Cei-boys

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Un ragazzo di 16 anni a Torino si è suicidato perché i compagni di scuola lo tormentavano ogni giorno, apostrofandolo di essere “gay”. Ora, non voglio accusare i compagni, per carità…nessuno può immaginare certe conseguenze.

Il fatto è che, subdolamente e subliminalmente, ogni santo giorno i ragazzi-teledipendenti si sentono riversar dalla televisione un sacco di pattume (e fin qui nulla di strano): cardinali, cei, papa, ecclesiastici pieni d’oro vari che ordinano e spiegano, magari aiutati da Andreotti, come sia una malattia il fatto di avere altri gusti sessuali. Vengono su così i cei-boys, secondo i migliori principi di indottrinamento religiosi (vecchi volponi, li non hanno nulla da invidiare al silvio). Come se fosse una scelta essere gay o etero. Perché tutti voi avete scelto di amare femminucce o maschietti; perché tutti voi avete ascoltato la tv o i cardinali per fare sesso la prima volta. Non è stato qualcosa di naturale; parlo con chi odia gli omosessuali a prescindere, per qualche strano motivo, si professa cattolico ma fa sesso prima del matrimonio per esempio.

Prendo in prestito alcune considerazioni da un post di suzukimaruti: “[…] in che senso la creazione di unioni civili è un “attacco alla famiglia”? Cioè, a me regolarmente sposato cosa succede di spiacevole se concediamo ai cittadini di regolarizzare le unioni al di fuori del matrimonio?

Secondo dubbio:
Mettiamo caso che chi avversa i dico non voglia dare diritti alle coppie omosessuali perché avversa/odia i gay. La domanda è: cosa punta ad ottenere?
Cioè se i gay non si uniscono civilmente cosa sperano succeda? Magari che i gay, disperati per non potersi unire, si “convertono”?
E ancora: qual è l’obiettivo di fondo? Togliere diritti ai gay? Se la risposta è sì, ecco due altre domande:
1 – come si concilia tutto ciò con quel capitoletto trascurabile della costituzione che sancisce uguali diritti per i cittadini indipendentemente dal credo, colore, sesso, ecc.?
2 – qualcuno pensa che togliendo diritti ai gay prima o poi finiscano i presunti “mali” che i suddetti gay fanno alla società? E se sì, come?”.
E soprattutto quali mali?

Tagliando corto: credo che chi provi odio verso qualcuno diverso da lui sia semplicemente un poveretto, un razzista, uno xenofobo con gravi problemi di demenza. E penso anche che alla lunga risulti pericoloso (il caso di Torino potrebbe essere una testimonianza) il continuo bombardamento mediatico riguardo alle dichiarazioni della cei, di Ruini, del papa…basta, sarebbe ora di finirla, ci sono problemi più importanti a cui dare spazio. Siamo nel 2007 e invece di risultare più indipendente e moderno, lo Stato torna indietro, mette in discussione l’ingerenza della religione in ogni questione politica.

Sto solo aspettando il momento in cui la cei dovrà precisare di non dover partecipare ad una manifestazione di forza italia.

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7 Responses to Cei-boys

  1. nulladadire ha detto:

    oh ma perché devo essere sempre quello che difende la cei il papa ruini (be’ difendere ruini è diventato più facile da quando è arrivato bagnasco che è pure peggio), con cui non condivido nulla se non la nazionalità?

    in quante compagnie vi siete mai trovati in cui un gay non si troverebbe a disagio, preso in giro e vituperato?
    quanti gruppi di persone conoscete in cui non ci si insulta dandosi del finocchio o del frocio?
    non è dalle bestialità di bagnasco che i ragazzini imparano a prendere in giro uno un po’ effemminato, ma dalla quotidianità.
    in quasi ogni ambiente mi venga a trovare dopo due giorni penso: “se c’è un gay qui si trova molto male”. e sicuramente qualcuno c’è e sta male.
    nel mio piccolo evito comportamenti beceri, ma le dichiarazioni della chiesa non sono causa. la cultura in cui siamo cresciuti è la causa. per fortuna sta cambiando.

    (poi queste dichiarazioni danno alibi ai cretini e sarebbe meglio non ci fossero, siamo intesi)

  2. nulladadire ha detto:

    scusate non ho firmato il commento precedente:
    Federico
    http://www.ilripostiglio.com/nulladadire

  3. Suzukimaruti ha detto:

    Beh, ma la cultura omofoba e maschilista in cui siamo cresciuti da cosa è influenzata fin dalle sue origini?
    Insomma, chi è che ci dà da sempre lezioni di maschilismo e omofobia? Chi è che impedisce alle donne di accedere ai posti di potere? Chi è che obbliga le sue donne ad indossare un velo in testa?
    I musulmani? Beh, sì, anche. Ma soprattutto la Chiesa.
    Siamo un paese latino e culturalmente cattolico, ecco il nostro difetto clamoroso.

  4. sonounprecario ha detto:

    …l’intento del mio post infatti non era quello di incolpare direttamente i furbetti del “quartiere vaticano”. Va bene ogni tanto scherzarci su ma un altro conto è dire qualcosa in modo offensivo o bombardare continuamente e subdolamente qualcuno, palesemente “debole” e comunque già tagliato fuori dalla rete sociale in cui vive (sai quanto i ragazzini possano essere cattivi, non di certo per colpa loro), cosa che in questo caso può condurre fino al suicidio (anche se, obietterai, non posso conoscere le conseguenze di certe cose, come ho scritto). Quello che voglio dire è che la colpa non è per forza degli amiconi ecclesiastici: però questo continuo bombardamento, che durà da secoli, diretto da ogni parte, non fa che diffondere intolleranza, odio…e a lungo andare per tantissime persone sarà “normale” tagliare fuori e isolare i “diversi” o per lo meno coloro che sono stimati diversi dal vaticano o da altre istutuzioni.
    E conoscerai benissimo il potere delle immagini e di alcune figure, spesso se continuamente diffuse tramite tv.

    E questo fatto può essere una delle tante conseguenze a cui porta l’odio, ecc…

  5. Kate ha detto:

    Il fatto è che la chiesa e proprio lei non può essere sede di discriminazione nei confronti di nessuna diversità. Credo stia davvero esagerando, la nota della Cei emessa a marzo scorso sembra una vera e proprio scomunica nei confronti dei parlamentari cattolici.
    Queste sono problematiche di ordine civile, la Spagna ha rispedito al mittente le considerazioni della Chiesa Cattolica sulle unioni civili. Hanno chiesto al popolo tramite referendum e poi di conseguenza legiferato.

    Kate

    Coppie di fatto e legge Dico: diritti negati alle unioni civili o agli umani “sentimenti”?!

  6. sonounprecario ha detto:

    Ma infatti il problema fondamentale è che la chiesa vuole e riesce a mettere il naso da tutte le parti qui. Perché glielo fanno fare e perché i giornalisti danno molto spazio a queste dichiarazioni: siamo un paese paolotto ed è meglio omologarsi alle polemiche, alle intolleranze.

    Dalle altre parti si chiede al popolo, ai cittadini (che svolgono il loro ruolo attivo), tramite referendum, confronti; qui invece sentiamo dire “questo si deve fare”, “questo deve essere così” solo dalle solite voci.

    Libero pensiero insomma… -_-

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