” per vari motivi, quella che “lo spirito del Natale” (nascosto al centro commerciale), quella che ti fa tornare bambino – ho deciso semplicemente di essere banale.

…E a tutti i precari, a tutti i lavoratori flessibili, a tutti gli assunti a progetto, a chi non ha un lavoro, a chi sogna una società moderna e sviluppata, illuminata nelle menti; a chi ha chiesto a babbo natale di portare un lavoro nuovo, uno stipendio fisso, a chi spera che la malattia il lavoro non gli porti via; a chi si incazza per le tasse, a chi subisce soprusi e abusi, a chi chiede soltanto qualche certezza; a chi vorrebbe tornare bambino, a chi spera ancora in un futuro diverso, a chi ancora crede in qualcosa…e a tutti quelli di cui mi sono dimenticato…auguro un felice natale.

Se potete, mangiate, bevete e dimenticate. Anche se è tardi, vaff****lo alla televisione che vi dice di comprare ma vi ricorda che siete poveri; al diavolo tutto quanto, torniamo veramente bambini precari e sognatori almeno per una Notte e un giorno intero.

E tutti insieme facciamo un bel funerale civile alla chiesa precaria, senza certezze per il domani (ma con tanto oro alle mani alla faccia dei musulmani) e sempre più distante da “qualcosa in cui sperare”.

Buone feste a tutti voi e ricordate: ai problemi ci penseremo domani…come sempre del resto!

P.S.= questo il mio regalo per voi


Mamma licenziata per 30 minuti “flessibili”

dicembre 20, 2006

L’opposto, l’iperbolico, il ridicolo. Sullo stesso piano.

Leggo questo articolo e rimango sconcertato, ma solo perché siamo sotto Natale. Ovvio.

Una mamma ha chiesto e poi implorato di avere “mezz’ora di lavoro flessibile”, 30 schifosi minuti di non-lavoro; se sei precario o assunto a progetto questi 30 minuti non sarebbero pagati ed io “ti farei il favore di avvertirti che non ci sono per questa mezz’ora”. In questo caso posso farlo. Senza poi ovviamente potersi sottrarre alle sibilline ripicche e azioni in stile mobbing che spesso portano al licenziamento.
La “mamma” aveva bisogno di questi dannati 30 minuti “per poter riprendere la figlia da scuola” (non per partecipare alle selezioni del grande fratello, che sarebbero state accettate come ottima scusa), ma l’azienda per cui lavorava, la Ipc Faip di Vaiano Cremasco (Cremona), ha deciso di recitare la parte del brutto e cattivo; la parte di chi se ne fotte, e che ritiene vitali 30 minuti di una madre (tra l’altro tolti da una pausa pranzo che in precedenza era di un’ora, per un accordo preso da non so chi che ha un po’ dell’assurdo..); la parte di chi si diverte a fare il bello ed il cattivo tempo (con questa legge può farlo purtroppo), giocando con il destino (per chi ci crede), il futuro e la flessibilità di una persona. Ma come…questa flessibilità nel lavoro viene sponsorizzata così tanto! Cosa può interessare a qualcuno se tu perdi il lavoro per motivi demenziali? Che forse sia stata una scusa? O l’ennesima presa per il c**o di un ennesimo esempio di signoraggio? Insomma, l’hanno licenziata.

“Raffaella, operaia di 40 anni, aveva fatto domanda per poter avere trenta minuti di flessibilità da utilizzare per accudire la sua bambina” e per questo è stata cacciata in malo modo manco fosse un evasore fiscale...(no, questi non la pagano mai, che stupido!)

“Fino a qualche settimana fa la donna, divorziata e senza altri redditi se non la sua paga di mille euro, per prelevare la figlia a scuola aveva sempre usato la pausa pranzo. Recentemente un accordo sindacale l’ha accorciata però di mezz’ora. La signora aveva chiesto quindi una deroga, con la disponibilità a recuperare la mezzora o a perdere la retribuzione.” Ma non c’è stato verso: solidarietà da parte dei lavoratori, scioperi di mezzora indetti dalla Flm Uniti-Cub per dare speranza alla signora Raffaella non sono serviti a niente.

La criminale è stata cacciata: il male è stato estirpato alla radice. Problemi dell’azienda (e per l’azienda) risolti.

Ma questa volta ci sarà un’udienza davanti al pretore del lavoro, fissata per il 9 gennaio a Crema.

Chissà mai che per una volta, vincano i buoni


Letterina a Babbo Natale

dicembre 19, 2006

Caro Babbo Natale,

è da un po’ di tempo che non ti parlo. Però giuro, credo ancora nella tua esistenza: altrimenti non sarei qui a scriverti!

