Mele marce

settembre 21, 2007

//www.myspace.com/mistersebastiandark

Quest’anno il Mi-Sex si preannuncia più interessante del solito:

 

[...] Cosimo Mele invece aleggerà nell’aria, visto che al Mi-Sex verrà presentato in anteprima “Mele marce”, film sulla sua notte brava tra prostitute e cocaina. La trama è la stessa: un deputato difensore dei valori morali e della religione che poi la notte si dà al sesso sfrenato. A Mele non va neppure male: a interpretarlo, con il nome di Cosimo Pere (notare il gioco di parole) è Roberto Malone, uno dei miti dell’hard core mondiale, oltre 2mila film porno interpretati in carriera grazie a una notevole dimensione artistica per dirla alla Elio e le Storie tese. [...] “E non finisce qui – dice il produttore – stiamo studiando la versione hard core di altri fatti di cronaca. A partire dalla vicenda di Sircana. Ma il sogno proibito è Beppe Grillo, dobbiamo ragionare come”.

Oltre a ricordare la morte di Moana Pozzi con proiezioni continue dei suoi film più famosi insieme ad altri porno-attori italiani come Milly D’Abbraccio e Rocco Siffredi, quest’anno sarà l’attualità a far da padrone. Se quindi volete divertirvi e non sapete cosa fare, giovani milanesi, sapete dove andare.

Share:
Technorati icon


La Repubblica cambia

settembre 20, 2007

//www.repubblica.it/

La Repubblica cambia, da oggi ci sarà anche R2, versione più English e moderna che raccoglierà i servizi speciali. Risulta evidente l’ispirazione di fondo al The Guardian, il quotidiano inglese, o meglio a G2 (che diventa appunto, in italiano, R2). Maggiore chiarezza nell’impaginazione, le foto diventano grandi e centrali ma soprattutto cominciano ad arrivare dei collegamenti ipertestuali di approfondimento che rimandano a Internet.
Buono l’intento di fondo sulla politica del direttore De Mauro:

 

la politica dovrà guadagnarsi il suo spazio nella nuova sezione, con questo semplice criterio: no alla politica che parla di sé stessa, sì alla politica che parla alle persone e al mondo

L’intento oggi sembra essere stato rispettato, ma purtroppo manca un inserto dedicato ad Internet ed alla tecnologia, senza contare il fatto che ancora un minimo spazio dedicato ai blog non viene lontanamente concepito o pensato.
Per ora insomma rimane una versione ibrida, anche perché le firme rimangono le stesse. Vedremo quindi se, a parte l’estetica e gli intenti, davvero avremo un esempio moderno di evoluzione inglese del giornalismo italiano. Per ora infatti il livello dell’inglese di Repubblica rimane scolastico.

Share:
Technorati icon


Ammazza che Mazza!

settembre 20, 2007

Da corriere.it

A prescindere da Grillo e dalle dichiarazioni degli ultimi giorni, quando il direttore del Tg2 arriva ad affermare cose demenziali e pericolose come queste, secondo me…abbiamo davvero toccato il fondo. Il delirio è vicino.

Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, dopo aver ascoltato quegli insulti contro tizio e contro caio, premesse il grilletto?

Io ho una risposta ce l’ho: spegnerebbe il Tg2. Mi chiedo però perché i media in questo periodo si sono di colpo ricordati di Beppe Grillo ma temono il qualunquismo e l’antipolitica. Grillo è diventato il nemico numero uno della democrazia italiana, la mina vagante che potrebbe mandare pericolosamente il paese in rovina. O almeno ce lo vogliono fare credere. Chissenefrega dico io. Secondo voi è normale invece che tutti i giornali parlino in questi toni scandalistici di Grillo e di ogni parola che dice?
È proprio questo che mi preoccupa: se i giornalisti italiani dei tg con milioni di telespettatori sono disposti a dire di tutto pur di proteggere il non-essere più politici da tempo da parte di chi ci governa, la situazione è più grave del previsto. Perché è comodo parlare soltanto delle affermazioni forti di un comico e ignorare altri temi più importanti; è anche così che dimostrano la loro malafede.
Che non si lamentino poi e non comincino ad aver paura se il prossimo V-Day sarà proprio contro di loro, col fine di togliere i finanziamenti pubblici stratosferici a “questa merda di informazione”. Senza contare che in questo modo Grillo va su EuroNews (gran canale in effetti) a dirne di cotte e di crude sull’Italia, sull’informazione e sui politici italiani. E come dargli torto?

