Zapping guidato

aprile 30, 2007

Stasera alle 23.15 sui rai tre ci sarà RT (rotocalco televisivo) condotto da Enzo Biagi che, se non vi siete accorti, è tornato in televisione dopo il famoso editto bulgaro.

Se stasera sarete a casa o ancora non avete scrutato questo programma, avrete un motivo in più per farlo: ebbene sì, ospite illustre e intervistato sarà il mitico Daniele Luttazzi, al vero ritorno in tv senza timore di “essere tagliato” da un Baudo qualunque.


Spam elettorale

aprile 30, 2007

Non so se vi è capitato di notare, girando per città e paesi di ogni tipo, durante il periodo pre-elezioni comunali o quel che l’è, il numero dei cartelloni elettorali che tempestano il città o il paese in questione. Sono tanti, di ogni genere e dimensione.

Il problema è questo: provate a notare le differenze tra i cartelloni dei partiti di destra e quelli della sinistra. Enormi i primi, piazzati in ogni angolo della città, costruiti ad arte spendendo cifre spropositate, piccoli e più sobri i secondi, figli del raccatta dané, “rastrellati tra i militanti e i comitati di base e le collette e un po’ di soldi dei partiti della coalizione”. Eh sì, perché è comodo parlare di tasse e comunisti, ma spendere milioni di euro per una campagna elettorale mi sembra davvero vergognoso oltre che essere un insulto alla povertà. Guardatela in questo modo: spesso questi finanziamenti sono tirati fuori di tasca propria o dagli amici degli amici, che poi avranno bisogno di tanti favori; insomma, investimenti veri e propri che verranno fatti fruttare se l’amichetto verrà eletto. E giu porcate, appalti e giochetti amministrativi molto provinciali a destra e a manca. Benvenuti nella politica in piccolo.

Il caso più eclatante forse è quello di Milano, in cui la Moratti ha ricevuto in beneficenza SEI MILIONI DI EURO (sei milioni di euro), in parte dal marito che ha quindi potuto risparmiare anche un bel po’ di soldi in tasse (se li versi ad un partito risparmi più che a darli in beneficenza, ebbene sì). Alla faccia dei negozianti incazzati, dei cinesi e di tutto il resto…6 milioni di euro spesi in pubblicità. Questi i metodi della destra, imparati ad arte dal gran maestro editore, che senza le pubblicità arrivate dal ’94 in poi (discesa in campo docet)…non esisterebbe.

Ora però, prenderò in esame il caso di Monza (città non piccola), visto che ci passo ogni giorno e sotto gli occhi scorgo i vari cambiamenti (lavori, ecc…). E’ da qualche mese infatti che il centrodestra sta letteralmente spammando per tutta la città, rendendola uno schifo allucinante, dei cartelli con fondo rosso recitanti “Monza città tradita”. A parte che, inizialmente, per chi non era ben informato, un cartello del genere poteva non voler dire niente (non conteneva altre scritte)…successivamente però ne sono arrivati altri più diretti ed espliciti. Gli attacchi sono i soliti in questi casi: fantomatiche promesse non mantenute, lavori non fatti, ecc… Sarà, ma io vedo che negli ultimi anni Monza è cambiata e porta ancora le tracce di molti lavori non finiti. Questo in effetti crea problemi, ma mi pare alquanto normale, anche se ora, complice l’avvicinarsi delle elezioni, hanno subito una bella accellerata.

Tornando alla narrazione, la sinistra ha risposto con cartelli più piccoli e timidi, moderni (mi sanno molto di cultura partecipativa) e sicuramente presenti meno capillarmente sul territorio (hanno meno soldi da spendere sti comunisti). Leggendo poi i pareri di molti monzesi si scopre che “Sì, forse è stato tradito chi sperava che un’amministrazione di centro-sinistra continuasse nell’inesorabile opera del non far nulla che ha contraddistinto le amministrazioni monzesi degli ultimi cinquant’anni: democristiani prima, leghisti e forzisti poi! Sono monzese, non mi sento tradito da questa amministrazione che ha messo in cantiere e realizzato più opere in questi ultimi anni che tutte le amministrazioni precedenti messe assieme. Anzi, come molti mi chiedo: ma se l’amministrazione Faglia è riuscita a realizzare tutto questo (creando inevitabilmente anche disagi) con i continui tagli agli enti locali praticati dal governo Berlusconi, dove finivano prima i soldi che dovevano essere destinati a queste opere? Ma forse la borghesia monzese non ha tempo per porsi certe domande”. Ebbene sì, qui bisognerebbe aprire un’altra enorme parentesi sulla rete sociale monzese, molto brianzola e provinciale nella mentalità (Milano è un’altra roba insomma), ma non voglio annoiarvi troppo.