Porta via i debiti di questo paesino a forma di stivale con comportamenti da carnevale.
Togli tutte le tasse così che non siano i soliti ad arraffare a mani basse; dai pace a Napolitano che prega il cervello italiano a non scappare via dalla repubblica delle banane, con in testa bianche bandane.
Fai sì che l’italiano medio che compra ampliando il debito e facendo rate, non finisca a gambe piegate; siamo un paese che compra tutto a rate, abbiamo imprenditori che non spostano un euro, ma comprano autostrade facendo un altro debito e poi aumentando le tariffe, per il proprio profitto, senza un apparente motivo: sarebbe questo un bilancio positivo? Italiani che per non dire che non vanno in vacanza aprono mutui a destra e a manca: l’insegnamento di 50 anni del modello di vita cristiano-dc è così salvo ancora una volta. Facciamo tutti una giravolta.

Salva le grandi banche: loro pensano sempre ai nostri sogni. “Li vogliono vedere realizzati insieme agli interessi bancari.” Ho anche sentito che a Natale ogni sconto vale se paghi dopo e a rate. Anche loro fanno tutto quello che ci dicono alla televisione perché ci vogliono bene ed è bello indebitarsi insieme.

Fai che il momento di rottura in cui le finanziarie non ce la faranno e gli italiani nemmeno più a rate tutto compreranno non arrivi mai: altrimenti saranno guai!

Anche se non sei basso o pelato, a tutti i precari, dai lavoro a tempo indeterminato.

Tanti, tanti Auguri di Buon Natale anche a Te e a tutti gli italiani, felici di vedere luci nei centri commerciali dal primo novembre: servono a ricordare che prima di tutto devi essere cliente, comprare e consumare. Questo il vero spirito del Natale.

Dalla tv…tutto è festa! Strombazzano, di gran carriera le voci della pubblica opinione, sempre pronte a far in chiesa la comunione: frasi intolleranti, razziste, di vergogna e di ignoranza, dimenticando sempre la conseguenza nella testa di chi guarda.

Quindi grazie ancora, Babbo Natale; anche per quest’anno il mio problema sarà per il futuro un grave danno: ma chisseneimporta! Io vivo nel presente, non son mica deficiente.


Atesia: “entro il 2007 assumeremo 6500 precari”

dicembre 13, 2006

Oggi è stato firmato l’accordo sui call center.

Sembra che il gruppo “Atesia-Almaviva” assumerà entro il prossimo anno (..entro?) 6.500 precari. “Un contratto a tempo indeterminato che offrirà ai neoassunti i contributi malattia, i congedi per la maternità e il diritto delle ferie e, soprattutto, che cancellerà una volta per tutte la differenza tra i centralinisti che ricevono le telefonate e quelli che chiamano gli utenti per offrire servizi o proporre nuovi prodotti.

Ci credete? Firmato è firmato…ma tra il dire e il fare c’è di mezzo l’anno nuovo. Forse.

Il ministro del lavoro Damiano ha anche detto che vorrebbe allargare l’accordo ad altri call center. Anche perché i lavoratori di call center in Italia sono 250.000!

Ci credete? Che ne dite? Assumeranno entro il 2007 o..c’è dietro qualcosina?


More than Words

dicembre 12, 2006

Sono ancora i giovani i più coinvolti dalle forme contrattuali di lavoro a “scadenza”. Sono ancora loro il segmento della società a pagare di più il pegno delle trasformazioni dei mercati e delle strutture produttive. Nel primo trimestre del 2006 nei 25 paesi dell’Unione europea, quattro ragazzi su dieci si sono ritrovati infatti con un contratto temporaneo (vedi tabella) e la percentuale sale ancora di più se si guarda ai paesi dell’area euro dove quasi un giovane su due (il 48,6%) trova lavoro solo grazie a un contratto a tempo. Sono questi alcuni dei dati del “Labour Market Latest Trends” pubblicato in questi giorni da Eurostat.”

Non so cosa dire…a parte che oggi ho finito gli esami universitari. Quindi non ho parole, bastano quelle sopra.

Non ho parole perché sabato 2 dicembre “i moderati” che manifestavano (quelli intolleranti che odiano, che risbattono a casa, ecc…i leoni della libertà insomma) avevano il pullman gratis, il buono pasto anche. Gente travestita da sposa che non sapeva il motivo, gente che sfilava ballando imbavagliata perché qualcuno in qualche modo oscuro sta togliendo loro la libertà (..eh?); magliette e tazze da comprare, bandiere – comprate – al vento per celebrare la “più grande manifestazione dal dopoguerra ad oggi”, sputando sulla storia (che dovreste cominciare almeno a ripassare…); spam su internet – IRCnet su tuttipubblicità in tv, dirette dalle tv “vergogna” e poi…poi vedo un flash, quasi subliminale, di tgcom che parla dei PACS mentre sul video scorrono immagini di ballerini brasiliani travestiti da carnevale con le piume colorate su carri… Questa l’idea che deve passare ed entrare nella testolina dell’italiano medio; questa la considerazione che hanno verso il pubblico televisivo. Fa niente se PACS voglia anche dire “uomo e donna che riconoscono il proprio diritto di coppia che so io..in comune”. Ma la Chiesa, quelli tolleranti e moderati, “no”, non vogliono, perché altrimenti…chi più si sposerebbe? Chi verserebbe l’offertina?

