Il tempo del (p.i.m.p.) Mele

da corriere.it

Avrei voluto semplicemente editare il post di ieri in merito a questa vicenda, ma non ce l’ho fatta, non mi bastava, complice la pagina di corriere.it di oggi, che da qualche giorno più del solito si è ridotta ad una pattumiera puzzolente. Va bene, non ci sono notizie, ma di giornalismo ne è rimasto davvero poco; uno schifo.
Io non so chi sia Lorenzo Salvia, l’intervistatore che ha firmato questo articolo, ma davvero non..non..non trovo le parole cazzo. Scusate il “cazzo”, ma ogni giorno di più ci fanno passare tutti per degli ebeti. E questa cosa mi fa innervosire; ok, smetterò di leggere ogni tanto anche corriere.it, va bene.

Riapriamo le case chiuse. “Bravo ad ammettere”, “una debolezza”, “perdoniamolo”, “errore”, “la famiglia”. Questo l’eco di voci che si sente. È ora di dire basta a queste cazzate. A me non interessa se il deputato Mele per fare sesso paga una squillo, non sono mica un bacchettone paolotto del suo partito. Ma mi da fastidio che Mele dichiari stronzate. E che l’intervistatore si limiti a fare da portavoce; ma il giornalismo dove diavolo lo impara tutta questa gente?!

(Preparatevi, ho deciso di riportare le domande e le risposte con i dovuti aggiustamenti, non sarà un post breve; ho corretto o riformulato le domande e le risposte, in alcuni casi usando parole forti. Click in basso per chi vuole ha voglia di continuare)

D. Cosa è successo venerdì sera?
R.«Sono uscito dalla Camera intorno alle nove, sono andato a cena con degli amici, non politici, al Camponeschi, un ristorante di Piazza Farnese. Dopo un po’ è arrivata questa ragazza, che io non avevo mai visto prima, ma che conosceva i miei amici (…!!!). È stata lei che ha cominciato a parlarmi…» (…pappapero!!!).

D. Sta dicendo che è stato adescato?
R. «Adescato? Io non sono esperto di queste cose ma non avevo capito che fosse una prostituta».
BP. Non venitemi a dire che Mele non ha mai visto una mignotta; va bene la parte della vittima che non è esperta di “lucciole”, però…!

D. E cosa pensava?
R. «Pensavo fosse la ragazza che cercava un’avventura. Ho capito solo quando siamo arrivati all’Hotel Flora».
BP. Certo Brad Pitt, una ragazza cercava un’avventura con te, infatti poi…….

D. …L’ha pagata?
R. «Pagata… non proprio. Le ho fatto un regalo, una somma in denaro, niente di esagerato però. Poi siamo saliti su, siamo stati insieme, e dopo io mi sono addormentato».
BP. UN REGALO CAPITO!!!!! Perché tutti noi prima di scop*** con una donna le facciamo un regalo di questo genere!!! Ma chi diavolo ti crede? Stai prendendo in giro solo il tuo intervistatore. E poi ti sei addormentato, certo, dopo 5 secondi…

D. Avevate preso cocaina?
R. «Io non ho preso cocaina né altri tipi di droga. Non ho visto se quella ragazza l’ha presa oppure no. Forse sì, ma magari prima di incontrarmi oppure mentre dormivo».
BP. Era buona?

D. Lei ha firmato la proposta di legge sul test antidroga per i parlamentari.
R. «Francamente non ricordo, ma il test sono pronto a farlo anche subito».
BP. Non ricordi? Ma cosa sei in parlamento a fare? A firmare quello che ti dicono di firmare e basta? Eh? O a lottare per i valori della famiglia? Sei pronto a fare il test? Giornalista allora digli “facciamolo subito”! Vediamo poi cosa ti risponde se gli tiri fuori il test antidroga. Se mi fermano il sabato sera a me lo fanno.

D. Non c’era con voi un’altra ragazza?
R. «Quando siamo saliti no. Quando mi sono svegliato ho sentito che, nel salottino della stanza, la mia accompagnatrice stava parlando con un’altra ragazza, straniera. Credo una sua amica, l’aveva chiamata lei».
BP. Il giovanotto ha il sonno pesante. Praticamente lui è salito in albergo e ha dormito, non si è accorto di niente. Ha pagato una tipa, anzi, le ha fatto un regalo perché salisse con lui, poi senza dire niente, pigiama e a nanna. Del resto non sa niente.

