Letizianeve e i 571 precari

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In questi giorni su tutti i mezzi di informazione, sulla carta stampata, sul sito del Comune di Milano, stiamo leggendo del grande risultato ottenuto dal Comune di Milano in merito alla stabilizzazione dei precari.
Vorremmo però evidenziare alcune cose, perché non ci stiamo ad essere oggetto di propaganda, sia da parte del comune, sia da parte delle organizzazioni sindacali confederali.
Ancora nessuno è stato assunto, anzi i tempi si preannunciano lunghi, ma soprattutto stiamo assistendo a dei veri e propri proclami utili solo al tradizionale chiacchiericcio politico italiano.
Intanto ci sono più di duecento colleghi disoccupati, in quanto non gli è stato rinnovato il contratto, nonostante vi siano molti servizi che ora versano in grosse difficoltà a causa della mancanza di personale. Il solito ragionamento italiano: piuttosto produco meno, offro meno servizi e faccio incazzare i clienti, però ho risparmiato due lire guadagnandone anche meno.
A proposito di organizzazioni sindacali invece, dobbiamo evidenziare che Cgil, Cisl e Uil per ben tre volte non avevano firmato l’accordo, in quanto i numeri erano insufficienti; al quarto incontro hanno firmato con gli stessi numeri: chi ha firmato evidentemente ha avuto qualche incentivo. L’accordo verrà reso pubblico dopo la verifica NON DEI PRECARI MA DEGLI ORGANISMI INTERNI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI. Bella democrazia.
Questo verbale, nel richiamare l’art.558 della legge Finanziaria, prevede nel triennio 2007-2009 la stabilizzazione di 444 precari. Secondo i calcoli fatti dal Comune di Milano i soggetti che hanno i requisiti previsti dalla Finanziaria sono 571, quindi saranno esclusi dalla stabilizzazione 127 precari.
La trasparenza è uno dei principi fondamentali ai quali devono attenersi gli Enti Locali, mentre invece in questi calcoli notiamo la mancanza totale di trasparenza e correttezza. Che garanzie hanno i precari che i conteggi siano stati fatti in modo corretto, quando nessuno conosce i criteri che sono stati seguiti? I 127 che come gli altri 444 hanno maturato i requisiti previsti dalla Finanziaria, perché verranno esclusi? Il Comune e le organizzazioni sindacali stanno pensando ad una nuova lotteria, un concorso a premi basato su delle vite inutili politicamente, che avrà come premio l’assunzione, a meno che, come nella tratta degli schiavi, verranno esclusi i meno belli, i meno giovani, ecc…
I precari in servizio presso il Comune di Milano sono 1.200 e ancora non è stato predisposto alcun bando. Freddi numeri elencati da dirigenti del Comune pagati in un mese, quanto noi percepiamo in più di un anno di lavoro. Il Comune di Milano ha infatti speso solo per quest’anno circa 50 milioni di euro per i dirigenti. Con un dirigente si pagano almeno 10 precari. A cosa servono tutti questi dirigenti? Agli sportelli ci vanno i precari, sia a metterci la faccia che a prendersi gli insulti. Il numero di stabilizzazioni di precari in tre anni, non copre neanche il numero dei soggetti che sono andati in pensione nel 2006: che forse ciò significhi che il Comune di Milano voglia esternalizzare alcuni servizi?”

La pazienza degli italiani e dei precari più in generale è sempre minore. La corda è troppo tirata, l’ora per le prese per il culo deve finire.

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