Quanto durerà la moda Grillo? E quanto ci sfasceranno le orecchie parlando di grillini o altri nomignoli? Perché per forza bisogna tentare di inquadrare tutto da una parte, bianco o nero, fascista o comunista, grillino e antipolitico, ecc…? Come se io non potessi pensarla diversamente, con tante sfumature; ragionamenti da “uomini”, direbbero le donne in altri contesti quando ci prendono in giro sul nostro modo di pensare, ragionare o vedere le cose. O zero o uno, come in un sistema binario. Conosciamo i temi di Grillo, quindi non capisco perché prendersela tanto. Va bene discutere sul non condividere i metodi, ma per il resto, rifirmerei al V-Day. Non per Beppe Grillo, ma semplicemente perché prima di tutto volevo dare un segnale ben preciso, un input, giusto o qualunquista che sia; in secondo luogo non mi sembra neanche così sbagliato non volere seduti in parlamento dei condannati. Che poi le proposte non verranno mai calendarizzate, questo è un altro discorso qualunquista.

Concludo infine citando un bel pezzo di Giovanni Sartori su tutto quello che sta accadendo in questi giorni: Grillo è l’obiettivo primario perché ha colpito il ventre molle della politica. Ha parlato di voti infatti. I politici da tempo se ne sono infischiati della crescente rabbia, della distanza che accresceva tra loro e la popolazione e questo è il risultato. Si parla tanto di antipolitica, ma in realtà Grillo sembra volerci entrare per azzerarla.

Se vogliamo davvero sapere quale sia lo stato di putrefazione del Paese, la fonte non è Grillo ma il libro La Casta di Stella e Rizzo. Quel libro ha venduto un milione di copie-un record di successo mai visto – eppure non ha smosso nulla. Gli italiani dovrebbero esprimere la loro protesta «razionale» continuando a comprarlo. Ma anche così dubito che la Casta ascolterebbe. Perché Stella e Rizzo non controllano voti. Invece Grillo sì. Lo ha già dimostrato e si propone di rincarare la dose al più presto. Per le prossime elezioni amministrative Grillo sosterrà liste civiche spontanee «certificate » (da lui) che escludano iscritti ai partiti e personaggi penalmente sporchi.

Esattamente. Con gli italiani funzionano altre cose, più populiste forse; devono sentirsi trasportare dai sentimenti un po’ poveri di razionalità, altrimenti non si smuovono. Certo è che pensare di fermare tutto questo con una retorica tutta made in Italy appellandosi al fascismo, al qualunquismo, alla critica con annesso atteggiamento di superiorità e affini, è un errore che ha caratterizzato specialmente la tradizione della sinistra più intellettuale e che continua, imperterrito, ad essere ripetuto.

 

 

P.S.= …da quando Tronchetti Provera si chiama Massimo?!

Share:
Technorati icon


Ma mi Facci il piacere

settembre 20, 2007

Come volevasi dimostrare i sospetti erano fondati: il giochetto è durato circa un giorno. Filippo Facci non ha querelato Edoardo di Terradiconquista.net. Sinceramente a me, quello che aveva scritto su Grillo non fregava un fico secco e non capisco perché uno debba dimostrarsi “grillino” se non prende le parti del potenziale querelante; anche perché di episodi “da querela” come questo in Italia sono già accaduti, più di una volta.

Forse Facci dovrebbe imparare a postare in modo più chiaro e non solo sibillino.

Share:
Technorati icon


Sacrifici onerosi

settembre 19, 2007

Si è dimesso Riccardo Capecchi funzionario della Presidenza del Consiglio presente sull’aereo della Air Mastella dopo aver scoperto la pubblicazione di una sua foto sull’aereo di Stato che, appunto, riportava Mastella e Rutelli a Roma dopo il gran premio di Monza.

