Analfabetismo digitale

L’articolo di Repubblica che riprende un sondaggio sul curioso argomento “Italiani e Tecnologie” in realtà non dice niente di nuovo.

From Gettyimages.com - La fonte è riportata nel link stesso

In pratica fa notare, senza dirlo ovviamente, che i consumi degli italiani riflettono semplicemente le pubblicità televisive che passano per i soliti canali noti. Internet e i pc, soprattutto per i più anzianotti, è ancora visto un po’ troppo come qualcosa per “maghi esperti e cervellosi”, ma soprattutto come minaccia o nido di truffe da debellare: quando infatti qualche pisquanotto viene truffato perché è talmente beone da comprare un rolex da un sito fatto bene come italia.it a prezzi più che stracciati, il ritratto fatto da striscia la notizia o dal reportage di turno diventa una sorta di mitragliata verso la “croce rossa”. Perché non si spiegano mai le cose fino in fondo, si da risalto a quello che fa comodo.

Per esempio, i giornalisti hanno spesso in bocca la parola “hacker”, hacker di qua, hacker di la… Quando cominciano a dire che “qualcuno si è intromesso nel pc di un altro” nella testa della gente scatta un meccanismo da film americano, con l’attore che batte fantomaticamente sulla tastiera come se stesse programmando in C++ la distruzione della Terra. In realtà, per esempio, potrebbero spiegare innanzitutto chi sia un “hacker”, quale sia la sua vera filosofia e che non va confuso con “cracker” (quello da mangiare, ovvio); notare che la maggior parte degli utenti ha windows, possibilmente installato male, pieno di falle, buchi neri veri e propri che permettono di inserirsi nel pc dello sventurato solo conoscendo l’ip tramite programmini di pochi kb, senza conoscere la fisica quantistica quindi; potrebbero anche ricordare che ogni tot giorni spunta un aggiornamento per tappare le falle, ecc… Potrei fare molti esempi, ma avete capito, sono sicuro.

Per lo meno qualcuno ha avuto un po’ di ritegno e si è accorto che il digitale terrestre è una sonora minchiata promossa (e incentivata) sotto il dominio dell’uomo noto, e pressoché sconosciuta (e superata) negli altri paesi. Addirittura, tra le righe dell’articolo, si scorge una sorta di presa di coscienza, chiamata “componente partecipativa trainata dai siti di condivisione dei contenuti (YouTube, Wikipedia…) e immortalata dalla copertina del Time che per il 2006 come “persona dell’anno” non ha scelto alcun soggetto in particolare, ma l’utente Internet nella sua generalità.”

Certo mi chiedo chi ancora abbia il coraggio di non avere o non volere un pc in casa.

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One Response to Analfabetismo digitale

  1. […] l’analfabetismo digitale di cui parlavo qualche tempo fa? Tale è lo stato dell’Italia e tale, chi pensa di […]

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