Lascia o raddoppia: il sotto-proletariato degli insegnanti

Sono d’accordo, anzi d’accordissimo.

Forse sono un po’ di parte, perché ho una madre che da più di 25 anni insegna ma che soltanto da pochi anni è potuta passare di ruolo, grazie ai concorsi pubblici che non c’erano o che al Nord venivano fatti in un modo e al Sud in un altro (qui non mi dilungo altrimenti…).

Ma non è così semplice, il mondo della scuola è costituito da un’infinità di variabili, di realtà, di mancanze, di vergogne e di coneguenze stataliste. Perché la scuola è tenuta in piedi da quei masochisti, da quegli insegnanti che hanno un amore smisurato per l’insegnamento stesso: sono quelli che tornano a scuola il pomeriggio per i laboratori e per altre attività di sostegno agli alunni, per gli “help”, i corsi di recupero in itinere, quelli che portano le classi in gita senza essere pagati (considero 20 euro un insulto) e che però hanno la responsabilità di decine di ragazzi che spesso non sanno ripagarli. E se uno decide di fumarsi una canna e poi sta male, il professore rischia grosso. Perché a quello poi ci pensano i genitori, quelli che sanno educare i figli, menando le mani o tendendo a dare sempre la colpa all’insegnante per giustificare il proprio figlio, non evidenziando le proprie mancanze educative.

La scuola è anche quella che nessuno conosce, quella delle abilitazioni, delle precedenze in graduatoria anche se sei un povero pirla, del provveditorato che ti tiene li giornate intere sperando che chiami il tuo nome, che non funziona e non sa lavorare, quella dello stipendio basso ma che comunque è garantito, sia che tu insegni e trasmetti cultura, sia che tu non fai un cazzo, tanto chi ti giudica? Lo Stato? Non è mica un’azienda privata. Sì perché sono gli insegnanti i primi a infervorarsi ed a incazzarsi – parlo sempre di chi davvero sa fare il professore – quando sentono cosa fanno e come si comportano certi colleghi, che invece di insegnare dovrebbero raccogliere arance, con tutto il rispetto. Perché poi ci vanno di mezzo tutti, anche chi si fa un culo quadro ma che è tacciato di “fancazzista che lavora 4 ore al giorno”. Fanculo a chi pensa questo. Perché è un imbecille che non sa niente. Ci sono consigli di classe, riunioni, debiti da saldare, compiti da correggere alla una di notte, lezioni da preprare, materiale multimediale da scegliere e spiegare, la maturità fino a fine luglio ed un continuo inventarsi di metodi e modi per catturare l’attenzione di tanti stronzetti che pensano di aver capito tutto dalla vita. E tanto altro ancora censored.

Poi abbiamo i prof. che per legge dovrebbero avere tot. voti e invece non ce li hanno e ti bocciano perché ne hanno voglia, sono frustrati, e in classe parlano del film di Scamarcio; quelli che siccome si sono “dimenticati” di interrogare 2 volte e fare 3 compiti in classe in un quadrimestre ne fanno uno l’ultimo giorno di scuola e fanno scrivere la data del mese prima, facendo un falso; quelli che non ricevono gli studenti per aiutarli a recuperare, quelli che pensano di dare lezioni di vita e invece sono dei bambini invidiosi. Quelli che danno 8 a prescindere al più bravo e 5 allo stupido, perché sicuramente sarà sempre stupido. Quelli che ti fanno fare quello che vogliono e ti regalano i voti, che di solito sono i più amati. Non importa se l’anno dopo quando cambierai tutto il consiglio di classe sarai nella merda fino al collo perché non saprai niente di niente e avrai buchi neri nel cervello.

Gli stipendi vanno almeno raddoppiati, e via via aumentati nel corso del tempo. Gli economisti mi risponderanno che i soldi non ci sono: questa proposta porterebbe a una spaventosa catastrofe, a una disastrosa inflazione. Ma so ugualmente bene che, in Italia, quando bisogna sprecarli, i soldi ci sono sempre. Se risparmiassimo sulla rasatura delle guance dei senatori, i profumi e i dopobarba dei deputati, le tinture dei capelli ahimè biancastri delle senatrici, le bare degli assessori veneti, i cuochi e i camerieri del Parlamento, i gelati dell’onorevole Buttiglione, gli stipendi delle stenografe siciliane, i premi letterari (in gran parte finanziati dalle Regioni), la politica estera del presidente Formigoni, potremmo accumulare una ricchezza immensa.