E poi ci dimentichiamo di questo, questo, questo, questo e tanto altro… Ma l’italiano ha una memoria corta, si sa.

L’homo-videns italiano ha una memoria ram televisiva.

Quindi perché sbattersi tanto con un blog?


Appello alle donne

dicembre 8, 2006

uomini sull’orlo di una crisi di nervi. Donne che ci doppiano, donne che progrediscono e fanno tremare uomini d’onore vecchi di secoli.

In Europa le donne avanzano, si lamentano ma si danno una mossa; fanno sentire la propria voce, si candidano, sputtanano, lanciano appelli… In Germania hanno la Merkel, indipendentemente dal partito o dall’idea, che è cancelliere; negli Usa Hillary Clinton; in Francia Ségolène (sperando che venga eletta), con le sue idee illuminate e moderne..e così via.

In Italia?

Dove sono le donne? Ehy, ci siete? Siete stufe di questa vecchia società paternalistica-maschilista..? Non sembra.

Il vostro stipendio è nettamente inferiore a un vostro pari del sesso opposto; raramente arrivate ad occupare posizioni alte; in tv nessuno parla di voi se non in occasioni particolari; vi fanno fare le vallette o le coco-conduttrici; parlano di voi se fate il calendario o vi denudate in diretta; siete solo viste come “la moglie di”, “la fidanzata di”…e chi più ne ha più ne metta.

Le politiche più conosciute in Italia purtroppo servono solo a scopi pubblicitari del tipo “carina quella, voterò il suo partito”, sulla scia del “come fai a votare quello con quella faccia li”; quelle intelligenti che valgono qualcosa vengono allontanate. A parte rari casi le più “cliccate” non hanno grandi capacità intellettive per essere propositive in senso moderno ed utile alla società italiana. Sempre zitte, tranne quando appaiono su riviste settimanali in foto d’autore con interviste da soubrettes. Questa l’immagine della donna italiana impegnata.

Donne vi lancio un appello: so che siete in tantissime, più di noi maschietti, ad avere un buon cervello per pensare; salvateci, abbiate pietà di noi succubi, fustrati da chi è arrivato più in alto di noi ed ha il macchinone. Sappiamo benissimo che siete più lungimiranti e avete una grande apertura (si parla di mentalità suvvia!), una straordinaria capacità di adattarsi alle situazioni e soprattutto siete più tolleranti di noi maschi (non uomini, per carità!). E voglio credere che andate oltre anche a quello che dice la tv, al fatto che già da piccole con bambole e vestitini vi abituano a quello che vogliono voi siate da grandi, spalla (..o costola se preferite, per ricordarvi che anche il “testo sacro” non è molto femminista..) silenziosa di un uomo.

Gli stupri e le violenze sono in aumento? Cazzo, fatevi sentire, protestate! Pretendete provvedimenti! Ma non tramite, che so io, la Moratti! La soluzione siete voi, voi stesse! Non lamentatevi sempre e solo con il vostro sveglione maschietto stordito (tipo io stesso) che avete accanto.

Siete discriminate nel lavoro? Non lo so, fate saltare in aria la macchina del capo! Ma fate qualcosa!

Lo sapete che noi maschietti non ci svegliamo mai; siamo dei grandi chiacchieroni cuntabal, ma fatti niente. Aspettiamo che qualcuno dall’alto faccia tutto per noi.

Donne precarie, le mie speranze risiedono anche in voi! Vi licenziano perché troppo malate? Vi licenziano perché vi sposate o rimanete incinte? Siete contente?

Finalmente da oggi hanno ricominciato a scendere in piazza i manifestanti veri che hanno qualcosa di serio da chiedere, quelli che non hanno il pullman pagato per il viaggio, il buono pasto, la bandiera gratis e il vestito da sposa o la maschera di mortadella da indossare senza conoscere un preciso “perché”. Quelli che rischiano il lavoro se scioperano, quelli che non è la tv e il tg che gli dice di manifestare, quelli con le palle vere che fanno fatica. Non i 2 milioni di miliardi di persone del 2 dicembre, uniche a quanto pare, a lavorare e che hanno come valori la famiglia, la patria e la croce celtica.

Visto che va di moda quindi, uscite di casa e fatevi sentire.

La soluzione è anche rosa.