Vaffanculo Italia

agosto 31, 2007

Una squadra “vasta e assortita”, è la denuncia del settimanale, ha potuto comprare appartamenti a Roma a costi di molto inferiori a quelli di mercato. Una squadra bipartisan che va dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, agli ex presidenti di Camera e Senato Luciano Violante e Nicola Mancino. Dalla famiglia del leader Udc Pier Ferdinando Casini a quelle del ministro della Giustizia Clemente Mastella e del primo cittadino di Roma Walter Veltroni. Coinvolti nell’inchiesta anche altri potenti, come il presidente della Consob Lamberto Cardia e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni.

Non è giusto. Presi in giro, calpestati, insultati senza vergogna: parlo di noi italiani. I furbetti che insieme costituiscono un bel quartierino, il parlamento italiano, godono di svariati vantaggi. Tra gli altri anche quello di potersi scegliere a prezzi stracciati una casa, spesso immensa. Io certe cose non le vengo a sapere.
Perché io, laureato, devo metterci mesi o anni per trovare uno straccio di assunzione a progetto in cui se va bene mi pagano 500 euro senza ferie o malattia, lavorando 8-10 ore al giorno?
Perché devo andare avanti a stage in cui mi sfruttano dal mattino alla sera, quando magari ho persino più preparazione di chi mi comanda? Perché devo vivere quotidianamente con il peso di una vita futura che non ha una minima certezza?
Perché per potermi permettere una casa, forse tra 10 anni, dovrò indebitarmi 30 anni? Credete sia facile andare avanti pensando a quello che aspetta alla mia generazione? Non oso immaginare a quelli venuti dopo di me.

Pensate sia giusto che chicchessia possa farvi lavorare sottopagati senza che voi abbiate una minima garanzia? E che debba sentirmi dire in faccia che con un contratto a progetto costo il doppio all’azienda quando invece è una puttanata (se va bene su 800 euro di stipendio a progetto un’azienda paga non più di 50-60 euro)? Come posso sopravvivere con il peso di una non-speranza da qui al mese dopo? Ma che cazzo di paese siamo diventati? E la colpa è nostra, soltanto nostra, che abbiamo permesso che gli stronzi che credono di governarci facessero il bello ed il cattivo tempo, mentre gli italiani erano impegnati a pensare al televisore al plasma a rate, al telefonino, ai jeans da 200 euro e a buona domenica. Col supporto di Lucignolo, lo specchio del livello intellettuale degli interessi delle future generazioni del nostro paese.

Ma che vita è?!?!?!

E perchè diavolo nessuno straccio di persona che si definisce “politico” ha il coraggio di parlare di giovani, precariato e futuro se non in periodo elettorale? Bastardi, non lavorate in un’azienda privata in cui l’unico obiettivo e far carriera per arrivare a prendere 20 mila euro al mese. Ministro Mastella, parlo con lei che ha aperto un blog ed ha annunciato una querela; vi sbagliate, tutti. Non dovete difendervi da chi ancora le inchieste ha il coraggio di farle, dai giudici, da chi insomma cerca minimamente di far rispettare quel poco di decente che è rimasto della nostra Costituzione, che probabilmente in pochi conoscete, e della nostra dignità di italiani-cittadini. Che esempio date? E poi, davvero potete smentire che tutto il cadaverico sistema-Italia emerso in questi mesi sia solo frutto dell’immaginazione di qualche toga rossa? Ma con chi pensate di avere a che fare? Non siamo tutti dei soldatini teledipendenti e forse, se qualche neurone sopravviverà allo sterminio televisivo, arriveremo ad un punto di rottura, che volendo non è poi così lontano.

