La vergogna chiamata De Gregorio

Secondo me il punto di rottura tra coloro i quali sono chiamati cittadini e la politica è già stato abbondantemente superato. Il potere occulto colpisce ancora.

Questa volta a farne le spese sono due giornalisti del Corriere, Giovanni Bianconi ed Enzo D’Errico. Ieri, Bianconi aveva scritto un pezzo in cui spiegava come De Gregorio, possessore tra l’altro di un blog liberissimo, come vero giornalista insegna, fosse sotto accusa a Napoli per riciclaggio, con l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa. Tutto nella norma comunque, si sapeva già. Gente che si diverte a fondare partiti che hanno del paranormale, gente che sta in mezzo per ricattare destra e sinistra e spostare gli equilibri in cambio di favori. “Gente di mare, che se ne va, dove le pare, ma dove…non sa” recitava una canzone.

Bene, casualmente la scorsa notte la Guardia di Finanza ha perquisito le abitazioni dei due giornalisti, colmo dei colmi “su mandato della Direzione distrettuale Antimafia del capoluogo partenopeo”. Secondo me avrebbero dovuto perquisire un’altra casa… Perché le perquisizioni e i sequestri di pc dovrebbero rimandare a De Gregorio? Perché è il Corriere stesso a tradirsi: “Il Cdr del quotidiano afferma che «unica responsabilità dei colleghi è di avere svolto al meglio e rigorosamente il proprio dovere, fornendo ai lettori informazioni documentate su un senatore della Repubblica, Sergio De Gregorio, indagato a Napoli per riciclaggio con l’aggravante di avere agevolato un’associazione mafiosa».” Ovviamente il Comitato di Redazione del Corriere ha poi manifestato con tutti i colleghi «fortissima preoccupazione e motivato stupore, oltre a seri dubbi sulla legittimità di quanto avvenuto», soprattutto perché nel caso di d’Errico «sono stati sequestrati e portati via sia il computer personale che quello della redazione, insieme a tutte le rubriche telefoniche». In questo caso i giornalisti hanno fatto i giornalisti. Meno male.

Totò Cuffaro è libero, sta benissimo e viene tranquillamente ri-candidato e ri-votato, Falcone invece è saltato in aria. La scuola è sempre la stessa, è un talento che in pochi possiedono.

In Italia non è possibile da tempo parlare di vicende giudiziarie dei politici sui media. Altrimenti accadono cose di questo genere, oltre a noti allontanamenti televisivi. E’ per questo che se vuoi sederti in Parlamento devi avere la fedina penale sporca di merda italiana.

Perdonatemi la volgarità, ma scusatemi la franchezza.

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