Il conflitto d’interessi della “clemente” Italia

Da ilcannocchiale.it

Devo scoprire chi consiglia Prodi, chi suggerisce le dichiarazioni da fare ai media, chi si occupa della sua comunicazione. Perché è un imbecille, oppure è in malafede e fa perdere in partenza il mortadella. Non che mi interessi più di tanto il suo destino, ma visto che si parla di par-condicio

Certo, combattere contro uno che esiste solo grazie alla televisione e a tutto quello che controlla è molto difficile; ma la battaglia può essere giocata su citazioni, fatti, ricorrenze…e ce n’è tanti. Potrei fare 1000 esempi, potrei fornire 1000 risposte che Prodi potrebbe argomentare come risposta al nano che non si fa processare ma processa i giudici. Sarebbe troppo facile.

Ad esempio, quando leggo e sento che uno come Mastella, che ha qualcosa in più dell’1% di voti, si permette di avere voce in capitolo su una legge che già doveva esistere da decenni, mi incazzo. Mi arrabbio perché la gente non conosce la storia radio-televisiva italiana, o per lo meno non conosce aspetti principali come finanziamenti rispetto alle altre nazioni, lottizzazioni, via cavo, via etere, reti locali, portata locale, diretta… Gli italiani non sanno che già dagli albori il settore radio televisivo del nostro paese è sempre stato protagonista di una mancanza di regole precise o ben definite che alla lunga hanno permesso lo svilupparsi di certe situazioni fuorilegge, che come esito hanno portato al decreto Craxi del 1984 fino ad arrivare alla legge Mammì, alla legge Maccanico ed alla legge Gasparri.

Mettiamocelo in testa: una situazione come quella italiana, in cui un editore si è fatto strada senza spiegare dove ha preso i soldi, illegalmente, violando frequenze e le poche regole presenti, tra cui quella di non potere avere più di due reti, non potrebbe esistere da nessuna parte; sarebbe sentita come una gravissima mancanza di pluralismo e democrazia nella creazione e nella diffusione di una certa opinione pubblica, uno dei tanti strumenti di controllo sociale sulle masse del nostro secolo, per dirlo alla “Ortega y Gasset”.

Da Corriere.it

Insomma, abbiamo capito tutti che Mastella è inciuciato un po’ di qui e un po’ di la, ma non deve essere lui ad alzare la voce. La voce grossa in capitolo dovrebbe farla un vero leader, zittendolo con un po’ di carisma. Si eviterebbero figuracce sulle prime pagine, giusto per non far passare per finta vittima ancora una volta il povero piduista.

Lo dico con un tono rassegnato, perché il capitolo “informazione” in Italia è in caduta libera e me ne dispiaccio molto. Nessuno però tocca i tasti giusti per dare una sterzata al sistema. Quindi continuerò felicemente a fare il blogger, sperando che i giornalisti dell’ordine, nonché leccaculo degli editori, non imparino molto ad usare questo fantastico strumento e continuerò a fare tutto questo felice di essere letto da chi sa apprezzare lo sforzo, in termini di Feed, di tentare di fornire fonti e contenuti veri, sentiti e condivisi da moltissime persone. Verso una nuova informazione costruita attivamente da tutti.

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One Response to Il conflitto d’interessi della “clemente” Italia

  1. clementemastella ha detto:

    Sono il miglior politico d’Italia. Non c’e alcun dubbio.
    http://clementemastella.wordpress.com

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