Il papa è per il p2p

settembre 23, 2007

Da MelaBlog

È ufficiale, il papa è a favore del peer to peer:

[…] Quando invece prevale la logica della condivisione e della solidarietà, è possibile correggere la rotta e orientarla verso uno sviluppo equo, per il bene comune di tutti.

Se l’ha detto il papa, le major sono avvisate; Gentiloni potrebbe prendere la palla al balzo per proporre l’abolizione del decreto Urbani.
È attesa, nella prossima omelia, un discorso-guida per il settaggio del “papaMule” e una corretta configurazione del filtro ip, onde evitare server spia della RIAA.

Cristiani di tutto il mondo, condividete, siate un po’ comunisti ed open-source nella vita. E vedrete che probabilmente comincerete a smettere di diffondere intolleranza ed odio verso chi non la pensa come voi. Poi forse, in questo mondo, potrebbero anche esserci meno guerre.

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Umidità a “Porta a Porta”

settembre 22, 2007

//www.societacivile.it/

…Ma se l’orgasmo femminile entra nel salotto di “Porta a Porta”…secondo voi cosa fa?

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Con piacere

settembre 21, 2007

Marco Pratellesi si interroga, un pochino in ritardo, sull’effettivo potere di influenza dei blog italiani.

E’ evidente che alcuni blogger, non tutti, contribuiscono alla formazione dell’opinione pubblica e influenzino l’agenda dei media. Il tema non è se siano o meno i “cani da guardia” del giornalismo o del potere. I blogger, indipendentemente dal fatto che siano o meno giornalisti, possono a volte compiere azioni di vero e corretto giornalismo. E quando questo avviene non resta che riconoscere la qualità delle loro azioni. Con piacere.

Sarà, ma intanto non vedo ancora link che puntano direttamente a nessun blogger; nemmeno a quelli ritenuti più influenti.

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Mele marce

settembre 21, 2007

//www.myspace.com/mistersebastiandark

Quest’anno il Mi-Sex si preannuncia più interessante del solito:

 

[…] Cosimo Mele invece aleggerà nell’aria, visto che al Mi-Sex verrà presentato in anteprima “Mele marce”, film sulla sua notte brava tra prostitute e cocaina. La trama è la stessa: un deputato difensore dei valori morali e della religione che poi la notte si dà al sesso sfrenato. A Mele non va neppure male: a interpretarlo, con il nome di Cosimo Pere (notare il gioco di parole) è Roberto Malone, uno dei miti dell’hard core mondiale, oltre 2mila film porno interpretati in carriera grazie a una notevole dimensione artistica per dirla alla Elio e le Storie tese. […] “E non finisce qui – dice il produttore – stiamo studiando la versione hard core di altri fatti di cronaca. A partire dalla vicenda di Sircana. Ma il sogno proibito è Beppe Grillo, dobbiamo ragionare come”.

Oltre a ricordare la morte di Moana Pozzi con proiezioni continue dei suoi film più famosi insieme ad altri porno-attori italiani come Milly D’Abbraccio e Rocco Siffredi, quest’anno sarà l’attualità a far da padrone. Se quindi volete divertirvi e non sapete cosa fare, giovani milanesi, sapete dove andare.

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La Repubblica cambia

settembre 20, 2007

//www.repubblica.it/

La Repubblica cambia, da oggi ci sarà anche R2, versione più English e moderna che raccoglierà i servizi speciali. Risulta evidente l’ispirazione di fondo al The Guardian, il quotidiano inglese, o meglio a G2 (che diventa appunto, in italiano, R2). Maggiore chiarezza nell’impaginazione, le foto diventano grandi e centrali ma soprattutto cominciano ad arrivare dei collegamenti ipertestuali di approfondimento che rimandano a Internet.
Buono l’intento di fondo sulla politica del direttore De Mauro:

 

la politica dovrà guadagnarsi il suo spazio nella nuova sezione, con questo semplice criterio: no alla politica che parla di sé stessa, sì alla politica che parla alle persone e al mondo

L’intento oggi sembra essere stato rispettato, ma purtroppo manca un inserto dedicato ad Internet ed alla tecnologia, senza contare il fatto che ancora un minimo spazio dedicato ai blog non viene lontanamente concepito o pensato.
Per ora insomma rimane una versione ibrida, anche perché le firme rimangono le stesse. Vedremo quindi se, a parte l’estetica e gli intenti, davvero avremo un esempio moderno di evoluzione inglese del giornalismo italiano. Per ora infatti il livello dell’inglese di Repubblica rimane scolastico.

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Ammazza che Mazza!

settembre 20, 2007

Da corriere.it

A prescindere da Grillo e dalle dichiarazioni degli ultimi giorni, quando il direttore del Tg2 arriva ad affermare cose demenziali e pericolose come queste, secondo me…abbiamo davvero toccato il fondo. Il delirio è vicino.

Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, dopo aver ascoltato quegli insulti contro tizio e contro caio, premesse il grilletto?

Io ho una risposta ce l’ho: spegnerebbe il Tg2. Mi chiedo però perché i media in questo periodo si sono di colpo ricordati di Beppe Grillo ma temono il qualunquismo e l’antipolitica. Grillo è diventato il nemico numero uno della democrazia italiana, la mina vagante che potrebbe mandare pericolosamente il paese in rovina. O almeno ce lo vogliono fare credere. Chissenefrega dico io. Secondo voi è normale invece che tutti i giornali parlino in questi toni scandalistici di Grillo e di ogni parola che dice?
È proprio questo che mi preoccupa: se i giornalisti italiani dei tg con milioni di telespettatori sono disposti a dire di tutto pur di proteggere il non-essere più politici da tempo da parte di chi ci governa, la situazione è più grave del previsto. Perché è comodo parlare soltanto delle affermazioni forti di un comico e ignorare altri temi più importanti; è anche così che dimostrano la loro malafede.
Che non si lamentino poi e non comincino ad aver paura se il prossimo V-Day sarà proprio contro di loro, col fine di togliere i finanziamenti pubblici stratosferici a “questa merda di informazione”. Senza contare che in questo modo Grillo va su EuroNews (gran canale in effetti) a dirne di cotte e di crude sull’Italia, sull’informazione e sui politici italiani. E come dargli torto?

Quanto durerà la moda Grillo? E quanto ci sfasceranno le orecchie parlando di grillini o altri nomignoli? Perché per forza bisogna tentare di inquadrare tutto da una parte, bianco o nero, fascista o comunista, grillino e antipolitico, ecc…? Come se io non potessi pensarla diversamente, con tante sfumature; ragionamenti da “uomini”, direbbero le donne in altri contesti quando ci prendono in giro sul nostro modo di pensare, ragionare o vedere le cose. O zero o uno, come in un sistema binario. Conosciamo i temi di Grillo, quindi non capisco perché prendersela tanto. Va bene discutere sul non condividere i metodi, ma per il resto, rifirmerei al V-Day. Non per Beppe Grillo, ma semplicemente perché prima di tutto volevo dare un segnale ben preciso, un input, giusto o qualunquista che sia; in secondo luogo non mi sembra neanche così sbagliato non volere seduti in parlamento dei condannati. Che poi le proposte non verranno mai calendarizzate, questo è un altro discorso qualunquista.

Concludo infine citando un bel pezzo di Giovanni Sartori su tutto quello che sta accadendo in questi giorni: Grillo è l’obiettivo primario perché ha colpito il ventre molle della politica. Ha parlato di voti infatti. I politici da tempo se ne sono infischiati della crescente rabbia, della distanza che accresceva tra loro e la popolazione e questo è il risultato. Si parla tanto di antipolitica, ma in realtà Grillo sembra volerci entrare per azzerarla.

Se vogliamo davvero sapere quale sia lo stato di putrefazione del Paese, la fonte non è Grillo ma il libro La Casta di Stella e Rizzo. Quel libro ha venduto un milione di copie-un record di successo mai visto – eppure non ha smosso nulla. Gli italiani dovrebbero esprimere la loro protesta «razionale» continuando a comprarlo. Ma anche così dubito che la Casta ascolterebbe. Perché Stella e Rizzo non controllano voti. Invece Grillo sì. Lo ha già dimostrato e si propone di rincarare la dose al più presto. Per le prossime elezioni amministrative Grillo sosterrà liste civiche spontanee «certificate » (da lui) che escludano iscritti ai partiti e personaggi penalmente sporchi.

Esattamente. Con gli italiani funzionano altre cose, più populiste forse; devono sentirsi trasportare dai sentimenti un po’ poveri di razionalità, altrimenti non si smuovono. Certo è che pensare di fermare tutto questo con una retorica tutta made in Italy appellandosi al fascismo, al qualunquismo, alla critica con annesso atteggiamento di superiorità e affini, è un errore che ha caratterizzato specialmente la tradizione della sinistra più intellettuale e che continua, imperterrito, ad essere ripetuto.

 

 

P.S.= …da quando Tronchetti Provera si chiama Massimo?!

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Ma mi Facci il piacere

settembre 20, 2007

Come volevasi dimostrare i sospetti erano fondati: il giochetto è durato circa un giorno. Filippo Facci non ha querelato Edoardo di Terradiconquista.net. Sinceramente a me, quello che aveva scritto su Grillo non fregava un fico secco e non capisco perché uno debba dimostrarsi “grillino” se non prende le parti del potenziale querelante; anche perché di episodi “da querela” come questo in Italia sono già accaduti, più di una volta.

Forse Facci dovrebbe imparare a postare in modo più chiaro e non solo sibillino.

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