Riflessione 2.0

È da qualche giorno che penso ad una domanda, forse retorica, che potrebbe scatenare commenti diversi da parte della blogosfera.
La mia riflessione è semplice: seguendo lo stato delle cose, lo sfacelo costante del nostro paese in ogni settore, valutando la politica italiana come un qualcosa di estraneo e collegato ad un iperuranio alieno (non mi addentro negli altri aspetti, dai che avete capito), noi come reagiamo? Ho immaginato un dialogo con una persona X della nazione X.

X man: “…In Francia, per esempio, sono scesi in piazza per alcuni giorni, hanno lottato per un contratto che già in partenza era migliore di quello a progetto della Legge Biagi ed hanno vinto. Qui invece cosa fate?”
Sonounprecario:Apriamo i blog. E magari ci auto-flagelliamo, ci auto-distruggiamo, ci auto-insultiamo e ci incastriamo in discussioni durissime, aspre e infinite sullo stato delle cose, arrivando spesso a toni pesanti.”
X man: “L’importante è partecipare. Sì ma…poi?”
Sonounprecario: “Niente, commentiamo il blog di un ministro al massimo. Oppure nascono iniziative come iMille“.
X man: “Ah, ok. E fino ad ora cosa avete ottenuto? Funziona, socialmente parlando?”
Sonounprecario: “Non ho capito la domanda”.
X man: “Niente, chiedevo se è servito a qualcosa tutto questo”.
Sonounprecario: “…Guardi è tardi, devo andare al LostCamp che se arrivo in ritardo Axell, Pietro Izzo, Gommaweb, mafe, vanz, Tommaso Tessarolo, Kurai, Redpill, Mescaline, Etere, Giovanni Calia e…Roberta Milano mi fanno il culo. In tutti i sensi. E poi non ho bisogno di niente, grazie.”
X man: “…Coda di paglia?”
Sonounprecario: “…No, per Battipaglia ha sbagliato strada. Arrivederci”.

Avrete capito chi davvero sono gli x-men, i mutanti. Ma siamo noi, certo, che ancora rimaniamo 1.0 alla fin fine. Qualcuno mi aiuti, ho bisogno di sapere che anche voi non avete la coscienza a posto soltanto perché avete aperto un blog. Sono inquieto.

 

P.S.= avrete intuito che parteciperò sottoforma di “nube nera misteriosa” al Lost Camp.

Share:
Technorati icon

Advertisements

12 risposte a Riflessione 2.0

  1. kurai ha detto:

    Ti dirò. Io non ho aperto un blog per avere la coscienza a posto. A ben vedere è tutto il contrario. l’ho aperto per non avere la coscienza a posto. Per essere obbligato, giorno per giorno, a pensare, a interessarmi di quel che ho intorno e a non chiudere gli occhi e dire che tanto non cambia nulla.
    Il blog, per me, è anche un atto di responsabilità.

  2. axell ha detto:

    a me basta che vieni, anche sotto forma di nube tossica.

  3. Emma ha detto:

    ciao! Chissà se ce la faremo… nel frattempo ti leggo con piacere. Non appena capisco come si mettono i links, ti linko sul mio blog. ciao, Emma

  4. mafe ha detto:

    Mi sfugge il legame tra blog e coscienza. Io ho aperto un blog per cazzeggiare e garantirmi uno spazio di assoluta libertà, l’impegno sociale è altrove e ha forme quotidiane decisamente risibili ma quantomeno costanti (inquinare il meno possibile, mantenere un’etica, rispettare il prossimo, non cedere al cinismo).

  5. sonounprecario ha detto:

    @xlthlx
    ..uh? Non ho capito, sarà che è mattina e sono rembambì 😛

    @kurai
    In effetti ti do ragione, però spesso penso che forse non è abbastanza discutere. Non che senta il dovere o il bisogno di elevarmi a paladino della legge (accade solo nei film o nei cartoni animati); mi stavo solo chiedendo, come hai detto, se questo atto di responsabilità sia sufficiente

    @Axell
    Ovvio che vengo, mi vestirò con un mantello nero, dovrai per forza riconoscermi.