D. E la sua accompagnatrice quando si è sentita male?
R.
«Poco dopo, ormai era quasi mattina. Delirava».
BP. Ma lei non stava mica dormendo?

D. Agli infermieri del San Giacomo ha detto di essere stata costretta a prendere pasticche.
R. «Se è per questo diceva anche che io l’avevo rapita, che non volevo chiamare l’ambulanza. Ma era in evidente stato di allucinazione. Per questo ho deciso di non accompagnarla in ospedale. Anche se tramite i miei amici, che la conoscevano, mi sono subito informato sulle sue condizioni».
BP. I suoi amici stavano dormendo o anche loro non sapevano che lei fosse un parlamentare?

D. Crede che la sua carriera politica sia finita qui?
R. «Deciderà il mio partito. Ma non mi sento di aver tradito niente e nessuno, se non la mia famiglia».
BP. Visto che ha la faccia come il c**o, cosa ne pensa dei valori della famiglia e del family day? Come reagirebbe un divorziato come Casini? Crede ancora a Gesù bambino che porta i doni?

D. Lei fa parte di un partito di divorziati, l’Udc, che della difesa della famiglia (e dei voti cattolici) ha fatto una bandiera.
R. «Lo so, e per questo ho deciso di scop…dare le dimissioni dall’Udc. Ma non vedo perché dovrei dimettermi da deputato, anche io sono un uomo con le mie virtù e le mie debolezze».
BP. Vai a pu**ane come fanno tanti se hai le debolezze. Ma non sederti in parlamento usando i soldi dei cittadini. E non insultare chi nella famiglia crede veramente anche se non ha bisogno della chiesa cattolica dell’odio e dell’intolleranza. Ma poi non dicevi che non sei esperto in queste cose?

D. Una debolezza considerata grave a giudicare dalle sue dimissioni.
R. «Guardi, credo che nella politica italiana ci sia una grande ipocrisia. Adesso mi spareranno addosso quelli di Forza Italia, come se loro fossero tutti santarelli. Per non parlare di quelli della sinistra, che anche loro, quando serve, si fanno gli affari loro. E invece noi politici siamo uomini come gli altri: anche a noi capita di sbagliare».
BP. V a i a f * r * i n c * l * f a c c i a d i e * * e.

D. Era la prima volta, onorevole?
R. «Non mi succedeva da tantissimi anni. Sono stato ragazzo anche io».
BP. Prometta che non lo faccia più! Ma che cazz…ma questo è pazzo. Non gli succedeva da tanti anni, è stato ragazzo anche lui. Cosa vuol dire, che per forza uno da ragazzo paga una t**ia quando ha voglia di…eh? E poi chissenefrega dei tuoi vizi, parlane col papa.

D. Come si sente adesso?
R. «Mi sento il mondo cadere addosso. Lo so, è una frase fatta, ma è proprio quello che sento».
BP. Il viagra ha già finito il suo effetto?

D. Cosa le ha detto sua moglie? L’ha perdonata?
R.«Perdonato… Macché, piange tutto il giorno. Non so come andrà a finire».
BP. “Veramente mia moglie sta con un uomo di colore” (ndr). Se è cattolica praticante sarà abituata a venire sottomessa all’uomo, che problema c’è quindi? Dopotutto una donna è semplicemente un qualcosa che si è sviluppato intorno ad una costola.

D. E con i suoi figli ha parlato?
R. «No, non ancora. Non ho il coraggio».
BP. Bisogna vedere se i suoi figli sono o sono già stati “ragazzi”.

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9 Responses to Il tempo del (p.i.m.p.) Mele

  1. xlthlx ha detto:

    non so, e non voglio sapere, come ha fatto la moglie a non abortire all’istante.

  2. furio detti ha detto:

    grande!!!!

    splendido pezzo!

