Le risorse degli “Statali”

Scioperare. L’unica risposta concreta è questa. L’11 giugno infatti ci sarà lo sciopero generale del pubblico impiego (la scuola il 4).

Ovviamente si parla del rinnovo del contratto degli statali e come sempre, prima dell’accordo, c’è un tira e molla che porta all’esasperazione solo chi statale lo è ed è quindi costretto a scioperare. Inoltre, “i sindacati hanno deciso che dal 24 al 29 maggio si terranno in ogni capoluogo assemblee a manifestazioni regionali. Nella stessa settimana si svolgerà un’ora di ‘sciopero al contrario’: il personale degli uffici, cioè, lavorerà un’ora in più gratuitamente effettuando i servizi all’utenza, ma spiegando anche ai cittadini le ragioni della protesta.”

Immagino l’interesse che dimostreranno i cittadini…

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3 Responses to Le risorse degli “Statali”

  1. benni ha detto:

    ma, i nostri governanti sanno come si vive con 1000/1200,00 Euro al mese? i nostri Ministri NON sono STATALI,……VERO? I loro stipendio non è da dipendente dello Stato, ….VERO? Quello che loro guadagnano in un mese a noi tocca farcelo bastare per un anno………..e nche piu’ – Licenziate i fannulloni, il doppio lavoro (anche per i parlamentari) ma chi vuole lavorare…fatelo lavorare con un guadagno…per una vita decorosa! basta siamo stufi….fateci almeno campare con un pizzico di dignita’.

  2. sonounprecario ha detto:

    Siamo ancora in pochi a prendercela per queste cose; la maggioranza della gente si lamenta ma poi…? Abbassa il crapone.

    Il ricambio generazionale in politica servirebbe anche a quello di cui parli tu: giovani che sono stati precari che arrivano in politica potrebbero avere un po’ più di cognizione di causa per poter parlare o risolvere problemi sociali e lavorativi come quelli che affliggono il nostro paese. I personaggi seduti in parlamento non sanno di cosa parlano..come fanno a consocere i problemi della gente?

  3. VOLANO LE BORSE, PRECIPITANO SALARI E PENSIONI!!!

    Volano le borse di tutto il mondo dopo il via libera al “piano anticrisi” messo a punto dai leader dell’Unione europea che prevede che i quindici Paesi della zona euro garantiscano i prestiti interbancari e la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà. I listini di tutto il mondo si lasciano alle spalle una delle settimane più nere della storia dei mercati (-21% il calo segnato da Piazza Affari) e tornano a salire. A spingere in alto i titoli, la valanga di miliardi di euro e di dollari immessi nel fine settimana dai governi per cercare di far ripartire la circolazione del credito, congelato dalla crisi dei mutui. Milano, Parigi, Londra, Francoforte e Wall Street, chiudono la giornata con guadagni stellari, mai visti negli ultimi anni, che arrivano a superare il 10%. In forte ascesa nel Vecchio Continente proprio i titoli bancari, maggiormente tartassati dalla crisi scatenata ormai più di un anno fa dalla tempesta dei mutui statunitensi. In salita anche i petroliferi sulla spinta del petrolio, tornato nella notte sopra la soglia degli 81 dollari al barile. “LORO” hanno trovato cifre assurde per salvare banche corrotte, incapaci (nella migliore delle ipotesi) e speculatrici, poi ogni anno ci dicono che non ci sono i soldi per la sanità, per la sicurezza, per la scuola, per il lavoro e le pensioni. I soldi ci sono sempre per chi ne maneggia tanti. Non ci sono mai per chi – come da contratto (CCNL) – ne ha pochi. Anzi sono proprio pensionati e lavoratori dipendenti che vengono sempre tartassati e chiamati in causa per salvare governi, banche, assicurazioni, compagnie telefoniche e di bandiera. Con i nostri sacrifici, con le nostre tasse, le banche potranno ancora… strozzarci!!!

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