iDemocratici

Ho deciso di pronunciare anche io qualche parola, qualche pensiero e qualche dubbio sull’idea de “iMille”.

La premessa di fondo è positiva: ritengo questa de iMille un’opportunità molto stimolante, pressocé unica e un po’ rivoluzionaria, perché sento profumo di quel qualcosa che viene dal basso. Anche io infatti sono uno di quelli che ha un’idea della sinistra democratica, laica e moderna (ma non molto americana) ed ovviamente…di sinistra. Come la storia insegna, la sinistra e i suoi intellettuali sono sempre giunti in ritardo nel comprendere quando arrivava l’ora del rinnovamento, prendendone atto soltanto quando ormai la società o il paese intero era già cambiato profondamente. Il fatto di smuovere il tutto cavalcando un’idea-ideale per una volta potrebbe funzionare, mandare un input, un segnale; dalla parte opposta però, potrebbe esserci qualche reazione prevedibile, come ad esempio un rinnovato interessamento della politica ai blog (con finanziamenti e post mirati, quindi non più liberi), cosa che porterebbe a mercificare e minare la pax distaccata (forse troppo, a questo punto?) della blogosfera italiana.

E’ vero anche che illudersi di poter fare comunicazione soltanto dal nostro basso sarebbe una pecca da principianti. Ma forse non troppo, anche se davanti ai media finirebbero le facce di blogger già conosciuti in politica per altri motivi, che quindi verrebbero subito classificati nella marmaglia già esistente.
Sperare nel sostegno di coloro che siano già noti nella politica attuale mi pare ancora più utopico.
Un’altra cosa che ho notato è che i principali ideatori di questo progetto, in alcuni casi già parlano come quegli altri, i politici, utilizzando formule elettorali e persuasive che sanno di “discesa in campo”. Non sto dicendo che si siano montati la testa, ma credo che, onde evitare futuri scontri o ripensamenti dell’ultima ora, bisognerebbe mettere in chiaro da subito alcune cose come: che cos’è “iMille”? Un partito? Un movimento? Non si è ancora capito tra un “ni” e un “so”; davvero “nessuno sarà più importante di nessun altro”? Ripeto, ci sono nomi altisonanti e già noti al mondo politico, i collegamenti e i rimandi da parte dei giornalisti italiani sarebbero più che scontati, cosa che tradirebbe l’idea di fondo. Sappiamo che vogliono un volto, cercando di inquadrarlo il più possibile con qualcosa di esistente (non riescono a concepire una corrente così democratica da parte di cittadini comuni): come è possibile quindi non avere un volto…dovendolo avere? E infine, sicuri che nessuno di voi “iDemocratici” finirà per essere allietato da uno dei tanti partiti che però portano vantaggi…ad personam?

Paure di un pazzoide. Io, che vengo da Arcore, ho paura che anche questo progetto de iMille possa diventare in partenza “la riproduzione di un sistema di autoconservazione di un establishment”. Io, che ho quasi 24 anni, di speranze per il Mio Paese non ne ho ancora molte. Questa è una di quei casi in cui si dice “prendere o lasciare”, lo so bene. E in più, cosa significa per me laicità? E per gli altri…novecentonovantanove? Come si fa? Io sogno un partito democratico in cui non esistano dei Mastella e dei Rutelli…e voi? Come ci mettiamo d’accordo? E il problema principale, per ora sarà soltanto quello di puntare a trovare un leader per il PD con una lista di sostegno?

Un pensiero concreto. Ci credo, lo ripeto; un partito democratico con la “D” maiuscola in Italia dovrebbe affrontare infiniti ostacoli, ma oltre alla stoica sfida..sarebbe un cambio epocale, un scrivere la storia da parte di chi davvero dovrebbe farla. Noi cittadini 2.0. E’ così, alla fine ci siamo evoluti. Non tutti, ma ci stiamo provando, aiutati (ovviamente) dagli uomini noti, i Sofri, gli Scalfarotto… Spero solo che qualcuno possa chiarirmi alcuni dubbi che ho gettato li in questo post. Per il resto, io ci sono.

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