Insomma, chi ha i soldi da lanciare dalla finestra spamma slogan gridati, ripetitivi e memorizzabili facilmente, subliminalmente, che rimangono in testa come una pubblicità televisiva e non implicano troppi ragionamenti: se io ho una certa idea, passatami per tradizione orale, mi verrà più facile mantenerla e chiacchierarla in giro tramite i soliti luoghi comuni, cosa molto tipica di quelle parti; chi ha meno grano e deve provare a difendersi va sul messaggio ragionato, non fruibile da tutti.

Che stia qui la differenza tra destra e sinistra? Non parlo di soldi, ma di intelligentia (tradotto terra-terra).


Metodi (e pensieri) diversi

aprile 29, 2007

C’è chi in Turchia scende in piazza per manifestare la laicità dello Stato (in Turchia, sì). In Italia invece a manifestarla c’è solo una persona (o poche), mentre tutti quanti fanno finta di non sentire.

La Chiesa è la cosa più politica che ci sia, che ormai ha pochissimo dei cosiddetti insegnamenti di Gesù, e tra le tante cose ora ci toccherà subirci il massacramento ripetitivo col famigerato “Family Day”. Non conosco molto la religione, ma posso dire che Gesù avrebbe accolto, oltre ai diseredati, ai poveri, ai malati…anche gli omosessuali, a braccia aperte. Dopotutto, se proprio vogliamo spiegare tutto con la teoria della creazione, credo sia ascrivibile a Dio anche tutto il resto (anche perché esistono molti casi di omosessualità tra gli animali, per far capire ancora una volta che in questo caso non si sceglie cosa essere, ma lo si è e basta).
Che la Chiesa spieghi veramente perché non è a favore delle unioni civili (anche etero). Perché ufficiosamente lo sappiamo tutti.


Le autostrade NON sono per l’Italia

aprile 29, 2007

Ebbene sì, sono interista. “Ma questo che ca..volo centra” direte voi. Veniamo al dunque.

Siccome vinco una volta ogni 18 anni (non vorrei scatenare ora un’ondata di sfottò) e la mia ragazza abita vicino alla Pinetina (luogo esoterico in cui si allena l’Inter) ho così fatto questo percorso: Pinetina (dove ho visto un tizio che portava la Ferrari F430 di Recoba a Milano, povero cucciolo…!!!), autostrada, San Siro, casino e caroselli, hotel Melìa, visione dei giocatori abbastanza ubriachi sul pullman mentre spaccano (no, il pullman non era scoperto come credete) letteralmente il tetto (per farvi capire l’atmosfera, fonti più che certe mi hanno confermato che stanno reimbiancando i muri della sala del Melìa dove ha cenato l’Inter dopo l’apocalittica battaglia di torte). Insomma, per una volta ho fatto il tifoso italiano DOC ed è stato divertente.

E ora le note dolenti: dopo che il pullman parte e riesco a divincolarmi da una Milano pressoché bloccata e in balia degli interisti, con le nostre bandiere impolverate, prendo finalmente l’autostrada. Arrivo al casello di Lainate, mi divincolo tra l’illogica divisione delle corsie dei caselli, tra una direzione e l’altra e scelgo di andare a pagare il mio ingiustificato euro e venti centesimi per 15 km che farò nella fila in cui pagare solo con le monete: avete presente quando infilate le monete in una specie di vaschetta che poi vi da il resto (se deve darvelo) e vi alza la sbarra? Senza casellante insomma. Ecco.

Bene, infilo le mie monete e non le accetta…una, due volte, niente continua a sputarle indietro. Intanto dietro si forma coda: a quel punto chiedo a quello dietro se ha moneta da cambiare, intanto schiaccio il pulsante una, due volte (come indicato in caso di problemi) ma non sento nessuno parlare. Esce un biglietto con scritto che dovrò recarmi entro 15 giorni a pagare in posta il mio euro e venti centesimi, altrimenti “l’importo del pedaggio dovrà essere maggiorato degli oneri di accertamento” e “il mancato versamento di quanto dovuto compoerterà il recupero forzoso del credito con l’aggravio delle relative spese suppletive.” Fermi tutti.

Forse vi è sfuggita una cosa: il disservizio non è causa mia! Non è colpa mia se la macchinetta non prendeva monete (le uniche che avrebbe dovuto rifiutare erano quelle da 1 e 2 centesimi, come indicato…e chi cavolo vuoi che infili 1 o 2 centesimi???). Ma vi pare logico che io debba andare in posta a pagare 1.20 euro più un euro di commissione (e quindi 2 euro e 20 centesimi oltre alla coda da fare) per un servizio che oltre a non essermi stato dato mi ha causato problemi? E’ assurdo! Non è questione dei due euro, per carità, ma è una cosa che non sta né in cielo né in terra.