Quindi aumentiamo gli stipendi dei professori, perchè in pochi sanno cosa vuol dire guadagnare poco più di 1000 euro dopo 25 e passa anni di insegnamento, anche se alle spalle hai una laurea non presa al cepu.
Però stabiliamo una scala di valori, una sorta di carriera come nel privato, con meriti e demeriti; non è possibile che tutti gli insegnanti siano messi sullo stesso piano a prescindere da cultura, preparazione, esperienze, ecc… E non è possibile che se un insegnante o un preside non faccia niente per i propri alunni o non contribuisca a migliorare la propria scuola non venga “giudicato”. Perché se io non faccio niente, dopo un po’ mi licenziano. Mi cacciano a pedate. Nella scuola questo non succede, tanto è lo Stato che mi paga. E lo Stato dov’è?

Chiunque ora può attaccare un insegnante, avere voce in capitolo, insultare. Una volta invece si usavano anche le bacchettate sulle mani; certo, era sbagliato e anti-educativo.
Ma un esempio come questo serve a spiegare che, prima di tutto, gli insegnanti di oggi hanno bisogno di riguadagnare quel rispetto che ormai da tanto tempo non esiste più.

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12 Responses to Lascia o raddoppia: il sotto-proletariato degli insegnanti

  1. Tiziana ha detto:

    Ma stiamo scherzando? Raddoppiamo gli stipendi agli insegnanti? Su un insegnante che lavora come si dovrebbe, ce ne sono migliaia che svolgono il loro lavoro con superficialità e con l’unica motivazione di arrivare alla fine del mese e prendersi lo stipendio…Le mie amiche insegnanti ora sono tutte al mare a godersi le vacanze, mentre noi siamo qui ad aspettare agosto per riposarci per 3 settimane!….
    Dove lavoro io, i laureati con 25 anni di esperienza, guadagnano 2000,00 Euro al mese (netti), ma lavorano per 10 ore al giorno! Smettiamola con questa manfrina degli stipendi bassi degli insegnanti…provate a sentire in giro quanto guadagnano gli altri! Nemmeno qui le lauree sono state prese al Cepu, ma oltre alla Laurea c’è voluta anche la Specializzazione! Quale altra categoria lavora 20 ore alla settimana, ha ferie sicure a Natale, Carnevale, Pasqua e naturalmente l’estate? Il resto dei lavoratori presta la loro opera per 36/40 ore settimanali e gode di circa 28/30 giorni di ferie annue. E finiamola anche con la storia dei consigli di classe, e impegni vari…tutti noi abbiamo impegni oltre l’orario di lavoro e non la mettiamo giù tanto dura…
    Purtroppo scrivo con cognizione di causa, perchè oltre ad aver studiato io, ho un figlio che ha appena terminato il terzo anno di liceo scientifico e non è uno stronzetto, ma uno che studia seriamente. Sugli insegnanti incontrati finora invece, a parte qualche caso rarissimo, sarebbe meglio stendere un velo pietoso…

  2. sonounprecario ha detto:

    Guarda anche io lavoro in ufficio (da poco tempo, non da anni certo) e so bene che cosa vuol dire guadagnare 500 euro al mese (se va bene) fino a quando pare e piace al tuo datore di lavoro. Vedi titolo del blog.
    Ti ripeto, non tutti gli insegnanti sono “le tue amiche”, infatti alla maturità moltissimi sono stati a casa o si sono finti malati (vediamo poi le percentuali a seconda del luogo geografico magari). Parli degli insegnanti di educazione fisica, di disegno, ecc..? Perché se generalizzi mi spiace, ma credo tu stia sbagliando.

    Sul fatto degli insegnanti incontrati fino ad ora ti do ragione: moltissimi purtroppo, come ho scritto nel post che non so se hai avuto la pazienza di leggere completamente, fanno sì che si generalizzi sulla categoria. Ma la colpa è dello Stato che li ha fatti arrivare li; per questo ho fatto riferimento al Cepu: c’è chi è arrivato all’insegnamento in un modo e chi in un altro. Parli di impegni oltre l’orario di lavoro: non tutti li hanno. Pochi si lamentano, alcuni lo fanno volutamente, altri se ne approfittano. Se poi a Natale la scuola chiude non è colpa di nessuno.