Siamo in milioni, giovani o adulti, incazzati, frustrati, con le tasche piene, esasperati. State attenti, politici, gli anni di piombo li abbiamo già vissuti e potreste venire travolti questa volta, perché siete vecchi, superati e nemmeno in ritardo capite i subbugli della rete sociale. Ma siccome siamo moderni e pacifici state tranquilli, sarete al sicuro nel vostro attico. Le rivoluzioni non sono di questo secolo: preferiamo chiamarlo progresso, cambiamento, svecchiamento, flessibilità o riforma. Se vi trovaste in qualsiasi altra nazione sareste spazzati via in un batter d’occhio. Vi va proprio bene che siamo nel paese del bengodi.

“nel ’77, divampò la generalizzazione quotidiana di un conflitto politico e culturale che si ramificò in tutti i luoghi del sociale, esemplificando lo scontro che percorse tutti gli anni Settanta, uno scontro duro, forse il più duro, tra le classi e dentro la classe, che si sia mai verificato dall’unità d’Italia. Quarantamila denunciati, quindicimila arrestati, quattromila condannati a migliaia di anni di galera, e poi morti e feriti, a centinaia, da entrambe le parti”.

Povate a sostituire 1977 con 2007…la sentite così lontano una possibilità simile?

Ministro Mastella, mi rivolgo a lei che ha aperto un blog da poco, cosa ha da dire a noi giovani? Ci prendete per il culo chiamandoci giovani fino a 35 anni e poi vi lamentate che non facciamo figli e non ce ne andiamo di casa. Sa Ministro, a 500 euro al mese non è proprio possibile. E questa cosa ci distrugge ma nonostante siamo coglioni siamo anche molto forti, stringiamo i denti, siamo italiani, sappiamo soffrire e andiamo avanti, lavoriamo di più credendo di guadagnare anche di più. E sbagliamo.

Forse lei è troppo occupato ad accogliere un massone come Silvio Berlusconi alla festa dell’Udeur o a fraternizzare con Casini, imparentato con Caltagirone. O a polemizzare con qualcuno più a sinistra o ancora a benedire tutto ciò che viene detto dal vaticano. Ma i tempi sono un po’ cambiati, non abbiamo più bisogno di democristiani, ex-democristiani o finti socialisti. Che figura pensa di fare signor Ministro davanti agli italiani stando un po’ di qua, un po’ di la e dicendo un giorno una cosa e un altro giorno un’altra? Parlo con lei che forse non leggerà mai questo post – non me ne voglia per questoma potrei chiamare in causa qualsiasi politico italiano di oggi.
E se non votassimo più? Cosa potrebbe accadere? Stia tranquillo, metà italiani voterebbero casa delle libertà, l’altra metà, quella con la coscienza politica e culturale che non vive di pubblicità e supereroi non voterebbe, regalando un paese ad un personaggio per cui molta gente emigrata all’estero ancora si chiede: perché 5 anni di questo tizio? Vede? Siete fortunati, non possiamo nemmeno permetterci di non votare.

Perché tutti noi, cittadini ormai sudditi da tempo, abbiamo il terrore di cambiare le cose e ci facciamo travolgere da tutto questo immobilismo conservatore? Perdonatemi l’esasperazione mascherata da sfogo. E la cosa che più mi fa incazzare in tutto questo è che amo il mio paese immensamente.

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La Gazzetta…di altri mondi

agosto 29, 2007

Ero in vacanza, durante uno degli ultimi giorni. Tempo brutto e siccome da tempo non ho contatti col mondo decido di andare in un’edicola e tra le altre cose penso “perché non comprare la Gazzetta?”. In effetti gli ultimi due numeri della rosea che ho comprato erano rispettivamente quello dopo la vittoria del mondiale e quello…dopo la vittoria dello scudetto dell’Inter. Roba che segna eventi rari, da collezione.
Subito mi accorgo che la Gazzetta è cambiata: impaginazione più cool, il modo di scrivere che è peggiorato notevolmente (..e prima non era poi così corretto…!), gossip. Ebbene sì, il gossip ha invaso qualsiasi cosa, va bene l’interferenza ogni tanto sulla versione on line ma almeno risparmiatemi su quella cartacea. Altrimenti compro Chi, Oggi, ecc…

Ma in prima pagina c’è una cosa che più di tutte mi colpisce. Altri mondi:

Ebbene sì, un ritratto tracciato da Silvio su Michela Brambilla. Ora, so bene che RCS da tempo è finita in cattive mani, che praticamente non leggo più il Corriere (infatti Repubblica ha superato il Corriere) vista la non obiettività, ma sulla Gazzetta speravo solo di trovare notizie sportive e qualche chiacchiera da bar da sviluppare con gli amici. I tempi invece sono davvero cambiati.

