Generazione Y

Ok ci provo, me la sento. Provo a rispondere al post del Dott. Mantellini riguardo ai giovani e alla famigliarità con le nuove tecnologie.

Premessa: mi sono laureato poco tempo fa proprio con il professor Rossetti (relatore) con una tesi su blog e giornalisti; ieri avrei voluto presenziare alla conferenza, ma purtroppo per cause di forza maggiore (lutto) ho dovuto rivedere il programma della giornata e così non ho potuto né conoscere, né ringraziare Mantellini di persona per la piccola intervista che gli ho fatto (via mail) da inserire nella tesi stessa.

Quando Mantellini parla di questionario sulle abitudini tecnologiche, gli credo davvero: ne ho prova tutti i giorni con amici che mi chiedono di risolvere problemi, per loro complicati, per me che col pc (e con l’informazione in rete) ho a che fare ogni giorno invece facili o ovvi. Questo aspetto può anche essere spiegato dal fatto che nella maggior parte dei casi, nessun genitore in famiglia ha mai pensato di insegnare ad usare un computer al proprio figlio; semmai il contrario…già, ma in che modo e per saper fare cosa? Nessuno insomma ha mai abituato la mia generazione ad usare internet in un certo modo o a fare altre cose solo ed esclusivamente con il computer. Credo dipenda dalla voglia, dagli interessi e dalla passione di ognuno verso la tecnologia e altre storie note.

Per dirla in modo chiaro: per me il corso di informatica giuridica del professor Rossetti è stato il più interessante dell’intero percorso universitario che ho affrontato; per altri magari no, altri ancora l’hanno forse abbandonato a metà. Si è parlato di tante cose interessanti (p2p, diritti, licenze, open source e tanto altro…) ma nessuno ha menzionato per esempio Feed RSS o tag. Non è una colpa, ma credo che all’Università pochi spieghino o insegnino a cosa potrebbero servire i blog, i feed… Dipende sempre dalla voglia di scoprire e imparare che ha qualcuno.

Questo per far capire che in primis sono i professori (non mi riferisco al prof. Rossetti che ha un ufficio fantastico pieno di Mac) ad essere “antiquati” nel modo di insegnare o stare al passo coi tempi. Basti pensare che nella stragrande maggioranza dei casi, tengono ancora lezioni con metodi ormai vecchi (forse). Un po’ per i mezzi forniti dall’Università (italiana), certo, un po’ perché preparare delle slide è forse troppo difficile…(magari in ppt); si preferiscono quindi usare ancora chili di carta in fotocopie, libroni, ecc…anche perché molti pubblicano libri che ripropongono nei propri corsi…come potrebbero avere un ritorno, sempre nell’ottica antica delle cose (non sto li ad introdure un discorso sulle licenze creative commons)?

Insomma, se ieri fossi stato presente alla conferenza forse avrei alzato la mano in mezzo a quel vuoto disinteressato. Sì, ma io ho un blog e quindi mi interesso a feed, tag…e tutte le altre cose che conosco riguardo ai computer, ad Internet, ecc…le ho imparate da solo, sul campo, da 10 anni a questa parte, perché mi interessano e perché ritengo che domani siano fondamentali per rimanere svegli e non farsi fottere (leggi tra le righe “non me le ha insegnate nessuno”). Ok, mettiamola così: sono un auto-didatta (per dirlo in modo figoso). Molti invece ancora usano Internet solo per controllare la posta (ed è grave la cosa) a fatica; non comprendono che in questo modo possono anche avere un rapporto totalmente modificato e innovativo con i professori stessi, verso l’insegnamento stesso. Molti non sanno cos’è un blog, altri leggono i famosi “diari personali” senza sapere cos’è quell’iconcina arancio che compare ogni tanto nella barra degli indirizzi e altri ancora invece, forse come me, fanno un po’ “gli snob” e parlano di filosofia open-source, blog e rivoluzione che può cambiare le menti e ribaltare un sistema.

Esagerando ovviamente.

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3 Responses to Generazione Y

  1. KatiLoghia ha detto:

    “Digimental divide”

    Interessante discussione nata da un post di Massimo Mantellini con strascichi estesi anche a Blog a progetto.
    Quanto è importante saper utilizzare gli strumenti informatici oggi?
    Come già detto, a mio parere è importante come un tempo era considerat…

  2. furio detti ha detto:

    sull’università provo a dire la mia….
    se vuoi parlare di computer e soprattutto del web devi avere un PC fra le mani. meglio se hai un’aula PC.

    perché si fa molto prima a mostrare COME funziona la cosa che a descriverlo a parole, senza avere un riscontro diretto sullo schermo. un po’ come leggere un manuale per l’uso di un software senza disporre del programma…. rende il 10%

    ho insegnato presso l’Ateneo pisano e non vi dico quanto ho penato tra richieste, prenotazioni e permessi per far vedere agli allievi un po’ del destino della scrittura nell’era informatica. fortuna che almeno ho recuperato un portatile e un proiettore….

    se non hai la libertà di recarti in un’aula e rapidamente iniziare a metterci le mani. sarà sempre dura.

  3. sonounprecario ha detto:

    Quello che dici è facilmente riscontrabile…infatti molti professori che ho avuto utilizzano il proprio pc portatile che viene poi collegato ad un protiettore, per fare un esempio.

    E’ brutto però cominciare a perdere in competitività e freschezza..proprio a partire dall’insegnamento.

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