Revolution!

Da casaleggioassociati.it

Se ancora non l’avete fatto, date un’occhiata a questo video istruttivo.

 

 

In “Prometeus” viene delineato un possibile futuro dei media che, trasferendosi su Internet, cambieranno i modi di vivere e comunicare in tutto il mondo: prestate attenzione ad ogni parola, specialmente nel pezzo finale.
Sempre che tutti gli esseri umani decideranno di evolversi in 2.0 e non rimanere in una versione 1.0 beta.

 

 

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2 risposte a Revolution!

  1. furio detti ha detto:

    affascinante, coinvolgente, ma…. falso.

    temo che sia l’ennesimo abbaglio ottimista, un po’ il “Ballo Excelsior” alla vigilia dei due più terrificanti massacri di ogni tempo: la prima e la seconda guerra mondiale. un po’ come Negroponte che, alla vigilia della bolla di Internet, proclamava che la bottiglia d’acqua di plastica sul suo tavolo da conferenziere non esisteva più come prodotto e poteva essere venduta come bene virtuale, smaterializzata, incorporea, pervasiva e interfruibile.

    la dura realtà e le migliaia di trentenni-senzatetto/barboni che un’amica californiana mi descrive ha dato un doveroso risciacquo gelido a questi cervelli che corrono troppo sulle nuvole.

    il futuro che vedo io è assai più nero. crisi energetica, consumi alle stelle, devastazioni indotte dalla sovraproduzione e sovrappopolazione. vedo un divario crescente tra ricchi e poveri, tra un’elite detentrice di informazioni e possibilità e masse sempre più disperate e disposte a barattare la rabbia con un’occasione di cieca devastazione.

    chi ha visto il film Zardoz potrebbe avere una pallida idea del futuro che io vedo, ma dovremmo metterci un po’ di Brazil, un po’ di The Corporation, un po’ di The Day After.

    perché da che mondo e mondo il potere non ha mai rinunciato a fracassare teste e a spezzare ossa nel silenzio delle carceri, e un grande potere richiede grandi crudeltà, grandi interconnessioni hanno fatto viaggiare il terrore più velocemente di quanto non viaggino le buone idee…. la barbarie esercitata nell’angolo più remoto del pianeta diventerà la norma.

    perché appunto il virtuale necessita di materiali, risorse, energia per manifestare il suo incantesimo. e questi mondi impalpabili richiederanno palpabili tributi di sangue e carne.

    io non sarei così “ottimista”.

    beninteso. la catastrofe è quello che meritiamo.

  2. sonounprecario ha detto:

    Nemmeno io sono troppo ottimista, e la mia paura è proprio di finire in una situazione che tu stesso hai delineato. Ti dico la verità, non ho visto il film “Zardoz”, ma da quello che dici posso immaginare di cosa possa trattarsi.

    Il discorso da fare è molto ampio in questo caso; infatti, se tutto si sposterà su Internet, sulla Rete, non solo cambieranno i meccanismi nostri di comunicare (già sta accadendo), di vivere, ecc…ma anche i modi di controllare, censurare, filtrare i contenuti subiranno una profonda rivisitazione. Ed è anche li che si gioca tutto quanto.

    Bisognerebbe parlare di libertà, società, ecc…
    Perché a quel punto, chi non avrà i mezzi per accedere alle tecnologie o agli strumenti di comunicazione di massa, sarà tagliato fuori e quindi “povero”, senza possibilità di accedere al sapere ed alla cultura. A meno che divenga tutto gratuito… 😛

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