Family Gay

Oggi è il giorno dell’orgoglio cristiano di non si sa cosa. Si va in piazza a difendere un concetto di famiglia naturale che nessuno bene conosce o sa spiegare (è un qualcosa istituito da qualcuno messo in questo modo direi), quando i primi a vivere in una famiglia da Dico, in una famiglia riconosciuta civilmente, e a mantenere 2-3 famiglie sono gli stessi politici scesi in piazza. Persino Barbara Romano, giornalista del quotidiano Libero, che comunista non è di certo, se ne è accorta in un articolo apparso sul quotidiano il 31/01/2007

I cattolici, quelli moderati e tolleranti, sono loro quelli liberali; quelli che vogliono imporre il loro modo di vedere le cose come 5 secoli fa e che non ammettono altre soluzioni. Loro vogliono, dicono che non è possibile che ci siano altre soluzioni, censurano altri modi di vivere. I cristiani.

Se decido di “metter su famiglia” ma non mi sposo? Non sono una famiglia, non ho messo su una famiglia ma non so…ho fatto jogging. E se non sono cristiano ma ho una famiglia? No, non è una famiglia. Ma allora che diavolo intendete con famiglia? Se chiamate una cosa famiglia e…poi dite che non lo è? Non ci capisco più niente.

La famiglia cristiana, quella dei sani valori, che ancora è il primo luogo in cui le donne subiscono la maggior parte delle violenze, difficili da denunciare perché “rovineresti la famiglia stessa e chissà poi cosa pensano gli altri“. Botte da orbi.

La famiglia cristiana, promossa da quei valori e da quella cultura secondo cui (basterebbe leggere la Bibbia) la donna è essere inferiore rispetto all’uomo; è subordinata a lui, deve fare quello che l’uomo dice. Discriminata da sempre da una delle religioni più maschiliste che ci siano, la donna sembra però felice di prostrarsi all’uomo cattolico, dai sani valori (solo lui li ha).

Siamo il paese europeo che ha avuto al Governo più cattolici di sempre: su 60 governi, 51 presidenti del consiglio erano cattolici e 9 laici. Per difendere la laicità dello stato, o forse per accaparrarsi milioni di voti di devoti cristiani. Siamo il paese che meno investe nella famiglia, nelle politiche sociali e siamo l’unico che ancora non ha l’equivalente dei Pacs; riconoscere i diritti alle coppie di fatto (non vuol dire che per forza un uomo debba sposarsi con una gallina per ereditare le sue uova)  non credo impedisca di portare avanti politiche positive per la famiglia. Anzi…sarebbe roba per paesi moderni ed evoluti socialmente. Quindi non è cosa italiana.

La famiglia, la famiglia: il tasso di natalità è il più basso, come sempre; la famiglia cristiana non fa figli. Per farne bisogna avere un lavoro stabile, non bisogna essere precari né disoccupati. Ma di questo le varie eminenze non ne parlano: preferiscono usare tutte le loro energie a criticare dico e gay, come male numero uno al mondo, piuttosto che richiedere qualche misura concreta a favore della famiglia.

Che la Cei fosse una vera e propria organizzazione politica di supporto ad alcuni partiti ce ne siamo accorti un po’ tutti. Ma che il Vaticano non abbia mai inveito contro i simpatici personaggi che siedono in parlamento che dal 1993 godono dell’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio che poi però cercano di non estendere ai cittadini stessi è una cosa un po’ strana.

Mi e vi pongo una domanda: ma tutti i politici divorziati che saranno in piazza…si porteranno tutte le loro famiglie a sfilare accanto a loro?

In questo splendida lettera di Marco Travaglio (“Caro Monsignor Ruini”) sono riassunti più o meno tutti questi concetti, con l’aggiunta di dati, nomi e tante altre belle cosucce. Buon divertimento. 

Annunci

2 Responses to Family Gay

  1. salpetti ha detto:

    Premetto che travaglio non mi sta molto simpatico, ma questa volta ha colto proprio nel segno!!! 😉
    Forse la Chiesa ha sbagliato a scegliersi gli alleati!!!
    Cmq credo che in entrambe le manifestazioni che si svolgeranno oggi a Roma, la famiglia c’entrerà poco perchè si sta solo strumentalizzando il concetto di famiglia che viene usato in questo contesto spesso a spoposito per far valere delle ragioni politiche o sociali. Mi sembra un film di Don Camillo e Peppone: si fanno la guerra, ma alla fine non vince nessuno perchè in fondo sono amici: l’importante è scontrarsi!!! 😉

    ciao!!!