Le autostrade sono state pagate dagli italiani per decenni; arriva Benetton e se le compra senza soldi, con le banche, e ingiustificatamente, continua ad aumentare i prezzi dei pedaggi senza dare apparenti servizi. Le strade fanno schifo, sono piene di buchi, per fare un tragitto ci metto sempre più tempo perché il traffico raramente è scorrevole…non ci sono miglioramenti, ma restringimenti di corsie vari…e dobbiamo pagarti di più? E’ comodo comprarsi un’autostrada senza soldi, in linea coi capitalisti italiani e poi sovra-tassare per fare plus-valenza.

Non esiste un organismo serio di controllo tipo l’antitrust, la consob, associazioni dei consumatori, chenneso..che possa incazzarsi…come gli automobilisti?!?!?! Non è davvero possibile che ogni servizio pubblico in Italia funzioni poco o male!


La guerra dei falsi eroi

aprile 29, 2007

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Leggendo questo articolo non si scopre di certo l’acqua calda. La cosa che mi fa sorridere è che questa doveva essere una guerra giusta, relativamente breve e facile da vincere: siamo qui che aspettiamo, come dei piccoli grandi giovani balilla. Nemmeno i telegiornali ne parlano più, a meno di qualche grave attentato. Insomma, mi meraviglio, ma la guerra non fa più notizia.

Di conseguenza per tenere vivo questo ricordo si ricorre al vecchio espediente dei “falsi miti”, specialmente se donna. Mi sembra un po’ di rivivere, metaforicamente, il periodo del fascismo italiano in cui ogni battaglia andava non male ma malissimo, e i cronisti radiofonici, oltre che inventare letteralmente suoni e vicende belliche, parlavano di fantomatici personaggi, singole persone che con strani atti eroici avevano comunque fatto vedere il valore dell’italiano fascista. Insomma, non si parlava del disastro, ma di una persona che comunque era un eroe. I valori rinascimentali italiani…concentrati in singole persone (poche).

I valori americani…scaricati in una guerra che ha già fatto più di 700 mila morti e che ogni giorno arricchisce il macabro conto alla rovescia verso il milione. Se non è già stato raggiunto.

Intanto Bush per risolvere i problemi e sensibilizzare la gente contro la malaria in Africa, ci balla sopra. Alla prossima puntata, miei prodi, con la focosa battaglia del grano!


Giornalismi possibili?

aprile 27, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa  from http://tech.zamwi.com/2006/09/19/personal-journalism/

I giornali della tradizione guardano al web, offrono possibilità per osservare e tenere d’occhio il citizen journalism, l’influenza dei blog. Addirittura alcuni, sempre non in Italia, intuiscono l’importanza che può avere su un problema come lo spreco della carta leggere le rassegne stampa on line, informandosi in modo rispettoso anche per la natura.

Invece qui ogni tanto qualcuno se ne ricorda, ma solo riportando esempi degli altri, sottointendendo quanto sono avanti: di proporre idee o tentare esperimenti interessanti, culturalmente parlando ed in modo partecipativo, non se ne parla, meglio mantenere il segreto e rimanere belli statici, conservatori e identici a 1 secolo e passa fa. Il livello dell’informazione credo si misuri anche nella capacità di sapersi rinnovare e aprirsi non solo alle nuove tecnologie, ma anche alle nuove vie per produrre informazione e fare contenuti, attivamente. Per questo che i pochi esempi decenti di giornalisti-blogger o articoli aperti ai commenti, ecc…sono relegati al solo ambito, ristretto, della blogosfera italiana.


No Montezemolo, No Party

aprile 26, 2007

ripropongo un’immagine di Piazza Duomo a Milano tra qualche anno (fonte ansa.it, riportata nell’immagine):

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

…E mentre la Terra va letteralmente a puttane (credo vi siate accorti del clima desertico che dura da un po’ di tempo), Montezemolo si preoccupa delle fabbriche.

Non ha però specificato se si preoccupa solo per quelle che ci lavorano con l’acqua, quelle che per risparmiare qualche quattrino vomitano scarti nocivi da decenni nei nostri mari, fiumi, laghi…senza depurare o di quelle che sbattono un valore aggiunto sull’acqua che beviamo, bene che ci ha dato la natura, gratis e che dovrebbe essere pubblico e accessibile a tutti, o per lo meno non sfruttato e sprecato come purtroppo accade da molto tempo.


