Finto Progressista

vignetta di Mauro Biani del 2006; da scomunicazione.it

A quanto pare sono un finto progressista.

Prendetela come una seconda parte, o una risposta ad una vicenda che fa fare figuracce (questo sì) sia alla San Lorenzo che all’Italia.

Prima però vorrei far notare come da qualche anno in Italia fioriscano progetti. Contratti per progetti di ogni tipo: un contratto a progetto per lavorare in un call center, un contratto a progetto per pulire i cessi… Progetti che cambiano il futuro di un’azienda, concordati, da ultimare ogni mese. Dopo che sono riuscito a pulire i cessi dell’azienda infatti il mio progetto è concluso, il mese successivo ne avrò un altro per pulire i lavandini. E così via. Un contratto al mese toglie la tassa di torno.

Lavoro per anni nel call center della San Lorenzo? Perché allora non dovete assumermi? Mi avrete valutato, no? Perché ti faccio comodo come numero 600? Che diavolo di progetto devo ultimare? Rispondere eternamente alle domande dei clienti? Vendere i prodotti? Qualcuno si chiede perché questi contratti sarebbero da trasformare in assunzioni: vedete voi, chiedetevi cose come “vendo solo per una settimana, un mese…oppure sono li da 5 anni per ultimare un fantomatico progetto senza fine?”. E’ questa la flessibilità italiana nel lavoro? Ma per piacere.

La colpa, in primis, non è delle aziende, ma si sa. E’ lo Stato berlusconiano che ha fornito questa scappatoia per poter assumere personale avvantaggiandosi di notevoli sgravi fiscali e soprattutto per poter dire che i posti di lavoro aumentavano. E grazie al cavolo. Ovvio che tutti preferiscono usare la formula “cocopro”. Così siamo capaci tutti di assumere. Cavolo, le aziende italiane sanno proprio investire nel futuro e rischiare puntando sulla propria forza lavoro, valorizzandola. Poi leggo che (la San Lorenzo, ndr) “sposta i call center in Romania, paese dell’Unione Europea, dove lo schiavismo non è consentito, e dove, BTW, le persone, specie i giovani, conoscono 3 lingue “di default”, tanto per dire”. Ok, perché in Romania e non in Francia, Germania, Inghilterra…o Svizzera? Se stiamo scherzando ditemelo che così mi diverto anche io.

E poi…? Evadi il fisco per 10 milioni di euro (ti ha fatto comodo in tutti questi anni eh?), attenzione, non perché il sindacato ha di colpo deciso che in tutti questi anni lo hai effettivamente evaso (attenti alla sottigliezza), ma piuttosto perché non hai assunto uno straccio di lavoratore…e ti arrabbi con l’inps? Eh no miei cari. La proposta è in realtà al contrario: come promesso, dovresti assumere, o meglio, regolarizzare, un tot.numero di lavoratori subordinati (in quanto sottostanno a vincoli di orario, ordini di superiori, ecc…). Visto che entro il termine previsto non hai fatto un bel niente e te ne sei fregato, pensando solo ad incolpare stato e sindacato (e badate bene che con i sindacati ho il dente avvelenato) ti ricordo che in questo modo hai evaso il fisco per XXX anni. Quindi non è che lo Stato ti costringe a metterti d’accordo per non pagare, ma semplicemente ti viene in contro. Preferisci pagare 10 milioni di euro o pagare qualche contributo (non molto visto che lo stipendio di un operatore di call center, all’anno, credo non superi i 10-15 mila euro lordi) a molto meno che 1/3 di 600 lavoratori?

E’ ovvio, l’azienda preferisce pensare di continuare a sfruttare bellamente chi ci lavora. E’ comodo usare 600 persone precarie piuttosto che 100 tutelate da un contratto.

Anzi, è simplicissimus.

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2 Responses to Finto Progressista

  1. Antonio Tombolini ha detto:

    Io di mestiere faccio il venditore, e guadagno in base a quel che vendo. Questo è il mio contratto. Questo è, da sempre, il contratto (e l’onore) di chi vende. Cerchi (ancora oggi!) non “il lavoro”, ma “il posto (sottinteso eterno) di lavoro”? Datti da fare, lo stato, e i suoi parassiti (enti locali, associazioni ed enti parastatali, sindacati…) sono ancora prodighi (a mie spese) di vitalizi. L’unico prezzo da pagare è leccare il culo al potente di turno. Io non ci riuscirei, ma magari non fa così schifo, non saprei.

  2. sonounprecario ha detto:

    Premetto: io non lavoro più in un call center, ho fatto quel lavoro fino a poco tempo fa, mentre facevo l’università. Qui si parla di altro e visto che, come dici tu, devo “vendere”, vorrei essere per lo meno pagato degnamente. Anche perché (per esempio) ti faccio risparmiare un bel po’ di contributi.

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