Spam elettorale

Non so se vi è capitato di notare, girando per città e paesi di ogni tipo, durante il periodo pre-elezioni comunali o quel che l’è, il numero dei cartelloni elettorali che tempestano il città o il paese in questione. Sono tanti, di ogni genere e dimensione.

Il problema è questo: provate a notare le differenze tra i cartelloni dei partiti di destra e quelli della sinistra. Enormi i primi, piazzati in ogni angolo della città, costruiti ad arte spendendo cifre spropositate, piccoli e più sobri i secondi, figli del raccatta dané, “rastrellati tra i militanti e i comitati di base e le collette e un po’ di soldi dei partiti della coalizione”. Eh sì, perché è comodo parlare di tasse e comunisti, ma spendere milioni di euro per una campagna elettorale mi sembra davvero vergognoso oltre che essere un insulto alla povertà. Guardatela in questo modo: spesso questi finanziamenti sono tirati fuori di tasca propria o dagli amici degli amici, che poi avranno bisogno di tanti favori; insomma, investimenti veri e propri che verranno fatti fruttare se l’amichetto verrà eletto. E giu porcate, appalti e giochetti amministrativi molto provinciali a destra e a manca. Benvenuti nella politica in piccolo.

Il caso più eclatante forse è quello di Milano, in cui la Moratti ha ricevuto in beneficenza SEI MILIONI DI EURO (sei milioni di euro), in parte dal marito che ha quindi potuto risparmiare anche un bel po’ di soldi in tasse (se li versi ad un partito risparmi più che a darli in beneficenza, ebbene sì). Alla faccia dei negozianti incazzati, dei cinesi e di tutto il resto…6 milioni di euro spesi in pubblicità. Questi i metodi della destra, imparati ad arte dal gran maestro editore, che senza le pubblicità arrivate dal ’94 in poi (discesa in campo docet)…non esisterebbe.

Ora però, prenderò in esame il caso di Monza (città non piccola), visto che ci passo ogni giorno e sotto gli occhi scorgo i vari cambiamenti (lavori, ecc…). E’ da qualche mese infatti che il centrodestra sta letteralmente spammando per tutta la città, rendendola uno schifo allucinante, dei cartelli con fondo rosso recitanti “Monza città tradita”. A parte che, inizialmente, per chi non era ben informato, un cartello del genere poteva non voler dire niente (non conteneva altre scritte)…successivamente però ne sono arrivati altri più diretti ed espliciti. Gli attacchi sono i soliti in questi casi: fantomatiche promesse non mantenute, lavori non fatti, ecc… Sarà, ma io vedo che negli ultimi anni Monza è cambiata e porta ancora le tracce di molti lavori non finiti. Questo in effetti crea problemi, ma mi pare alquanto normale, anche se ora, complice l’avvicinarsi delle elezioni, hanno subito una bella accellerata.

Tornando alla narrazione, la sinistra ha risposto con cartelli più piccoli e timidi, moderni (mi sanno molto di cultura partecipativa) e sicuramente presenti meno capillarmente sul territorio (hanno meno soldi da spendere sti comunisti). Leggendo poi i pareri di molti monzesi si scopre che “Sì, forse è stato tradito chi sperava che un’amministrazione di centro-sinistra continuasse nell’inesorabile opera del non far nulla che ha contraddistinto le amministrazioni monzesi degli ultimi cinquant’anni: democristiani prima, leghisti e forzisti poi! Sono monzese, non mi sento tradito da questa amministrazione che ha messo in cantiere e realizzato più opere in questi ultimi anni che tutte le amministrazioni precedenti messe assieme. Anzi, come molti mi chiedo: ma se l’amministrazione Faglia è riuscita a realizzare tutto questo (creando inevitabilmente anche disagi) con i continui tagli agli enti locali praticati dal governo Berlusconi, dove finivano prima i soldi che dovevano essere destinati a queste opere? Ma forse la borghesia monzese non ha tempo per porsi certe domande”. Ebbene sì, qui bisognerebbe aprire un’altra enorme parentesi sulla rete sociale monzese, molto brianzola e provinciale nella mentalità (Milano è un’altra roba insomma), ma non voglio annoiarvi troppo.

Insomma, chi ha i soldi da lanciare dalla finestra spamma slogan gridati, ripetitivi e memorizzabili facilmente, subliminalmente, che rimangono in testa come una pubblicità televisiva e non implicano troppi ragionamenti: se io ho una certa idea, passatami per tradizione orale, mi verrà più facile mantenerla e chiacchierarla in giro tramite i soliti luoghi comuni, cosa molto tipica di quelle parti; chi ha meno grano e deve provare a difendersi va sul messaggio ragionato, non fruibile da tutti.

Che stia qui la differenza tra destra e sinistra? Non parlo di soldi, ma di intelligentia (tradotto terra-terra).

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: