Telefonia: liberalizzati i contratti…forse

From Gettyimages.com - La fonte è riportata nel link stesso

Sembra che il decreto Bersani cominci a funzionare anche nel campo telefonia fissa, sui canoni fissi che ognuno paga poiché vincolato e soggetto all’auto-rinnovo tacito da parte delle grandi società che hanno fatto e fanno ancora il bello ed il cattivo tempo.

In teoria questo decreto dovrebbe essere un altro passo verso la parificazione con gli altri paesi (per lo meno europei) nel campo della telefonia e delle adsl, perché ora non sarebbe più necessario pagare i canoni restanti (alleluja, negli altri paesi esistono contratti mensili addirittura, spesso forniti dagli stessi operatori presenti anche in Italia che considerano “paese per arrotondare le entrate”) dalla disdetta del contratto. E aggiungo io, se richiedo un servizio che in due settimane non mi è stato ancora attivato vorrei poterti dire “grazie, non sei stato di parola, arrivederci, non voglio aspettare mesi per una cosa che ho bisogno ora”. In realtà su questo punto siamo ancora molto indietro e le grandi compagnie giocano ancora a farci e a farsi i dispetti l’una con l’altra. Per di più, sembra che per “difendersi”, gli operatori abbiano istituito una penale per chi recede in anticipo: la scappatoia in una legge quasi moderna italiana c’è sempre, o per caso o per…favore a qualcuno. Infatti gli operatori possono giustificare queste penali, spiegando che servono a “coprire spese che loro stessi affrontano in caso di disdetta anticipata”. Sfruttano quindi una svista (chiamiamola così) del decreto Bersani “che obbliga gli operatori a addebitare agli utenti, in caso di disdetta anticipata, solo le spese giustificate dai costi a monte”. Insomma addebitano un po’ quello che vogliono con metodologie diverse; ma che liberalizzazione è, scusate?

Speriamo sia un passo per volta e non un passo e basta.

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