Una leccaculata d’autore, un’intervista al Cav. coi fiocchi (a parte lui che parla di sé in terza persona alla quarta domanda). Su un quotidiano sportivo. Sono l’unico che ritiene che ci sia qualcosa che non va? Non voglio fare quello ossessionato, ma quando è troppo è troppo, qualunque politico ci sia stato; certo è che quando ci siano marchette e pubblicità politiche varie la parte politica sia la stessa mi da da pensare molto. Dalla Gazzetta del 23 agosto:

La Brambilla è una signora di quasi quarant’anni, rossa di capelli, avvenente, gran gambe, un figlio di 3 anni di nome Vittorio concepito con il suo compagno molto amato che si chiama Eros Maggioni e fa il medico. […] È stata finalista di Miss Italia, autrice di libretti sugli animali, giornalista tv per mediaset, modella. […] Tutti la descrivono come una forza della natura, tre ore di sonno a notte, ambizione smodata, capacità organizzative straordinarie. E poi gambe, gambe accavallate a tutto spiano. Ha fatto anche la pubblicità per la Omsa.

Oltre le gambe c’è di più (a parte il noto detto sulle “rosse de cavei” – ndr), la soluzione è quindi molto semplice: non comprerò più la Gazzetta cartacea, almeno fino ad un altro evento cosmico.

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LostCamp naufragato?

agosto 29, 2007

Apprendo oggi dal blog di Axell che il LostCamp è stato rinviato al maggio 2008 in un weekend della seconda metà del mese.

Abbiamo deciso di dedicare maggior tempo per preparare un barcamp più ricco e completo, dedicato non solo alle serie televisive più famose, ma all’ evoluzione della media televisivo in generale.
Per questo abbiamo pensato di spostarci in un periodo più vicino al finale di stagione di molti programmi TV, comprese i telefilm cult (a maggio, ad esempio, terminerà la quarta season di Lost).

Tutti i miei piani sono stati scombussolati; e avrò persino una primavera in più sulle spalle. A questo punto potrei andare all’Adv Camp di Torino in ottobre. Comunque sia il team organizer del Lost Camp non me la racconta giusta. Secondo me ci sono stati problemi di logistica, organizzazione e sponsorizzazione; sarà forse perché ho richiesto espressamente una massiccia presenza di ragazze-blogger dell’Est 90-60-90, tutte sopra il metro e ottanta?

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Vi racconto una barzelletta…

agosto 29, 2007

Partito Democratico!!!

Insomma per me “PD”, per ora, rimarrà sempre in mente come un “porco diaz”. Per dire, la prossima volta ci candidiamo io, Axell e Suzukimaruti fondando iFighiDelBigoncio.

 

N.B.= il resto delle cose che sentite sul PD o legate al PD, sono solo freddure.
P.S.= se non si fosse capito sono uno lievemente deluso da quello che poteva essere e…non sarà mai. Indipendentemente da Veltroni o chi per lui.