  3. Francesco Protopapa ha detto:

    D. …L’ha pagata?
    R. «Pagata… non proprio. Le ho fatto un regalo, una somma in denaro, niente di esagerato però. Poi siamo saliti su, siamo stati insieme, e dopo io mi sono addormentato»

    ps. non l’ ha pagata, ma le ha fatto un regalo in denaro… come se al posto di “mi sta scappando una pisciata” dicessi: “mi sta venendo voglia di orinare”
    Intanto Cesa (segretario udc) chiede più soldi per favorire il ricongiungimento dei parlamentari con le loro famiglie. Già i parlamentari sono quasi mille, se ci aggiungiamo i loro parenti più stretti, le eventuali famiglie allargate, bisognerebbe fondare una città di sana pianta! E queste sono le brave personcine che se la sono menata a bestia col family day e che al contempo godono dei pacs , ma agli altri li negano. Anzi, non solo li negano, ma si divertono pure a cambiare nome: nel principio erano i pacs, poi son diventati dico e adesso cus. 10 100 1000 Hotel Raphael

  4. sonounprecario ha detto:

    Ma la cosa incredibile è che dopo una cosa del genere qui in Italia non ci si interroga sul perché anche un uomo dai sani valori morali e cattolici (ahahah bella questa, lo ammetto), con una famiglia alle spalle, abbia bisogno di queste cose.
    Semplicemente si ribalta la cosa, detto in parole povere:
    – siamo lontani di casa e non possiamo trombare?
    – portiamo qui le famiglie a spese dello stato

    Poverini. Pensate a chi lavora in miniera o sulle piattaforme petrolifere che torna a casa se va bene 3 mesi l’anno… Li non ci sono nemmeno le mignotte.

    Il cattolico dell’udc peraltro ha fatto tutto questo con la moglie incinta del secondo figlio e non è nuovo a “ragazzate”, come le ha praticamente definitie. E’ infatti stato in carcere nel 99 perché andava a giocare al casinò coi soldi delle tangenti.

  5. xlthlx ha detto:

    ah ma quindi lo fa ogni volta che la moglie e’ incinta? un genio del male.

  6. Arya ha detto:

    Complimenti! splendido post. Domanda: ma per il viagra avrà necessitato di ricetta medica prescritta dal medico di turno in parlamento? Sai magari gli abbiamo pagato pure quello, come contribuenti non solo l’opera di bene che ha elargito alla dolce fanciulla. 🙂

  7. stefano leoni ha detto:

    Bill Clinton (anche lui portabandiera dei valori della famiglia)è stato costretto a dimettersi per un semplice boccaponcio
    peraltro del tutto legale, perchè aveva mentito ai cittadini statunitensi
    negando che il fatto fosse avvenuto.
    Cioè si è dovuto dimettere perchè ha raccontato una balla ai cittadini
    è questo è stato provato.
    Vi rendete conto se in italia si dovessero dimettere tutti i politici che raccontano balle?
    Ma il pezzo di M. in questione, ha fatto molto di più, non ha solo mentito ai cittadini italiani su un fatto privato, ha anche mentito al pubblico ufficiale che lo ha interrogato
    sull’andamento dei fatti, cercando di nascondere anche fatti che comportano reato,
    quali la detenzione di droga, la sua cessione ( e se la versione della zoccola fosse vera
    anche la sua somministrazione senza il consenso della stessa).
    Avrebbe inoltre tardato a chiamare i soccorsi o addirittura tentato di impedire che
    la ragazza li chiamasse col proprio cellulare, per ovvi motivi.
    Come possiamo permettere che sto stronzo continui a starsene in parlamento e a
    percepire uno stipendio da favola alle nostre spalle?
    Io non sono pratico dell’utilizzo di internet, ma chiedo a voi, anzichè limitare tutto ad uno sfogo sul singolo blog, non conoscete il modo per creare una rete fra siti di opinione, in modo da poter raccogliere in breve tempo le adesioni di migliaia di utenti
    e chiedere a gran forza le sue dimissioni?
    Anche perchè se già non lo ha maturato, potremmo evitare che raggiunga il termine di permanenza in parlamento necessario a maturare il vitalizio (che allo stato attuale
    dovrebbe aggirarsi attorno ai 9000 euro mensili netti per tutto il tempo (che in assenza di ipocrisia gli auguro sia Zero) che vivrà oltre i 65 anni.
    saluti
    stefano leoni

  8. […] vota repubblicano è una persona davvero strana (e qui c’è una citazione da un telefilm). Un “onorevole” cristiano-moderato-antigay-profamiglia che dopo una cosa del genere non osa dimettersi ma si fa […]

  9. […] la politica”? afferma la D’Amico. La Mussolini risponde, citando gli episodi di Selva e Mele, che “fare satira in Italia è difficile”, “che apprezza la satira di Zelig e che […]

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