    @Emma
    Grazie, mi fa molto piacere che una persona in più mi legga 🙂

    @mafe
    Sì è anche vero che si blogga un po’ per cazzeggiare, ma dipende sempre dal “tema di fondo” o dal blog stesso, almeno credo. D’accordo sullo spazio di assoluta libertà, ma visto che stiamo trasferendo molte cose sul web (che è comunque una Rete sociale in continua evoluzione), tra cui rapporti sociali, iniziative, ecc…a cosa vogliamo arrivare? Ok che ognuno ha aperto il blog per sé stesso prima di tutto, ma davvero è sufficiente? Dibattiamo di ogni cosa qui, ci linkiamo con gente che può muoverne altra… Forse “coscienza” è un termine esagerato (almeno per ora?) però è anche vero che fino a poco tempo fa le conseguenze a cui hanno portato i blog non erano immaginabili.
    Insomma, non so se un domani arriveremo al punto di doverci interrogare su altre cose legati ai rapporti e ai legami che abbiamo creato coi blog. Oddio, sto svalvolando.

  6. pietroizzo ha detto:

    post interessante e beccato per caso dato il backlink… se non altro ha il merito di far sì che io segua in futuro altre tue riflessioni…! Ci vediamo al Lostamp

  7. furio detti ha detto:

    sai com’è il punto è che ci sono delle leggi, e queste impediscono non solo di FARE, ma anche di PARLARE, delle sole cose che cambierebbero davvero la realtà.

    ogni ordinamento giuridico sa bene come pararsi le chiappe e difendere le ingiustizie su cui prospera e di cui si alimenta. lo statu quo di cui è frutto, le oligarchie che parassitano alle sue spalle; nel codice penale esiste una selva di fattispecie di reato miranti non solo a scongiurare ogni cambiamento sociale ma anche a censurare ogni forma di protesta.

    leggi costruite per controllare il pensiero e costringere le masse a seguire le politiche dettate dall’alto.

    come vedi in queste condizioni è impossibile anche solo pensare a diffondere nella popolazione l’ipotesi del cambiamento.

    cordialmente.

  8. manuela collarella ha detto:

    In francia sono abituati ad andare via di casa a diciotto anni grazie ai sussidi e a non dovere chiedere permesso a mamma e papà da quell’età. Quindi quando tentano di levargli la seggiola da sotto, se ne accorgono subito. Qui la famiglia mette le pezze al welfare che non c’è, per carità e meno male, però fa si che siamo un po’ più lenti a capire certe cose…
    Ma non ti preoccupare ora arriva Sarkozy… e si divertono pure i colleghi precari francesi :/

  9. sonounprecario ha detto:

    Sono contento che in molti avete colto nel dialogo l’autocritica alla autoreferenzialità dei bloggers (ma non solo).

    @Furio
    E’ vero, spesso sono leggi non scritte per dirla alla Machiavelli. Anche se nel nostro secolo sono praticamente tutte ascrivibili alle leggi dei media. E’ un’espressione che ho coniato ora, non so se rende 😛
    Mi piacerebbe approfondire questo discorso con teorie di vari studiosi ma forse annoierei troppa gente. Potrei consigliare alcune letture però.

    @Manuela
    Vedremo, in Francia, come dici tu, è sì diverso il sistema (e i francesi mi stanno pure sulle scatole a pelle…), però è anche il paese da dove sono partite tante agitazioni o cambiamenti sociali (tipo la riv.francese, ecc…).
    Chi vivrà vedra.

  10. […] che sanno tutti”, “le cose non cambieranno” sono proprio quei ragionamenti che mi fanno dire, appunto, “mbe’ cavolo allora stiamo fissi a casa davanti ad uno schermo a incazzarci tra […]

  11. […] e ci indignamo ma siamo sempre li…cosa otteniamo a parte un giro di link e di discussione? Io me lo sono già chiesto in passato. Ok, non siamo mica obbligati, […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: