Deontologia 2.0?

In questi giorni è vivo nella blogosfera il dibattito (cominciato da Tim O’Reilly in the U.S.A.) sull’utilità o meno di un codice di condotta (o di comportamento) per noi blogger. Luca De Biase, Paolo Valdemarin, Luca Conti analizzano questa possibilità, coi vari pro e contro; Massimo Mantellini invece prova a delineare 7 regole che mi vedono in totale accordo e che ogni blogger (è sottointeso) dovrebbe tenere.

Il dibattito è di per sé molto interessante: è necessario che ognuno segua dei principi fissi, noti a tutti (su tutti l’importanza di citare la fonte) i blogger. Credo però che non si dovrebbe cadere in una sorta di rigida regolamentazione, scritta, rischiando che qualcuno si senta per forza vincolato a seguire certe regole, che magari non sente sue.

Vedo la blogosfera come organismo in continuo divenire che si auto-regolamenta: chi non mantiene le linee guida note a tutti o semplicemente…scrive stronzate non sarà segnalato né tantomeno preso in considerazione. Regole note a tutti ma open-source.

Insomma, non vorrei ritrovarmi per sbaglio in una Rete un po’ più chiusa ed autoreferenziale, correndo il rischio di diventare come questi qua.

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3 Responses to Deontologia 2.0?

  1. […] apple, blogger, blogosfera, citizen, blog. trackback E mentre noi ci impegnavamo a discutere su un possibile codice deontologico che regoli i blogger, la Camera dei Rappresentanti in USA istituirà il “Free Flow of Information Act of […]

  2. […] porre più controllo su Internet (non parlo della pedofilia sia chiaro)… Del resto lo sapete, io sono per l’autoregolamentazione quando si parla di web, blogosfera, ecc… Non è giusto che per colpa di un cretino (per […]

  3. […] raccomando, il Manifesto non è da confondere con il fantomatico codice di comportamento dei blogger, di cui nessuno – a mio modesto parere – ha […]

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