Per la cronaca, la notizia vera è che per informarci delle sue coraggiose dimissioni Capecchi ha scritto a Dagospia, scavalcando un po’ di organi di stampa tradizionali.

Share:
Technorati icon


New York Times 2.0

settembre 18, 2007

Il New York Times cambia. Dalla mezzanotte di martedì, tutte le parti del famoso quotidiano americano (compresi editoriali, commenti e archivio) saranno completamente free, accessibili da tutti senza dover pagare l’abbonamento mensile di 7,95 $.

La motivazione ufficiale di questa scelta epocale è data dall’aumento esponenziale degli introiti pubblicitari, secondo l’equazione “più utenti che leggono = più pubblicità”; “più visitatori = più spazi pubblicitari da vendere”. Sinceramente non comprendo ancora se sia la cosa più giusta da fare. Certo, i contenuti prodotti dagli utenti continueranno ad aumentare e a circolare con più facilità, ma non si corre il rischio di vedersi saturati di pubblicità? Il mio dubbio è dato specialmente dal timore di vedere un rapido peggioramento della qualità delle informazioni veicolate.

Avete presente i primi anni ’80 quando c’era qualcuno che grazie ad una concessionaria antagonista della SIPRA vendeva senza limiti spazi pubblicitari agli inserzionisti trasmettendo i primi telefilm americani? Da quel momento in poi è cambiato tutto. Non sto qui a dilungarmi sulla storia radio-televisiva di quegli anni, ma è proprio da li che si è cominciato a guardare in un altro modo i dati Auditel e da li la pubblicità è stata considerata parte attiva nella creazione di un palinsesto.

Lancio quindi la domanda ai più esperti: se anche nei quotidiani – come se ciò già non accadesse abbastanza sia nella versione cartacea che in quella on line – la linea o la curva dell’attenzione si spostasse troppo verso i gusti dei fruitori delle notizie – cioé noi, gli utenti destinatari – a discapito della qualità delle informazioni, non rischiamo semplicemente di trasferire un media tradizionale in un canale nuovo, senza avere in realtà apparenti vantaggi?

Share:
Technorati icon


Democrazia non fa rima con polizia

settembre 18, 2007

Ora capisco cosa voleva dire la mia professoressa di italiano quando parlava di “sintesi”, dell’essere concisi ed andare al punto di ogni discorso. Altrimenti potrebbe accadervi una cosa del genere negli Stati Uniti.

Ci sono alcuni americani che sostengono che ogni giorno di più si stanno trasformando in uno stato di polizia. Non mi sento di dargli torto. Per quanto riguarda il ragazzo, c’è persino chi parla di altre cose più complicate, oscure ma pur sempre esistenti. Avete mai sentito parlare di cospirazione globale, teorie del complotto e di sette (o fratellanze) come quella degli Skull & Bones? Non sembra, ma non sto parlando di fanta-storia. Buona lettura (e buona visione).

Share:
Technorati icon


Smorzare i toni dell’antipolitica

settembre 17, 2007

//italymedia.it

I nostri figli – ha ricordato – nasceranno nella Padania libera. Preparatevi che sta arrivando il momento: il giorno in cui dovremo combattere per la nostra libertà sta arrivando. Vedremo se sarà facile per Prodi e i suoi fermare dieci milioni di lombardi”

 