    Considera la responsabilità di avere sulle spalle 25-30 ragazzi (anche io sono stato uno “stronzetto”, non ti preoccupare; ovviamente non tutti lo sono, cerca di capire la mia provocazione) che difficilmente tendono ad ascoltarti. Non puoi poi paragonare la tua “situazione insegnanti” a quella di tutti. Ti faccio un esempio: io ne ho avuti tanti di imbecilli che manco sapevano parlare, però ho anche avuto alcuni ottimi insegnanti che meritano di più che essere insultati, trattati male o considerati pezzi di merda soltanto perché dei colleghi non fanno il loro dovere o perché il genitore di turno con le palle girate, perché magari il capo a sua volta lo tratta come una pezza da piedi, scarica (spesso nel vero senso del termine) le carenze del figlio (un genitore manco lontanamente si immagina cosa un figlio possa fare in classe durante le lezioni, te lo assicuro) sull’insegnante. Ecc…

    Di casi nel post ne ho esaminati tanti. E poi lo dici tu stessa. 2 mila euro dopo 25 anni, non 1000; e anche io, ripeto, se hai letto fino in fondo, ho proposto sì un aumento, ma ragionato. Qualcuno ti valuta, tu fai carriera e il tuo stipendio sale. Non automaticamente insomma.

  3. Tiziana ha detto:

    Purtroppo non parlo di insegnanti di disegno ed educazione fisica, ma le persone di cui parlo sono insegnanti di lettere, matematica e inglese…i duemila euro a cui mi riferisco, sono lo stipendio che si percepisce lavorando circa 40 ore a settimana per 11 mesi all’anno! Non 20 ore alla settimana per 9/10 mesi! Mi sembra un po’ diverso…E’ vero che non è colpa di nessuno se la scuola chiude a Natale, Pasqua e via dicendo, però bisogna essere onesti ed ammettere che è comodo avere così tante vacanze pagate!!!! Sottolineo anche il fatto che gli insegnanti di cui parlo hanno conseguito la laurea con 4 anni di studi universitari, mentre dove lavoro io, oltre alla laurea quadriennale, è indispensabile la specializzazione della durata di altri 4 anni, al termine dei quali, non è affatto automatica l’assunzione, ma questi poveretti (ultimi arrivati) sopravvivono con contratti Co.Co. e percepiscono stipendi di 500/800 euro mensili….perciò non mi sembra onesto lamentarsi, a fronte del fatto che c’è chi sta molto peggio!!!!! E’ vero che non è giusto generalizzare, ma devo dire che la classe insegnante di oggi, è molto peggiorata rispetto a quella che c’era ai miei tempi…e non parlo dell’età della pietra (ho conseguito la maturità scientifica nel 1978). Ho l’impressione che allora, chi si dedicava a questa professione amasse maggiormente il proprio lavoro e non ricordo che si lamentassero poi tanto della loro condizione economica…

  4. sonounprecario ha detto:

    Partirò dall’ultima tua considerazione. Non puoi paragonare il periodo di “allora” con oggi. Allora i consumi erano diversi, il costo della vita, gli stipendi, ecc… erano altri; e anzi, dipingere un quadro idilliaco facendo solo ricorso a 50 anni fa secondo me è fortemente anaronistico (come ha fatto il giornalista). Le cose sono cambiate.

    Poi tu mi vieni a parlare di co.co.co, 500 e 800 euro mensili…e lo dici proprio a me?!
    Lo spieghi a uno che si chiama “sonounprecario” ed ha un blog intitolato “blogaprogetto”?! Cavolo ho aperto questo blog apposta, per parlare anche di precariato e di quei contratti vergogna per cui ti assumono sottopagandoti, senza ferie e malattia, e poi ti lasciano a casa quando vogliono. Anche io ho fatto lo scientifico e mi sono laureato; ma in Italia, la Laurea non serve, si sa. Purtroppo.

    Detto questo mi chiederei perché negli Usa (per esempio, ma anche in Grecia!!), un insegnante prenda 2-3 volte di più rispetto ad un insegnante italiano. E dire che negli Usa la scuola fa schifo rispetto a quella italiana: ti scegli le materie e fai sport praticamente. E questo me lo hanno detto amici che hanno fatto le “superiori” la.
    Però c’è una cosa che li differenzia: investire nella scuola, nell’istruzione dei giovani e di conseguenza nel futuro di un paese vuole anche dire questo e cioé pagare gli insegnanti che lavorano e “insegnano” davvero.
    Perché un paese che non valorizza i giovani più meritevoli e gli insegnanti che contribuiscono alla crescita è un paese stantìo che non ha futuro, come l’Italia.

