La pensione solo su second life?

Sul fatto che chi ora ha 20 anni o giu di li probabilmente non avrà la speranza di vedere la pensione abbiamo avuto già qualche sospetto: migliaia di giovani che convivono con la non-speranza del futuro, senza incentivi, non fanno bene a un paese; ma chi ci governa, che vecchio lo è già non può avere questi problemi e quindi non può capire. Che schiattino allora.

Per darvi l’idea della portata del problemino, addirittura quotidiani come Repubblica cominciano ad accorgersene, e lanciano giochi (senza premi e senza frontiere) per scoprire quando andremo e quanto avremo di pensione se mai riusciremo a superare i 100 anni credo.

Sì, perché considerando tutti i contratti a progetto o precari che di pensione ti garantirebbero cifre irrisorie e valutando i cambiamenti che innalzeranno l’età pensionabile, possiamo facilmente intuire come l’obiettivo di chi ci governa sia quello di non far arrivare alla pensione (leggi tra le righe “far schiattare prima”) un numero imprecisato di generazioni (o forse tutte quelle nuove, compresa la mia), giustificati dalla mancanza di soldi da dare a chi comunque ha versato e verserà contributi…un paradosso. Insomma, tu dai ma non riceverai in cambio; e allora perché devo pagare?

Ho una proposta: visto che va di moda, potrebbero inserire su second life le preoccupazioni della vita…che però verrebbero sempre risolte in positivo, almeno li. Avremmo una pensione virtuale giusta e potremmo toglierci la soddisfazione di arrivare a 70 e passa anni senza ritrovarci rincoglioniti e presi per i fondelli in ufficio, oppure sul letto di morte senza chiederci perché cavolo per una solo vita abbiamo lavorato e lavorato, pensando saltuariamente a poco altro.

Insomma, la pensione la potremmo avere solo…in una second(a) life. Alea eiacta est.

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