    salpetti.wordpress.com

  2. Giacomo Montana ha detto:

    LA FAMIGLIA DI SERIE “B” HA IL DIRITTO DI ESISTERE E DI AVERE OGNI DIRITTO
    di: Giacomo Montana

    Secondo un sondaggio del Il Corriere della Sera, il 67.3% vede favorevolmente i DICO, mentre per il 32.7% li vede come un matrimonio di serie B che minaccia l’integrità dell’istituto familiare. In particolare:

    per il 35.5% dei partecipanti i DICO sarebbero un primo passo nella giusta direzione

    per il 16.6% sarebbero il giusto riconoscimento di diritti alle coppie conviventi non sposate

    il 15.2% avrebbe voluto più diritti. Fonte:
    http://www.tuttotrading.it/granditemi/famiglia/070312codadiconoglitalianideidico.php

    Io come tanti altri, sentiamo che, pensando attentamente al nostro passato, c’è un che di avvincente nei ricordi, nomi del tutto dimenticati da anni, come compagni di scuola, compagni d’armi, di lavoro, amici d’un tempo, vicini di casa di allora etc. Essi risvegliano in noi, improvvisamente, sopite memorie di piacevoli giornate, ma anche di incidenti di percorso, di speranze e di delusioni, di straordinarie intese, d’irrimediabili amarezze. Si prova una sensazione strana quando ti rammenti di altre persone.

    Ti sembra quasi di commettere un’indiscrezione. Ad un certo punto i ricordi del tempo passato senti che dilagano nella memoria. Molti di questi ricordi rievocano fosche scene di tragedia umana, accadute in Italia, ma anche all’estero a migliaia di chilometri da qua. Ma tutti aprono una più viva luce sulle conquiste di vera civiltà già fatte e nel contempo ti inducono a porgere alla gente sofferente un gesto di speranza e un messaggio, una promessa di solidarietà anche per il futuro.

    Grazie al cielo ho avuto la fortuna di incontrare più di una volta persone straordinarie, oneste, leali, per dirlo in breve, più uniche che rare. E’ da qui che ha avuto origine quanto mi ha indotto a riconoscere fermamente che l’essere umano deve essere trattato senza alcuna ipocrisia: nella vita si deve fare una scelta e si deve stare dalla parte di chi viene maltrattato, umiliato, danneggiato, deriso, schernito. E’ troppo comodo stare dalla parte di chi è più forte e protetto dalla politica e dalla Chiesa. Come dice il proverbio: “Non è l’abito che fa il monaco”.

    Tutto questo merito legato alla chiarezza e schiettezza, lo attribuisco alle persone che ho conosciuto e che mi hanno insegnato a ragionare con la mia testa senza farmi influenzare da strumentalizzazioni di percorso e tanto meno da eventuali individui dall’apparenza normali, gentili, religiosi, quasi convincenti, ma tuttavia tanto, tanto ipocriti! Essi approfittano della brava gente, convincendola su delle tesi apparenti, formali, ma non sostanziali: “L’aspetto inganna”.

    Talvolta si inducono le persone a farle ragionare con una mentalità che mal si accorda con la realtà della vita. Si spingono così le persone che non ragionano senza condizionamenti altrui, ad essere superficiali, insicure, impulsive, cioè degli scontenti. Anche se i forti crescono senza pulizia morale e usano strumentalmente quest’ultima per dividere i cittadini in schieramenti opposti, mi sento di dire apertamente che i DICO meritano anche loro tutti i diritti di legge, perché pagano anch’essi le tasse allo Stato come tutti noi!

    Tiriamo le somme. Questa nostra Italia, se non ci fossero gigantesche ipocrisie e colossali saccenterie partorite dal mondo della politica, oggi sarebbe uno dei migliori luoghi per nascerci, di quanto non fosse per il passato. Attualmente invece l’orizzonte dell’ipocrisia e suoi derivati si vanno sempre più allargando e spingono il popolo italiano sempre più nell’incertezza di potere avere un futuro libero e dignitoso. Ci vorrebbe un risveglio del popolo.

    Noi cittadini possiamo solo accorgerci in tempo e impedire che possa dilagare ad oltranza qualsiasi tipo di “guerra” tra poveri. Sarebbe un indebolimento della società, una retromarcia e un invito ad un ritorno di qualsiasi tipo di dittatura. Già oggi da quello di violento che mi è stato fatto assistere da oltre dieci anni, anche ai danni di una donna, ridotta ammalata grave e disabile sul posto di lavoro in ospedale a Milano, mi è stato fatto constatare che per una vittima del crimine occulto, qualunque essa sia tra la gente semplice e debole della società, qualunque siano gli sforzi convulsi che fa per sottrarsi alle torture, questi restano vani e ancora una volta devastanti della persona.

    A questo punto, tirando le somme, si capisce, anche a colpo d’occhio, che la democrazia se ne sta andando in punta di piedi, senza neppure fare rumore. Se ne sta andando preparandosi a giacere estinta, soffocata, annientata. Per ora ci vogliono fare finire così.

    Vedi http://sisu.leonardo.it

    e http://agimurad.splinder.com

    e http://www.liberoreporter.it/nuke/news.asp?id=663

    “Dicono che capendo noi stessi, capiremo meglio gli altri. Ma io vi dico, amando gli altri impareremo qualcosa in più su noi stessi.” (GIBRAN)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: