L’odore dei cambiamenti

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E’ da poco terminato il discorsone di Veltroni a Torino, la capitale della sinistra italiana, sul suo partito democratico.

L’ho seguito in gran parte su Ustream.tv con la cronaca di Suz e la collaborazione di Estragon, Axell… E’ stata interessante, un po’ per gli spunti che ci offrivano i blogger-cronisti torinesi, un po’ perché nella chat connessa ci si divertiva e si rispondeva ironicamente.

A parte un po’ di excess flood da parte di alcuni cloni che non vedevo dai tempi in cui facevo il lamer su ircnet con bot e bnc, è andato tutto bene. Veltroni ha toccato i punti giusti, tra cui giovani, precariato, futuro, ecc…approfondendo correttamente, non lasciando quindi il discorso soltanto su un livello “elettorale” e di presa, cosa rivoluzionaria, non solo per la sinistra. Non è stato un comizio di quelli in cui, un minuto sì ed uno anche, il politico di turno alza la voce e fa la battutina per suscitare applausi a scena aperta: allora sì sarebbe stato un qualcosa di già visto e fine a sé stesso. Veltroni invece ha tenuto per più di un’ora moltissima gente attenta alle sue parole, nonostante in sala non ci fosse nessuna bandiera rossa o di un colore affine; ha parlato precisamente, dicendo cose come “riduciamo la pressione fiscale di un punto in 3 anni”, concetti comunque difficili ma fattibili e reali; insomma, piazzate come “abbasseremo le tasse” e “tutti avranno il ferrari” non si sono sentite; meno applausi in generale, ma più applausi nei momenti corretti, perché la gente si è accorta che per la prima volta si è parlato di riscontri concreti che possono invertire la rotta e cambiare il nostro paese. Ed è quello che volevamo e di cui abbiamo bisogno. Adirittura Veltroni ha avuto il coraggio di discorrere sulla sicurezza, tema delicato a sinistra, chiarendo subito che ci sarà tolleranza zero per chiunque sgarri.

Sicuramente avrà dato fastidio in qualche suo passaggio a qualcuno dei suoi colleghi, ma in linea di massima se ne è fregato totalmente, perché se si è candidato è perché ha deciso di andare per la sua strada. “Dobbiamo combattere la poverta’, non la ricchezza” ha spiegato: parole di un democratico moderno, forse un po’ a stelle e strisce.

E ora prepariamoci ad espressioni, a rezioni innovative e parole in generale, senza argomentazioni o riferimenti al discorso vero e proprio, come “ovvietà” e “film già visto” da parte dei pagliacci privi di cultura politica della cdl, che probabilmente senza ascoltare una sola parola avranno letto la frase scritta dal proprio portavoce. La chicca, come sempre, sarà la risposta di Berlusconi attesa in serata o al massimo domani, urbi et orbi.

Se la sinistra e i propri leader vogliono davvero cambiare, questo è il momento giusto per guardare avanti, lasciandosi alle spalle tutte le futili polemiche: se non saranno con lui perderanno, se lo limiteranno cadranno; anche se in ritardo come sempre però, questa volta si sono accorti che Veltroni può far voltare pagina alla storia della sinistra italiana.

L’impressione di uno di 23 anni come me è che questa sia una persona capace, moderna e più attenta alle dinamiche di oggi.
Qualcosa sul fondo comincia a smuoversi, e siamo solo all’inizio.

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4 Responses to L’odore dei cambiamenti

  1. eftorsello ha detto:

    Il discorso mi è paciuto…e Berlusconi la sua l’ha già detta, liquidando il tutto come BANALITA’. Il mio timore però è uno solo, e cioè che Veltroni riesca a barcamenarsi attraverso quelle che in fondo restano SEMPRE LE STESSE PERSONE. La malattia con cui nasce il PD è esattamente questa, l’avere solo Veltroni come presenza giovane e nuova…diciamo che sembra un Rutelli Bis ma lui almeno non arriva all’ultimo momento come un suicida e ha molte +chanches. Veltroni è bravo, sono anni che ha preprarato questo momento…bisogna solo vedere se lo lasceranno lavorare, il resto della cricca, ripeto, sono i SOLITI IG-NOTI.

  2. sonounprecario ha detto:

    Guarda, ieri Veltroni, come si dice in giro, non ha entusiasmato e infiammato i cuori a parole, altrimenti sarebbe caduto nella banalistà politica delle promesse elettorali.

    Lui ieri non ha detto cose come “meno tasse per tutti”, “un miliardo di posti di lavoro in più”, ecc…altrimenti, come ti dicevo, non sarebbe arrivato nessun segnale, ma solo i soliti applausi di parte a scena aperta che sono inutili ai fini politici veri e propri. Veltroni ha invece ha tirato fuori frasi come “riduciamo la pressione fiscale di un punto in 3 anni”; cose che cambiano un paese come il nostro ma che sono alla portata. Non sono balle; e la gente presente in aula se ne è accorta, infatti applaudiva nei momenti giusti, quando si accorgeva che finalmente si parlava di concretezze. I tempi della sinistra-ectoplasma sembrano lontani.
    E poi ha parlato di sicurezza (!) un tema che a sx. è difficile da toccare, dicendo che la tolleranza per chi sgarra è ZERO. E tanto altro.
    Tenere per più di un’ora a scrivere e a prendere appunti tutta quella gente, senza vedere in sala bandiere rosse o di sfumature simili, non è un gioco da ragazzi e per la prima volta nella sinistra, qualcuno sembra saper attirare su di sé gli altri: se vogliono rimanere in alto e partecipare dovranno essere con Veltroni; lui è uno di quelli che “hanno studiato”, che oltre ad avere un’immensa cultura politica ha anche tanta gavetta alle spalle.
    La soluzione è semplice: se il resto della cricca non lo lascerà lavorare, si autodistruggerà. Per ora non voglio crederci, visto che, anche se in ritardo, si sono accorti di dover dare più spazio possibile a Veltroni.
    Qualcosa si è smosso.

  3. Antonio ha detto:

    La vedo dura per Veltroni.

  4. sonounprecario ha detto:

    …in che senso la vedi dura? Io per una volta provo a pensare positivo, altrimenti questa volta…ciao pep 😀

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