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Cambiamenti impercettibili

agosto 28, 2007

Da Corriere.it

La catena neozelandese “Hell Pizza”(Pizza Inferno) ha avuto la brillante idea di pubblicizzare le proprie pizze con cartelloni pubblicitari su cui era impressa l’immagine di Hitler. Sul cartellone compariva il fuhrer che eseguiva il saluto nazista con una fetta di pizza, reclamizzando il prodotto con queste simpatiche parole: «È possibile far credere alle persone che il paradiso sia l’inferno». Subito giu polemiche.
Il giochino di fare campagne così forti e provocatorie è sì pericoloso, ma intanto in tutto il mondo parleranno di te, anche se il rischio di farsi una cattiva immagine è molto alto. Ma non è la prima volta che la catena “Hell Pizza” fa cose di questo genere: negli anni passati ha infatti prodotto sette diverse pizze chiamate come i sette peccati capitali; la campagna più hard era però legata alla pizza del peccato della lussuria: la Hell Pizza spedì ai potenziali acquirenti dei preservativi (che non servivano a condire la pizza).
Così il buon vecchio Hitler è stato immediatamente sostituito dall’immagine di Benedetto XVI. Era fin troppo scontato; dopotutto il ragionamento logico, il collegamento tra i due non fa una grinza. Nella nuova pubblicità si vede il Sommo Pontefice con un pezzo di pizza in mano che dice: «L’inferno è reale ed eterno». Come dargli torto? È da poco infatti che il papa ha abolito il limbo, diamogli tempo per arrivare anche all’Inferno.

Alla Hell Pizza sono furbi, hanno fregato tutti quanti tenendo lo stesso messaggio con una trovata comprensibile non a tutti.
Secondo voi quindi, cosa cambia tra i due cartelloni? Secondo me niente.

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Dialoghi “medi” sotto l’ombrellone

agosto 26, 2007

Modalità autobiografica. Sono tornato dalle (seppur brevi) vacanze da un paio di giorni per la verità, ma riprendere il ritmo dei post e riallinearsi con i “traffici” social-web 2.0 non è facile per nessuno, nemmeno dopo soli 12 giorni. Scriverò quindi un post ancora vacanziero, così, di chiusura estate (mi viene da piangere, ma è già praticamente finita), prendendo spunto dal giorno di ferragosto delle mie vacanze.

Sotto l’ombrellone un’allegra famigliola di fianco a me discorre del più e del meno. Ad un certo punto la madre, con in mano una rivista tipo “Oggi”, “Gente”, “Novella 2 o 3000” (non me ne intendo) esordisce:

Mamma: “…Ma va questa (riferito a una delle tante soubrettes) che pancia! Altro che! Sembra incinta, ha la panzetta e la cellulite, e guarda pure questa (girando pagina).”
Mamma: “No, però questa ha un gran fisico, guarda che addominali e che glutei (e la squadra invidiosamente)
Figlia: “Ma vah mamma! Non lo sai?! (prende in mano la rivista) Le foto sono tutte ritoccatissime, guarda qui, qui e qui (ma lo dice rosicando un po’)…poi le vedi appena svegliate e ti rendi conto. Troppo facile anche vederle in tv messe da corsa.”
Ragazzo della figlia: (ruba la rivista alla fidanzata e inizia nervosamente a sfogliarla e leggerla) “Ma io davvero vorrei sapere per chi cavolo fanno ste riviste…davvero, chi diavolo può leggerle o comprarle?! Senti qui come scrivono male e che cagate pubblicano (leggendo il pezzo in questione). Solo i celebrolesi possono comprare ogni settimana queste riviste (e intanto la sfoglia, la tiene in mano e guarda per bene le foto).”
Ragazzo della figlia: “Ecco poi questo qui…guarda D’Alema che barca. E guarda quest’altro di sinistra; fanno tanto i comunisti poi va che barconi. No, guarda pure Gasparri e quest’altro (riferito a uno di destra, sinceramente non ricordo se il riferimento fosse a Gasparri) che bei motoscafi. Però questi fanno bene, sono di destra e sono coerenti, quindi possono avere lo yacht.
Padre: “Hai ragione ca…volo, mi fanno imbestialire anche a me queste cose. Non è possibile…!!!”
Mamma: “Dai, adesso non ti scaldare che non ne vale la pena. Calmatevi.”

A questo punto il padre e il ragazzo della figlia tornano a sfogliare la rivista di macchine su cui erano concentrati, discorrendo di BMW e Mercedes.

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