Dopo aver impugnato i fucili, dopo anni di frasi che ogni tanto bisognerebbe ricordargli, dopo il tormentone di “Roma ladrona” che continua all’infinito, dopo il Bossi di poco più di una settimana fa che smorza i toni di Grillo e parla di antipolitica, ecco invece quello vero che sa fare politica dal basso usando parole posate e perfette per ogni occasione. Va bene l’entusiasmo della “festa dei popoli padani”, va bene anche che la gente che vota lega e che presenzia ai comizi di questi qua ha forse la quinta elementare ed è talmente ignorante da pensare che ogni male dell’Italia sia dovuto agli immigrati, ai musulmani, ai “terroni” e che invece al Nord andrebbe tutto benissimo se chiudessimo le frontiere e pagassimo i dazi…però questa gente qui è stata 5 anni al Governo e rischia di tornarci insieme “ad una destra” che dal 1994 più o meno metà di voi insiste a votare; per di più con questa destra si vota “per un mafioso, per i cascami del pentapartito più disonesto e per i loro alleati che fino al 1993 erano due partiti estremisti tenuti giustamente ai margini della vita democratica. Se non ci fosse Berlusconi, se non fosse questa destra schifosa fatta da gente orribile, la politica italiana – e soprattutto la sinistra – sarebbe sicuramente migliore e non avremmo estremisti in parlamento. E forse avremmo una destra civile, come nel resto d’Europa”.
Certo, non credo che questa sinistra forse potrebbe diventare migliore. Ma sicuramente sparirebbe questa destra che specula sulle emozioni, sui drammi del momento e sì, fa del populismo più basso la sua forza. Ma ha capito che così deve fare con gli italiani, con questa Italia. Probabilmente l’errore è ancora della sinsitra che non ha compreso questo aspetto e come da tradizione si attesta su livelli di politica non congrui alla popolazione; certo, non dovrebbe essere un fattore negativo, ma gli italiani non hanno né la preparazione né la cultura adatta a capire un certo tipo di politica.
E gli unici che vanno a votare sempre, come ho già detto molte volte in altri post, sono proprio quelli che hanno interessi diretti, quegli amici, quei parenti che con “pastette, clientele, cuggggini, lobby, ecc…” si fanno strada giu in città e alla domenica nella parrocchia vicino a casa.

Share:
Technorati icon


Rivoglio l’EIAR

settembre 17, 2007

Vi do un motivo (grave) per non votare Veltroni:

Abolire il Cda della Rai: serve un manager svincolato dalla politica

A parte che repubblica.it ha scritto “servono”, riferito a non si sa cosa… Comunque sia ve lo ripeto, facendo lo spelling: u-n m-a-n-a-g-e-r s-v-i-n-c-o-l-a-t-o d-a-l-l-a p-o-l-i-t-i-c-a.

Cos…?! Privatizzare la RAI? Ma se siamo l’unico modello misto di finanziamento pubblico-privato, cosa dirai poi ai contribuenti che hanno pagato il canone…per un po’ di anni? Ci manca solo di privatizzare la TV di stato. Non siamo la NBC (finanziamenti esclusivamente privati) o la BBC (finanziamenti esclusivamente pubblici). Detto da te poi Walter, non me lo sarei mai aspettato; sembra una frase che si addice di più ad altre persone, non ad uno pronto a guidare il nuovo e nascente Partito Democratico che ha già deluso.

Walter, non ti sarai mica montato un po’ la testa vero? O forse stai già mettendo le mani avanti?


Mi sento fortunato (ad avere questi ministri)

settembre 15, 2007

Ma perché come ministri delle comunicazioni abbiamo gente che di new media, Internet e tutto il resto non capisce niente? Perché come commissario europeo abbiamo uno come Frattini? Come si fa a tirare fuori una frase del genere? Io non ne sarei capace:

“Intendo portare avanti un esercizio di esplorazione con il settore privato su come sia possibile usare la tecnologia per evitare che la gente usi o cerchi parole pericolose come bomba, uccidere, genocidio o terrorismo”

Certo, forse ci dimentichiamo che anche Google in materia di privacy o censura non è un buon esempio. Basti pensare al caso cinese in cui Google si autocensura pur di non abbandonare un mercato.

Il prossimo passo sarà quello di portare avanti un esercizio di esplorazione con il settore privato su come sia possibile usare la tecnologia per evitare che la gente usi o cerchi parole pericolose come “Frattini”; Google infatti ha deciso di censurare keywords come “Gentiloni”, “Mastella”, “Prodi” e “Berlusconi”. Sia mai che qualcuno creda davvero che in Italia gente così ci ha governato, ci governa e ci governerà.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.