Italia chiusa ai “giovani”

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Un paese sempre più sigillato, vecchio ed arretrato…per i giovani che vogliono fare i cittadini, la parte attiva del domani, quella che vorrebbe partecipare. Una sorta di riflesso blogosferico. Non parolo di coloro i quali si accontentano del valore medio.

Non vorrei fare il moralista, rischiare di fare la figura di quello che si innalza e giudica. Ma ancora una volta sottolineo che i veri problemi secondo me sono anche questi: un paese vecchio, votato allo sfascio, in cui nessuno parla di soluzioni concrete, centrando i veri bisogni della società non può che avere un funesto avvenire.

«Non possono né decidere, né esprimersi. Sono considerati sempre dei motori da utilizzare, ma non capaci di produrre e di generare il nuovo. Io non penso che il mondo debba essere gestito solo dai giovani, ma c’è spazio per tutti, naturalmente bisognerebbe anche dialogare… ». Infatti, magari prima parliamone. E’ troppo facile fingere di ascoltare per una croce sulla scheda alle elezioni e poi fare il cavolo che si vuole, come sempre; è un circolo continuo che si ripete, va su quello, non fa niente e voto l’altro e così via. Secondo voi serve davvero a qualcosa un sistema come il nostro?

Ci vogliono così insomma e non facciamo altro che dargliene adito. Poche persone decidono, si circondano di organismi parassitari pronti a succhiare i succhiabile che puntano al proprio circolino molto auto-referenziale: this is il mondo politico italiano. Forse sono troppo utopico, mi direte, ma circondarsi dei migliori uomini di cultura, specializzati in ogni campo, per governare o meglio, migliorare un paese, non sarebbe male: una sorta di Tecnocrazia illuminata. Che parte dal basso magari. Così forse non avremmo un Mastella ministro della Giustizia, un creativo Tremonti (ex) ministro dell’economia o un Calderoli…punto, basta il nome.

Ma «da soli non si cambia nulla. Una sola persona non ce la può fare, la società è un sistema da educare». Sì, ma non deve essere mediaset, la Rai o la Cei a fornire il modello educativo che dovrebbe seguire la società italiana. Per lo meno non in questo modo.

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