    Poi però bisognerebbe anche parlare degli studenti e fare una scrematura; perché ora chi alla scuola pubblica viene bocciato o va male, e può permetterselo, va in una scuola privata e di colpo diventa un fenomeno: colleziona 8 e 9, arriva alla maturità con un punteggio spaventoso e poi all’università…non passa manco il test di ingresso.
    Quindi sistemiamo anche gli sprechi di risorse che finiscono da altre parti, non diamo la colpa soltanto agli insegnanti, l’anello più debole e che comunque ci mette la faccia.
    Stabilire una carriera di avanzamento o una valutazione non mi sembra un’idea sbagliata. Ma questo l’ho già detto…

  5. Giusy ha detto:

    Ciao, sono un insegnante. Non sono ancora in ferie perchè sono in commissione agli esami di stato. Finirò di lavorare la settimana prossima, il 14 luglio. Le ferie durano 32+4 giorni (che dobbiamo OBBLIGATORIAMENTE prendere tra luglio e agosto, ossia in alta stagione, senza alternativa). E’ vero che potrò in effetti usufruire di qualche giorno in più (una settimana circa) per la chiusura delle scuole. Sarò nuovamente in servizio il primo settembre.
    Il mio lavoro settimanale consiste in 18 ore di lezione frontale in classi di 22-29 studenti (ne ho in tutto 180). Il resto delle ore che mancano alle 36 ore settimanali di lavoro canoniche servono per correzione compiti, riunioni, aggiornamento e naturalmente preparazione di lezioni per il giorno dopo (avete mai provato a preparare una lezione di un’ora che riesca ad interessare dei ragazzi?)
    I problemi della categoria sono tanti, ma non vi voglio tediare. E comunque li accetto senza lamentarmi troppo.
    A chi ci critica e ci invidia io dico: “io non ho avuto nessun privilegio particolare per diventare insegnante, anzi, ho dovuto fare anche molta gavetta e precariato. Ma se dici che siamo privilegiati, perchè non cambi mestiere e fai anche tu l’insegnante?
    Ciao a tutti.
    E non vi lamentate del vostro lavoro. Altrimenti non siate ipocriti con voi stessi: cambiate lavoro!!

  6. Tiziana ha detto:

    Cara Giusy,
    le tue ferie estive saranno quindi di 7 settimane piene…più 2 settimane a Natale, una settimana a Pasqua, magari la settimana di Carnevale e qualche ponticello qua e là…
    per quanto riguarda l’essere ipocrita, non è certo per ipocrisia che una persona a 50 anni non si mette ad insegnare, ma perchè forse non ne ha più la possibilità…non è così semplice cambiare lavoro…questo penso che tu lo sappia. Certo è, che se tornassi indietro farei una scelta diversa e probabilmente prenderei in considerazione l’insegnamento, ma senza tutti questi lamenti….penso che ci siano lavori più sottopagati del vostro e decisamente più faticosi!!!! Io ho un bellissimo ricordo della mia insegnate di lettere degli ultimi tre anni di liceo, perchè è stata un’insegnate preparata e capace di trasmettere a noi giovani la curiosità e la voglia di imparare. Penso che per un’insegnate sapere che i propri allievi, la ricordino con stima ed affetto sia una grande soddisfazione e la ripaghi in parte del lavoro svolto, anche se mi rendo conto che questo non è sufficiente. Il problema comunque è che se ci fosse la possibilità di dare dei premi in denaro agli insegnanti più meritevoli, chi potrebbe valutare il loro operato? Il Preside? Gli alunni? E poi in che modo? Hai qualche proposta?
    Comunque… buone vacanze!

  7. FLavia ha detto:

    sono un’insegnante precaria da tre anni, ho fatto anche altri lavori, ma cra Tiziana, sto facendo molta più fatica ora. vedere 120 ragazzi in una mattinata, lavorare a 40 chilometri da casa, insegnare la sera finoalle 23 perchè non ho la cattedra completa. Sentirsi sempre l’ultimo arrivato e senza diritti perchè ogni anno cambi 60 colleghi, studenti, ambiente, non è per niente facile. la prospettiva è quella di entrare di ruolo fra almento 15 anni..eppure io amo il mio lavoro, ma molte volte sono scoraggiata…ps: le ferie è vero che ci sono…ma I PRECARI FINISCONO IL CONTRATTO A GIUGNO, LE FERIE CARA MIA NON SONO PER NIENTE PAGATE…facile giudicare senza sapere come tanno le cose. Scusate lo sfogo, ma solo chi insegna e fa il proprio dovere può capire cosa si prova a sentirsi dire che le ore di chi sta in ufficio valgono di più delle ore insegnate. Io in media, tra correzioni compiti preparazione delle lezioni e relazioni e consigli lavoro 8 ore.penso di meritare lo stipendio che prendo, me lo sudo tutto.
    ciao

