Omonime, precarie ma flessibili

Oggi ho scoperto che esiste anche un blog delle donne a progetto. Chissà se hanno preso spunto da questo blog a progetto (visto che i post sono pochi e il blog è stato creato da febbraio).

Anche loro lavorano in un call center, anche loro fanno salti mortali tra 2-3-4 lavori e addirittura riescono a sorridere e ironizzare sullo status di precario.
Mi ricordano qualcuno.

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5 Responses to Omonime, precarie ma flessibili

  1. rospo ha detto:

    Non lavoriamo tutte in call center, alcune di noi ci hanno lavorato per un certo tempo, ma abbiamo deciso (?) di esplorare il mondo del precariato in tutte le sue forme, quindi ci stiamo deliziando (?) in mille lavori diversi…il problema è trovare il tempo per raccontare tutto!

  2. sonounprecario ha detto:

    Nemmeno io lavoro più in un call center =)

    Il tour nel mondo del precariato italiano è praticamente infinito, siete per caso masochiste? Scherzo 😛

    E’ vero, anche il tempo è precario!

  3. Stefania ha detto:

    care precarie,
    vi scrivo per segnalarvi una serie di appuntamenti “culturali” sul precariato e sul lavoro precario dei call center, di cui mi sto occupando personalmente insieme alla mitica Michela Murgia, l’autrice del romanzo Il mondo deve sapere, da cui è stato tratto il film di Virzì “Tutta la vita davanti” e uno spettacolo sul tema del lavoro precario nei call center che si intitola anch’esso “Il mondo deve sapere” e che attualmente è in scena a Napoli e sarà a Roma alla fine del mese (Piccolo Eliseo 28 aprile-4maggio). Gli appuntamenti rigurdano due incontri dibattito con la scrittrice Michela Murgia che si terranno a Roma il 21 e il 22 aprile rispettivamente alla Libreria Bibli , in zona Trastevere e alla Libreria Flexi, in zona Monti: sarà un’occasione per discutere sull’argomento che tanto ci coivolge e che logora lentamente il nostro quotidiano.
    Per parlare con Michela, esperta in materia di precariato e fiera sostenitrice della causa contro precariato, potete consultare il blog: http://ilmondodevesapere.wordpress.com
    A presto!
    Una di voi….

  4. uppa ha detto:

    ciao,
    Quattro anni fa ho lavorato in un call center di proprietà di una specie di managerotto milanese che passava in mezzo alle postazioni gridando “produzione!” a volte pagava me e e gli altri 50 euro a settimana (eravamo una trentina) e cacciava chiunque voleva nel giro di mezz’ora…
    Qualche mese fa l’ispettorato del lavoro gli ha fatto una visitina, riscontrando che in 6 anni non aveva mai fatto iun contratto in regola.
    Gli hanno fatto una multa così grande che per pagarla ha dovuto vendere il call center e ora non ha più un cazzo… che peccato… mi spiace… :-))))

  5. sonounprecario ha detto:

    ehehehe…vedi, raramente, ma solo raramente le cose vanno bene. Anche se vorrei vedere se poi questa multa verrà pagata e come dovrebbero essere risarciti i lavoratori sfruttati…

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