La pensione solo su second life?

aprile 26, 2007

Sul fatto che chi ora ha 20 anni o giu di li probabilmente non avrà la speranza di vedere la pensione abbiamo avuto già qualche sospetto: migliaia di giovani che convivono con la non-speranza del futuro, senza incentivi, non fanno bene a un paese; ma chi ci governa, che vecchio lo è già non può avere questi problemi e quindi non può capire. Che schiattino allora.

Per darvi l’idea della portata del problemino, addirittura quotidiani come Repubblica cominciano ad accorgersene, e lanciano giochi (senza premi e senza frontiere) per scoprire quando andremo e quanto avremo di pensione se mai riusciremo a superare i 100 anni credo.

Sì, perché considerando tutti i contratti a progetto o precari che di pensione ti garantirebbero cifre irrisorie e valutando i cambiamenti che innalzeranno l’età pensionabile, possiamo facilmente intuire come l’obiettivo di chi ci governa sia quello di non far arrivare alla pensione (leggi tra le righe “far schiattare prima”) un numero imprecisato di generazioni (o forse tutte quelle nuove, compresa la mia), giustificati dalla mancanza di soldi da dare a chi comunque ha versato e verserà contributi…un paradosso. Insomma, tu dai ma non riceverai in cambio; e allora perché devo pagare?

Ho una proposta: visto che va di moda, potrebbero inserire su second life le preoccupazioni della vita…che però verrebbero sempre risolte in positivo, almeno li. Avremmo una pensione virtuale giusta e potremmo toglierci la soddisfazione di arrivare a 70 e passa anni senza ritrovarci rincoglioniti e presi per i fondelli in ufficio, oppure sul letto di morte senza chiederci perché cavolo per una solo vita abbiamo lavorato e lavorato, pensando saltuariamente a poco altro.

Insomma, la pensione la potremmo avere solo…in una second(a) life. Alea eiacta est.


All’appello i “prof” non rispondono

aprile 24, 2007

L’insegnante non c’è? E’ malato? E’ assenteista? Nessuno lo sostituisce. I presidi non hanno soldi, la scuola tanto meno; piuttosto che formare le nuove generazioni o migliorare un servizio utile a far crescere tutti (per coloro che hanno voglia) si sprecano soldi per incentivare cose come il digitale terrestre, oppure si parla di “tesoretto”, così, per giochicchiare un po’ col futuro della gente.

Sarà capitato a molti bambini o ragazzi di vedere assente il proprio insegnante (con gioia e gaudio) per qualche tempo ma non vederlo sostituito. E così i precari rimangono a casa. O, se vengono chiamati, non vengono pagati (si avete capito bene, nella scuola funziona ancora così: dopo 20 anni e passa non è cambiato niente)…e se saranno pagati, raggiungeranno questo status dopo qualche mese o anno se sei fortunato. Intanto vivi di speranze.

E i sindacati? Arricchiscono il repertorio delle barzellette italiane. Se la prendono coi presidi, che non hanno soldi, ma non sanno che molti presidi fanno già i salti mortali per mantenere in uno stato di decenza la scuola che dirigono. Non sono mica i presidi che decidono il budget di cui disporre. Che se la prendano col ministero, col Governo. No, denunciano i presidi. I sindacati italiani sono sempre originali, si distinguono da tutti gli altri, perché nessuno sa bene che cazzo servono a fare.

Quindi viva la Francia, paese da cui storicamente partono tutti i rivolgimenti sociali: avremmo molto da imparare da loro (il contratto di primo impiego è stato un esempio calzante, qui invece la legge biagi esiste ancora, anzi sta benissimo), anche ora dalle loro elezioni: guardate l’età dei candidati, ascoltate i problemi che trattano e verificate l’affluenza record francese.

Capito? Qui i sindacati minacciano i presidi. Dalle altre parti si sciopera ad oltranza, TUTTI. Non si lavora, la gente tira fuori le palle, ma non solo quando non funziona la tessera per vedere la partita su mediaset premium e allora chiami il call center per insultare l’operatore. La si va avanti fino a che non si ottiene un risultato concreto.


Fatti e Opinioni – Episodio 1

aprile 23, 2007

Ho deciso di inaugurare una rubrica un po’ fuffa forse, possibilmente di domenica, impegni permettendo. Una volta la settimana insomma, inserirò un video di qualsiasi cosa che è accaduta durante la settimana (e che ritengo interessante o che mi offre spunti) e successivamente, chi avrà voglia commenterà questo fatto, con qualsiasi pensiero, da qualsiasi punto di vista (non mi sono montato la testa giuro, ho solo avuto un’idea che può piacere o no). Inauguro la prima puntata con un argomento scottante ma “invisibile” in Italia: l’informazione.

Il fatto:

…e ora a voi le opinioni.


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