  8. […] esclusivamente a portare in giro per la Finlandia colleghi stranieri per studiare ed imparare come insegnare bene e come organizzare il sistema […]

  9. Daniela ha detto:

    Io sono precaria da 4 anni circa e sono arrivata con fatica a questo precariato,col diploma psicopedagogico (ex magistrale)non venivo chiamata quando avevo 19 anni e sono entrata nel mondo della scuola dopo la laurea a quasi 27 anni.
    La mia laurea in Scienze dell’educazione non è abilitante ma preferisco di gran lunga fare la supplente che fare l’educatrice in qualche cooperativa sociale lavorando 8 ore per 800 euro al mese con un contratto a progetto senza malattia tfr e tredicesima…
    Sarà che ho fatto anche altri lavori prima di arrivare ad insegnare e posso dirvi che c’è gente che con la mia laurea è sfruttata e sottopagata,non ha diritto a percepire la disoccupazione…

  10. sonounprecario ha detto:

    Non svilirti, purtroppo conosco bene il mondo della scuola. Ho una madre insegnante anche io e ricordo tanti episodi ai limiti della fantascienza (provveditorato, graduatorie, abilitazioni…).
    Sì, tra le altre cose, c’è tantissima gente sottopagata e sfruttata…con qualsiasi laurea. L’inesistenza di ammortizzatori sociali non fa altro che aggravare la situazione.

  11. nonlosopiù ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con il principio del monitoraggio delle competenze e dell’attitudine all’insegnamento. é necessario un criterio in ragione del quale il merito abbia il suo peso nella valutazione dell’eventuale rincaro del compenso agli insegnanti. Ho visto troppe assurdità innominabili nelle scuole, veri e propri paradossi. Credo che oggi se uno studente mimimamente più avvertito con scarsa soggezione verso gli insegnanti potrebbe mettere in crisi moltissimi di tali pseudolaureati il cui livello culturale è quantomeno insufficiente. Per quanto riguarda la pesantezza del lavoro di insegnante, non è possibile dire che i ritmi non siano serrati e che la tipologia stessa di lavoro non sia impegnativa; che poi ci siano molti individui che oziano e leggano il giornale o qualche libro di harmony è un’altra cosa. Ma vi rendete conto che un insegnante deve o dovrebbe gestire decine di menti e sensibilità diverse? immaginate la varietà e complessità delle situazioni che si possono creare in classe. In fondo, bene o male, l’insegnante è l’individuo con cui decine di figli stanno a contatto per un periodo non indifferente della giornata. Non credo sia il caso di ricordare i numerosi casi di intemperanze cui i giornali ci hanno ormai avvezzato (tra l’altro queste cose sono sempre successe, i media creano l’ipressione dell’esplosione, ma ho raccolto numerose testimonianze che mi confermano l’esistenza del fenomeno nel corso dei decenni). Insomma, non si può dire che quello dell’insegnante sia un lavoro semplice,e nel contempo non si può dire che sia il lavoro in assoluto più pesante. Ci vuole rispetto per le professioni e per la professionalità, e questo riguarda sia chi “fa” la scuola sia chi dovrebbe esprimersi su di essa, sia chi dovrebbe disciplinarla.
    Concludo dicendo che un mio vecchio amico, spesso tendente a criticare coloro i quali “osavano” lamentarsi per le condizioni di lavoro degli insegnanti, ha immediatamente fatto ammenda allorché si è sposato con un’insegnante alle prese con situazioni delicatissime. Con questo non voglio dire che tale testimonianza debba valere in assoluto, ma certamente fotografa la realtà di una situazione che spesso, a causa di un diffuso pregiudizio nei confronti del “lavoro intellettuale”, può sembrare vantaggiosa e preferibile.

  12. nonlosopiù ha detto:

    Al fine di evitare sarcasmi vari correggo il rigo sei del mio commento: il “se” della frase va cancellato (in quanto scritto pensando ad un altro costrutto che poi ho sostituito). Salve a tutti.

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